Questa voce tratta la storia dell'Associazione Sportiva Gubbio 1910 dalla fondazione a oggi.
Storia Dalla nascita agli anni 1920 Il calcio a Gubbio arriva per la prima volta nel 1910, portato dal sacerdote don Bosone Rossi fondatore nel 1908 dell'associazione giovanile SPES (Società per Esercizi Sportivi di Gubbio), costola sportiva del Circolo Silvio Pellico. C'è però bisogno di attendere qualche anno (più precisamente il 25 marzo 1913) per assistere alla nascita ufficiale di una vera e propria sezione calcistica.
Poi col passare degli anni gli appassionati aumentano considerevolmente, tanto che alla fine degli anni 1920 la squadra eugubina prende parte ai primi campionati regionali, dopo aver partecipato per diverso tempo ad incontri amichevoli con le formazioni umbre. E lo fa disputando le gare casalinghe al San Benedetto, quella che successivamente verrà ribattezzata la Fossa dei Leoni e che resterà per quasi cinquant'anni la casa del calcio eugubino. Nel 1928-1929 il Gubbio partecipa quindi al Campionato Umbro ULIC, superando la prima fase.
Anni 1930 L'anno seguente, nel 1930, prende parte al Campionato Regionale Umbro di Terza Divisione al quale partecipano anche: Juventus Foligno, Orvietana, , Tiberis, Tiferno e Virtus Spoleto. Il campionato viene vinto dal . Anche nel 1931 il Gubbio partecipa al campionato di Terza Divisione, che è diviso in due gironi, e approda alle fasi finali, senza però ottenere il successo. Nell'anno successivo il Gubbio partecipa al Campionato regionale di Seconda Divisione.
Dopo un paio di anni in cui i campionati subiscono diverse modifiche, nel 1936 i rossoblù partecipano regolarmente al campionato di Prima Divisione regionale, incontrando compagini quali , e Foligno ed assumendo subito un ruolo da protagonista, riuscendo anche a cogliere la vittoria sul campo, ma non la promozione a causa di un tesseramento irregolare che costò tre sconfitte a tavolino. Nel 1938, oltre al campionato di Prima Divisione, si disputa per la prima volta la Coppa dell'Italia Centrale, a cui partecipano squadre in rappresentanza di Umbria, Marche e Abruzzo. Il Gubbio termina secondo, ma nel 1939, dopo la ristrutturazione dei campionati di Serie C, finalmente viene ammesso e gioca per la prima volta fuori regione contro squadre del centro quali Cagliari ed .
Anni 1940
Lo scoppio della seconda guerra mondiale impedisce al Gubbio di prendere parte al campionato nazionale, così prima dello stop dei tornei, nel 1941, affronta un'altra stagione nella Prima Divisione regionale. Terminato il conflitto, l'U.S. Gubbio, questa la denominazione, riparte con la voglia e l'entusiasmo di ricominciare a vivere dopo i dolorosi fatti bellici. Nel 1945, l'Umbria del calcio si divide in tre gironi, con le maggiori città che partecipano, in attesa della ripresa dei regolari campionati. Nel 1946, ancora una volta si riparte dalla Serie C, Girone B Lega Centro.
La storica promozione in Serie B L'anno successivo il Gubbio raggiunge il risultato più prestigioso della sua storia: nel 1947, dopo aver conquistato il primo posto nel girone B di Lega Centro della Serie C, con spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo, vinto per 2-0, e dopo aver conquistato il primo posto in un girone di spareggio contro le prime degli altri raggruppamenti, il Gubbio è promosso in Serie B. Nella stagione successiva, Il Gubbio viene inserito nel girone C del campionato cadetto, che vedrà la vittoria finale del Palermo davanti a Pisa, Lecce e Taranto.
Il Gubbio conclude la stagione a ridosso di Rieti e , senza riuscire a evitare la retrocessione. La serie cadetta dura solo un anno, anche per via della riorganizzazione che prevedeva numerose retrocessioni. Lo sforzo economico profuso per la scalata in B si fa sentire e nella stagione 1948-1949 arriva un'altra retrocessione, con annessa bancarotta economica e conseguente discesa nei tornei regionali.
Anni 1950 e 1960 I rossoblù resteranno relegati nel calcio regionale sino alla stagione 1957-1958, alternando buone annate (nel 1956 perde lo spareggio per la promozione in IV Serie contro il Bastia) ad altre peggiori. Proprio la stagione 1957-1958, conclusa al primo posto, consegna al Gubbio il pass per tornare nelle categorie superiori. Ma la gioia durerà poco, perché nella stagione 1960-1961 i rossoblù torneranno a giocare nei confini regionali retrocedendo dalla neonata Serie D.
La squadra di allora attinge a piene mani dal vivaio locale, specie quello dell'Intrepida San Secondo (con il quale si fonderà nel 1963) e del Rapid Gubbio. Dopo aver sfiorato la promozione nel 1963 e nel 1964, finalmente nella stagione 1964-1965 arriva l'annata dei record: la squadra eugubina, affidata a Mario Mancini, trionfa nel campionato di Promozione Regionale chiudendo la stagione imbattuta; artefice dell'impresa è una squadra giovane ma di grande valore tecnico e morale, trascinata dai gol del bomber perugino Marcello Cagnazzo.
L'anno seguente il Gubbio retrocede di nuovo, e nella stagione 1966-1967 perde alla monetina lo spareggio contro l'Orvietana per salire in Serie D. L'anno successivo (stagione 1967-1968) il Gubbio vince lo spareggio contro l'Angelana per 2-0, ma non può gioire perché a fine campionato la squadra assisana beneficia di un punto in più dopo aver presentato ricorso per una gara persa contro lo Spello. Il ritorno sul palcoscenico nazionale è tuttavia rimandato solo di una stagione: nel 1968-1969 il Gubbio domina il campionato, nonostante debba scontare 12 turni di squalifica del campo (eredità di un'invasione dei tifosi ad Assisi avvenuta nella stagione precedente).
Anni 1970 Il nuovo decennio si apre con una bella stagione in Serie D (1969-1970), mentre nell'annata 1974-1975, nella stagione che segna l'addio allo stadio "San Benedetto", il Gubbio retrocede nella Promozione Regionale.
Il nuovo stadio è il Beniamino Ubaldi: per due stagioni consecutive gli eugubini mancano il ritorno nella vecchia quarta serie, ma finalmente nel 1977-1978, anno in cui la squadra gioca per la prima volta al Polisportivo San Biagio, la squadra vince il campionato imponendosi ai danni dell'Ortana e presentando nell'undici titolare molti giovani eugubini. L'euforia del successo viene però oscurata dall'ennesima retrocessione che segna in negativo l'annata 1978-1979. Il Gubbio torna così nei campionati regionali.
Anni 1980
Gli anni 1980 si riveleranno un continuo crescendo di emozioni e soddisfazioni. L'altalena del ventennio precedente finisce in soffitta e la società, pur gettando le basi gradualmente, riesce a creare un gruppo vincente e capace di reggere il peso delle nuove sfide. Nella 1979-1980 i rossoblù, imbottiti di giovani, colgono un buon piazzamento nella massima divisione regionale, ripetendosi l'anno successivo dove chiudono al terzo posto dietro Elettrocarbonium e Nocera Umbra. Ma in estate la Federazione ripesca il Gubbio in Interregionale, e da quel momento in poi i tornei umbri resteranno un lontano ricordo. Nel 1981-1982 la squadra si fa rispettare, conquistando la salvezza. Il copione verrà ripetuto anche nelle successive due stagioni, anticamera del vero e proprio salto di qualità che coincide con la stagione 1984-1985, quando la società chiama in panchina Fiorindi. Il Gubbio chiude il campionato al terzo posto dietro a Pro Cisterna e , aprendo di fatto un vero e proprio ciclo che culminerà nelle successive due stagioni in due finali a dir poco mozzafiato.
Nel 1985-1986, con Massimo Roscini alla guida, i rossoblù duellano a lungo con Riccione (allenata da Alberto Zaccheroni) e Vis Pesaro. Al termine del campionato tutte e tre le squadre arrivano appaiate a pari punti, e per decretare la squadra che salirà in Serie C2 si ricorre ad uno spareggio a tre. Il Gubbio batte 2-0 il Riccione, ma perde la sfida decisiva con la Vis Pesaro per 1-0 e vede sfumare il ritorno nei professionisti.
Il ritorno in Serie C2 Nel 1986-1987 l'avversaria principale è il , capace di battere i rossoblù sia all'andata (1-0 in Toscana) che al ritorno (2-0 in Umbria). Al termine delle 30 gare stagionali, ancora una volta, la vetta è in coabitazione e costringe le squadre a ricorrere allo spareggio. Il 17 maggio 1987 al Renato Curi di Perugia, davanti ad oltre 20.000 persone (di cui 12.000 provenienti da Gubbio), un gol dell'attaccante eugubino Rosario Zoppis al 113' regala al Gubbio la tanto sospirata promozione alla compagine guidata in panchina da Giampaolo Landi.
La stagione 1987-1988 segna il ritorno dei grandi derby contro e e si chiude con un sorprendente terzo posto dietro a Casarano e ai perugini, ma è anche l'annata che segna l'arrivo a Gubbio di Candido Di Felice, votato poi come il "calciatore del secolo" del calcio eugubino. L'anno seguente, con il cambio in panchina (a Landi succede Francesco Giorgini, "teorico" della zona), la formula si rivela ancora una volta vincente, tanto che la squadra sogna a lungo il primato prima di rallentare nella seconda parte di stagione e chiudere comunque al quarto posto.
Va addirittura meglio nella stagione 1989-1990, quando il Gubbio si laurea campione d'inverno chiudendo il girone d'andata in vetta; poi un'altra flessione costa cara agli eugubini che nel girone di ritorno perdono terreno, terminando il campionato al quinto posto. Ma a scuotere l'ambiente è piuttosto la scomparsa dello storico direttore sportivo Mario Mancini, deceduto il 6 luglio 1990 a seguito di un malore mentre tornava a casa da Milano, sede del mercato estivo.
Anni 1990 Gli anni 1990 si aprono dunque nel segno del dolore. La stagione 1990-1991, la penultima con Francesco Giorgini in panchina, termina con un altro quinto posto in Serie C2, ma è il preludio ad una fase davvero buia. Nel 1991-1992 il giocattolo va in frantumi e la squadra retrocede mestamente nei dilettanti. Giorgini viene esonerato e poi richiamato in panchina, ma né Uliano Vettori, né Carlo Ripari nel finale di stagione riescono a raddrizzare la situazione.
Il contraccolpo è forte, anche perché in Interregionale il Gubbio non riesce a rinverdire i fasti degli anni 1980. Nel 1992-1993 arriva una salvezza stentata, mentre mel 1993-1994, anno che segna il ritorno in panchina di Massimo Roscini, con una squadra piena di giovani (tra cui Davide Baiocco, futuro protagonista di molti campionati in Serie A e B), il Gubbio si rende protagonista di un'annata decisamente positiva, impreziosita dalla vittoria per 1-0 sulla Fermana, e condizionata solo da un vistoso calo nel finale di stagione, che pure viene chiusa onorevolmente al quarto posto.
La caduta in Eccellenza Nel 1994-1995 la squadra attraversa un anno di transizione, ma il 1995-1996 si rivelerà l'anno più difficile e drammatico della storia del calcio eugubino. Mario Palazzi parte bene inanellando 4 risultati utili consecutivi, ma poi dopo un pareggio casalingo con il San Marino viene esonerato (il suo score sarà di 8 punti in 11 partite, in cui pareggerà anche con l'Arezzo di Serse Cosmi). Il Ds Calagreti gli preferisce Walter Sabatini (che oggi è più noto come D.S.) che racimolerà 5 punti frutto di 5 pareggi in 15 partite: 10 sconfitte e nessuna vittoria. Al suo posto arriverà Mario Lisarelli, tecnico del posto, che nonostante vinca 2 delle sue prime 4 partite (alla fine in 8 gare totalizzerà 9 punti) non riuscirà a evitare la retrocessione nell'Eccellenza umbra. La crisi societaria lascia presupporre che dopo ottantasei anni di storia il calcio a Gubbio abbia fatto il suo tempo. E quando ormai tutto sembra compromesso, ecco che una cordata di imprenditori locali, guidata da Guerriero Tasso, grazie al supporto dei due gruppi industriali Colacem e Cementerie Barbetti si fa carico di risollevare le sorti della società e di inaugurare un nuovo corso destinato a riportare la Gubbio del calcio nel mondo professionistico.