Medellín (pronuncia spagnola: ; in passato in italiano MedellinoG. Boccardo, Il negoziante italiano. Manuale degli uomini d'affari e trattato teorico-pratico della scienza commerciale, Firenze 1868, p. 300.) è un comune colombiano, il secondo per popolazione dopo la capitale Bogotà; la città è il capoluogo dell'area metropolitana di Medellín e del dipartimento di Antioquia, è il secondo più grande agglomerato urbano in Colombia in termini di popolazione e dell'economia.

Capitale del dipartimento colombiano di Antioquia, situata nella parte occidentale della Colombia, nel Valle d'Aburrá, tra la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale (una regione centrale delle Ande in Sud America).

Un tempo era nota in particolare per la produzione e il commercio del caffè. Oggi invece è un importante centro industriale; numerose sono infatti le industrie che si sono diffuse nei dintorni della città. Ormai ben avviate sono le industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari oltre a quelle specializzate nella lavorazione del vetro e della ceramica. Fondamentale per tutta la Colombia è inoltre l'industria tessile, di cui Medellín è il centro più importante.

Geografia fisica Territorio

La superficie totale della città di Medellín è di . Occupa la parte centrale della Valle d'Aburrá, che si trova nella parte settentrionale della Cordigliera delle Ande.

Questa valle è attraversata longitudinalmente dal Río Medellín, fiume ricco di affluenti che scendono dalle montagne orientali e occidentali.

Clima La posizione di Medellín e la sua altitudine danno come risultato un clima subtropicale umido. La temperatura oscilla tra i 18 e i .

Durante i mesi più freddi, la temperatura può scendere fino a , e durante i mesi più secchi la temperatura massima può raggiungere i .

Il clima di Medellín ha sempre avuto una buona fama, per cui è stata definita la Città dell'Eterna Primavera.

L'inquinamento atmosferico ha causato più di morti nel 2016 in città e rappresenta un costo finanziario significativo a causa del trattamento delle malattie respiratorie.

Risorse naturali A causa della crescita urbana e demografica della città è avvenuta una notevole alterazione della flora e della fauna della valle d'Aburrá. Con la contaminazione delle acque sono sparite quasi tutta la fauna e la flora acquatiche del fiume e degli affluenti che l'attraversano.

Riguardo ai minerali, a San Cristobal e Altavista, a est di Medellín, si trovano più di 30 miniere a cielo aperto da cui vengono estratti materiali da costruzione di tipo argilloso. Inoltre, nella zona conosciuta con il nome di Marmato-Titiribí c'è potenziale di sfruttamento di porfido, rame, oro e molibdeno.

Origini del nome Quinto Cecilio Metello Pio fondò nell'anno 75 a.C. in Hispania quella che chiamò Metellium, l'attuale Medellín in Estremadura, nella provincia di Badajoz. Un conte di quella località, don Pedro Portocarrero y Luna, presidente del Consiglio delle Indie, volle dare il nome del suo paese nativo a una località di nuova fondazione al di là del mare. Così, il 22 novembre del 1674, la regina reggente, doña Marianna d'Austria (in rappresentanza del figlio Carlo II, ancora minorenne), concesse il documento regale che confermava la fondazione della Villa de Nuestra Señora de la Candelaria de Medellín. La proclamazione ufficiale della fondazione fu realizzata dal governatore don Miguel Aguinaga y Mendiogoitia, il 2 novembre del 1675.

Inoltre, la regina concesse lo scudo della città dell'Estremadura all'omonima città del Sud America, su richiesta del Cabildo de la Villa, il 24 giugno dell'anno seguente.

Storia Popolazione indigena

anni fa la valle d'Aburrá era percorsa da tribù nomadi che vivevano di caccia e raccolta. Quando arrivarono i conquistadores spagnoli vi trovarono stanziata una popolazione nativa numerosa, che oppose poca resistenza. Si calcola che si trovassero lì dal V secolo a.C. Avevano coltivazioni estensive di mais e fagioli, allevavano cani, tessevano coperte di cotone, commerciavano sale e conoscevano la lavorazione dell'oro. Sotto il dominio spagnolo furono suddivisi in encomiendas e cacciati dalle loro terre. Il maltrattamento, le malattie e il duro lavoro della terra e nelle miniere in pochi anni li decimarono.

Scoperta della valle e primi insediamenti spagnoli Il maresciallo Jorge Robledo si trovava nell'agosto del 1541 in quello che oggi si conosce come il comune di Heliconia, a ovest, quando credette di aver visto che, in basso, tra le montagne, c'era una valle. Ordinò in quel momento a Jerónimo Luis Tejelo di andare in esplorazione e la notte del 23 agosto, questi arrivò al terreno pianeggiante che aveva avvistato Robledo. Gli spagnoli chiamarono la valle con il nome di San Bartolomeo, anche se successivamente verrà cambiato in Aburrá, vocabolo indigeno che si traduce con "pintadera", forse per l'attività tessile svolta in quel luogo.

La bellicosità e la povertà degli indigeni, così come l'assenza di ricchezze, scoraggiarono l'insediamento degli spagnoli in quella valle. Nel 1574, don Gaspar de Rodas chiese all'amministratore di quelle terre quattro leghe per allevare bestiame e coltivare la valle e gliene furono concesse tre.

Francisco de Herrera Campuzano fondò nel 1616, con l'aiuto di 80 indigeni, il Poblado de San Lorenzo, nell'attuale Parco El Poblado. Nel 1646, siccome le leggi sulla segregazione razziale impedivano l'unione di indigeni con meticci e mulatti e a causa delle precarie condizioni di abitabilità di San Lorenzo, si iniziò la costruzione di un altro agglomerato urbano, chiamato dai nativi "luogo di Aná", nell'attuale centro di Medellín, dove si trova il Parco Berrio e dove venne costruita Nostra Signora della Candelaria de Aná. Tre anni dopo verrà costruita nello stesso posto la Basilica Minore di Nostra Signora della Candelaria, che venne poi ricostruita alla fine del secolo XVIII e conserva tuttora quel nome.

Nascita della città Durante il secolo successivo allo stabilimento di Gaspar de Rodas nella valle, la popolazione incrementò notevolmente. Anche se non esistono censimenti precisi, l'aumento dei matrimoni registrati nella chiesa di San Lorenzo lo dimostra, infatti si passò da sei tra il 1646 e il 1650 a quarantuno tra il 1671 e il 1675.

Siccome lo sfruttamento dei ricchi giacimenti di oro nel Nordest d'Antioquia richiedeva prodotti agricoli e carne per alimentare i minatori, la Valle d'Aburrá forniva le provvigioni necessarie. Oltre all'attività agricola e di allevamento, fu importante anche la sua posizione strategica, tra la regione mineraria e Santa Fe de Antioquia, che ebbe il ruolo di capoluogo di tutta la provincia e del governo locale.

La potenza di quella che oggi è Medellín contrastava con l'impoverimento dell'antica capitale e i personaggi più importanti della regione cominciarono a passare periodi lunghi nella valle e a comprarvi terreni. Quindi iniziò a manifestarsi tra gli abitanti il desiderio di avere un capo (cabildo), il che implicava autonomia amministrativa rispetto a Santa Fe de Antioquia.

Dopo varie dispute e tentativi degli abitanti di Santa Fe di impedire la costruzione di una vera e propria città partendo da quell'insediamento rival, nel 1675 arrivò un documento firmato dalla regina reggente, Marianna d'Austria, datata 22 novembre 1674. Il giorno 20 di novembre dell'anno successivo il governatore, Miguel de Aguinaga, proclamò la nascita ufficiale della Villa de Nuestra Señora de la Candelaria.

Monumenti e luoghi d'interesse Aree naturali

Parchi urbani tradizionali Molti parchi urbani ricordano la cultura, la tradizione e la storia della città: Parco Bolívar: inaugurato nel 1892, è un luogo emblematico di Medellín. A nord si vede la Cattedrale, mentre a sud si collega al Bulevar de Junín. Parco Berrio: è situato nel cuore della città. Parco Boston: si trova nel quartiere omonimo e rientra nel centro della città, ma è una zona residenziale. Parco del Poblado: è noto per essere stato il primo luogo della valle dove s'insediò la popolazione. Parco de Belén: si trova nel quartiere che porta lo stesso nome, nella parte sud-ovest della città. è caratterizzato da una vita bancaria e commerciale molto attiva ed è uno dei principali luoghi d'incontro della zona. Al centro del parco si può vedere il busto del Libertador Simón Bolívar e a ovest si trova la chiesa di Nostra Signora di Betlemme (Belén). Parco Lleras: è l'emblema della comunità di Medellín, infatti è un luogo di grande affluenza di giovani e adulti, cittadini e stranieri, soprattutto il giovedì, venerdì e sabato. Questo parco è il cuore della cosiddetta "zona rosa", offre una ricca varietà di ristoranti, discoteche, bar e caffè, tutti di ottima qualità.

Nuovi parchi urbani Facendo parte dei cambiamenti che la città sta vivendo, possiamo trovare nuove topologie di parchi urbani che rompono con la tradizione, e hanno avuto successo, tanto che sono rapidamente diventati i nuovi punti di riferimento.

Parco de los Pies Descalzos: è posto tra l'edificio Empresas Públicas de Medellín e il Museo Interattivo. Il parco è ispirato alla filosofia orientale Zen; è un'oasi di tranquillità in mezzo alla città: c'è un piccolo bosco di bambù, una zona di sabbia e fonti d'acqua e il nome deriva dal fatto che in tutti i suoi spazi si può camminare a piedi nudi. Parco dei Desideri: situato nella zona nord-est di Medellín, ha una superficie di m² ed è stato costruito al fine di interessare la gente agli immensi spazi dell'universo, infatti al suo interno si trova il planetario. Parco lineal La Presidenta: ha un'estensione di m² e attraversa sette quartieri; è un'opzione di relax per tutti un giorno qualsiasi della settimana e a qualsiasi ora del giorno e della notte. è adatto agli sportivi e a coloro che amano passeggiare, a quelli che fanno una pausa a mezzo giorno e a tutti coloro ai quali piacciono i posti all'aria aperta dove svagarsi. Parco-Biblioteca: si tratta di cinque nuovi parchi costruiti a partire dal 2006; si trovano in zone strategiche della città e sono stati concepiti come spazi pubblici per l'incontro con la lettura e la cultura. L'aspetto esteriore è gradevole e ha lo scopo di avvicinare di più la popolazione alla cultura, insieme alla ricreazione per stimolare la crescita intellettuale, personale e sociale e la convivenza pacifica tra i cittadini: pero questo motivo sono stati realizzati nelle zone più degradate della città.

La conoscenza attraverso i sensi

Molto vicino al centro della città è stato edificato un luogo di cultura, intrattenimento e svago. Qui convergono dieci centri culturali diversi: il Parco Explora è un parco interattivo per diffondere la scienza e la tecnologia.

I quattro blocchi rossi che dominano il parco, vincitori del Premio Nazionale di Architettura, contiene le sale a tema Conexión de la vida, Física viva, Colombia geodiversa e Territorio digital.

Vi sono più di 300 attività interattive che aiutano a capire immagini, genetica, moti, robotica, acqua, Colombia: tutto ciò che fa parte della nostra vita.

Presto sarà disponibile al pubblico anche un acquario con dozzine di vasche di acqua dolce e di mare, simbolo di una città di paradossi: così lontana dal mare e allo stesso tempo con il maggior numero di scuba divers abilitati di tutto il Paese e ricca di risorse idriche.

Il polmone della città Il giardino botanico Joaquín Antonio Uribe è una gemma verde ora aperta al pubblico come spazio di conoscenza e protezione di specie botaniche tipiche della regione o dell'intera nazione.

Oltre a essere il polmone della città, è uno spazio dedicato alla famiglia per passare del tempo libero così come per riunioni sociali o di lavoro.

Vicino a questo meraviglioso ambiente ricco di orchidee, azalee e con un albero gigante e antico nato sul posto si trova il ristorante del giardino botanico, che propone piatti nuovi e prelibati.

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