Biografia Adolescente, Carlo Bonomi si dedica a vari mestieri e a 18 anni s'iscrive all’Accademia di Brera, a Milano, che frequenta fino al 1904. A Milano apre uno studio insieme a Carlo Carrà, a Giannino Castiglioni e a Barilli. Compie viaggi di studio a Monaco di Baviera e a Roma. Dipinge con colori accesi - gialli, rossi e bruciati - stesi con sostanza materica, come se intuisse nella pittura una terza dimensione. Realizza opere a grandezza monumentale, piene di figure, viste nella loro quotidianità: persone umili e operose, con profonde motivazioni religiose e umane. Non dimentica, anzi esalta la sua estrazione popolare. La sua intera produzione artistica comprende più di duemila opere che in parte sono ancora inedite.
Parte volontario per la I Guerra mondiale e conosce il dramma dei soldati, mandati al massacro e le condizioni disumane della vita in trincea. Si sente in rivolta contro l’inutilità di quei massacri.
Dopo la fine della guerra è attratto dalle opere plastiche, trascura la pittura e inizia a scolpire. Realizza in bronzo La madre esposta nel 1926 alla I Esposizione Ufficiale del Novecento a Milano; La contadina del 1928, scolpita ad altezza naturale, presentata alla mostra Permanente di Milano. Sono due donne energiche, due popolane austere e segnate dalla sofferenza. Nella figura della donna Carlo Bonomi sente distintamente la prorompente forza della vita, contro il dolore e la morte. Alla V Mostra Sindacale di Milano nel 1934 vince la medaglia d'oro e il premio Medardo Rosso. Con la scultura Mater Intemerata si aggiudica la medaglia d'oro alla I Mostra Internazionale d'Arte Sacra di Trieste del 1961.
Alcuni suoi bronzi sono destinati al Cimitero Monumentale di Milano, come Il trasporto di Cristo, nella cappella Fenzi. Altre Deposizioni e Pietà sono nei cimiteri di Asmara, di Bergamo e di Gallarate. Ha partecipato al restauro del Broletto di Novara, edificio che risale al Medioevo.
Si è scoperto anche architetto e ha costruito per sé una casa in collina, a Turbigo, non lontana dal Castello. Alla sua morte la casa è stata ereditata dall’architetto e archeologo Angelo Vittorio Mira Bonomi, suo figlio adottivo. Lo studio di Carlo Bonomi è diventato così un museo-gipsoteca, con i gessi delle sue opere plastiche, anche di quelle incompiute.
Quattro sue sculture sono a Turbigo: San Francesco del 1934, sulla fontana della piazza omonima; La contadina del 1928, all’ingresso del palazzo Municipale, L’eroe del 1954 è al Sacrario ai Caduti, e Mater Intemerata del 1960. Sue opere si conservano anche alla Galleria d'Arte Moderna di Novara, ospitata nel Broletto di Novara e alla Pinacoteca di Brera.
Altre opere Paesaggio con figura, olio su compensato Violinista, olio Mater, 1915-1923, bronzo A Family, 1930, bronzo Mucche, olio su tela Controluce Mattino d'Autunno sui Pascoli Sfondo di Col Badile, olio su cartoncino
Bibliografia
Voci correlate Gino Colognesi Oscar Gallo Vitaliano Marchini Lelio Gelli Lina Arpesani Mario Ceconi di Montececon Ulderico Fabbri
Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Brera