Castiglione di Garfagnana è un comune italiano di abitanti della provincia di Lucca in Toscana. È attraversato dal torrente Esarulo.

Geografia fisica

Castiglione rientra nella regione della Garfagnana in provincia di Lucca, ed è uno dei sedici comuni che la costituiscono. Il paese è posto su un contrafforte appenninico in riva sinistra del fiume Serchio ad una quota di , ma il territorio comunale ha un'altimetria che oscilla dai fino ai delle cime appenniniche sommitali che lo separano dal territorio del Frignano (Modena). Dista circa da Castelnuovo di Garfagnana, sede della Unione dei Comuni della Garfagnana e si trova lungo la strada provinciale del Passo delle Radici. Il territorio si presenta ricco di castagni, conifere e faggi ed è percorso da numerosi sentieri molto interessanti da un punto di vista turistico-ambientale..

Origini del nome

Storia Fondazione Risale al periodo della dominazione romana la costruzione di castra, cioè terre munite di fortificazioni, tra queste Castrum Leonis ("Castello del Leone"). Al tempo fu tenuto in gran conto per la sua posizione di controllo sulla via che conduceva al passo di San Pellegrino, uno dei più facili passaggi dell'Appennino. A causa della sua posizione strategica, il Castello del Leone ebbe un passato molto tormentato e spesso fu costretto a difendersi dai numerosi assedi. Il primo, da parte dei lucchesi, nel 1170 provocò molti danni. La resa impegnò Lucca alla ricostruzione ed alla elevazione a sede di Vicaria, ma Castiglione si fece promotore di una lega di comuni garfagnini contro la stessa repubblica.

All'inizio del 1200 l'Imperatore Ottone pose nuovamente Lucca alle dipendenze dell'Impero, sciogliendo i Comuni della lucchesia dal giuramento di fedeltà fatto alcuni anni prima alla città. Il castello, distrutto nel 1226, fu ricostruito nel 1230. Lucca ottenne dall'Imperatore Federico II l'investitura imperiale sulla Garfagnana, per amministrare la quale la suddivise in Vicarie e Castiglione Garfagnana diventò la più importante Vicaria della Valle del Serchio.

Intorno al 1310 Arrigo IV di Lussemburgo insediò a Lucca Spinetta il Grande e alcune terre della Vicaria di Castiglione furono inserite nella Vicaria di Camporgiano (data in feudo allo Spinetta). Dopo essere passata sotto dominio pisano, l'8 aprile 1369 Lucca, dopo aver pagato centomila fiorini d'oro a Carlo IV, riconquistò la sua libertà e le sue terre. Il 10 marzo 1371 nel castello di Castiglione fu firmata la pace fra Lucca e gli Antelminelli e altri nobili garfagnini, e Lucca, rientrata in possesso di Castiglione nel 1371, la fortificò con una cinta muraria più robusta e con una serie di torrioni.

Nel XV secolo Lucca guidata da Paolo Guinigi, si ritrovò a guerreggiar nuovamente con Firenze, i fiorentini stabilitisi ormai a Barga cercarono nuovamente di impadronirsi della Garfagnana, ma questa volta molte terre garfagnine per sfuggire ai continui saccheggi e scontri armati fra le due fazioni, chiesero protezione al Marchese di Ferrara Niccolò III d'Este, i fiorentini in Castiglione (restato fedele a Lucca) videro una facile preda e nel 1429 con un'armata di 150 cavalieri e altrettanti pedoni lo posero sotto assedio, i castiglionesi per nulla intimoriti opposero una forte resistenza e i fiorentini accortesi dell'impossibilità di entrare nel castello furono costretti a inviare dei rinforzi, corse in loro aiuto Bernardino Ubaldino della Carda, padre del Duca d'Urbino Federico da Montefeltro, che con 2000 pedoni e 800 cavalieri giunse sotto le mura di Castiglione, ma per un gioco del destino quando tutto era pronto per la battaglia, a Lucca una congiura ordita da Pietro Cenami e Lorenzo Buonvisi, pose fine alla Signoria di Paolo Guinigi, ai castiglionesi saputo dell'accaduto per evitare il peggio, non rimase altro che arrendersi e giurar fedeltà ai nuovi padroni. Nel XV secolo Castiglione fu dominata per un breve periodo dai fiorentini, ma a seguito della pace stipulata tra Milano (alleata di Lucca) e Venezia (alleata di Firenze), nel 1433 ritornò sotto il controllo lucchese.

Dal XVI secolo Tra il XV e il XVIII secolo l'importanza strategica di Castiglione si accrebbe notevolmente. La Garfagnana e la vicina Lunigiana infatti si trovarono divise tra vari stati con la presenza di enclaves e confini sinuosi e frastagliati. Castiglione rimase un territorio della Repubblica di Lucca completamente circondato dal Ducato di Ferrara (poi Ducato di Modena). Per spiegare la maggiore importanza di Castiglione rispetto ad altre pur notabili terre lucchesi in Garfagnana e Lunigiana (Montignoso, Minucciano, Gallicano) basti ricordare come Castiglione controllasse la più importante strada attraverso la quale gli Estensi avrebbero potuto inviare truppe e rifornimenti in Val di Serchio; il mantenimento di Castiglione fu dunque fondamentale per la Repubblica, la quale investì ingenti somme nel potenziamento delle fortificazioni. Castiglione, inoltre, controllava anche il valico di San Pellegrino in Alpe, sito importante anche sotto il profilo religioso e conteso per secoli tra lucchesi, modenesi e reggiani.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 1º agosto 1995.

Il leone dello stemma deriva da un antico sigillo che richiama il nome Castrum Leonis, ed è sovrapposto alla balzana bianca e rossa emblema di Lucca a sottolineare la fedeltà a quella città.

Il gonfalone è un drappo troncato d'argento e di rosso.

Monumenti e luoghi di interesse Architetture religiose Chiesa di San Michele e Pietro, di origine gotica, fu profondamente ristrutturata nel tardo Settecento. L'interno conserva importanti opere d'arte, tra le quali una Madonna col Bambino tardo trecentesca di Giuliano di Simone. Chiesa di San Pietro: ai piedi della rocca, la più antica del paese, addirittura costruita nel 723 da due fratelli longobardi, Aurinand e Gudifrid. Una epigrafe datata 18 gennaio 1197 ricorda la consacrazione del vescovo di Lucca Guido III, presumibilmente di una seconda chiesa. Nel 1444 ottiene il fonte battesimale. Della costruzione originale rimangono solo la parete adiacente alla Rocca e la parte inferiore della facciata, mentre la superiore è stata rifatta nei restauri effettuati tra anni cinquanta e sessanta del Novecento. L’interno, inagibile dal 2013, conserva presso l'ingresso un fonte battesimale di gusto civitalesco, due pale attribuite ad Arrigo Arrighi e nel presbiterio il dossale ligneo intagliato e dorato di Masseo Civitali nel quale erano le tre statue lignee di San Pietro, San Paolo e della Vergine col Bambino del fratello Vincenzo di Bartolomeo commissionate nel 1511, oggi nel deposito di arte sacra presso la chiesa di San Michele. Alcune opere sono state trasferite in tale deposito museale, ma l'altare dell'Addolorata è corredato ancora di un prezioso paliotto in scagliola restaurato nel 2001, opera della fine del Seicento di Carlo Gibertoni, originario di Carpi ma dal 1686 attivo a LuccaClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 184.. Oratorio di Sant'Antonio: affacciato sulla piazza Vittorio Emanuele II con la facciata neogotica, nasce nell'XI secolo come parte dell'ospitale di sant'Antonio di Vienne. L'interno conserva alcuni dipinti devozionali, mentre l'altare secentesco conserva un paliotto ligneo intagliato e dorato e la pala secentesca anonima con la Madonna col Bambino tra i santi Antonio da Padova e Antonio da Vienne, con una cornice lignea anch'essa intagliata e dorata. Chiesa della Madonna delle Grazie alla Corba: documentata come oratorio già dal 1545, esso viene ampliato nel 1595 ed ancora tra 1531 e 1642, assumendo l'aspetto attuale, all'esterno con facciata a capanna con portico antistante e ad aula unica all'interno. Il campanile è del 1801. Gravemente danneggiata nel terremoto del 1920, viene ristrutturata tra 1936 e 1947. Nello stesso anno viene posta all'altare una copia del venerato dipinto originale, raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Pietro e Rocco. All'altare laterale destro è una tela anonima, databile alla metà del Seicento, con la Lattazione di San Bernardo con Gaetano da Thiene (?). Il paliotto sottostante è forse opera tardo secentesca di Carlo Gibertoni. All'altare dirimpetto un'altra tela anonima secentesca con l'Apparizione della Madonna col Bambino ai santi Francesco di Paola e BiagioAlcune delle notizie sono state reperite nel pannello esplicativo posto al di fuori della chiesa.. Ospitale e Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco, a San Pellegrino in Alpe: importante luogo di culto, che conserva il tempietto sepolcrale delle reliquie dei santi Pellegrino e Bianco, opera di Matteo Civitali. Chiesa del Santissimo Salvatore a Mozzanella

Architetture militari Castello medievale

Economia Turismo I luoghi da visitare a Castiglione di Garfagnana, oltre al capoluogo sono: Al Casone di Profecchia ed al Passo delle Radici sono disponibili impianti sciistici e piste da fondo e rappresentano punti base per escursioni sulle innumerevoli cime appenniniche circostanti (Monte Prado, Monte Cusna, Monte Vecchio) attraverso una fitta rete di sentieri immersi lungo faggete secolari. San Pellegrino in Alpe. Il borgo, con i suoi , è il paese stabilmente abitato più alto di tutta la catena appenninica, altra sua peculiarità, è quella di appartenere contemporaneamente a due comuni (Castiglione e Frassinoro), due province (Lucca e Modena) e due regioni (Toscana ed Emilia-Romagna), infatti pur essendo geograficamente collocato sul versante appenninico toscano, al suo interno esiste un'isola amministrativa emiliano-romagnola. Da vedere: il santuario dei Santi Pellegrino e Bianco e il Museo etnografico provinciale "Don Luigi Pellegrini" che conserva oltre oggetti legati alla civiltà rurale della valle del Serchio e dell'Appennino tosco-emiliano. Interessanti, il punto panoramico del Molo e il percorso devozionale (legato a vicende di san Pellegrino) detto del "Giro del Diavolo", dove si incontra il cumulo di pietre, portate e ammassate nel corso dei secoli per penitenza dai pellegrini, e la "Fonte del Santo", dove secondo la tradizione il santo si recava per abbeverarsi. Le feste tradizionali e le manifestazioni più significative che si tengono durante il corso dell'anno sono: I Crocioni, la rappresentazione storica della morte di Gesù (rievocazione dell'ultima cena, il bacio di Giuda e la passione di Cristo) il giovedì santo prima di Pasqua. La Festa del Regalo, la prima domenica dell'anno, un bambino con non più di 7 anni nato a Castiglione, in segno di riconoscimento alla Madonna per aver salvato il comune durante la peste nel 1631, le dona oro incenso e mirra. La Festa del Carmine, ogni 3 anni, nella domenica più vicina al 16 luglio, viene portata in processione la Madonna. La Befana, la sera del 5 gennaio gruppi di persone travestiti da befanotti e con la befana in testa, vanno di casa in casa a suonare e ricevere doni. La sera termina con l'incontro dei gruppi nella piazza del Comune. Ad agosto si tengono i giorni della "Festa Medievale" tra le mura del Castello che riportano la cittadina di Castiglione alla vita quotidiana del 1200. In ottobre, la seconda domenica, tradizionale fiera dedicata al fungo, al tartufo scorzone e alla castagna. Fiera di merci e bestiame. Mercato dei prodotti tipici.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 85 persone (46 maschi e 39 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 54 2,85%

Cultura