La basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è un luogo di culto cattolico che si trova in piazza della Repubblica a Roma.
È la chiesa dove si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica Italiana.
Storia
L'edificio è nato dalla sistemazione nel 1562, a opera di Michelangelo Buonarroti, dell'aula centrale (frigidarium) delle Terme di Diocleziano, per disposizione del papa Pio IV su istanza del sacerdote siciliano Antonio del Duca, zio del fedele discepolo di Michelangelo, Giacomo Del Duca.
Antonio Del Duca sollecitò a lungo la costruzione, a seguito di una visione avuta nell'estate del 1541, quando avrebbe visto una «luce più che neve bianca» che si ergeva dalle Terme di Diocleziano con al centro i sette martiri (Saturnino, Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, Trasone e il papa Marcello I); questo lo avrebbe convinto che doveva sorgere un tempio dedicato ai sette Angeli, quindi segnò il nome dei sette angeli sulle colonne all'interno del frigidarium. Così cominciò a ideare una possibile costruzione della chiesa dedicata ai sette angeli e ai sette martiri, ma il pontefice Paolo III non sostenne l'idea..
Nel 1543 Del Duca fece realizzare un quadro raffigurante la Madonna fra sette angeli, copia del mosaico della basilica di San Marco, attualmente posto al centro dell'abside della chiesa. Con l'elezione del papa Giulio III i nipoti del papa realizzarono un recinto di caccia e maneggio per cavalli all'interno delle terme, ma con il pontificato del papa Marcello II e del papa Paolo IV cominciarono a verificarsi le condizioni per la realizzazione della basilica. La chiesa così nacque a seguito della bolla pontificia del papa Pio IV del 27 luglio 1561 e prese il nome di Beatissimæ Virgini et omnium Angelorum et Martyrum.
Progetto di Michelangelo
Pio IV affidò il progetto nel 1561 all'anziano Michelangelo che all'epoca stava lavorando alla basilica di San Pietro in Vaticano..
Michelangelo intervenne nel complesso termale restaurando l'aula del tepidarium e dimostrando un atteggiamento moderno e non distruttivo nei confronti dei resti archeologici. Si limitò a delimitare, con pochi setti murari.. tre campate contigue, coperte a crociera, a cui furono aggiunte due cappelle laterali quadrate, creando così un edificio ecclesiastico singolare per la sua epoca, con una spazialità dilatata latitudinalmente anziché longitudinalmente, nonostante il parere dei committenti. L'asse principale partiva dal vestibolo, ricavato da un piccolo vano adibito a ninfeo di passaggio verso il calidarium e si concludeva nel coro ricavato nella zona della natatio. Al tempo michelangiolesco esistevano altri due ingressi ai lati del transetto.
I lavori proseguirono anche dopo la morte di Michelangelo a cura di Giacomo Del Duca, nipote di Antonio. I lavori si protrassero fino alla metà del XVIII secolo quando furono chiuse le entrate laterali del transetto mediante le cappelle di San Bruno e la cappella Niccolò Albergati.
Intervento vanvitelliano Nel XVIII secolo si segnalano i lavori di Luigi Vanvitelli (1750), che decorò nello stile dell'epoca il sobrio interno voluto da Michelangelo di cui non rimane alcuna documentazione. Il Vanvitelli intervenne anche per ricreare un'uniformità architettonica che si era persa con vari interventi successivi a Michelangelo..
Tramite otto colonne in muratura si delimitò una composizione nel passaggio fra il vestibolo e la crociera e tra la crociera stessa e il presbiterio, mentre sulla facciata che affaccia su Piazza dell'esedra collocò un portale a timpano, architettura tipica della struttura romana termale, raccordate alla chiesa tramite lesene e fasce orizzontali. Inoltre, Vanvitelli sistemò tutti i dipinti provenienti dalla basilica vaticana; Vanvitelli curò anche il trasporto a Santa Maria degli Angeli delle grandi pale d'altare della basilica di San Pietro in Vaticano, sostituite da copie a mosaico per ragioni conservative (erano minacciate dall'umidità). Santa Maria degli Angeli risultò così una ricchissima pinacoteca con opere dal XVI al XVIII secolo, dal Martirio di San Sebastiano del Domenichino, alla Caduta di Simone Mago di Pompeo Batoni, al Battesimo di Gesù di Carlo Maratta, alla Messa di San Basilio di Pierre Subleyras. Nel transetto è anche collocata una pala di Giovanni Odazzi.
Dopo Vanvitelli Nella chiesa sono sepolti papa Pio IV, Salvator Rosa, Carlo Maratta, nonché i tre maggiori artefici della vittoria italiana nella prima guerra mondiale: Armando Diaz, Paolo Thaon di Revel e Vittorio Emanuele Orlando. Attualmente è spesso usata per funerali di Stato o di personaggi dell'Esercito Italiano, ma anche per funerali di personaggi pubblici, come per quelli del regista Federico Fellini (3 novembre 1993), della moglie di Corrado, la produttrice e autrice televisiva Marina Donato (2 agosto 2025), dello stilista Valentino Garavani (23 gennaio 2026) e del fisico e divulgatore Antonino Zichichi (13 febbraio 2026). La basilica è stata anche la cornice del matrimonio di Vittorio Emanuele III di Savoia re d'Italia (ancora principe ereditario all'epoca delle nozze) e della principessa Elena del Montenegro, figlia del re Nicola del Montenegro, avvenuto il 24 ottobre 1896. Nell'annesso monastero dei Certosini, anch'esso ricavato dalle terme di Diocleziano, è stata sistemata una delle sezioni del Museo nazionale romano.
Con l'Unità d'Italia vennero allontanati i padri certosini dalla chiesa e dal relativo monastero; in un primo momento la zona claustrale fu lasciata ai militari, indi ai frati di Francesco da Paola e infine al clero diocesano. Con le nozze di Vittorio Emanuele III questa basilica divenne chiesa di Stato, rango che conserva tuttora; il 20 luglio 1920 il papa Benedetto XV elevò la chiesa a basilica minore.
Architettura Ingresso esterno
I restauri degli inizi del XX secolo eliminarono la facciata del Vanvitelli nel 1911, e la trasformarono in un nicchione a esedra con due ingressi ad arco, con l'intento di riportare l'aspetto a quello originario. Il 28 febbraio 2006 le vecchie porte lignee furono sostituite con quelle nuove, realizzate dallo scultore polacco Igor Mitoraj..
La porta di destra Questa porta ha come tema l'Annunciazione: l'anta sinistra raffigura in alto un angelo, l'anta destra raffigura, più in basso, la Vergine Maria, uno sfondo raffigura il mondo. Sulla lunetta vi è una schiera di angeli rappresentati con la sola testa bendata e un corpo di una giovane acefala..
La porta di sinistra Questa porta rappresenta la Resurrezione: l'anta di sinistra raffigura la crocifissione (una figura umana in cui è incavata profondamente la figura di una croce); sullo sfondo vi sono una testa bendata e una palma. Sulla lunetta vi sono delle figure rappresentanti i martiri.
Le lunette vogliono richiamare il nome della basilica con gli angeli e i martiri. Sul retro delle porte vi sono dei pannelli raffiguranti quattro arcangeli.
Vestibolo circolare È un'aula di passaggio a pianta circolare con soffitto a cupola dove probabilmente, ai tempi dell'antica Roma, vi era il ninfeo delle Terme di Diocleziano. Questa sala era ospitata tra il calidarium, oggi scomparso, e il tepidarium, e venne inclusa nell'asse longitudinale della chiesa da Michelangelo Buonarroti, il quale vi inserì quattro edicole con timpano, le quali conservarono dei monumenti funebri..
Monumenti funebri del vestibolo circolare
Monumento funebre a Carlo Maratta Carlo Maratta progettò la cappella di San Bruno nella quale dipinse Il battesimo di Gesù. Maratta progettò anche il suo monumento funebre, il cui busto in marmo fu realizzato da Francesco Maratta, noto anche come Francesco Moratti (tra i due non vi era alcun legame di parentela)..
Monumento al cardinale Francesco Alciati È posto in un'edicola con timpano sorretto da colonne ioniche. Fu costruito tre anni dopo la sua morte. La sua costruzione è attribuita a Jacopo Del Duca secondo Vanvitelli e a Giovan Battista Della Porta secondo A. Schiavo. Consta di un sarcofago poggiante su un piedistallo con un busto e al centro uno stemma, il tutto viene sorretto da quattro paraste..
Monumento funebre al cardinale Pier Paolo Parisio Fu eretto nel 1604 in onore del cardinale Parisio da suo nipote Flaminio, vescovo di Bitonto. Ricorda lo stile michelangiolesco della tomba di fronte..
Monumento a Salvator Rosa Fu dedicato al padre dal figlio Augusto, nel 1673. Il monumento raffigura il pittore che fuoriesce dal sarcofago sorretto da un basamento sul quale sono collocati due putti che simboleggiano la pittura e la poesia, costruiti da Bernardino Fioriti..
Cappelle del vestibolo circolare Cappella del Crocifisso Fu edificata nel 1575, come attesta un'iscrizione sotterranea, per il ricco banchiere romano Girolamo Ceuli. La tela d'altare, attribuita a Giacomo della Rocca (che decorò anche gli affreschi della volta, restaurati poi malamente nel 1838) raffigura un crocifisso. Nella parete sinistra vi è la tomba di Pietro Tenerani a edicola con timpano sorretta da colonne ioniche al cui centro vi è un busto raffigurante l'artista. Sul basamento vi è una porta che raffigura il passaggio all'Ade. Sul lato opposto vi è il monumento alla moglie di Tenerani, Lilla Montabbiio, a forme di semplice edicola con timpano e colonne corinzie.
Cappella della Maddalena e Battistero Fu costruita da Consalvo Alvaro di Giovanni nel 1579. La pala d'altare con l'epitaffio Noli me tangere è attribuito da alcuni a Cesare Nebbia e da molti altri a Arrigo Fiammingo. Nel dipinto vi è raffigurato Gesù che appare risorto alla Maddalena sotto forma di giardiniere e una volta riconosciuto, per non farsi toccare, esclama appunto la frase «noli me tangere».
Altre opere site nella sala L'angelo della luce La scultura, in bronzo, fu realizzata da Ernesto Lamagna al termine del Giubileo del 2000. È l'ultimo degli angeli posti nella basilica. Si discosta dalle altre figure angeliche poste nella basilica per via della sua modernità, in stile "barocco-futuristico". Per invecchiare il bronzo, Lamagna ha usato degli acidi particolari che hanno lasciato sulla statua una patina grigio-ferro cosparsa di crepe, fessure e buchi, ottenendo un risultato simile a quello di Michelangelo che sotterrava le sue opere per invecchiarle..
Lanterna in vetro Luce e tempo
In epoca romana la cupola aveva al centro un'apertura circolare che consentiva all'acqua piovana di penetrare e di finire nella piscina sottostante. Con la trasformazione delle terme di Diocleziano in chiesa si è resa necessaria la chiusura dell'oculo con una vetrata. Michelangelo e Vanvitelli vi installarono delle lanterne successivamente demolite. Nel secolo scorso vi furono installate delle lanterne che in seguito si sono rivelate inadatte a resistere alle intemperie. La nuova lanterna, opera dell'artista italo Narcissus Quagliata, ha un diametro di circa due metri ed è suddivisa in otto spicchi composti da ventiquattro lastre di vetro multicolore, all'interno delle quali trovano posto tre lenti astronomiche collocate ad altezze differenti. Le tre lenti sono collocate in modo da convergere i raggi del Sole verso il basso, proiettando sul pavimento una luce rosa che avanza molto lentamente sul pavimento stesso creando l'illusione del movimento terrestre nello spazio, e che raggiunge il centro esatto del pavimento nei due equinozi e nei solstizi indicando il mezzogiorno a Roma..
Passaggio voltato verso la crociera
Un locale riadattato da Vanvitelli mediante quattro colonne in gesso, dipinto a sembrare marmo, simili a quelle del transetto in granito rosso. In questa sala vi sono un dipinto ovale di Francesco Trevisani raffigurante la cacciata dal paradiso terrestre e una statua raffigurante un angelo che sorregge un'acquasantiera..
Opere nel passaggio voltato verso la crociera Statua di San Bruno