Biografia Davide Ferrario nasce a Casalmaggiore (in provincia di Cremona), ma cresce a Bergamo, dove la sua famiglia si era trasferita poco tempo dopo la sua nascita. Qui frequenta il liceo classico e, a 19 anni, entra nello staff di Laboratorio 80, un cineforum aderente alla Federazione Italiana Cineforum, che, negli anni settanta, arriva a contare più di 6.000 soci. Questo permette a lui ed a un gruppo di altri cinefili di gestire professionalmente il cinema del circolo e anche di costituire una cooperativa di distribuzione, la Lab80 Film, che contribuisce a far conoscere in in Italia i film di Wenders, Fassbinder, Herzog, Wajda e Has, nonché a recuperare i primissimi film, prodotti in Spagna, di Marco Ferreri: El pisito e El cochecito.
Laureato in Letteratura angloamericana e già autore di una monografia su Rainer Werner Fassbinder, nella sua funzione di responsabile delle acquisizioni, Ferrario entra soprattutto a contatto con l’ambiente del cinema indipendente americano. Questo lo conduce, una volta lasciata la Lab80 Film, ad assumere il ruolo di agente di molti autori americani, importando in tale veste le opere italiane di autori come John Sayles, Jim Jarmusch, Godfrey Reggio e altri.
Film Nel 1987 gira il primo cortometraggio, Non date da mangiare agli animali, con protagonisti il futuro premio Oscar Chris Cooper e Mariella Valentini. Due anni dopo, al festival di San Sebastian, viene presentato il suo primo lungometraggio, La fine della notte, con Dario Parisini e Claudio Bigagli, ispirato ad un fatto di cronaca nera. La pellicola ottiene diversi riconoscimenti, tra cui quello di "miglior film indipendente della stagione". Nel 1997 esce il secondo film di Ferrario, Anime fiammeggianti.
La pellicola è notata dal produttore Gianfranco Piccioli che propone a Ferrario di dirigere l’adattamento cinematografico di Tutti giù per terra, il romanzo bestseller del torinese Giuseppe Culicchia. Il film è il primo di Ferrario ad essere ambientato a Torino, e ha come protagonista un giovane Valerio Mastandrea, che vince per la propria interpretazione il premio come Miglior Attore al Festival di Locarno 1997. Dell’anno successivo è Figli di Annibale, con Diego Abatantuono e Silvio Orlando, ispirato all'omonima canzone del gruppo Almamegretta.
Nel 1999 esce Guardami, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film, ispirato liberamente alla vita della pornostar Moana Pozzi, mette in scena senza censure la vita dei lavoratori del cinema hardcore. La pellicola riceve giudizi contrastanti, ma ne viene lodato il coraggio e il realismo. Nel 2003, Ferrario fonda con Francesca Bocca, scenografa dei suoi film e compagna di vita, la compagnia di produzione Rossofuoco.
Con la nuova casa di produzione gira il lungometraggio Dopo mezzanotte, realizzato con un budget ridotto, che si rivela il film di maggiore successo al festival di Berlino del 2004 e vince numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Caligari, il Don Quixote Award e il Premio Internazionale Flaiano 2004. Venduto in più di 100 territori, in Italia è campione d’incassi e riceve 10 nomination ai David di Donatello, vincendone uno.
Nel 2009 dirige Tutta colpa di Giuda (2009). Il film, girato interamente nel carcere di Torino con detenuti e agenti veri, è una specie di musical che affronta i paradossi della religione. All'uscita del film, Ferrario dichiara: "sono un ateo convinto e sereno, ma bisogna avere fede per esserlo. Capisco il senso della religione come risposta alle grandi domande della vita, anche se penso che sia assurdo che qualcuno si alzi la mattina e si metta a parlare in nome di Dio. Però credo ai miti e il Cristianesimo è mito fondante della nostra cultura". Protagonista di Tutta colpa di Giuda è Kasia Smutniak. Il film riscuote pareri positivi ma modesti incassi. Dopo 5 anni Ferrario dirige La luna su Torino (2014), commedia agrodolce sul disorientamento esistenziale della modernità, che tuttavia viene ritenuto da parte della critica non all'altezza dei lavori precedenti del regista.
Documentari Parallelamente ai film a soggetto, Ferrario è un prolifico autore di documentari, riguardo i quali dichiara “la fiction ha sempre una parte di documentario, e il documentario una parte di messa in scena”. Tra i primi documentari girati dal regista, si annoverano Lontano da Roma (1992), reportage sugli albori della Lega Lombarda di Umberto Bossi e Loro (1997), realizzato per la RAI.
Della seconda metà degli anni ’90 è una trilogia sulla Resistenza. Iniziata con Materiale resistente (1995, co-regia con Guido Chiesa), proseguita con Partigiani (1996, con altri quattro registi) e conclusa con Comunisti (1998). In questi film Ferrario sviluppa un senso problematico dell’antifascismo, ribadendone però i valori fondanti. Nel filone “politico” si può iscrivere anche Le strade di Genova che Ferrario però rifiuta di definire “documentario”, ma solo “documento”. Si tratta di un’inchiesta dettagliata, realizzata in tempi strettissimi, sui fatti del G8 di Genova del 2001. Il lavoro fu anche utilizzato dalla Commissione Conoscitiva del Senato. Un altro filone essenziale del documentarismo di Ferrario è quello che si potrebbe definire dei “film di viaggio”. Sul quarantacinquesimo parallelo (1997) si svolge tra la Pianura Padana e la Mongolia, incrociando un viaggio dell’autore con un altro dei CSI - Consorzio Suonatori Indipendenti, il gruppo rock con cui Ferrario ha collaborato frequentemente nella seconda metà dei ’90, e i cui concerti nella Mostar del dopoguerra bosniaco sono al centro del documentario-performance Linea di confine (2000).
In Mondonuovo (2003), Ferrario accompagna lo scrittore Gianni Celati alla ricerca delle tracce della sua famiglia nel ferrarese. Nel 2007 Ferrario gira La strada di Levi, in cui il regista e Marco Belpoliti, soggettista e curatore delle opere di Primo Levi, si mettono in viaggio da Auschwitz a Torino per ripercorrere l’itinerario narrato dallo scrittore in La tregua. Seguono Piazza Garibaldi (2011) e La zuppa del demonio (2014) controstoria sull’epica dell’industrialismo e sulla perdita dell'utopia.
Editoria Ferrario è anche romanziere, seppur in modo sporadico. Esordisce con Dissolvenza al nero (Longanesi, 1994), noir a sfondo storico, incentrato sulla figura di Orson Welles durante il suo soggiorno italiano del 1947. Il libro vince il premio Hemingway del 1995 ed è tradotto in molte lingue. Ne è stato tratto un film di produzione internazionale, Fade to Black (2006), diretto da Oliver Parker ed interpretato da Danny Huston, Paz Vega, Christopher Walken e Diego Luna. Di sedici anni più tardi è il suo secondo romanzo, Sangue mio (Feltrinelli, 2010), vincitore del Premio Bergamo. Ha pubblicato anche racconti su riviste e in antologie.
Oltre alla già citata monografia su Fassbinder, Ferrario ha firmato alcuni volumi legati alla sua attività di regista: Materiali resistenti (1995), Guardami. Storie dal porno (Il Manifesto Libri, 1999), il cinema è un’invenzione senza futuro (Voir Trade, 2005), La strada di Levi (Marsilio, 2007). Nel 2018 ha pubblicato Scherma Schermo. Il regista dietro la maschera, un saggio sul rapporto tra cinema e scherma, altra sua grande passione. Nel 2025 pubblica per Feltrinelli il romanzo L'isola della felicità.
Altre attività Nel 2005 Ferrario ha realizzato una mostra fotografica a partire dalla sua attività di volontario nelle carceri di Milano e Torino: Foto da galera, presentata per la prima volta al Museo di Fotografia Contemporanea di Milano. Catalogo (con testi di Ferrario e di John Berger) di Mazzotta Editore, (2005). Del 2015 è il suo esordio nel mondo dell’arte, con una installazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, incentrata su un’intervista a Umberto Eco sul tema della memoria. Del 2017 è Reverse Angle, una grande videoinstallazione alle OGR di Torino.
Filmografia Regista e sceneggiatore Lungometraggi La fine della notte (1989) Anime fiammeggianti (1994) Tutti giù per terra (1997) Figli di Annibale (1998) Guardami (1999) Dopo mezzanotte (2004) Se devo essere sincera (2004) Tutta colpa di Giuda (2009) La luna su Torino (2013) Boys (2021) Blood on the crown (2021)
Cortometraggi Non date da mangiare agli animali (1987) A Rimini (1995) Il figlio di Zelig (1995) Estate in città (1996)
Documentari Lontano da Roma (1991) Materiale resistente (1995) Comunisti (1997) Confidential Report (1996) Partigiani (1997) Sul 45º parallelo (1999) La rabbia (2000) Linea di confine (2000) Le strade di Genova (2002) Fine amore mai (2002) I Tigi a Gibellina 2002) Mondonuovo (2003) La strada di Levi (2006) Piazza Garibaldi (2011) Accademia Carrara - il museo riscoperto (2015) La zuppa del demonio (2015) SEXXX (2016) Cento Anni (2017) Nuovo cinema paralitico (2020) Umberto Eco - La biblioteca del mondo (2022)
Televisione Colors/La casa (1995) Loro, episodio di Alfabeto italiano (1998) American Supermarket (1991) I Tigi a Gibellina (2002) Teatro Civico (2003)
Sceneggiatore Quarantacinquesimo parallelo, regia di Attilio Concari (1986) Occhi che videro, regia di Daniele Segre (1988) Manila paloma bianca, regia di Daniele Segre (1992) In principio erano le mutande, regia di Anna Negri (1998)
Opere letterarie
Fotografia
Arte Sulla memoria - installazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (1998)
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Critici cinematografici italiani Categoria:Personalità dell'ateismo nelle arti Categoria:Vincitori del Premio Flaiano di cinematografia Categoria:Anglisti italiani