Cicala è un comune italiano di abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria, situato ai piedi della Sila Piccola.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si presenta allungato secondo la direzione Nord-Ovest/Sud-Est, delimitato praticamente dai percorsi delle fiumare "Sant'Elia" e "Pomo" ad Est e "Vecchiarelli" e "Corace" ad Ovest che, scendendo dalla Sila, costituiscono il sistema idrico principale del territorio comunale; territorio caratterizzato da una pressoché uniforme ascensione di quota che passa da un minimo di 550 m s.l.m. della punta più a valle (presso la congiunzione dei fiumi Pomo e Corace in località "Due Fiumi") ad un massimo di 1088 m s.l.m. della parte più alta, il monte "Monticello". Dal punto di vista dei rilievi il territorio presenta tutte le caratteristiche della zona montuosa della Sila Piccola, cui praticamente appartiene, solcata da profondi avvallamenti torrentizi. L'uso del suolo è prevalentemente caratterizzato dalla presenza di castagneti e di querceti, ed in parte da vigneti, seminativi arborei in genere e boschi cedui nella fascia territoriale compresa fra le località "Volta del Torno", "Pietro Gualtieri" e "Cintarella".
Il clima infine è caratterizzato da una media ventosità e da una particolare piovosità che contribuisce, insieme alla già abbondante dotazione idrica, alla formazione delle zone verdi boschive che caratterizzano tutta la zona.
Il territorio cicalese appartiene alla Comunità Montana dei Monti Reventino, Tiriolo e Mancuso.
Storia Fondato nel XVI secolo, Cicala ha certamente avuto presenze sul territorio risalenti al Neolitico, com'è stato affermato dallo studioso Domenico Lovisato: «[…] azze, scalpelli, martelli e ciottoli, dell'epoca della pietra, ritrovati in Calabria […] le armi formate di rocce calabresi si trovano in abbondanza sulla parte settentrionale della provincia di Catanzaro, come Tiriolo Superiore e Cicala.»
Dopo l'età Neolitica non si hanno più tracce di insediamenti fino al 1595, quando Giovanna Branai Castriota († dopo 1595), figlia di Ferdinando, Marchese di Città Sant'Angelo, Conte di Spoltore e Camilla di Capua (discendenti di Vrana Konti) e moglie del fu Alfonso Carafa diede a un villaggio stanziato nel territorio appartenente al feudo di Tiriolo il nome di “Castriota”.
Per difficoltà economiche, nel 1610 il feudo di Tiriolo,Nel 1593 ereditò dal padre i titoli di duca di Nocera, marchese di Civita Sant'Angelo e conte di Soriano e un ingente patrimonio feudale distribuito in varie province del Regno di Napoli. In Principato Citra si trovavano Nocera, San Pietro di Scafati e Sanseverino; in Abruzzo Ultra, Civita Sant'Angelo, Spoltore, Monte Silvano, Moscufo, Vicoli; in Calabria Ultra, infine, Soriano, Stefanacone, Belloforte, San Demetrio, Vallelonga, Filogaso, Pannaia, San Nicola, Bazzano, Pizzoni, Cutro, Le Castella, San Giovanni, Roccabernarda, Rocca Felluca, Carrafa, Arenuso, Tiriolo, Settinizano, Migliarina, Gimigliano, Maida, San Pietro, Curinga, Girifalco, Montepavone, Chiara valle Torre, Simbari, Brugnatore, Lacconia. Le entrate di questo vasto complesso venivano valutate nel 1595 intorno ai 55.000 ducati annui. compresi i casali, fu venduto da Francesco Maria Carafa (nipote di Giovanna Branai Castriota) al Patrizio genovese e conte di Messina Carlo Cigala, che lo acquistò per 80.000 ducati. In questo territorio era compreso anche il villaggio di "Castriota".
Da alcuni atti custoditi nell'archivio storico di Catanzaro si legge che nel 1616 alcuni uomini della "Trempa di Castagna" chiesero al Conte Cigala di fondare un casale nella "Stagliata di Fantuzzo" e di concedere loro dei capitoli di immunità. Da quel momento il villaggio Castriota prese il nome di Cigala, per poi essere cambiato in Cicala.
Si suppone che il centro abitato in origine si sviluppò principalmente sulla cosiddetta "Via Rande" (Via Grande, composta da Via Vittorio Emanuele II e da una parte di Via Garibaldi), intorno ai Palazzi dei Mancusi e dei Cigala. Subì gravissimi danni durante il terremoto del 1783 e nel 1806, sotto la dominazione napoleonica, in seguito a ripetuti episodi insurrezionali, il piccolo centro presilano fu incendiato e parzialmente distrutto anche se, tuttavia, in breve tempo risorse; tale distruzione è confermata dai documenti dell'Archivio Comunale che esistono proprio a far data dagli anni intorno al 1810.
Grande rilievo, negli anni precedenti ed immediatamente successivi l'Unità d'Italia, ebbero le bande di briganti che imperversavano nella zona e che furono costante motivo di grave preoccupazione per i governi dell'epoca.
Simboli Nello stemma comunale è rappresentata una «cicala svolazzante su un castagno con frutti d'oro, posto su un cielo azzurro.»
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Di particolare rilievo artistico-storico sono le due Chiese che testimoniano la profonda e radicata fede religiosa. La prima, dell'Immacolata (ad oggi sconsacrata), risalirebbe al tardo monachesimo e la sua presenza sarebbe da collegare alla più famosa Abbazia di Santa Maria di Corazzo dalla quale la Chiesa dell'Immacolata sarebbe dipesa essendo, tra l'altro, luogo di transito sulla via di Corazzo per i numerosi pellegrini che vi si recavano.
Architetture civili Nel comune sono presenti alcuni fabbricati in stile liberty o in pietra, con balconi e portali, considerati beni architettonici come: Palazzo Cigala, Palazzo Mancusi, Palazzo Talarico P., Palazzo Astorino, Palazzo Mancuso, Palazzo Voci, Palazzo Tallarico G., Palazzo Astorino (II).
Casa Paese Il progetto "Casa Paese" è una residenza-comunità per persone affette da demenza e malattia di Alzheimer che ha preso vita nel borgo (già "Borgo amico delle demenze” riconosciuto dalla Federazione Italiana Alzheimer) e si sviluppa su un concetto abitativo di paese ricreato, in cui le attività quotidiane (bar, edicola, bottega, piazza) sono messe a disposizione degli ospiti con approccio domestico piuttosto che da istituzione sanitaria tradizionale. Il modello, promosso dall'associazione Ra.Gi. Onlus di Catanzaro – organizzazione non lucrativa di utilità sociale impegnata dal 2002 nel sostegno a persone con disabilità o malattie e nella promozione del benessere psico-fisico individuale e comunitario –, è stato ufficialmente inaugurato il 21 ottobre autunno 2022 con un primo progetto residenziale per circa sedici posti letto, supportato da crowdfunding, donazioni e volontariato locale.
Nel 2024 l’iniziativa ha celebrato il suo primo anniversario con una cerimonia alla quale hanno partecipato ospiti, familiari, istituzioni e volontari, e contestualmente è stata rilanciata una nuova campagna di raccolta fondi per la realizzazione di spazi esterni, viali alberati e giardino per favorire il contatto con la natura e la socialità. Il progetto è stato incluso tra gli esempi di paesi-villaggio per demenze, suggerendo un percorso alternativo all’assistenza tradizionale, benché non risulti finora un riconoscimento normativo nazionale che lo qualifichi come standard; in tal senso la stampa ne evidenzia la rilevanza mediatica e l’interesse crescente, pur indicando che la sostenibilità resta una sfida connessa a risorse e volontariato.
Cultura
Festa di San Giacomo Maggiore Apostolo
La festa di San Giacomo M.A.San Giacomo M.A. Sito della Parrocchia, Santo Patrono di Cicala, si tiene ogni anno il 25 luglio. Durante la processione viene trasportata in spalla la statua di San Giacomo M.A., essa si presenta come un'immagine policroma a foglia d'oro, realizzata in legno di pero e scolpita a tutto tondo, la tunica è di colore rosso che ricorda il suo martirio, il mantello giallo ocra, sulle spalle porta una "mozzetta" nera con due conchiglie, cappello, bisaccia a tracolla e nella mano destra un bastone, segni del pellegrino. Secondo una tradizione locale, la statua di San Giacomo sarebbe miracolosamente tornata a Cicala dopo essere stata trasferita nel vicino centro di San Pietro Apostolo, episodio che nel racconto popolare confermerebbe il forte legame tra il santo e la comunità cicalese.
Economia
Per molti anni l'economia locale è stata incentrata sul castagno, sfruttato sia per il legno che per il frutto. Legate a questa fase dell'economia cicalese sono varie industrie di legname e alcune aziende alimentari che si occupano della lavorazione e trasformazione della castagna e di altri prodotti agricoli locali.
La coltivazione della castagna è stata seriamente minata dall'infestazione del Cinipide del castagno che, come in altre zone del pianeta, ne ha decimato la produzione ledendo pesantemente l'economia del piccolo borgo presilano, dove i molti coltivatori hanno visto letteralmente svanire un'importante fetta di reddito proveniente da una tradizione secolare. Degno di nota è l'impegno della comunità nello sconfiggere tale piaga attraverso l'introduzione in natura del Torymus sinensis, antagonista del Cinipide, che ha già portato risultati estremamente positivi nella coltura castanicola in Giappone.
Inoltre all'inizio degli anni duemila, collocata presso la contrada Milocca, è sorta la nuova zona P.I.P (zona industriale) che ospita la maggior parte delle piccole e medio imprese presenti nel territorio comunale.
Le principali produzioni industriali presenti nell'area cicalese si occupano di: trasformazione dei prodotti derivati dalla castagna; trasformazione di prodotti agro-alimentari in genere; produzione di salumi tipici calabresi; produzione di caldaie e impianti di riscaldamento.
Altre attività imprenditoriali degne di nota sono rappresentate principalmente da imprese agricole nelle declinazioni di coltivazione del fondo e selvicoltura.
Infrastrutture e trasporti
La stazione ferroviaria di Cicala si trova sul tratto della linea Catanzaro-Cosenza delle Ferrovie della Calabria. L'azienda Ferrovie della Calabria collega inoltre Cicala ad alcune località vicine.
Cicala è attraversata dalla strada statale 109 della Piccola Sila
Società Evoluzione demografica
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Note
Voci correlate Provincia di Catanzaro Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace Comunità montana Monti Reventino Tiriolo Mancuso Reventino Abbazia di Corazzo Alfonso Carafa (duca di Nocera)
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Collegamenti esterni
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