Questa voce tratta la storia del Matera Calcio dal 1933 a oggi.
I primi decenni Nel corso del 1926 e negli anni successivi, il "Matheola Football Club", squadra dell'Opera Nazionale Dopolavoro di Matera e la "SS Gandolfo" costituita nel 1925, affrontano compagini dei centri vicini, talvolta con formazioni da 7 giocatori per squadra, utilizzando come terreno di gioco principalmente il "Campo delle Tre Vie". Si diffonde in città, appena diventata capoluogo di provincia, un forte fermento calcistico e sportivo. La prima società calcistica ufficiale a Matera viene fondata nell'Ufficio Sportivo della Federazione in Via La Vista il 5 Settembre 1933 con il nome di Unione Sportiva Matera, presieduta dall'avvocato Leonardo Cospito e successivamente da Cesare Zagarella. La squadra, con la divisa granata, partecipa al suo primo campionato con la seguente formazione tipo, allenata dall'ungherese Kovach: Della Monica, Morgese, Saponaro, Nitti, Raimondi, Frappampina, Candela, Cavaliere, Bonavoglia, Mastronardi, Molinari1933-1950: Le origini MateraCalcioStory.it. Il 28 gennaio 1934, in occasione della prima gara interna ufficiale del campionato 1933-34 contro il Bitonto, viene inaugurato il nuovo Campo degli Sports, in seguito Campo sportivo "Luigi Razza", diventato nel dopoguerra Stadio "XXI Settembre" e così l'U.S. Matera, dopo aver partecipato ad un campionato di Terza Divisione, può partecipare al campionato regionale di Seconda Divisione pugliese, massimo campionato regionale dell'epoca, denominato poi Prima Divisione a partire dal 1935-36; in Basilicata i primi tornei regionali si avranno solo nel 1949. La società, che nel campionato 1936-37 si trasforma in Associazione Sportiva Materana, resta la massima espressione calcistica cittadina fino alla seconda guerra mondiale. Durante la guerra il Matera è l'unica formazione non pugliese che partecipa nel 1944 alla Coppa CONI, competizione disputata nella Puglia liberata dalle forze alleate, mentre nel Torneo misto pugliese 1944-1945 si ritira al termine del girone di andata.
Nel dopoguerra nascono diverse realtà calcistiche, ma quella che raccoglie l'eredità dell'U.S. Matera è la Matera Calcio, con i definitivi colori sociali bianco e azzurro, sorta inizialmente come Circolo Sportivo Matera e trasformatasi nel 1949 in A.S. Matera Calcio e presieduta prima da Riziero Zaccagnini e poi dal comm. Ignazio Furlò, che ai suoi esordi schiera questa formazione: Scardigno, Dragone, Caforio, Mignogna, Celiberti, Manzo, Venezia, Amoroso, Minunno, Di Marzio, Ladik II; nel 1947-48 questa nuova compagine, formata da ex calciatori poi diventati agenti di Polizia della Questura di Matera e completata da diversi giovani locali, partecipa al girone B del campionato pugliese di Prima Divisione, insieme a squadre come il Manduria, Lecce B, Maglie, Martina, Grottaglie, Ostuni.
Nel 1950 la Matera Calcio, pur avendo terminato al nono posto il precedente campionato di Prima Divisione pugliese, viene ammessa per la prima volta ad un campionato interregionale, la Promozione (corrispondente all'attuale Serie D), gestito dalla Lega Interregionale Sud. La formazione che affronta il campionato di Promozione nel 1950-51, allenata da Dario Gay e successivamente da Umberto Zanolla, è la seguente: Manzin (Cristallo), Perentin (Magistro), Vittori (Mesto), Giani (Pellecchia), Maggio, Pugliese, Degrassi, Sarcina (Calvani), Gordini, Bechis, Gobitta. La squadra dell'epoca è composta, oltre che da elementi locali (Sarcina, Gagliardi, Cristallo, Magistro), anche da diversi giovani friulani e giuliani tra i quali, oltre a qualcuno tra quelli menzionati, ci sono anche Virgulin, Spagnul, Tolloi, Zanutel, Zanolla, Candussi, Fogar, Glereani. Inoltre nel 1950 sette calciatori originari della zona B del Territorio Libero di Trieste che per motivi politici si erano trasferiti nella zona A (Colomban, Degrassi, Giani, Moscolin poi sostituito da Manzin, Perentin, Pugliese e Vittori), con a capo Gordini, vengono ingaggiati dal Matera con un contratto complessivo di due milioni una tantum più 15.000 lire al mese, vitto e alloggio.. Accolti festosamente dai tifosi materani, alcuni di loro si fermano nella città lucana per diversi anni. Al termine della stagione il Matera retrocede e disputa il campionato di Prima Divisione pugliese, ma pur arrivando al primo posto nel girone B, non viene classificato in quanto era stato iscritto d'ufficio al campionato pugliese da parte della F.I.G.C. per ragioni di vicinorietà. Viene pertanto ammesso al nuovo campionato di Promozione lucana, vincendolo nel 1953 e tornando nella categoria interregionale, che nel frattempo ha mutato il suo nome in IV Serie, dove partecipa per cinque stagioni consecutive. Al termine della stagione 1957-58 la Matera Calcio, dopo la retrocessione in Prima Categoria lucana, viene esclusa dai ruoli federali., così la prima squadra cittadina diventa la Libertas Matera.
La Libertas Matera negli anni cinquanta La Libertas Matera, vero e proprio vivaio di giovani atleti locali, nasce anch'essa nel secondo dopoguerra. Nel corso del 1951 viene disputato un incontro amichevole tra la neonata Libertas e il Materacalcio B, formato da giovani elementi locali, ovvero: Cristallo, Venezia, Ladik I, Montani, Salerno, Francione II, Nicoletti, Ladik II, Gatta, Francione I e Ladik III. Il Matera B si impone per 4-0, ed a seguito di tale risultato tutti i giovani del Matera B vengono trasferiti nell'organico della Libertas per poter disputare il campionato lucano di Prima Divisione.
Nella stagione 1951-52 disputa con i suoi elementi ormai in crescita un ruolo da protagonista, lottando per le prime posizioni nel massimo campionato regionale lucano e giungendo alla finale per la disputa del titolo di campione regionale, vinta dal Moliterno. Francione I e Ladik II sono tra i convocati nella rappresentativa lucana. Nel campionato di Promozione lucana 1952-53 si assiste al primo derby della città dei Sassi, con la Matera Calcio che si impone in entrambe le gare sui cugini della Libertas per 4-0 e per 2-1. Nel 1954 però la Libertas incontra difficoltà organizzative, eliminando il calcio dalle proprie attività, e molti calciatori smettono di giocare mentre altri come Ladik II, Gaudio e Tomaselli si trasferiscono nel campionato pugliese di Prima Divisione; nel 1955 diversi calciatori della Libertas entrano a far parte della rosa della Matera Calcio in IV Serie.
Tuttavia a partire dal 1957 riprende l'attività calcistica partecipando al massimo campionato regionale lucano, che nel frattempo ha cambiato denominazione diventando Campionato Dilettanti e negli anni ancora successivi Prima Categoria. Nel 1958-59 la Libertas Matera, con una squadra molto equilibrata in tutti i reparti e grazie all'esperienza acquisita, punta alla promozione in IV Serie. L'impiego dell'esperto portiere Augusto Manzin (uno dei calciatori provenienti dal confine italo-jugoslavo ingaggiati anni prima dalla Matera Calcio), il ritorno di Ladik II e l'innesto di elementi provenienti da altre squadre, assicurano solidità ad una compagine che inoltre si avvale di Labarile, Abbate, Taratufolo, Frascella, Lamacchia II, Contini e Paolicelli. La squadra però al termine del campionato si arrende al Monticchio Potenza negli spareggi per la promozione in IV serie, diventata serie D. Nella stagione 1961-62 la Libertas Matera vince il campionato di Prima categoria lucana ed è campione regionale, ma rinuncia a disputare la fase finale interregionale e così nella stagione successiva continua a disputare il massimo torneo regionale. Nel 1963 dalla fusione tra la Libertas e l'Acli Piccianello nasce il Foot Ball Club Matera., che due anni più tardi vince il proprio girone e le semifinali del campionato lucano di Prima categoria, e diventa campione lucano di Prima Categoria per rinuncia della Libertas Invicta Potenza.
La presidenza Salerno
A partire dal 1965, anno del ritorno in Serie D, si affaccia sulla scena colui che, succedendo a Riziero Zaccagnini, sarà il presidente del F.B.C. Matera per 22 anni, Franco Salerno, in seguito diventato anche Senatore della Repubblica, che porterà la società biancazzurra negli anni settanta ai suoi massimi livelli di sempre. Dopo tre anni di Serie D, il Matera vince nel 1967-68 il campionato davanti al e raggiunge per la prima volta la Serie C. Formazione tipo, allenata da Ruggero Salar e con Busilacchi capocannoniere con 24 reti, è la seguente: Quadrello (Antezza), Rosa, Pertile, Demenia, Giannattasio, Mayer, Carella, Buccione, Busilacchi, Chiricallo (Castelletti), Capuano (Toschi).
Seguono sette stagioni consecutive di medio livello in Serie C, terminate con la retrocessione in serie D nel 1975; a livello giovanile, nel 1971-72 il Matera raggiunge le semifinali del campionato nazionale Juniores semiprofessionisti, perdendo contro l'Alessandria vincitrice del campionato. Dopo la retrocessione, la permanenza in Serie D dura un solo anno in quanto il Matera vince il campionato 1975-76 dopo un lungo duello con il Lanciano e torna in Serie C. Nella gara decisiva, giocata contro il Grottaglie, un tiro dell'attaccante Chimenti entrato in porta finisce in una smagliatura della rete e termina fuori dalla porta; l'arbitro non convalida il gol giudicando la palla fuori, ma la partita termina comunque con la vittoria del Matera per 2-0 e così si può festeggiare il ritorno in Serie C. La formazione vincente, allenata da Mario Zurlini nella duplice veste di calciatore e allenatore e con Vito Chimenti capocannoniere con 17 reti, è la seguente: Casiraghi, Generoso, Vellani (Coppola), Gambini, Mamilovich, Zurlini, Picat Re, De Giglio, Chimenti, Cassano, Aprile.
Nel 1978 avviene la ristrutturazione della Serie C ed il Matera è ammesso alla neonata Serie C1.
Promozione in Serie B
Il primo campionato di serie C1 della storia nella stagione 1978-79 non vede il Matera tra le favorite ma, dopo aver chiuso il girone di andata al 5º posto a 3 punti dalla vetta, i biancazzurri diventano la grande sorpresa dell'anno grazie ad una lunga serie di risultati positivi ottenuti nel girone di ritorno. La sconfitta esterna con il Catania alla terzultima giornata riapre i giochi al vertice della classifica, ma il Matera vince la gara interna successiva contro la Paganese e si appresta a disputare l'ultima giornata a pari punti con il e con un punto di vantaggio sul Catania stesso. Il 9 giugno 1979, nell'ultima giornata di campionato, il Matera affronta in trasferta la ; seguiti nella città toscana da oltre cinquemila tifosi, i biancazzurri vincono con un perentorio 4-0, confermandosi al primo posto nel girone. Così sotto la guida del presidente Franco Salerno, a cui è stato successivamente intitolato lo Stadio XXI Settembre, e dell'allenatore Franco Dibenedetto (premiato quell'anno con il Seminatore d'oro come miglior allenatore di Serie C), la città di Matera raggiunge per la prima ed unica volta nella sua storia la Serie B. Gli artefici in campo di quella promozione sono: Casiraghi, Generoso, De Canio, Pavese, Beretta (Giannattasio), Gambini, Picat Re, Sassanelli, Aprile, Morello, Raffaele (quest'ultimo capocannoniere della squadra con 15 reti).
L'esordio del Matera in Coppa Italia di Serie A e B nel 1979 non è particolarmente felice in quanto affronta la Lazio allo Stadio Flaminio perdendo per 5-0. L'esordio in campionato invece è decisamente migliore. Il Matera infatti mette a segno la prima rete del campionato di serie B 1979-1980. Dopo soli sei minuti di gioco il centrocampista Aldo Raimondi (diventato poi allenatore del Matera per diverse stagioni, l'ultima delle quali nel 2007) porta i biancazzurri in vantaggio contro il Genoa allo stadio Luigi Ferraris. Il vantaggio del Matera viene poi vanificato dal pareggio di Odorizzi e la gara termina 1-1.