upright=1.4|thumb|La banconota da 500.000 lire. La banconota da 500.000 lire è stata uno dei tagli di cartamoneta circolante in Italia prima dell'introduzione dell'euro. Vi fu un'unica emissione di questo taglio, il più alto mai raggiunto dalla lira italiana, e circolò dal 15 settembre 1997 al 28 febbraio 2002. I distintivi e i segni caratteristici del biglietto, del «tipo 1997», erano stati fissati con il decreto ministeriale del 6 maggio 1997. Decreto ministeriale 6 maggio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 1997, n. 109.

La tiratura, in un'unica emissione, fu di 280 milioni di esemplari.

Serie Raffaello Fronte Sul fronte del biglietto, di color verde-acquamarina, era raffigurato il pittore e architetto Raffaello, nell'autoritratto del 1506 circa conservato agli Uffizi, con un particolare del suo affresco del Trionfo di Galatea nella Villa Farnesina a Roma.

Retro Sul retro invece è riprodotto il celebre affresco della Scuola di Atene, raffigurato col particolare dei due filosofi Aristotele e Platone; il tutto è decorato da motivi floreali ispirati alle logge di Raffaello nei Palazzi Vaticani.

Dati tecnici Il biglietto misura 163 × 78 mm. La filigrana riproduce l'effigie di Raffaello insieme al monogramma «BI» della Banca d'Italia. Reca le firme del governatore Antonio Fazio e del cassiere Angelo Amici; la stampa fu eseguita presso l'Officina Carte Valori della Banca d'Italia.

Misure di sicurezza Questa banconota è stata usata solo per pochi anni, poiché è stata emessa nel 1997, non molto prima dall'introduzione dell'euro. Per questo biglietto sono state attuate diverse misure di sicurezza contro la falsificazione già sperimentate nelle banconote da 50.000 e 100.000 lire.

Oltre a inchiostri speciali e fili metallici, i biglietti erano dotati di fibre fluorescenti visibili con luce ultravioletta per garantire sicurezza e scoraggiare i falsificatori.

L'autore Questo biglietto fu disegnato dall'allora settantottenne Trento Cionini, il quale, pur essendo in pensione dal 1980, non aveva mai smesso di collaborare con la Banca d'Italia. Nel 1997 fu infatti scelto per il compito di incidere, col suo bulino, la matrice del fronte di quella che sarà destinata a essere ricordata come l'ultima banconota in lire italiane. Come in altri casi precedenti, anche in questa appare la firma T. CIONINI INC. L'incisione del retro, con la Scuola di Atene, si deve invece a Giorgio Capponi, mentre la composizione grafica fu curata da Guglielmo Savini.

Note

Bibliografia

Voci correlate Lira italiana Banca d'Italia Istituto Poligrafico e Zecca di Stato

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