Lorganizzazione a movente ideale opera spinta da una vocazione o da una missione strettamente legata alle motivazioni intrinseche dei suoi promotori, la quale si distanzia, quindi, dalla ricerca esclusiva del profitto o di elementi solo di carattere strumentale. Possono appartenere ad essa: associazioni, ONG, imprese sociali, imprese di economia di comunione, ecc.

Storia

Il discorso sulle OMI è collocabile all’interno dell'economia civile. Per comprendere il loro funzionamento è infatti necessario osservare il mercato e l’economia da una prospettiva basata sulle virtù civili, intesa appunto come economia civile. Questa teoria economica consiste nel riformulare il mercato al fine di superare la sua concezione capitalistica legata al profitto o al mero scambio strumentale dell’attività economica o finanziaria. Tale tradizione ha origine anticamente nel pensiero di Aristotele, Cicerone e nelle scuole francescana e benedettina del Medioevo fino a trovare una sua posizione come teoria economica nell’Umanesimo civile italiano, principalmente a Napoli. Infatti, mentre Adam Smith, filosofo ed economista scozzese, elaborava i principi della Political Economy così, Antonio Genovesi, insieme ad altri illustri esponenti quali Gaetano Filangieri e Giacinto Dragonetti, si occupavano di sviluppare le basi dell’economia civile.Cfr. L. Bruni, Reciprocità. Dinamiche di cooperazione economia e società civile, Milano, Bruno Mondadori, 2006, pp. 35-44). La sostanziale differenza tra i due modelli risiede nel modo di concepire il mercato e più precisamente il rapporto tra intenzioni private e bene comune. Infatti, se è vero che lo scambio di mercato avvantaggia in egual misura le parti coinvolte, per Adam Smith il bene comune viene generato e perseguito inconsapevolmente dai soggetti che appagano in primis i loro interessi e non vi è alcuna relazione diretta tra le intenzioni dei soggetti e gli effetti delle loro azioni come accade, invece, nell’Economia Civile. In questa, il mercato diviene un luogo in cui ricercare insieme il bene comune, il quale si costituisce intenzionalmente dalle persone che lo abitano, senza che le due tipologie di bene - bene pubblico e bene privato - entrino in conflitto tra loro. Inoltre, viene meno la dicotomia tra competizione e cooperazione in favore di una loro complementarità, in cui la tradizione dell'economia civile valorizza ambedue le dinamiche in un'ottica di vita virtuosa in comune.Cfr. Carmine Tabarro, Dalla società del rischio all’economia civile, Roma, Gregorian & Biblical Press, Bologna, Pardes Edizioni, 2010, pp. 45-57.

Inizia, così, a delinearsi l’idea di un mercato diverso, appunto civile, animato da nuovi principi etici riscoperti in chiave economica e rintracciabili anche nelle OMI. Tra questi ritroviamo: La reciprocità e il mutuo vantaggio: Il fine ultimo di una relazione economica di mercato è quello di perseguire il bene comune e, quindi, di raggiungere equamente la felicità. Per tale ragione occorre considerare il mercato come una forma di reciprocità a più dimensioni. Spazia, infatti, dallo scambio di doni (tratta della gratuità intesa come rispetto per l’altro diverso da sé) a regole e contratti purché rimanga alto il contenuto morale insito in ogni azione umane come si osserva, ad esempio, in alcune esperienze quotidiane o realtà quali Commercio Equo e Solidale, Economia di Comunione e Microfinanza e Microcredito.Cfr, O. Bazzichi, Dall’economia civile francescana all’economia capitalistica moderna. Una via all’umano e al civile dell’economia, Roma, Armando Editore, 2015, pp. 210-211. La reciprocità è un rapporto che si instaura tra le parti e per far sì che essa diventi autentica è sincera non si può non parlare di fiducia che lega e unisce le persone. La fede pubblica è, infatti, un altro concetto chiave per l’economia civile, in cui lo stesso Genovesi la definisce come il presupposto di qualsiasi sviluppo economico e civile. Infatti, superata la diffidenza iniziale e raggiunta la fiducia necessaria, il mercato si costituisce come un luogo di mutuo vantaggio in cui i soggetti coinvolti possono crescere insieme e non solo. Possono ambedue migliorare le loro condizioni di partenza e passare da una situazione di svantaggio ad una più ottimale. Se all'interno di queste relazioni vengono inclusi, anche, i soggetti più deboli, il mercato sta svolgendo in maniera ottimale il suo processo di civilizzazione ovvero quello di essere un’opportunità di bene comune per tutti.Cfr. L. Bruni, Il prezzo della gratuità, Roma, Città Nuova Editrice, 2008, pp. 125-129. La fraternità e la mutua assistenza: Un altro aspetto importante è il mercato della cura, un ambito molto rilevante per le OMI. Nella società odierna la cura assolve un ruolo essenziale poiché coinvolge numerose realtà istituzionali (educazione, salute…) e differenti attori sociali (genitori, bambini…). In un tema così delicato, se si prende in considerazione il mercato e i suoi meccanismi, ci si auspica che esso sia regolato da relazioni di cura basate sulla reciprocità o fraternità in termini di mutua assistenza. L’attenzione è rivolta particolarmente a quei professionisti che operano in tale ambito economico-sociale e alla loro vocazione. Infatti, l'economia civile si è interessata anche alla relazione che sussiste tra mercato e vocazione. A tal proposito si ipotizza che il candidato svolga la sua attività lavorativa con vocazione ovvero non solo per un compenso economico ma anche per il valore intrinseco che essa porta con sé. Tale assunto assume, appunto, una maggiore importanza se si ha a che fare con il mercato della cura e ciò richiede una spiccata sensibilità relazionale e motivazionale.Cfr. L.Bruni, A.Smerelli, La leggerezza del ferro. Un’introduzione alla teoria economica delle Organizzazioni a Movente Ideale, Milano, Vita e Pensiero, 2011, pp. 23-37.

Guardare al mercato come una forma di reciprocità o fraternità permette di affermare che la vita economica non è un ambito separato da quello civile ma che ciò che cambia è il modo di instaurare tale reciprocità. Infatti l’economia e i mercati possono diventare civili o incivili sulla base delle intenzioni, emozioni o azioni coinvolte senza comunque perdere il loro contatto con la vita civile.Cfr. L. Bruni, S. Zamagni, Economia civile. Efficienza, equità, felicità pubblica, Bologna, il Mulino, 2004, p. 65.

In quest’ottica, l’economia di mercato ha bisogno di abbandonare le passioni tristi che si osservano nelle società odierna e di incarnare, invece, quei valori e quelle virtù necessari per garantire un sistema economico più a misura di persona. Oggi si parla, anche, di Responsabilità sociale d’impresa in cui l’aspetto etico e sociale assume sempre più un ruolo di vitale importanza nella visione strategica d’impresa e i consumatori sono sempre più sensibili ai valori etici e al rispetto dell’ambiente naturale e sociale.Cfr. L. Bruni, L. Crivelli, Introduzione al numero monografico “L’Economia di Comunione: sfide e prospettive”, in «Impresa Sociale», Trento, 78 (3/2009) 11-17, qui pp. 11.

Un ultimo aspetto per comprendere le origini delle OMI risiede nella psicologia e più precisamente nell’utilizzo del metodo sperimentale in economia. Infatti, tale metodo ha introdotto le motivazioni all’interno dell’analisi economica, le quali dicono molto sul comportamento e scelte dei soggetti come ad esempio perché si fidano, pagano le tasse, rispettano le leggi… Ciò è rilevante per le OMI poiché esse si fondano su un movente ideale strettamente connesso alle motivazioni intrinseche dei suoi promotori.Cfr. L. Bruni, S. Zamagni, Dizionario di Economia Civile, Roma, Città Nuova, 2009, p. 31.

Le caratteristiche principali

Le organizzazioni a movente ideale presentano tre elementi determinanti che li caratterizzano dalle altre, il primo si riferisce all’organizzazione mentre gli altri due ai suoi membri:

1. L’attività svolta dall’organizzazione è una parte costitutiva della sua identità. Quest'ultima nasce dalla vocazione dei suoi promotori ed è presente nei valori e nella mission dell’organizzazione. L'attività è, dunque, strettamente connessa all’organizzazione e al risultato che si desidera raggiungere. Ciò prefigura un’impossibilità di cambiare nel corso d’opera il suo settore di attività poiché essa non è legata al mero profitto, ma ad un movente ideale e, dunque, ad uno scopo specifico;

2. L’identità è un elemento essenziale nelle OMI in cui una o più persone condividono e rappresentano gli ideali e i valori dell’organizzazione. I membri, che generalmente sono i fondatori delle OMI, sono soggetti intrinsecamente motivati;

3. I membri cosiddetti intrinsecamente motivati presentano la particolarità di essere meno soggetti alle variazioni di prezzo come il salario o gli straordinari e più sensibili al movente ideale dell’organizzazione. Essi divengono, così, i custodi dell’organizzazione, difendendola e tutelandola in caso di pericolo e protestando nel momento in cui non venga rispettata la sua identità.Cfr. L. Bruni, A. Smerilli, La leggerezza del ferro. Un’introduzione alla teoria economica delle Organizzazioni a Movente Ideale, Milano, Vita e Pensiero, 2011, pp. 44-45.

Le OMI e la gratuità

All’interno delle OMI di fondamentale importanza risultano essere le motivazioni poiché i soggetti sono spinti ad agire non per ottenere solo ed un unicamente un mero vantaggio personale o, più semplicemente, un profitto. Essi invece operano sulla base di una vera e propria missione o vocazione, o in altri termini, un movente ideale che risulta essere strettamente connesso alle proprie motivazioni intrinseche. Le motivazioni hanno dunque delle importanti conseguenze sulle scelte delle persone, ma anche su coloro che osservano tali scelte messe in atto da esse. Bruni ci ricorda inoltre che la gratuità è strettamente collegata ad azioni di soggetti sorte da motivazioni intrinseche poiché fa sì che ci si rapporti con le altre persone in quanto degne del nostro rispetto e del nostro amore.Cfr. L. Bruni, Il prezzo della gratuità, Roma, Città Nuova, 2006

Possiamo dunque parlare di gratuità in quanto le persone, che operano nelle OMI, mettono in atto dei comportamenti che sono dotati di valore in sé e quindi buoni. Si tratta infatti di azioni che vengono fatte senza tener conto di ciò che essere produrranno, da un punto di vista materiale o puramente economico.Cfr. L.Bruni, A. Smerilli, La leggerezza del ferro, Vita e pensiero, 2011, pp. 43-44

La gratuità risulta quindi essere un elemento fondamentale per il funzionamento di un’organizzazione poiché permette di creare relazioni basate su una vera e profonda fiducia. L’Altro non è infatti visto come uno strumento funzionale al raggiungimento di particolari fini, ma viene considerato come vero e proprio Essere Umano verso il quale è necessario avere il massimo rispetto.

Definire di preciso che cosa sia la gratuità non è semplice in quanto, il fatto di trattarsi di azioni aventi una forte motivazione intrinseca e una non strumentalità, rappresenta solo il punto di partenza, ma non definisce concretamente questo concetto.Cfr. L.Bruni, A. Smerilli, La leggerezza del ferro, Vita e pensiero, 2011, pp.48