Fu una delle grandi figure nello sviluppo degli stili barocco e rococò, venendo riconosciuto a livello internazionale come uno degli artisti più famosi del suo tempo.

Attivo in area napoletana, sia pure con committenze nelle maggiori corti europee, è considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura barocca in Italia.

Biografia

Era figlio di Angelo Solimena e Marta Grisignano.

Si formò presso la bottega del padre Angelo, a Nocera dei Pagani (il nome con cui era conosciuta in passato, tra XVI secolo e il 1806, una civitas che comprendeva un'ampia porzione dell'agro nocerino, formata da 5 attuali comuni: Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara), città originaria della madre, Marta Resigniano, dove viveva la sua famiglia. Rifacendosi dapprima alle opere di Francesco Guarini, successivamente, trasferitosi a Napoli e resosi autonomo nello stile, cominciò a guardare con interesse alla pittura scenografica e fantasiosa di Luca Giordano e a quella tenebrista di Mattia Preti.

Fu avviato alla pittura durante una visita a Nocera dei Pagani del cardinale Pietro Francesco Orsini, il futuro papa Benedetto XIII, che osservate alcune opere del giovane consigliò al padre Angelo (che lo ospitava nel suo palazzo) di avviarlo alla pittura perché il ragazzo dimostrava un talento poco comune.

Le opere tra il 1670 e il 1680 tra cui si ricordano Il Paradiso nella basilica cattedrale di Nocera Inferiore e la Visione di San Cirillo d'Alessandria nella chiesa di San Domenico a Solofra furono eseguite in collaborazione col padre.

Le opere eseguite successivamente al 1680, manifestarono sempre più il distacco dalla pittura naturalista che diverrà progressivamente adesione al gusto barocco. Vanno menzionate a questo proposito gli affreschi della chiesa di San Giorgio a Salerno, e le tele delle Virtù della sacrestia di San Paolo Maggiore a Napoli. Nella tela di San Francesco rinunzia al sacerdozio nella chiesa di Sant'Anna dei Lombardi (1691-1692) è invece evidente l'influenza di Mattia Preti.

Lo stile pittorico nuovo, con l'avvicinamento all'Accademia dell'Arcadia, ebbe la sua consacrazione ne La cacciata di Eliodoro dal tempio al Gesù Nuovo e negli affreschi della cappella di San Filippo Neri della chiesa dei Girolamini.

Nel 1728 gli fu commissionato una tela raffigurante Gundacker von Althan nell'atto di offrire all'imperatore d'Austria Carlo VI il catalogo della pinacoteca imperiale (Kunsthistorisches Museum di Vienna), che "suscitò un vero entusiasmo".

Un ritorno ai lavori giovanili si andò evidenziando a partire dal 1735 come ad esempio nei dipinti realizzati nella Reggia di Caserta su committenza di Carlo di Borbone.

Lavorò per le maggiori corti europee, pur senza muoversi quasi mai da Napoli. Morì nella sua villa di Barra, quartiere di Napoli, il 5 aprile 1747, e i suoi resti sono conservati all'interno della chiesa di San Domenico di Barra. La sua scuola fu la più prolifica del Settecento napoletano (e forse dell'intero Settecento italiano), in quanto vi si formarono svariate decine di pittori e architetti che in molti casi andarono incontro a delle luminose carriere. Nella sterminata schiera dei suoi allievi si ricordano in questa sede: Francesco De Mura, Giuseppe Bonito, Gaspare Traversi, Sebastiano Conca, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Mario Gioffredo, Leonardo Olivieri, Nicola Maria Rossi, Lorenzo De Caro, Domenico Mondo, Andrea dell'Asta, Jacopo Cestaro, Crescenzo Gamba, Paolo De Majo, Ludovico De Majo, Tommaso Martini, Santolo Cirillo, Giuseppe Rubini, i genovesi Francesco Campora, Giovanni Stefano Maja e Francesco Narici, Evangelista Schiano, Bernardino Fera, Romualdo Formosa, Paolo Gamba, Alessio D'Elia, Antonio Baldi, Salvatore Pace, Giambattista Vela, Orazio Solimena, Saverio Persico, Ferrante Amendola, Giuseppe Tomajoli, Giovanni Cingeri, Michelangelo Schilles, Alfonso Di Spigna, Filippo Andreola, Paolo Di Falco, Eugenio Vegliante, Giuseppe Guerra, Nicola Falocco. Il comune di Napoli, la circoscrizione di Barra, e i padri Domenicani, nel 250º anniversario della sua morte, apposero una lapide sulla sua tomba all'interno della chiesa di San Domenico.

Analisi del lavoro

La composizione dei quadri di Francesco Solimena è spesso sottolineata da elementi architettonici (scale, archi, balaustre, colonne) che focalizzano l'attenzione sui personaggi, come le ombre e tessuti leggeri. Gli storici dell'arte hanno avuto il piacere di individuare i tanti modelli che aveva imitato nelle sue composizioni. I suoi numerosi studi preparatori, spesso combinazione di diverse tecniche quali disegni a inchiostro e penna, gesso e acquerello.

Un esempio tipico dello stile della sua prima maturità è la "Allegoria di un regno" (1690), collezione di libri Stroganov ora custodito nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.

Dal 1680, Francesco Solimena si appropria della sperimentazione cromatica di Luca Giordano, allievo di José de Ribera, che aveva assimilato le esperienze pittoriche più diverse dell'Italia del momento e ha permesso la fioritura della pittura barocca-napoletana. Francesco Solimena risulta essere il suo erede, ed ha tramandato tale stile ai suoi allievi Sebastiano Conca, Francesco De Mura, Giuseppe Bonito e Nicola Maria Rossi.

Dal 1690, è tornato agli esempi di vigorosa ed espressiva pittura barocca di Mattia Preti con l'introduzione a Napoli, all'inizio del Settecento, di un periodo di maggiore interesse artistico: il rococò, quale esaurimento del Barocco. Nel primo Settecento, si rivolse a grandi solenni composizioni, soggetti sacri e profani. Dal 1730, circa, ritorna al suo entusiasmo giovanile, con una pittura barocca, caratterizzata da uno stile classico Barocco, governato quindi da un'inquietante "intensità visiva".

Francesco Solimena ha esercitato una notevole influenza sui pittori delle generazioni più giovani e future di Napoli, ma anche di tutta l'Europa centrale. È servito come esempio per la generazione emergente, in particolare Jean-Honoré Fragonard, Francisco Goya e François Boucher, il quale si è ispirato a molte delle opere di Solimena.

Grazie a Francesco Solimena e alla pittura eroica del "chiaroscuro" di Caravaggio e di Giovanni Battista Caracciolo che hanno caratterizzato Napoli in quel secolo, la città ha raggiunto lo status di centro di dispositivo artistico, tanto da diventare una capitale europea della pittura.

Opere pittoriche (non esaustiva)

Napoli

Ritratto di Aurora Sanseverino, Museo civico Gaetano Filangieri San Giorgio e il drago; San Giovanni Damasceno; San Cirillo, olii su tela, duomo di Napoli Cristo che appare in sogno a San Martino e San Martino che divide il mantello con il povero, olii su tela, certosa di San Martino Il Trionfo di Sant'Ignazio, basilica Santuario del Gesù Vecchio I Santi Elia ed Eliseo; L'Assunta, Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore La Vergine con sant'Anna e san Gioacchino, (tela, 1675 circa), Museo nazionale di Capodimonte Ciclo di affreschi nella sacrestia di Solimena, 1689-1690, basilica di San Paolo Maggiore (1689-1690) Il Miracolo di San Giovanni di Dio, chiesa dell'Ospedale della Pace, ora al Museo civico di Castel Nuovo (1691) San Francesco rinuncia al sacerdozio, chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova (1691-1692) Trionfo della fede sull'eresia ad opera dei Domenicani, 1701 c.a., Napoli - Basilica San Domenico Maggiore Gloria di Maria Assunta e santi 1705 circa, chiesa di San Girolamo delle Monache Madonna con il bambino e i santi Domenico, Vincenzo Ferrer, Pio V, (tela, 1730 circa), basilica di San Domenico Maggiore Il massacro dei Giustiniani a Scio, (tela, 1710), Museo nazionale di Capodimonte Autoritratto, (tela, 1715-1720), Museo nazionale di Capodimonte La cacciata di Eliodoro dal tempio 1725, chiesa del Gesù Nuovo Affreschi della Cappella di San Filippo Neri 1727-1730, chiesa dei Girolamini Il Miracolo delle Rose, affresco, chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova Storie di San Nicola, Apostoli e Virtù, affreschi della volta, chiesa di San Nicola alla Carità Madonna con il Bambino tra i Santi Pietro e Paolo; I Santi Francesco d'Assisi, di Sales e Antonio da Padova; olii su tela, chiesa di San Nicola alla Carità San Giovanni Evangelista e il cardinale Innico Caracciolo, olio su tela, Museo diocesano Madonna con i Santi Domenico, Caterina da Siena e Vincenzo Ferrer, olio su tela, chiesa di San Domenico di Barra Madonna delle Grazie con le anime purganti, chiesa dell'Annunziata di Barra San Cristoforo, chiesa di Sant'Anna dei Lombardi Il Transito di San Giuseppe, chiesa di Santa Maria di Caravaggio Il Transito di San Giuseppe, chiesa di San Giuseppe Maggiore dei Falegnami L'Annunciazione; La Natività; oli su tela, cappella del Monte dei Poveri I Santi Nicola e Antonio ed angeli; trittico affrescato, chiesa di San Giorgio Maggiore L'Annunciazione; Lo Sposalizio della Vergine; Santa Chiara in gloria tra i Santi Bonaventura, Ludovico da Tolosa e Giovanni da Capestrano; olii su tela, chiesa del Gesù delle Monache La Visitazione; La Natività; Il Sogno di San Giuseppe; L'Annunzio ai pastori; L'Epifania; La Fuga in Egitto; olii su tela, chiesa di Santa Maria Donnalbina L'Annunciazione; La Visitazione; La Madonna con il Bambino tra un Santo guerriero, Santa Lucia un Santo domenicano; olii su tela, chiesa di San Pietro Martire Madonna con il bambino e i santi Agostino e Monica, Madonna del Carmelo con i santi Bruno e Chiara da Montefalco (tele), chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella Divina Sapienza, Fede Religiosa, Umiltà, Castità, olii su rame, chiesa dei Santi Apostoli San Francesco d'Assisi, olio su tela, chiesa di Sant'Anna alle Paludi La Gloria di San Rufo; olio su tela, cappella di Palazzo Ruffo di Bagnara Alessandro dei Medici che entra a Firenze; affresco, Palazzo Tirone Nifo Agar e Ismaele nel deserto confortati dall'angelo; tela, Palazzo Zevallos San Gennaro; tela, Museo del Tesoro di San Gennaro Lot e le figlie; tela, Museo civico Gaetano Filangieri Enea alla corte di Didone, (tela), Museo nazionale di Capodimonte Ritratto di Ferdinando Vincenzo Spinelli principe di Tarsia, (tela), Museo nazionale di Capodimonte Ritratto dell'arciduca Carlo III d'Asburgo, (tela), Museo nazionale di Capodimonte Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena, (tela, 1690-1695 circa), Museo nazionale di Capodimonte

Altri luoghi

Partenza di Rebecca, Ajaccio, Museo Fesch Annunciazione, 1690-1700 circa, Angers, Musée des Beaux-Arts Borea rapisce Orizia, figlia di Eretteo (1728), Baku, Museo nazionale d'arte dell'Azerbaigian Il rapimento di Orizia (1730), Baltimora, Walters Art Museum Madonna col Bambino, Glasgow, Kelvingrove Art Gallery and Museum Assunzione, Mulhouse, Musée des beaux-arts Madonna in trono col Bambino tra i santi Domenico e Caterina da Siena, Berlino, Gemäldegalerie Madonna addolorata consolata da un angelo, Cremona, Museo civico Ala Ponzone Cristo risorto appare alla Vergine (1708), Cleveland, Cleveland Museum of Art Martirio dei santi Placido e Flavia, Budapest, Museo di belle arti di Budapest Enea e Didone si inoltrano verso la grotta, Macerata, Musei civici di Palazzo Buonaccorsi L'Annunciazione (1693), L'Aia, Mauritshuis San Giovanni Battista, Madrid, Museo del Prado Bagno di Betsabea (1725), Salisburgo, Residenzgalerie resurrezione di Cristo (1720), Vienna, Österreichische Galerie Belvedere Rio de Janeiro, museo nazionale delle belle arti: Le tre Marie al sepolcro Noli me tangere Sacra conversazione, San Paolo, Museo dell'Arte Sacra di San Paolo La glorificazione di San Domenico, Amsterdam, Rijksmuseum l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine Maria, 1690 circa, Montargis, Musée Girodet Cambridge, Fitzwilliam Museum: Riposo durante la fuga in Egitto Vergine col Bambino La Vergine col Bambino, con un ragazzo presentato dal suo angelo custode, e San Francesco da Paola