Il referendum costituzionale del 2017 in Turchia è stato un referendum tenutosi il 16 aprile 2017 che riguardava l'approvazione di una serie di 18 emendamenti alla costituzione turca proposti dal partito islamico-conservatore al governo AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) in accordo con il partito di estrema destra all'opposizione MHP (Partito del Movimento Nazionalista).

Poiché il referendum è stato approvato, l'ufficio di Primo ministro è stato abolito e il sistema parlamentare di governo è stato sostituito da un sistema di tipo presidenziale. Il numero dei seggi del parlamento — chiamato Grande Assemblea — è aumentato da 550 a 600 mentre al presidente sono stati garantiti maggiori poteri, in particolare sulla Corte costituzionale, sul parlamento e sul Supremo Consiglio dei Giudici e dei Procuratori (HSYK), l'organo di autogoverno della magistratura turca. Di fatto il nuovo presidente ha potuto nominare ministri e alti funzionari, sciogliere il parlamento, dichiarare lo stato d’emergenza, emanare decreti e nominare 12 giudici su 15 della Corte costituzionale.

I sostenitori del «sì» (in turco evet) sostenevano che le riforme fossero necessarie per garantire stabilità politica alla Turchia, argomentando che solo con un sistema presidenziale si potesse porre fine agli instabili governi di coalizione che hanno caratterizzato il Paese dagli anni sessanta sino al 2002. I sostenitori del «no» (in turco hayir) sostenevano — al contrario — che con tali modifiche costituzionali il potere fosse troppo concentrato nelle mani del futuro presidente, portando l'ordinamento turco ad una deriva autoritaria. Le formazioni presenti in Parlamento contrarie ai cambiamenti introdotti dal referendum furono il Partito Popolare Repubblicano (CHP), laico e di centro-sinistra, e il Partito Democratico dei Popoli (HDP), filo-curdo e di sinistra.

Il referendum si è tenuto durante un periodo di stato di emergenza, dichiarato dal presidente Erdoğan subito dopo il fallito colpo di Stato del luglio 2016.

Storia Contesto precedente

L'introduzione di un sistema presidenziale fu proposta — per la prima volta — dall'allora ministro della Giustizia Cemil Çiçek (AKP) e sostenuta dall'allora primo ministro Erdoğan nel 2005.

Da allora, il sistema presidenziale è stato apertamente sostenuto più volte dai leader dell'AKP, insieme all'idea di scrivere una «nuova costituzione». In particolare, dopo le elezioni del novembre 2015, un alto dirigente del partito affermò:

Nel 2016 fece scalpore la dichiarazione del presidente Erdoğan secondo cui non esiste un modello unico di sistema presidenziale ma:

In seguito la presidenza turca scrisse una nota per scusarsi ufficialmente della precedente dichiarazione.

Poco tempo dopo il leader del partito di estrema destra MHP sollecitò Erdoğan ad approvare una riforma costituzionale che trasformasse il sistema parlamentare in sistema presidenziale, principalmente al fine di garantire stabilità politica alla Turchia. Il sostegno di questo partito è fondamentale per l'AKP di Erdoğan che — da solo — non raggiunge la soglia minima di voti in Parlamento (330) per sottoporre le eventuali modifiche costituzionali a referendum.

Le 21 modifiche costituzionali Il 10 dicembre 2016, l'AKP e il MHP elaborano un documento contenente ventuno proposte di emendamenti alla Costituzione e cominciano a raccogliere le firme necessarie per fa iniziare la procedura prevista per le riforme della Costituzione. Le proposte iniziali erano le seguenti:

PROPOSTA DI RIFORMA COSTITUZIONALE#ArticoloDescrizione analitica delle modifiche 1 Articolo 9 La magistratura è tenuta ad agire in condizioni di imparzialità. 2 Articolo 75 Il numero di seggi nel parlamento aumenta da 550 a 600. 3 Articolo 76 L'età minima per candidarsi ad un'elezione scende da 25 anni a 18 anni. È abolito l'obbligo di aver completato il servizio militare obbligatorio per i candidati. Gli individui con rapporti militari sono ineleggibili e non possono partecipare alle elezioni. 4 Articolo 78 La legislatura parlamentare è estesa da 4 a 5 anni. Le elezioni parlamentari e presidenziali si tengono nello stesso giorno ogni 5 anni. Per le presidenziali è previsto un ballottaggio se nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta al primo turno. 5 Articolo 79 Vengono istituite le regole per i cd. «parlamentari di riserva», che vanno a sostituire i posti dei deputati rimasti vacanti. 6 Articolo 87 Le funzioni del Parlamento sono: a) approvare, cambiare e abrogare le leggi; b) ratificare le convenzioni internazionali; c) discutere, approvare o respingere il bilancio dello Stato; d) nominare 7 membri del Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri; e) usare tutti gli altri poteri previsti dalla Costituzione. 7 Articolo 98 Il parlamento monitora il governo e il vicepresidente con ricerche parlamentari, indagini parlamentari, discussioni generali e domande scritte. L'istituto dell'interpellanza è abolito e sostituita con le indagini parlamentari. Il vicepresidente deve rispondere alle domande scritte entro 15 giorni. 8 Articolo 101 Per candidarsi alla presidenza, un individuo deve ottenere l'approvazione di uno o più soggetti che hanno ottenuto il 5% o più nelle elezioni parlamentari precedenti e di 100.000 elettori. Il presidente eletto non è obbligato a interrompere la sua appartenenza a un partito politico. 9 Articolo 104 Il presidente diventa sia il capo dello Stato che capo del governo, con il potere di nominare e rimuovere dall'incarico i ministri e il vicepresidente. Il presidente può emettere «decreti esecutivi». Se l'organo legislativo fa una legge sullo stesso argomento di un decreto esecutivo, quest'ultimo diventerà invalido, mentre la legge parlamentare entrerà in vigore. 10 Articolo 105 Il Parlamento può proporre un'indagine parlamentare nei confronti del Presidente con la maggioranza assoluta (301). La proposta va discussa per 1 mese, per poi essere aperta con l'approvazione di 3/5 (360) dei deputati (votazione segreta). Concluse le indagini, il parlamento può mettere in stato di accusa il presidente con l'approvazione dei 2/3 (400) dei parlamentari (votazione segreta). 11 Articolo 106 Il Presidente può nominare uno o più Vicepresidenti. Se la Presidenza si rende vacante, le elezioni presidenziali devono svolgersi entro 45 giorni. Se le future elezioni parlamentari si dovessero svolgere entro un anno, anch’esse si svolgono lo stesso giorno delle elezioni presidenziali anticipate. Se la legislatura parlamentare termina dopo più di un anno, allora il neoeletto presidente serve fino alla fine della legislatura, al termine della quale si svolgono sia le elezioni presidenziali che parlamentari. Questo mandato non deve essere contato per il limite massimo di due mandati del presidente. Le indagini parlamentari su possibili crimini commessi dai Vice Presidenti e ministri possono iniziare in Parlamento con il voto a favore di 3/5 deputati. A seguito del completamento delle indagini, il Parlamento può votare per incriminare il Vice Presidente o i ministri, con il voto a favore di 2/3 a favore. Se riconosciuto colpevole, il Vice Presidente o un ministro in questione viene rimosso dall'incarico solo qualora il suo crimine è uno che li escluderebbe dalla corsa per l'elezione. Se un deputato viene nominato un ministro o vice presidente, il suo mandato parlamentare termina immediatamente. 12 Articolo 116 Il Presidente o 3/5 del Parlamento possono decidere di rinnovare le elezioni politiche. In tal caso, il Presidente decade dalla carica e può essere nuovamente candidato. Le nuove elezioni saranno sia presidenziali che parlamentari. 13 Articolo 119 La possibilità del presidente di dichiarare lo stato di emergenza è ora oggetto di approvazione parlamentare per avere effetto. Il Parlamento può estendere la durata, accorciarla o rimuoverla. Gli stati di emergenza possono essere estesi fino a quattro mesi tranne che durante la guerra, dove non ci saranno limitazioni di prolungamento. Ogni decreto presidenziale emesso durante uno stato di emergenza necessita dell'approvazione del Parlamento. 14 Articolo 123 Il presidente ha il diritto di stabilire le regole e le procedure in materia di nomina dei funzionari dipendenti pubblici. 15 Articolo 126 Il Presidente ha il diritto di nominare alcuni alti funzionari amministrativi. 16 Articolo 142 Il numero dei giudici nella Corte costituzionale scende da 17 a 15. Quelli nominati dal presidente scendono da 14 a 12, mentre il Parlamento continua a nominarne 3. I tribunali militari sono aboliti a meno che non vengono istituiti per indagare sulle azioni dei soldati compiute in guerra. 17 Articolo 159Il Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri viene rinominato in "Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri". I membri sono ridotti da 22 a 13, e i dipartimenti giudiziari scendono da 3 a 2: quattro membri sono nominati dal Presidente, sette dal parlamento, gli altri 2 membri sono il ministro della giustizia e il sottosegretario del Ministero della giustizia. Ogni membro nominato dal parlamento viene eletto in due turni: nel primo necessita dell'approvazione dei 2/3 dei parlamentari, al secondo dei 3/5. 18 Articolo 161 ll presidente propone il bilancio dello Stato al Grande Assemblea 75 giorni prima di ogni nuova sessione annuale di bilancio. I membri della Commissione parlamentare del Bilancio possono apportare modifiche al bilancio, ma i parlamentari non possono fare proposte per cambiare la spesa pubblica. Se il bilancio non viene approvato, verrà proposto un bilancio provvisorio. Se nemmeno il bilancio provvisorio non approvato, il bilancio dell'anno precedente sarà stato utilizzato con il rapporto incrementale dell'anno precedente.Questo rapporto viene definito dal Ministro dell’Economia e determina cambiamenti sul valore assoluto delle imposte e delle multe. 19 Diversi articoli Adattamento di diversi articoli per il passaggio dei poteri esecutivi dal governo al presidente. 20 Temporaneo articolo 21 Le prossime elezioni presidenziali e parlamentari si terranno il 3 novembre 2019. L'elezione del Supremo Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri avverrà entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge. I tribunali militari sono aboliti con l'entrata in vigore della legge. 21 Diversi articoli Gli emendamenti 2, 4 e 7 entreranno in vigore dopo nuove elezioni, gli altri emendamenti (tranne quelli temporanei) entreranno in vigore con il giuramento del nuovo presidente.

Il passaggio alla Commissione costituzionale parlamentare

Dopo aver raccolto le firme dei 316 deputati dell'AKP,I deputati eletti nelle file dell'AKP con le elezioni del novembre 2015 sono in realtà 317. Il Presidente del Parlamento (in turco Türkiye Büyük Millet Meclisi) è İsmail Kahraman, membro dello stesso partito. In Turchia, il presidente del Parlamento — in virtù del suo ruolo — non prende mai parte alle votazioni, né ad altre iniziative politiche, e quindi non viene mai conteggiato per tali scopi. le ventuno proposte di modifica della Costituzione furono sottoposte al Presidente del parlamento (Speaker) e furono consegnate alla Commissione costituzionale parlamentare.In Turchia le proposte di modifica costituzionale devono seguire questo ordine: 1) elaborazione e raccolta firme dei deputati; 2) presentazione allo speaker del Parlamento; 3) analisi e voto della Commissione costituzionale parlamentare; 4) discussione e voto del parlamento; 5) indizione del referendum popolare confermativo (se almeno 330 deputati si pronunciano a favore delle riforme) o — in alternativa — diretta entrata in vigore delle modifiche (se almeno 367 deputati si pronunciano a favore delle riforme).