Masone (Mason in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.
Geografia fisica Territorio
Tra i più importanti centri della valle Stura, ubicato a nord-ovest di Genova, Masone fa parte del Parco naturale regionale del BeiguaApprofondimenti sul sito del Parco naturale regionale del Beigua.
Si trova sul versante settentrionale dello spartiacque appenninico, che in questa zona passa molto vicino alla costa ligure. La località Cappelletta di Masone si trova quasi all'altezza del crinale divisorio, verso il Bric del Dente (1107 m e sede dell'omonima oasi). Attraverso il valico del passo del Turchino (588 m s.l.m.), lungo la strada statale 456 del Turchino, è possibile il collegamento con Mele e quindi con il quartiere genovese di Voltri.
Tra le vette del territorio il Bric del Dentino (976 m), il Bric degli Angeli (971 m), il monte Giallo (970 m), il Bric La Masca (902 m), la Rocca Giana (901 m), il Bric della Sorba (859 m), il monte Basè (784 m), il monte Tacco (782 m), il Bric del Terma (760 m), il monte Croce (695 m), il Bric Caban (647 m), il Bric Vardiola (645 m), il Bric dell'Asino (574 m), il Bric Solardo (530 m).
Il centro urbano è diviso in due nuclei, quello storico - denominato "Castello" o "Paese vecchio" - sorge a 432 m sulle pendici meridionali di un modesto colle, posto sul versante sinistro della vallata e sul quale, fino al 1747, era collocato il castello.
A partire dai primi decenni del XIX secolo si è venuto a costituire un secondo nucleo urbano, ubicato nella piana alluvionale (391 m s.l.m.) sulla destra orografica del torrente Stura, a valle della confluenza di questo con il torrente Vezzulla; l'agglomerato urbano di fondovalle è detto localmente "Paese nuovo" o "Piana" data la sua natura alluvionale, in quanto è attraversata dal torrente Stura.
Clima
Masone presenta un clima semicontinentale, gli inverni sono freddi, con temperature medie che oscillano tra gli 0 °C e i +2 °C, con frequenti inversioni termiche (non inusuali minime tra i -5° e i -7 °C in nottate caratterizzate da cielo sereno e calma di vento), ma spesso mitigati da deboli flussi umidi meridionali. Abbondanti e abbastanza frequenti le nevicate, nel periodo che va da dicembre a marzo, con accumuli finali che possono arrivare a 30–50 cm per episodio, la media delle precipitazioni nevose si aggira intorno ai 140–160 cm per inverno. Le estati sono generalmente fresche grazie all'influsso del mare, le cui brezze stemperano gli assolati pomeriggi estivi, medie tra i +20 °C e i +22 °C, massime raramente sopra i +30 °C e ampie escursioni termiche giornaliere, con frequenti minime tra i +10° e i +15 °C, che rendono le nottate masonesi gradevoli rispetto alla vicina città di Genova.
Caratteristica che rende Masone relativamente famoso è la sua proverbiale elevata piovosità, a causa della sua ubicazione immediatamente al di là dello spartiacque appenninico e della particolare morfologia del territorio circostante: in particolare, quando prevalgono correnti umide provenienti da S-SW queste incontrano un ostacolo naturale nei contrafforti meridionali del Gruppo del Beigua e, non essendo in grado di superarli, scivolano letteralmente su di essi scorrendo poi, favorite dalla morfologia ad imbuto della valle del rio Turchino, verso N-NE in direzione dell'alta Valle Stura, dove poi le precipitazioni subiscono un'amplificazione dovuta all'effetto stau; frequenti anche i temporali autorigeneranti. Le precipitazioni medie annue si aggirano intorno ai 1660 mm, ma con punte tra i 1800 e i 2000 mm nelle vallate poste a SE del centro abitato (immediatamente a ridosso del versante N dello spartiacque), rendendo Masone uno dei centri più piovosi del ponente ligure, ma ampiamente superato da altre vallate più ad est. Occasionalmente, soprattutto all'inizio della primavera e in autunno, deboli flussi meridionali possono apportare nubi basse marittime che si arrestano sul versante meridionale del rilievo appenninico, (lato sud del Turchino), lasciando invece Masone, ed i versanti padani in genere, sotto sole e cieli tersi; più spesso, in realtà, le nuvole riescono a svalicare il crinale del passo del Turchino determinando su Masone il fenomeno della "macaia".
Storia
Questo territorio fu del tutto privo di insediamenti umani sino all’anno Mille.
Nel corso dell'XI secolo divenne sede del monastero benedettino di Santa Maria di Vesolla, quale luogo di sosta dei pellegrini diretti al porto di Genova con meta Roma o la Terra santa.
Il territorio masonese entrò a far parte del marchesato degli Aleramici (marchesi Del Bosco) a metà del XII secolo. I marchesi fecero costruire in questo luogo una mansio, analoga alle stazioni di posta dell’età imperiale. In essa vennero fatti alloggiare uomini armati incaricati di presidiare il luogo, assistere i viandanti e riscuotere il pedaggio. Nel 1183 i marchesi Del Bosco investirono alcuni loro vassalli ovadesi del feudo Castro Mansioni del quale erano ben definiti i confini, uno dei quali rappresentato dalla estesa proprietà ecclesiastica del monastero benedettino. Venuti in contrasto con Genova, i marchesi Del Bosco risultarono perdenti e, alla fine del Duecento, vennero definitivamente allontanati con le armi da Masone che, da quel momento, divenne feudo della Repubblica di Genova. Genova assecondò il desiderio di nobili famiglie della città di possederlo per sfruttare a fini forestali e siderurgici gli estesi boschi e i molti corsi d’acqua di questo territorio.
A fine Duecento, Masone venne acquistato dalla famiglia Della Volta che fu investita del feudo dalla Repubblica, detentrice dell’alto Dominio. Nei secoli successivi i passaggi di proprietà si susseguirono numerosi. Nel 1343 Genova lo concesse in feudo ad Angelo Lomellino, commerciante della vena di ferro proveniente dall’Isola d'Elba. Angelo Lomellino fece costruire due ferriere per la cottura della vena con il metodo a “basso fuoco” alla Catalana per la produzione di semilavorati di ferro necessari alla città di Genova. Il feudatario fece giungere in feudo persone provenienti dalla Lombardia, esperte nella lavorazione del ferro: questi primi abitanti prenderanno il cognome di Macciò, continuando la loro presenza a Masone sino ai giorni nostri. Nel 1376 il feudo venne acquistato da Raffaele Spinola, che ne intensificò lo sfruttamento a fini siderurgici con la costruzione di una nuova e più grande ferriera, in aggiunta alle due già esistenti.
Nel corso del Quattrocento, con la fine dell’epopea cavalleresca, il feudo di Masone entrò in una profonda crisi. Il vicino monastero, che si era prima riconvertito in canonica regolare di Mortara e poi in monastero cistercense femminile, terminò la propria esistenza a fine Quattrocento, rimanendo abbandonato e soggetto a rovina.
Il feudo venne rilanciato dal marchese Antonio Spinola negli anni Venti del Cinquecento. Egli fece costruire un nuovo e moderno castello per presidiare la nuova strada dei Giovi che dall’Ovadese raggiungeva Voltri, via Cannelona. Vicino al castello una piccola chiesa: Santa Maria sotto il castello. Ulteriore impulso venne dato dal banchiere genovese Adamo Centurione che acquistò il feudo di Masone nel 1546 e contemporaneamente anche l’annessa proprietà dell’ex monastero cistercense abbandonato da tempo. Nei giorni 2 e 3 gennaio del 1547, venne a rifugiarsi al sicuro in questo castello il principe Andrea Doria, in fuga dalla capitale genovese, dove era in atto la congiura della famiglia Fieschi.La svolta maggiore si ebbe con Lazzaro Grimaldi Cebà, futuro doge di Genova, che comperò il luogo di Masone nel 1573 e promosse la costruzione di un borgo compatto attorno al castello dove far alloggiare i nuovi lavoranti richiamati in feudo per rilanciarne l’economia principale: quella siderurgica e della produzione di carbone vegetale. Per l’aumentata popolazione del borgo, nel 1580 Lazzaro Grimaldi Cebà fece costruire una chiesa più grande con annesso convento nel quale insediò i monaci agostiniani. Il nuovo monastero di Sant'Agostino si occupò della cura delle anime al posto del sacerdote secolare. A fine Cinquecento il feudatario masonese dovette affrontare numerose controversie con i vicini per questioni di confine. La più cruenta fu quella innescata con il confinante feudo imperiale di Campo, per la quale vi fu una temporanea pace nel 1595, suggellata dall’apparizione della Vergine sul monte Bonicca, che era all’origine della lite.
La prima metà del Seicento si connotò per un acceso contrasto tra i Masonesi con il feudatario Paolo Agostino Spinola prima e con il figlio Lazzaro Spinola: si confrontavano due visioni del tutto opposte sui destini futuri del feudo. La lite venne portata innanzi alla magistratura genovese che, alla fine, sentenziò a favore dei Masonesi, intimando al feudatario di cessare tutte le angherie e i soprusi nei confronti dei suoi sudditi.
Nella seconda metà del Seicento entrarono in crisi le ferriere locali, il cui sistema di fusione, col basso fuoco alla catalana, era superato da sistemi più moderni di fusione. La contrazione della siderurgia locale venne compensata con l’aumento delle cascine nel territorio e la conversione di molti sudditi al settore agricolo. Lo sviluppo delle cascine proseguì ininterrotto nei due secoli successivi, contestualmente con lo sviluppo delle fucine che si caratterizzarono in particolare per la produzione di chiodi fatti a mano. Nel primo Settecento il feudo passò nelle mani della famiglia Centurione. In occasione della guerra di successione austriaca il castello si trovò al centro di operazioni belliche. All’inizio di maggio del 1747 il castello, difeso da armati genovesi, venne attaccato dagli Austriaci e costretto ad arrendersi dopo 14 giorni di assedio, facendolo poi esplodere con molti sacchi di polvere pirica. Nel 1782 il feudo passò nella proprietà di Gian Carlo Pallavicini che, nel 1790, provvide a far spianare le rovine del castello e a realizzare una grande piazza al suo posto.Nel 1797 cessò l’esistenza ufficiale del feudo di Masone e si costituiva la municipalità ispirata dal rinnovamento proveniente dalla Francia. Il comune diventava un cantone della giurisdizione della Cerusa, con capoluogo a Voltri. Nel 1814 Masone entrava a far parte del Regno di Sardegna e nel 1861 diventava comune del Regno d’Italia. Alla fine dell’Ottocento il Genio militare dell’esercito costruì sulle alture del paese il forte Geremia, terminato nel 1890, per il quale Masone divenne piazzaforte militare.
Nel primo Novecento Masone fu importante centro di villeggiatura estiva per la borghesia del Ponente genovese che vi costruì numerose ville, tra le quali spiccano la villa Bagnara su disegno dell'architetto Gino Coppedè e la villa Piaggio su disegno dell'architetto Riccardo Haupt.
Durante la seconda guerra mondiale Masone venne occupato dai tedeschi e fu al centro della rappresaglia nazi-fascista della settimana Santa del 1944, nota come strage della Benedicta. Il giorno di sabato 8 aprile 1944, vigilia della Pasqua, vennero fucilati in paese tredici giovani partigiani e seppelliti nella fossa comune di Piano Enrile. IL 19 maggio 1944, sulle alture del paese, nei pressi della Cappelletta vennero dai tedeschi fucilati i 59 partigiani del Turchino, anch’essi sotterrati in quel luogo in una fossa comune. Al termine della guerra, per iniziativa del sindaco della Liberazione, Carlo Pastorino, vennero riesumate le salme dei partigiani trucidati per tributare loro degne cerimonie funebri. Sui luoghi degli eccidi furono innalzati dei monumenti commemorativi. Lo stesso sindaco promosse la riedificazione della chiesa del Romitorio, sui resti dell’antica chiesa cistercense del XII secolo, che divenne il sacrario delle spoglie di alcune decine di partigiani trucidati in questi luoghi. Il Romitorio di Masone rappresenta un importante monumento dedicato ai partigiani. Simboli
Stemma
Gonfalone