La chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta La Rotonda,.I testi consultati la citano anche come tempio di Santa Maria del Soccorso. è un edificio religioso situato a Rovigo, peculiare per la sua forma architettonica a pianta ottagonale e per gli eventi storico-religiosi legati all'evoluzione socioculturale della città.
Storia Uno dei maggiori monumenti di Rovigo è il tempio, o chiesa, della Beata Vergine del Soccorso più comunemente conosciuta come la Rotonda a causa della sua pianta ottagonale. La chiesa risale agli anni tra il XVI e il XVII secolo ed è nata con lo scopo di conservare l'immagine della Madonna col Bambino, fortemente venerata dai rodigini, che era affrescata in un oratorio intitolato a santa Maria alle MuraL'oratorio era rivolto verso le mura difensive dell'abitato, per questo era chiamato Santa Maria delle Mura,. costruito lungo la recinzione dell'orto del convento del frati minori conventuali di san Francesco.. I frati risiedevano negli edifici, ora scomparsi, attigui alle vicine chiesa dei Santi Francesco e GiustinaOriginariamente l'intitolazione era solo a san Francesco alla quale si aggiunse anche santa Giustina dopo l'abbattimento della chiesa a lei dedicata per creare l'attuale piazza Giuseppe Garibaldi. e oratorio della Beata Vergine della Concezione detta chiesa del Cristo (o della Croce).
In realtà non è ben chiaro il motivo di questa profonda devozione della comunità cittadina nei confronti della Vergine, devozione così forte da far trasferire l'immagine della Madonna dal piccolo oratorio dove era stata originariamente collocata a causa dell'impossibilità di quest'ultimo di sopportare un flusso così ingente di fedeli. Nel 1595 il cronista Celio Nicolo, pubblicò un opuscolo nel quale venivano illustrati 115 avvenimenti ritenuti miracolosi e ricondotti alla Madonna del Soccorso,. tra essi spicca il salvataggio della città liberata da un assedio proprio il 2 luglio (non è noto di quale anno), giorno in cui viene festeggiata la Visitazione della Beata Vergine Maria a santa Elisabetta. O ancora nella relazione del podestà Alvise Querini del 1609 si allude ad un voto fatto dagli abitanti di Rovigo durante un'epidemia di peste. Nonostante questo alone di mistero, vi sono due fatti documentati. Innanzitutto nel 1591 iniziarono a circolare testimonianze scritte di fedeli che avevano ottenuto delle grazie dopo aver pregato davanti all'immagine di santa Maria delle Mura; successivamente, nel 1594, si constatò un forte afflusso di fedeli nella città di Rovigo, tanto da dar vita al problema dell'approvvigionamento a cui il Consiglio cittadino dovette far fronte.
La costruzione della chiesa fu decisa nel 1594, in pochi mesi ne fu progettata la struttura da parte di Francesco Zamberlan, quello che noi chiameremmo oggi ingegnere capo.Nella lingua veneta l'ingegnere capo era denominato "proto". del Magistero delle acque della Repubblica di VeneziaIl Magistero delle acque era il nome di un organo amministrativo della Repubblica Italiana che si occupava della gestione dei bacini idrici della zona nord-orientale della penisola., e il 13 ottobre di quello stesso anno il vescovo della Diocesi di Adria Lorenzo Laureti ne benediceva le prime fondamenta. La comunità cittadina sostenne con ogni mezzo l'edificazione di quest'ultima, tanto da supportarla con donazioni di denaro, ma anche di materiali da costruzione. A causa di questi ingenti sovvenzionamenti, nacque il problema di amministrare le offerte, proprio nel momento in cui si stava discutendo a chi spettasse la competenza della chiesa stessa. Nel 1764, molto tempo dopo, il Senato Veneto affermò definitivamente che la giurisdizione dovesse spettare alla città di Rovigo. Nel 1601 venne costruita la copertura provvisoria, la quale fu terminata due anni dopo ma con scarsi risultati. Pochi mesi dopo la cupola fu oggetto di restauro a causa di alcuni cedimenti strutturali e venne sostituita, nel 1606, da un tetto piramidale. L'altare fu collocato, invece, nel 1607 e l'immagine della Madonna fu posta nella nicchia dell'altare l'8 settembre 1608, mentre il pavimento venne realizzato tra il 1609 e il 1613. Per quanto riguarda l'interno, la sua organizzazione procedette lentamente e senza seguire un vero e proprio schema. Nel 1621 si ritiene che fu inserito il primo quadro, al quale ne seguì un secondo nel 1622 e un terzo nel '26. Nel 1625, invece, fu rivisto l'assetto dei muri perimetrali e furono scavate venti nicchie a metà altezza dei muri stessi per potervi inserire altrettante statue.
La fascia mediana fu arricchita, circa dieci anni dopo, da una ventina di quadri collocati tra le nicchie, mentre le cornici centinate furono eseguite subito dopo. Nel 1644 fu avviata la decorazione della chiesa come la si vede oggi, anche se in realtà non vi è un ordine tra le vicende rappresentate. Essa fu terminata nel 1684. Nel frattempo era stato dato il via alla costruzione del campanile, progettato da Baldassarre Longhena, ma due anni dopo l'inizio, nel 1657, i lavori furono interrotti e procedettero a rilento a causa di continue interruzioni (dovute anche all'alluvione dell'Adige, emergenza alla quale la fabbriceria della chiesa diede il proprio contributo con 500 ducati), fino al 1768 anno in cui ripresero definitivamente tanto da completare la torre cinque anni dopo, nel 1773.
La cupoletta fu terminata l'anno dopo. Inoltre a partire dal 1719, anno in cui venne murata una lapide in onore di Camillo Silvestri sotto il portico della Rotonda, e più frequentemente a partire dal XIX secolo, i muri della chiesa saranno arricchiti da marmi, reperti archeologici e lapidi a rischio. Nonostante la maestosità e la bellezza che la chiesa ha oggi, essa, in realtà, non è stata progettata e fabbricata con un'attenzione particolare. Ciò è testimoniato dalle continue migliorie e ristrutturazioni a cui la chiesa è stata soggetta. Alcune realizzazioni successive sono state il cornicione del tamburo centrale e le vetrate a lastre piane, inoltre venne rifatto il soffitto. Il soffitto crollò a causa delle vibrazioni provocate dall'esplosione dei quattro forti che difendevano la città ad opera degli Austriaci che, nel 1866, furono costretti ad andar via dal Polesine. e al termine della dominazione austriaca fu avviato un piano di ampliamento dello spazio attorno alla Rotonda.
Nel 1860 fu, infatti, demolito l'ex convento delle Francescane che si trovava vicino al campanile e se ne ricavò l'attuale piazzale del Soccorso. Mentre nel 1864 fu creata la piazza XX Settembre ampliando la strada presente all'interno delle mura. Tale piazza a pianta rettangolare, ristrutturata all'inizio degli anni duemiladieci, valorizza la chiesa anche se, contrariamente a quanto si può pensare, la facciata rivolta alla piazza non è quella principale. Una volta entrati, infatti, si trova l'altare alla propria destra, confermando che l'entrata principale è in realtà quella che si trova alla fine della laterale via "IV Novembre".
Infine, avendo constatato che il passaggio tra le due piazze era ostacolato dalla rampa di accesso, essa fu sostituita da una gradinata. Un ulteriore restauro delle parti principali della chiesa avvenne dopo la seconda inondazione dell'Adige del 1882 e tra il 1956 e il 1966 l'edificio e le opere al suo interno ebbero nuova vita attraverso un restauro realizzato con tecniche e criteri attuali. In tempi recenti, all'inizio del nostro secolo, la chiesa è stata oggetto di un restauro conservativo, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Descrizione Interno Gli interni sono sicuramente la parte più affascinante dell'edificio. Cuore e fulcro della liturgia, l'altare di legno della Rotonda venne scolpito da Giovanni Caracchio e posto nella chiesa nel 1607, anche se secondo alcune fonti il disegno originale apparteneva a Francesco Zamberlan. Ad ogni modo il vero problema che si presentò sin da subito all'autore fu la valorizzazione della piccola immagine della Madonna del Soccorso in una chiesa le cui dimensioni a confronto erano gigantesche. La soluzione fu quella di far sorreggere il dipinto da un insieme di angeli, circondanti quest'ultimo, alla presenza del Creatore benedicente che sormonta l'intera scena.
In realtà, però, la struttura decorativa è ancora più ampia, essa è costituita da un grande podio in cui è inserito l'altare e dal podio prendono vita quattro colonne corinzie che sorreggono una trabeazione terminante con un piccolo frontone triangolare che enfatizza la parte centrale in cui è inserita l'immagine della Madonna. Sopra la trabeazione vi è un attico con una targa che ricorda la consacrazione a Dio e alla Vergine, sopra ancora un frontone curvilineo spezzato e sovrastato dalla scena della Crocifissione. Ai lati della parte centrale, inserite in due nicchie, vi sono le statue di legno di san Giovanni Battista e san Francesco d'Assisi, sopra di esse due tele ritraenti l'Annunciazione e la Nascita della Madonna. L'intera struttura architettonica è sormontata da un baldacchino a sbalzo decorato.
Un'ulteriore sfida affrontata dall'autore dell'altare riguardò la valorizzazione di quest'ultimo in una chiesa avente una pianta inusuale, ossia ottagonale. Essendo l'altare l'elemento principale, esso doveva attirare l'attenzione dei fedeli e tale scopo fu raggiunto proprio grazie alla preziosità della grande struttura dorata in cui l'altare è inserito. L'immagine della Madonna del Soccorso, proveniente dall'oratorio di Santa Maria alle Mura, riprende l'iconografia della Madonna in maestà, la Vergine è raffigurata frontalmente, è seduta in trono, con il Bambino benedicente sulle ginocchia al quale consegna una rosa che simboleggia la città di Rovigo, la cui etimologia viene attribuita al lemma in greco antico .
L'organo venne posizionato nel 1767 e fu costruito da Gaetano Callido.Pare che l'organo della Rotonda sia stato il trentaquattresimo lavoro di G. Callido.. È molto probabile che la chiesa fosse dotata di un organo sin dal principio, infatti la cantoria e la cassa dove sono contenute le canne risalgono all'inizio del XVII secolo. Nel 1767 furono costruite le nuove canne, i mantici e tutta la meccanica sonora callidiana. Il legno sembra essere stato lavorato da Giovanni Caracchio, vista l'affinità con l'altare, e il frontone spezzato che sovrasta la cassa presenta al centro la statua della Madonna con ai lati due angeli. Le portelle della cassa furono dipinte nel 1615 da Giovanni Battista Novelli e presentano all'esterno le figure dell'Immacolata e di Sant'Agnese e all'interno quelle di san Marco e san Francesco d'Assisi. Infine, il parapetto della cantoria è decorato con pitture su tela celebrative dell'ordine francescano: al centro vi è la Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Francesco d'Assisi, a sinistra vi sono la Madonna col Bambino e san Bonaventura da Bagnoregio e a destra la Madonna col Bambino e sant'Antonio da Padova.
Sacrestia
Alle spalle della parete alla quale è appoggiato l'altare è presente la sacrestia, caratterizzata da più opere differenti tra loro. Non a caso un'opera imponente e di grandi dimensioni è l'armadio per la custodia degli arredi sacri. Quest'ultimo nel complesso conserva la famosa tradizione tardo-rinascimentale, anche se nella decorazione superiore il gioco delle linee curve e quelle spezzate salta immediatamente all'occhio.
La parte centrale è invece definita da una rigida e allo stesso tempo gradevole riproduzione della Beata Vergine del Soccorso, mentre sulla parete opposta si trova una scultura raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino; scultura che fu portata anni fa nella Rotonda probabilmente per poterla riparare dalle intemperie che indubbiamente costituivano un ostacolo. Alle due pareti di minor lunghezza della stanza sono appesi due quadri, interessanti in particolar modo perché mostrano come a Rovigo si celebrano pittoricamente i podestà già da molteplici anni.