La storia di Brescia trae origine dalla fondazione di alcuni insediamenti abitativi sul Colle Cidneo in piena età del bronzo. Nondimeno, è probabile che siti abitati esistessero già alla fine del III millennio a.C. nell'odierna zona sud-orientale della città, come testimoniato anche da ritrovamenti archeologici rinvenuti in loco.Nello specifico, ritrovamenti di abitati sono stati effettuati nella zona di San Polo e sulla collina di Sant'Anna. Si veda in .
Dopo essere divenuta capitale del regno dei galli Cenomani, Brescia entrò sotto la sfera d'influenza romana, diventandone poi un municipium a tutti gli effetti: l'antica Brixia, inoltre, divenne uno dei centri più importanti di tutta l'Italia settentrionale e venne organizzata, da un punto di vista planimetrico, mediante il tipico impianto razionalista dei castra militari, con conseguenze da un punto di vista urbanistico concretamente visibili anche in epoca moderna e contemporanea. A seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente Brescia fu contesa dai vari regni romano-barbarici per poi diventare, sotto il dominio longobardo, sede di un importante ducato che diede tra l'altro i natali a più di un re:Come ebbe modo di notare lo storico Paolo Diacono, infatti, Brescia diede i natali a re Rotari e a re Desiderio. Cfr. Paolo Diacono, Historia Langobardorum, V, 36, in particolare, la città raggiunse l'apice del proprio prestigio e potere politico sotto il regno dell'ultimo monarca longobardo, re Desiderio, che rese Brescia una dei principali luoghi del potere tramite la fondazione del monastero femminile di San Salvatore-Santa Giulia, tra i più influenti e ricchi enti religiosi italiani ed europei del tempo..
Nel corso del basso medioevo Brescia divenne un libero comune, per poi essere contesa tra i vari potentati che sorsero in epoca successiva: dopo essere stata soggetta ad una prima dominazione viscontea, infatti, la città giurò nel 1426 dedizione alla repubblica di Venezia, che amministrò Brescia fino alla stessa capitolazione della Serenissima, avvenuta nel 1797. In seguito, dopo la breve esperienza della repubblica bresciana e gli eventi che videro la discesa di Napoleone in Italia, la medesima Brescia fu annessa prima al dominio francese ed in seguito austriaco, distinguendosi tra l'altro per l'opposizione esercitata contro il medesimo governo austriaco durante le Dieci giornate di Brescia.Evento che valse alla città l'appellativo di Leonessa d'Italia, coniato inizialmente dal poeta Aleardo Aleardi e poi ripreso dall'intellettuale e letterato Giosuè Carducci nelle sue Odi barbare. A seguito degli eventi dell'unità d'Italia, nel 1861, la città divenne parte del neonato regno d'Italia, seguendone le vicende fino all'istituzione della repubblica; Brescia inoltre si distinse durante le vicende della seconda guerra mondiale ottenendo una medaglia d'argento al valore per il significativo contributo che fornì in merito al fenomeno della resistenza italiana.
Arrivata a distinguersi, a partire dagli anni '50 e '60, come la capitale del tondino e come un centro industriale tra i più ricchi a livello italiano ed europeo, la stessa città ha poi affrontato, nel quadro del più generico periodo degli anni di piombo, un attacco terroristico di matrice neofascista, la cosiddetta strage di piazza della Loggia, avvenuta durante una manifestazione sindacale il 28 maggio 1974.
Origine tra mito e indagine storica
Ercole e Cicno fondatori della città
Le origini di Brescia sconfinano nella leggenda: vi è chi fa risalire le origini della città ad Ercole, chi invece attribuisce la sua fondazione a Troe che, scappando da Troia in fiamme, sarebbe giunto presso il luogo dove ora sorge Brescia e vi avrebbe fondato la cosiddetta Altilia, vale a dire l'altra Ilio.. Tuttavia la leggenda che, secondo la storiografia, contiene con più probabilità un fondo di verità è quella che si riferisce a Cicno, mitico re dei Liguri: questi infatti nella tarda età del bronzo avrebbe invaso la pianura Padana e, giunto presso il colle Cidneo (al centro della moderna Brescia), ne fortificò la cima, nel sito in cui a partire dall'età medievale sorge il castello cittadino.
Altri ancora sostengono che i primi abitanti del territorio bresciano furono gli Etruschi, che si stanziarono appunto nel territorio della pianura cispadana. In ogni caso, è stato notato che la radice etimologica del termine Brixia potrebbe derivare dal celtico Berg/brg/brig, che significa letteralmente "luogo elevato", a testimonianza dell'insistere di un primo nucleo urbano proprio sul colle cittadino del Cidneo.
Brescia capitale dei Cenomani Una prima organizzazione proto urbana, in ogni caso, è riscontrabile solo dal V secolo a.C. e principalmente, appunto, attorno all'area del medesimo Cidneo, dove dovevano convergere sia molte sorgenti d'acqua sia le principali vie di comunicazione verso l'Etruria padana e la regione alpina.. L'evento di maggior importanza per la storia antica bresciana fu però l'arrivo dei Galli Cenomani tra V e IV secolo a.C., che resero Brixia la capitale del loro regno, come anche testimoniato dalla produzione scrittoria dello storico Tito Livio.Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXII, 30 Cenomani
Sobillate da Annibale, Asdrubale e Magone, intorno al 202 a.C. le tribù celtiche della pianura Padana crearono una confederazione contro i Romani. Questa confederazione mosse guerra contro gli stanziamenti Romani nella pianura cis-padana; i Cenomani però, appena prima della battaglia, si riallearono segretamente con i Romani (con i quali avevano già combattuto nel 225 a.C. le altre tribù galliche e nel 216 a.C. i Cartaginesi a Canne) ed il giorno seguente attaccarono alle spalle gli Insubri, provocandone la totale disfatta. Questa battaglia pose fine alla sovranità esclusiva su Brescia ed il suo territorio da parte dei Cenomani e diede inizio all'età romana. Venne infatti mantenuta solamente l'autonomia amministrativa.
Età romana
La prima età romana
Dal 196 a.C. ha appunto inizio per Brescia l'età romana. La città, in ogni caso, ebbe una certa indipendenza e libertà di governo, in virtù del suo status di alleata di Roma. Infatti i medesimi Cenomani, come già evidenziato, mantennero una certa indipendenza e addirittura anche diritto a mantenere un proprio esercito. Questo primo legame permise alla città, nell'89 a.C., con la Lex Pompeia emanata da Gneo Pompeo Strabone, di potersi fregiare del cosiddetto diritto latino;. .
Inoltre, nel 49 a.C., al tempo del consolato di Gaio Giulio Cesare, ottenne l'importante prerogativa, grazie alla Lex Roscia e alla Lex Iulia de civitate Transpadana, di divenire parte a tutti gli effetti del territorio romano. Perciò, ai suoi abitanti venne data la piena cittadinanza romana, con la conseguente iscrizione alla tribù dei Fabii.
Brescia in età repubblicana È proprio a quest'epoca, comunque, che va datata una prima razionalizzazione dell'abitato secondo il tipico schema urbanistico romano, tramite il tracciato di un decumano, l'odierna via dei Musei, ed un cardo. A tal proposito, è opportuno descrivere, almeno superficialmente, la natura dell'abitato a quel tempo: la Brixia di allora aveva la forma di un pentagono irregolare, al cui centro ideale vi erano la piazza del Foro e il santuario. Il già citato decumano percorreva in senso est-ovest la città e, perpendicolare ad esso, il cardo proseguiva a sud, smarcandosi dall'edificio della basilica civile e proseguendo verso sud, dunque verso Cremona. Le mura urbiche, poi, scendendo dalle pendici del colle proseguivano lungo l'attuale via Dieci Giornate e, indirizzandosi verso est, si protraevano fino a porta Paganora e corso Zanardelli, continuando verso corso Magenta e risalendo sempre verso il Cidneo da via Brigida Avogadro..
Nel 27 a.C., poi, Ottaviano augusto conferì alla città, unica in tutta l'Italia settentrionale del tempo a poter godere di tale privilegio, il titolo di Colonia civica Augusta Brixia. Forse proprio a ricordo di questo importante conferimento fu eretto sulla sommità del colle Cidneo un monumentale tempio,Parti della struttura sono state peraltro rinvenute nel corso di alcuni lavori, nel 1968, in occasione di alcuni interventi volti alla realizzazione del museo delle armi: si tratta di resti di un basamento, di una imponente scalinata in conci regolari e isodomi di medolo. promuovendo anche la costruzione di un acquedotto per migliorare l'approvvigionamento idrico del centro urbano. Si stima comunque che la sua lunghezza fosse di circa , partendo dall'odierna Lumezzane e raggiungendo appunto le pendici del colle..
La Brixia romana di allora era un importante centro religioso, inserito amministrativamente nella regione X Venetia et Histria. Aveva ben 3 templi e, oltre al già citato acquedotto, vennero costruiti un teatro, peraltro utilizzato anche per adunanze pubbliche in epoca medievale, dei complessi termali dove in età medievale venne costruita la Rotonda, ovvero il Duomo Vecchio, e nelle vicinanze di quella che modernamente è piazza Tebaldo Brusato; si ipotizza anche la costruzione di un anfiteatro nei pressi di quello che dall'Ottocento in poi è chiamato corso Magenta,Il primo ad ipotizzare l'esistenza di un anfiteatro per Brescia è lo studioso Giovanni Labus, che si basò, nelle sue speculazioni, sul rinvenimento di una targa votiva scoperta in via Mazzini; l'esistenza dello stesso è ipotizzata anche grazie alla leggenda dei santi cittadini Faustino e Giovita, i cui racconti sembrano testimoniarne l'esistenza, seppure in maniera non del tutto certa. sebbene non vi sia evidenza archeologica o documentaria a supportare questa teoria.
L'età imperiale Tra I e II secolo d.C. la città conobbe una grande espansione urbanistica, grazie alla quale furono costruiti nuovi ed importanti edifici attorno all'area del foro cittadino.. In ogni caso l'area compresa tra le pendici del colle Cidneo e il decumano massimo, vale a dire cioè proprio la piazza del foro, era stata oggetto di importanti interventi costruttivi già in occasione dell'erezione di un santuario di età repubblicana, databile al I secolo a.C.. Questo stesso luogo di culto venne sovrastato nel 73 d.C. da un monumentale tempio, conosciuto come Capitolium, il cui nome deriva appunto dall'intitolazione alla triade Capitolina.
L'imperatore Vespasiano e Brescia
Fatto costruire dall'imperatore Vespasiano, la commissione del tempio capitolino è da attribuire all'aiuto militare che la città fornì a quest'ultimo in occasione della battaglia di Bedriaco del 69 d.C., combattuta nei pressi di Cremona. Grazie a questa stessa battaglia egli sconfisse Vitellio e poté dunque salire al soglio imperiale. La paternità della costruzione, attribuibile appunto all'imperatore della gens Flavia, è ricavabile anche grazie alla dedica posta sul frontone del tempio, che così recita:. Tuttavia è nel 96 d.C. circa che Brixia raggiunse la sua massima espansione, arrivando a poter vantare la ragguardevole estensione di 29 ettari in superficie e una popolazione complessiva di circa abitanti. In virtù di questa densità abitativa non indifferente, la cerchia muraria di età augustea fu ampliata nel suo tratto occidentale, all'altezza della porta mediolanensis. La ricchezza del centro urbano di quest'epoca è testimoniata, a tal proposito, proprio dai ritrovamenti archeologici, che raccontano di una realtà locale piuttosto prosperosa e benestante, considerando anche le ricche villae suburbane site in località quali Sirmione, Desenzano del Garda e Toscolano Maderno.