Villa Venier è una villa veneta patrizia del XVIII secolo di proprietà del Comune di Sommacampagna, situata poco distante da Verona. Annesso alla villa si trova un vasto giardino pubblico all’italiana. L'edificio e il parco sono gestiti dall'amministrazione comunale che li acquistò; la struttura fu restaurata dal Comune. Il parco viene utilizzato per spettacoli teatrali e musicali durante l’estate, mentre durante tutto l'anno si svolgono eventi di vario genere. Le stanze interne alla villa vengono occupate per mostre temporanee e conferenze. In alcuni spazi interni hanno sede anche l'Archivio Storico Comunale e società private.

Architettura e storia

La presenza della famiglia patrizia veneziana Venier a Sommacampagna risale al 1589 con grandi possedimenti terrieri. Villa Venier fu abitata da questa famiglia fino al 1860. Probabilmente la villa fu costruita su un preesistente edificio domenicale (casa di contadini di campagna). Adriano Cristofali o il suo allievo Luigi Trezza furono forse gli architetti che progettarono la villa nel 1784, sebbene le fonti siano discordanti sull'identità del progettista.

Il complesso di villa Venier era una tenuta agricola, composta da un edificio principale (la villa vera e propria), da un vasto parco antistante, da una corte retrostante e da un’altra costruzione affacciata sulla corte.

L’edificio principale è composto da tre piani più uno interrato. Sul retro della villa si trova la corte, su cui si affacciano anche il porticato per la limonaia e delle barchesse. Un tempo si trovavano anche una stalla, delle scuderie, una rimessa per le carrozze, un deposito attrezzi, dei fienili, una legnaia, un pozzo ornamentale, un giardino di rose e la casa del gastaldo (o castaldo - amministratore agricolo). L’edificio abitativo si estende su una planimetria a “L”. La sezione antistante della villa, quella rivolta verso il parco, presenta la tipica organizzazione planimetrica del palazzo veneziano, utilizzata anche per le altre ville di campagna dell’epoca. Il piano terra è caratterizzato da un grande salone centrale, che collega il parco con la corte interna. Nelle pareti laterali si aprono tre stanze quadrate. Una di queste porta alla chiesetta annessa alla villa. La cappella, a pianta ottagonale, è dedicata alla Sacra famiglia e fu edificata nel 1838 dall’architetto Francesco Ronzani per volontà di Giuseppe Venier. C’era un altare in marmo bianco con mense,  predelle, candelieri e un tabernacolo rivestito in oro. Ora è rimasto solo l’altare. A fianco si trova una piccola sacrestia.

La seconda sezione della villa si unisce in modo perpendicolare rispetto alla prima, è posizionata sul retro ed è più estesa, ma più stretta. Qui c’era una tinazzara (o tinazzera), termine storico e rurale, tipico soprattutto del Veneto, che indica la stanza o l'edificio adibito alla conservazione dei tini e alla fermentazione del mosto. Spesso situata all'interno di antiche tenute agricole o cantine, veniva utilizzata per accogliere i grandi tini in legno. Era presente inoltre una canova (o caneva in veneziano), luogo dove il vino riposava e si affinava e dove si vendeva al minuto.

In corrispondenza dell’intersezione tra le due unità della villa è posizionato il vano scala. Al piano interrato si trova una grande cantina.

La facciata principale è simmetrica ed ha caratteristiche neoclassiche. Tutti i prospetti del piano terra hanno lavorazioni a bugnato liscio. Il bugnato liscio è una decorazione architettonica formata da blocchi rettangolari di muratura sovrapposti a file sfalsate lavorate in modo che i giunti orizzontali e verticali risultino rientranti rispetto alla facciata. Sui muri esterni del primo piano sono presenti finestre sormontate da frontoni lineari, ad eccezione della porta con balcone che dà sul parco, che è invece sormontata da un frontone triangolare. Gli interni sono contraddistinti da pitture su muri e soffitti. Le fasce superiori delle stanze al piano terra della villa sono affrescate con rami di viti, grappoli d’uva, molti fiori e con meandri. I meandri sono cornici con motivi decorativi costituiti da elementi collegati e ripetuti, per lo più di forme geometriche intrecciate, come la greca. Al primo piano si trova un’altra grande sala centrale con affreschi sul soffitto, dove vengono imitati dei cassettoni e sui muri sono dipinte delle colonne neoclassiche. Le stanze vicine sono decorate con cieli azzurri, uccelli, balaustre con fiori e tendine azzurre.

Il parco è composto da alberi secolari e da un giardino all’italiana. Sono presenti un viale, una scalinata e una fontana.

Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1997, il complesso fu acquistato dal Comune di Sommacampagna che lo restaurò.

Note

Bibliografia

Altri progetti

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