La battaglia delle Frontiere comprende una serie di scontri combattuti, tra il 14 e il 24 agosto 1914, lungo la frontiera orientale della Francia e nel Belgio meridionale poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale tra l'esercito tedesco e le armate francesi e britanniche. I combattimenti si conclusero con un disastro per i francesi che subirono pesanti perdite e vennero duramente battuti sia in Lorena, che nelle Ardenne e sulla Sambre dall'esercito tedesco che, entrato in Belgio fin dal 4 agosto, avanzava in massa. La British Expeditionary Force, entrata in azione in aiuto dell'esercito francese, venne coinvolta nella grande battaglia combattendo a Mons, dove venne costretta a ripiegare dalla potente ala destra tedesca.

I francesi cercarono di applicare l'aggressiva manovra offensiva prevista dal cosiddetto piano XVII elaborato dal generale Joseph Joffre e sferrarono una serie di costosi attacchi frontali contro le armate tedesche che a loro volta stavano marciando verso la Francia settentrionale secondo la strategia stabilita dal cosiddetto piano Schlieffen. Gli attacchi francesi, basati sull'assalto allo scoperto alla baionetta, vennero tutti duramente respinti dalle truppe tedesche che, impiegando i moderni procedimenti tattici basati sulla manovra, sull'uso dei trinceramenti e sull'impiego della potenza di fuoco delle mitragliatrici, inflissero gravi perdite ai reparti nemici e continuarono ad avanzare.

Si trattò nel complesso della battaglia più grande, in termini di forze impiegate, e più sanguinosa, in rapporto alla sua durata molto breve rispetto alle successive campagne della Grande Guerra, del primo conflitto mondiale.. L'esercito francese subì soltanto nei quattro giorni di scontri tra il 20 e il 23 agosto oltre morti, di cui il 22 agosto 1914, il giorno più sanguinoso della storia militare francese.

Il fallimento dell'offensiva francese, di fronte alla potente spinta dell'esercito tedesco, portò ad una ritirata generale fino al fiume Marna, dove le forze francesi e britanniche si raggrupparono per la difesa di Parigi.

Inizio della guerra europea sul fronte occidentale Piani e preparativi

Dopo il drammatico confronto diplomatico della crisi di luglio, la dirigenza della Germania, sotto la pressione dallo stato maggiore generale allarmato dalla mobilitazione generale russa decisa alle ore 17 del 30 luglio 1914, aveva preso la decisione di dichiarare guerra alla Russia e alla Francia dopo aver proceduto a proclamare il Kriegsgefahrzustand ("Stato di pericolo di guerra") il pomeriggio del 31 luglio e la mobilitazione generale nel pomeriggio il 1º agosto. La macchina bellica tedesca, accuratamente diretta dall'Alto comando prevedeva che l'inizio delle procedure di mobilitazione generale dell'esercito fossero seguite immediatamente dall'inizio delle operazioni militari sul terreno per sfruttare l'eccellente organizzazione e la velocità della sua mobilitazione e anticipare la concentrazione degli eserciti nemici sferrando una grande offensiva a occidente. Le avanguardie tedesche infatti entrarono in Lussemburgo già il 2 agosto senza incontrare resistenza, mentre il Belgio venne invaso a partire dal 4 agosto dopo la decisione di quella nazione di respingere lultimatum della Germania che richiedeva di lasciare libero il passaggio all'esercito germanico..

Lo stato maggiore tedesco aveva pianificato fin dal 1905 sotto l'impulso decisivo del capo di stato maggiore, generale Alfred von Schlieffen, un ambizioso progetto operativo che prevedeva di concentrare la massa principale dell'esercito a ovest e sferrare una grande offensiva decisiva contro la Francia che avrebbe dovuto concludersi entro sei settimane ancor prima che l'esercito russo ad est avesse potuto concentrarsi e passare all'attacco. Il cosiddetto piano Schlieffen prevedeva di schierare la maggior parte delle forze tedesche all'ovest sull'ala destra che avrebbe marciato rapidamente in Belgio a nord e a sud della Mosa e quindi avrebbe invaso la Francia settentrionale puntando direttamente su Parigi, cogliendo di sorpresa l'esercito francese che sarebbe stato aggirato alle spalle. Il generale von Schlieffen prevedeva l'intervento di un corpo di spedizione britannico che tuttavia sarebbe stato sbaragliato dall'ala destra tedesca e dava scarsa importanza alla eventuale resistenza dell'esercito belga, definito dagli ufficiali tedeschi un esercito formato da "soldati di cioccolata"..

Questo audace progetto venne in parte modificato nel 1912-1913 dal nuovo capo di stato maggiore, generale Helmuth von Moltke che mantenne nel complesso gli obiettivi e le direttrici strategiche del piano ma, temendo un'offensiva francese in Lorena e Alsazia e un possibile attacco russo in Prussia orientale, ridusse la potenza dell'ala destra, rinforzò lo schieramento dell'ala sinistra e potenziò anche le difese tedesche all'est..

Dal 1911 il nuovo capo di stato maggiore dell'Esercito francese, il tenace generale Joseph Joffre, aveva proposto un nuovo progetto strategico che era stato approvato dal Conseil supérieur de la guerre; il piano XVII.. Questo nuovo piano differiva dal progetto precedente che, nel timore di una manovra in forze del nemico attraverso il Belgio, prevedeva di estendere lo schieramento difensivo fino alle coste della Manica. Il generale Joffre progettava invece di passare all'attacco anticipando le manovre nemiche. Il generale aveva pianificato un'offensiva con quattro armate che avrebbero sferrato un doppio attacco a nord e a sud della Mosella in direzione delle Ardenne e della Lorena. Il comandante in capo non escludeva la possibilità, sospettata da molti anni dopo le sensazionali rivelazioni della famosa spia tedesca Le Vengeur, che i tedeschi entrassero in Belgio violandone la neutralità, ma, sottovalutando la consistenza delle riserve nemiche, credeva che si sarebbero limitati ad attraversare solo la parte meridionale del paese; per questa eventualità una armata, la 5ª Armata, sarebbe stata tenuta in riserva sull'Oise da dove avrebbe potuto intervenire oltre il confine belga in caso di violazione tedesca della sua neutralità.. Il generale Joffre e il suo capo di stato maggiore, generale Henri Berthelot consideravano con favore un rafforzamento dell'ala destra nemica che avrebbe a loro parere di conseguenza comportato un indebolimento delle forze tedesche schierate nel settore centrale dove essi intendevano sferrare il loro attacco.

Inoltre il generale Joffre era informato che, secondo gli accordi pre-bellici tra Gran Bretagna e Francia, un Corpo di spedizione britannico (BEF) sarebbe sbarcato sul continente per prendere parte alla lotta contro i tedeschi. Dopo la dichiarazione di guerra britannica alla Germania del 4 agosto, le prime truppe si imbarcarono già il 10 agosto e affluirono nei porti di Boulogne, Le Havre e Dunkerque i primi reparti del BEF di cui era previsto lo schieramento, al comando del generale John French, tra Maubeuge e Hirson per supportare il fianco sinistro francese..

Movimenti iniziali degli eserciti

Mentre in Germania si diffondeva un grande slancio patriottico tra la popolazione, convinta del carattere difensivo della guerra di fronte ai nemici descritti dalla propaganda come determinati a perseguire la politica di accerchiamento e di distruzione della nazione tedesca, e a livello politico si instaurava il cosiddetto burgfrieden, la coesione nazionale tra i diversi partiti politici, l'esercito tedesco effettuò con grande efficienza le operazioni di mobilitazione e concentrazione previste dal piano Schlieffen secondo la versione modificata del 1913/1914. Alcune brigate di avanguardia del X corpo d'armata, raggruppate provvisoriamente nella cosiddetta "Armata della Mosa", al comando del generale Otto von Emmich entrarono in Belgio e attaccarono subito la posizione fortificata di Liegi. Gli attacchi tedeschi in formazione serrata del 5 e 6 agosto fallirono di fronte alla inattesa resistenza delle truppe belghe e lo stato maggiore tedesco dovette impiegare la sua artiglieria pesante d'assedio, riuscendo infine a conquistare la fortezza di Liegi dopo dieci giorni di bombardamenti..

Dopo questi combattimenti preliminari, la grande offensiva generale dell'esercito tedesco in occidente ebbe invece inizio dal 13 agosto; l'ala destra, la cosiddetta Schwenkungsflügel ("ala perno"), che doveva effettuare la manovra decisiva attraverso il Belgio avanzando inizialmente fino ad una linea compresa tra Bruxelles, Namur e Dinant, era costituita da tre armate formate da oltre soldati. Da nord a sud avanzarono la 1ª Armata del generale Alexander von Kluck con sei corpi d'armata e soldati, la 2ª Armata del generale Karl von Bülow con sei corpi d'armata e soldati e la 3ª Armata del generale Max von Hausen, con quattro corpi d'armata sassoni e soldati. La marcia della fanteria germanica era preceduta dai due corpi di cavalleria del generale Georg von der Marwitz e del colonnello Manfred von Richthofen che avevano il compito di coprire la marcia della fanteria e riconoscere la presenza e la posizione del nemico..

Mentre l'ala destra iniziava la manovra decisiva, al centro dello schieramento tedesco avanzarono la 4ª Armata del duca Albrecht del Württemberg con cinque corpi d'armata e soldati e la 5ª Armata del Kronprinz Guglielmo con altri cinque corpi d'armata e soldati. Il compito di queste forze era quello di attraversare aggressivamente le Ardenne e proteggere i fianchi delle due ali dell'esercito tedesco. Infine in Lorena e Alsazia si concentrarono la 6ª Armata costituita principalmente da truppe bavaresi al comando del principe Rupprecht con quattro corpi d'armata e soldati e la 7ª Armata del generale Josias von Heeringen con tre corpi d'armata e soldati; in questo settore venne schierato anche il corpo di cavalleria del generale Rudolf von Frommel. A queste forze venne assegnato inizialmente un compito prevalentemente difensivo di copertura del territorio nazionale conteso di Alsazia e Lorena, cercando di tenere impegnate il maggior numero possibile di truppe francesi.

In Francia l'inizio del conflitto europeo suscitò turbamento tra la popolazione ma ben presto la consapevolezza di combattere per difendere la nazione dalla minaccia tedesca favorì il manifestarsi di sentimenti di forte patriottismo che furono consacrati nella cosiddetta Union sacrée di tutti i francesi, proclamata dai politici ed esaltata dalla propaganda. All'interno dell'esercito francese, le truppe in generale mostravano grande ottimismo; non mancava uno spirito di revanche. Il generale Joffre diede subito inizio ai movimenti previsti dal piano XVII, completando con efficienza la mobilitazione e la concentrazione delle sue armate lungo il confine con la Germania e sulla riva della Mosa, a sud del confine belga. Dopo aver ricevuto dal Belgio il 5 agosto la richiesta di soccorso, il comandante in capo francese fece attraversare la frontiera alle unità della 5ª Armata del generale Charles Lanrezac; questa formazione, costituita da cinque corpi d'armata con quasi soldati, era stata concentrata inizialmente in Champagne, sul fianco sinistro dello schieramento francese.. L'8 agosto il generale Joffre diramò la sua prima istruzione strategica generale e diede inizio alla sua grande offensiva a nord e a sud della Mosella. La 1ª Armata del generale Auguste Dubail e la 2ª Armata del generale Édouard de Castelnau attaccarono in Alsazia e Lorena con 420 battaglioni e oltre cannoni; al centro, la 3ª Armata del generale Pierre Ruffey e la 4ª Armata del generale Fernand de Langle de Cary con nove corpi d'armata e soldati in totale, iniziarono a penetrare nelle Ardenne per sferrare il previsto attacco decisivo..