La diocesi di Termoli-Larino () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Campobasso-Boiano appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2022 contava 108.800 battezzati su 109.132 abitanti. È retta dal vescovo Claudio Palumbo.

Territorio La diocesi comprende 34 comuni molisani in provincia di Campobasso: Acquaviva Collecroce, Bonefro, Campomarino, Casacalenda, Castelbottaccio, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Lucito, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montelongo, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Palata, Petacciato, Portocannone, Provvidenti, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna, Termoli e Ururi.

Sede vescovile è la città di Termoli, dove si trova la basilica cattedrale di Santa Maria della Purificazione. A Larino sorge la concattedrale di San Pardo.

Parrocchie e zone pastorali Il territorio si estende su 1.424 km² ed è suddiviso in 51 parrocchie, raggruppate in 4 vicariati: Larino-Campomarino, Montenero di Bisaccia-Castelmauro, Santa Croce di Magliano-Casacalenda, Termoli-San Giacomo degli Schiavoni.

Eremi e santuari diocesani Elenco dei santuari e degli eremi presenti in diocesi:Elenco dal sito web della diocesi. santuario di Maria SS. Della Vittoria in Valentino, Termoli; santuario Madonna della Difesa, Casacalenda; santuario Madonna della Salute, Castelmauro; santuario Madonna delle Grazie, Termoli; santuario Madonna di Santa Giusta, Palata; santuario Madonna Grande, Campomarino; santuario Maria Santissima di Bisaccia, Montenero di Bisaccia; santuario Santi Martiri Larinesi, Larino; eremo lavra Stella Maris, Guglionesi.

Storia L'odierna diocesi nasce dall'unione nel 1986 di due antiche sedi episcopali, la diocesi di Larino, documentata nel V secolo, e la diocesi di Termoli, eretta nel X secolo.

Larino Ignote sono le origini della diocesi di Larino, che è documentata a partire dalla fine del V secolo. Il primo vescovo conosciuto è Giusto, episcopus Larinati, destinatario di una lettera di papa Gelasio I (492-496), che lo autorizza a consacrare a San Michele arcangelo una chiesa fatta costruire dai laici Priscilliano e Felicissimo. Allo stesso Giusto, indicato senza la sede di appartenenza, è probabilmente indirizzata un'altra lettera di Gelasio I, che lo incarica, assieme a Probo di Carmeiano, di indagare sui preti Romolo e Tiziano e sul vescovo di Lucera.Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, pp. 1219-1220.

In epoca antica, a Larino è attribuito con certezza un secondo vescovo, Giovanni I, che ricevette una lettera di papa Pelagio I (556-561) con la quale il pontefice lo incaricava di vegliare sulla retta amministrazione dei monasteri del Sannio e della Lucania e lo autorizzava ad escludere i laici dalla loro gestione, affidandone l'incarico a dei preti.Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), vol. I, p. 1094.

Dal VII secolo non si hanno più notizie di Larino fino alla bolla di papa Marino II del 943, dove la città appare tra i possedimenti della sede beneventana.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 53, nº 11. In questo periodo la Chiesa di Larino è governata da un presbitero, come documentano alcuni diplomi dei principi Landolfo II e Pandolfo I del 952.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 174. Con la bolla del 26 maggio 969 papa Giovanni XIII concesse a Landolfo I di Benevento il titolo di arcivescovo, l'uso del pallio e la facoltà di consacrare i suoi vescovi suffraganei, tra cui anche quello di Larino.Kehr, Italia pontificia, IX, pp. 54-55, nº 15.

Ad eccezione della discussa figura del vescovo Attone (o Azzone), menzionato nella Cronaca di Leone Ostiense al 960 circa, i primi vescovi attribuibili con certezza a Larino appaiono solo nella seconda metà dell'XI secolo: Giovanni II partecipò al sinodo provinciale indetto dal metropolita Udalrico di Benevento nel 1061; Guglielmo partecipò nel 1071 alla consacrazione della basilica di Montecassino e nel 1089 al terzo concilio di Melfi; un vescovo Ruggero di Larino fu testimone, sul finire dell'XI secolo, dei miracoli avvenuti a Benevento per il passaggio delle reliquie di san Nicola. Tra i vescovi del XII secolo si ricordano Giovanni III, che sottoscrisse un diploma del conte Roberto del 1100, Teodaldo, commemorato nel sinodo di Larino indetto nel 1166 dal successore Pietro, a sua volta noto per aver partecipato al concilio lateranense del 1179.

La diocesi vide il sorgere di numerosi monasteri, il più importante dei quali il cenobio di Santa Maria sull'isola di San Nicola nelle Tremiti. Si ricordano ancora il monastero cassinense di Santa Maria in loco Aurole (Ururi), il monastero di Sant'Elena in Pantasia, fondato nel 976, il monastero di Sant'Eustachio in Pantasia e il monastero di Santa Maria de Melanico.

Nel 1288 circa il vescovo Perrone (Petronio) fu sospeso dalle sue funzioni episcopali e la sede data in amministrazione a diversi vescovi: Saba, vescovo di Mileto; Giacomo, vescovo di Malta; Giovanni e Adinolfo, arcivescovi di Benevento; Angelo, già vescovo di Fiesole; ed infine Pasquale, già vescovo di Cassano, che alla morte di Perrone, fu nominato vescovo di Larino.

Il vescovo Fernando de Mudana (1539-1551), spagnolo d'origine, ebbe un figlio, Antonio, prima di intraprendere la carriera ecclesiastica; Antonio fu nominato dal padre vicario generale della diocesi ed amministratore della stessa quando il vescovo era assente.

Il vescovo Belisario Balduino (1555-1591) partecipò al concilio di Trento; al suo ritornò fece la visita pastorale della sua diocesi e nel gennaio 1564 aprì il seminario diocesano, il primo istituito nel mondo cattolico dopo la decisione tridentina.Articolo nel sito web dell'Avvenire. Grande figura di vescovo larinese fu Giovanni Tommaso Eustachio (1612-1616), uomo di cultura e di scienza, autore di opere teologiche, ascetiche e disciplinari; ristabilì il seminario, che aveva sofferto negli anni precedenti; visitò più volte la diocesi e convocò un sinodo diocesano nel 1615. Al vescovo Persio Caracci (1631-1656) si deve la ricostruzione del seminario e del palazzo episcopale; convocò per ben sette volte il sinodo diocesano; ristrutturò il sacello di san Pardo nella cattedrale. Il vescovo Carlo Maria Pianetti (1706-1725) fece dipingere nel palazzo vescovile le effigi dei vescovi suoi predecessori e ricostruì la cattedrale. Tra i vescovi larinesi non si può dimenticare Giovanni Andrea Tria (1726-1741), storico e teologo, autore delle Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, pubblicate a Roma nel 1744.

Nel 1938 le isole Tremiti furono scorporate dalla diocesi di Larino ed annesse all'arcidiocesi di Manfredonia.AAS 30 (1938), p. 288. Nel 1985Indicazione cronologica riportata da Beweb - Beni ecclesiastici in web; il decreto di cambiamento dei confini non venne pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis. i comuni di Serracapriola e di Chieuti, in provincia di Foggia, passarono alla diocesi di San Severo.

Al momento dell'unione con Termoli, la diocesi di Larino comprendeva 21 parrocchie nei comuni di Bonefro, Campomarino (3), Casacalenda (2), Colletorto, Larino (3), Montelongo, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Portocannone, Provvidenti, Ripabottoni, Rotello, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano e Ururi.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 221, 23 settembre 1986. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 15 settembre 1986 su richiesta del vescovo del 29 giugno precedente.

Termoli Incerte sono le origini della diocesi di Termoli, la cui comunità cristiana appare dipendente dalla Chiesa di Benevento nella bolla con cui papa Agapito II nel 946/947 scomunicava il vescovo Benedetto, che aveva usurpato la sede di Termoli e i diritti dei vescovi di Benevento.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 188, nº 3.

Con la bolla del 26 maggio 969 papa Giovanni XIII concesse a Landolfo I di Benevento il titolo di arcivescovo, l'uso del pallio e la facoltà di consacrare i suoi vescovi suffraganei. Nella bolla del 6 dicembre 983 con cui papa Giovanni XIV confermava le disposizioni del predecessore, furono aggiunti altri vescovi suffraganei, oltre a quelli menzionati nel 969, tra cui anche Termoli.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 56, nº 17. In un altro documento pontificio del 1014 Termoli è esplicitamente menzionata come diocesi suffraganea di Benevento.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 57, nº 21.

Incerta è pure la cronotassi dei vescovi termolesi. La tradizione stabilisce come primo vescovo noto Sicone (o Scio), che avrebbe sottoscritto il diploma pontificio del 969, nel quale tuttavia quello di Termoli non appare tra i vescovi suffraganei di Benevento. I primi vescovi storicamente certi appaiono solo verso la metà dell'XI secolo: Amando, documentato in una carta del 1051; e Niccolò, che prese parte alla consacrazione della chiesa abbaziale di Montecassino nel 1071.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 187.

Tra i vescovi di Termoli si ricorda in particolare Federico Mezio (1602-1612), versato nelle lingue antiche, delle cui conoscenze si servì Cesare Baronio nella stesura dei suoi Annales Ecclesiastici.

Il 27 giugno 1818, in seguito al concordato tra Santa Sede e Regno delle Due Sicilie, la diocesi di Termoli si ampliò, incorporando il territorio della soppressa diocesi di Guardialfiera in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII.

Il 25 marzo 1947, con la lettera apostolica Grave ac sollemne, papa Pio XII proclamò San Timoteo patrono principale della diocesi, assieme a San Pardo. Lettera apostolica Grave ac sollemne, AAS 41 (1949), pp. 539-541.

Al momento dell'unione con Larino, la diocesi di Termoli comprendeva 30 parrocchie nei comuni di Acquaviva Collecroce, Castelbottaccio, Castelmauro, Civitacampomarano (2), Guardialfiera, Guglionesi, Lucito, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montemitro, Montenero di Bisaccia (2), Palata, Petacciato (2), San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, Tavenna e Termoli (10).

Termoli-Larino Dal 1924 al 1960 le diocesi di Termoli e di Larino furono unite in persona episcopi con il vescovo Oddo Bernacchia. L'unione fu ripresa il 12 giugno 1970 con la nomina per entrambe le diocesi di Pietro Santoro (1970-1979) e poi di Cosmo Francesco Ruppi (1980-1986).

II 21 agosto 1976 in forza della bolla Ad apicem sacerdotalis di papa Paolo VI le diocesi di Termoli e di Larino entrarono a far parte della nuova provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Boiano-Campobasso.

Il 30 settembre 1986 con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi le diocesi di Termoli e di Larino sono state unite plena unione e la diocesi risultante ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Termoli Benedetto † (menzionato nel 946/947) (usurpatore)