La pieve di San Martino, nota anche come pieve di Arola, è un luogo di culto cattolico sconsacrato dalle forme romaniche, situato in adiacenza al piccolo cimitero di Arola, frazione di Langhirano, in provincia e diocesi di Parma; è considerata una delle più antiche chiese di tutto il Parmense.
Storia La pieve fu edificata probabilmente già nel VI secolo.
La chiesa fu forse citata per prima volta nell'Ordo Archipresbiterorum Plebium, voluto nel 1005 dal vescovo di Parma Sigifredo II, ma l'esistenza di altri luoghi di culto dedicati a san Martino di Tours nella diocesi di Parma non consente di stabilirne indiscutibilmente la corrispondenza..
La più antica testimonianza certa della sua esistenza risale invece al 1092, quando la pieve Sancti Martini de Areola fu menzionata nel testamento di Alsazia, detta Bona, figlia del curatore di Parma Alsazio: la donna lasciò un terreno situato a Vigatto al sacerdote di Arola..
La chiesa fu successivamente citata nel 1230 nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma; all'epoca erano poste alle sue dipendenze le cappelle di Sant'Andrea a Tiorre, del castello di Tiorre e di San Lorenzo a Torrechiara. Negli anni seguenti furono aggregate anche le cappelle di San Pietro a Vidiana, di San Giorgio a Casatico e di San Donnino a Panocchia, come dimostrato dalla Ratio Decimarum del 1299.
L'importanza dell'edificio crebbe successivamente, come testimoniato dallEstimo diocesano del 1354, in cui risultavano tra le dipendenze della pieve, oltre a quelle precedenti, anche le cappelle di San Michele a San Michele Tiorre e dell'ospedale di Ulmazzolo. A queste si aggiunsero la cappella di Rivorario nel corso del XIV secolo e gli oratori di San Nicomede e di Santa Caterina nel castello di Torrechiara nel 1520..
Nel 1602 la pieve fu decorata con affreschi da Giovanni Maria Conti della Camera e Pier Antonio Bernabei, che raffigurarono sulla cupola la Trinità ed Evangelisti e sulla volta della navata una serie di Scene della vita di san Martino.
Il 9 dicembre 1818 un sisma di magnitudo 5.3 colpì pesantemente l'abitato di Arola, causando la distruzione di gran parte dell'antica pieve. L'edificio fu parzialmente ricostruito, utilizzando parte delle strutture in pietra crollate, ma fu trasformato in deposito a servizio dell'adiacente cimitero; tra il 1858 e il 1860, su interessamento della duchessa reggente di Parma Luisa Maria di Borbone, fu edificata una nuova chiesa neoclassica nel centro del paese, completata solo nel 1860.
L'ex luogo di culto, fortemente degradato, fu completamente ristrutturato verso la fine del XX secolo.
Descrizione
Della pieve originaria, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, con ingresso a ovest e presbiterio a est, e dotata di torre campanaria e sagrestia, si conservano solo alcune porzioni di muri esterni in pietra e altre strutture di reimpiego.
Il fabbricato è suddiviso in due ambienti rettangolari affiancati, di cui quello meridionale, adiacente al cimitero, privo di copertura.
La facciata principale in pietra è sostenuta da due ampie arcate a tutto sesto in conci di arenaria, separate da un pilastro centrale coronato da un semplice capitello; più in alto si apre nel mezzo una finestra quadrata, mentre sul margine destro si eleva una massiccia parasta, che tradisce l'antica presenza di un nartece, la cui impronta è ancora distinguibile sul terreno; in sommità si trova il tetto a falda unica.
Note
Bibliografia
Voci correlate Arola (Langhirano) Chiesa di San Martino (Langhirano, Arola) Diocesi di Parma
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