Bortigali (Bortigàle in sardoAdottato dal Consiglio comunale con delibera del 3.08.2010 - Vedi il paragrafo 2.1) è un comune italiano di abitanti della provincia di Nuoro in Sardegna. Si trova nella subregione storica del Marghine.

Collocato ad anfiteatro ai piedi del trachitico monte Santu Padre, Bortigali è posto ad un'altitudine media di 510 metri. Si trova nelle vicinanze della strada statale 131 e per questa caratteristica è facilmente raggiungibile da tutte le parti della Sardegna. È uno dei pochi paesi in Sardegna ad avere un mulino ad acqua funzionante anche se non utilizzato. Bortigali fa parte dell'Unione dei comuni del Marghine e del GAL Marghine.

Geografia fisica Territorio

Il territorio amministrativo del comune di Bortigali occupa una superficie di circa , e si estende dall'altopiano di Campeda a nord (600/700 metri s.l.m.) sino alla piana del rio Murtazzolu a sud (300/400), passando per le vette della catena del Marghine (1000/1100). È possibile visitarlo seguendo percorsi e itinerari di notevole interesse, alcuni dei quali già tracciati e valorizzati a cura del Comune, della Pro Loco e della sottosezione del CAI. Da segnalare in particolare il sentiero Natura da Bortigali a Mulargia che, attraverso un percorso ricco di importanti emergenze naturalistiche, permette di visitare anche i più significativi monumenti archeologici, giungendo infine alla frazione di Mulargia, piccolo borgo rurale che deve il suo nome alle mole di cui, sin dal periodo romano, era centro di produzione (se ne possono osservare ancora tanti esemplari nei cortili privati). Altro itinerario da segnalare è il sentiero Bortigali–Santu Padre che, passando per zone di elevato valore paesaggistico, raggiunge la vetta del monte Santu Padre (1.026 metri), una tra le più alte della catena del Marghine, da cui si può osservare un paesaggio che abbraccia buona parte della Sardegna centrale e sud-occidentale, dai monti del Gennargentu ai monti del Sulcis, dalle colline del Logudoro ai monti delle Baronie, sino al mare di Oristano e Bosa. Le sue alte pareti rocciose sono talvolta mèta del volo dei grifoni provenienti dalla colonia di Bosa-capo Marrargiu. La stessa vetta, raggiungibile anche in macchina, è da alcuni anni una delle basi più ricercate dagli appassionati di volo libero (parapendio e deltaplano)

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona D, 1636 GG

Origini del nome Nella seduta del 3.08.2010 il Consiglio comunale di Bortigali (aderendo al Progetto dell'Atlante topografico sardo) ha deliberato che come toponimo ufficiale in lingua sarda debba essere adottato il termine "Bortigale". A supporto di tale deliberazione è stata presentata la seguente ricerca storico-linguistica:

Documento Data Lingua Termine Condaghe S. Nicola di Trullas (artt. 80 e 283) fine 1100 Sardo arcaico Ortucale Pagamento dei tributi ecclesiastici nella Diocesi di Ottana (dalle Rationes Decimarum Sardiniae) 1341-1347 Latino Bertigale Orticali Codex Diplomaticus Sardiniae I 834 di Tola (dall'elenco dei villaggi firmatari della Pace di Eleonora) 1388 Sardo Bortigale Chorographia Sardiniae 140.4; 180.24 di G.F. Fara 1580-1589 Latino Borticale Relazione sullo stato della Chiesa algherese (da Quaderni Bolotanesi nº 36; Italo Bussa,) 1590 Latino Bortigale Libru de la Ecclesia de Santa Maria de Saucu 1606-1691 Sardo Bortigale Relazione di Geronimo de Zabarain sullo Stato di Oliva (Quaderni Bolotanesi nº 13) 1701 Spagnolo Bortigali Registro Parrocchiale degli Atti di Battesimo e altri 1740 e precc. Sardo Bortigale Documenti sulla Chiesa di S. Giuseppe 1696- 1776 Spagnolo Italiano Bortigaly Bortigali Relazione di Vicente Mamely sugli Stati di Oliva (Quaderni Bolotanesi nº 10) 1796 Spagnolo Bortigali/y Città e villaggi della Sardegna dell'800 (Angius/Casalis) 1834 e segg Italiano Bortigali Poesie di Pantaleo Serra Anni '40-1979 Sardo Bortigale Ortigale Poesie di Francesco Castia 1911-1960 Sardo Bortigale Poesie di Celestino Caddeo Fine ‘800-1945 Sardo Bortigale

Dagli esempi riportati, si può notare che, dopo le prime documentazioni (tutto sommato, però, poco significative, sia per l'arcaicità della lingua, sia per l'esiguità del numero di casi riscontrati) in cui il toponimo appare come Ortucale o Orticali, prende corpo il termine con la lettera B- inizialeSecondo il noto linguista Massimo Pittau ciò può essere « ...l'effetto di una ricostruzione successiva: nel logudorese comune la b- iniziale è mobile, ossia cade quando nella frase è preceduta da una vocale, ad es. bidda, ma sa ‘idda……binu, ma su ‘inu……boe, ma su ‘oe; per cui, per analogia inversa, è stata ricostruita per il toponimo una forma supercorretta Bortigale”.». Lo stesso Pittau, partendo dal termine Orticale e dalla radice “hortus”, attribuisce al toponimo il significato di "luogo di orti"., termine che si mantiene sino ai giorni nostri.

Tuttavia il termine più antico e più adatto a descrivere l'area sembra essere Ortigali da Ortigu = sughero, cioè zona ricca di sughere.

I documenti più significativi in merito sono sicuramente: il Libro della Chiesa di S. Maria de Sauccu (scritto nel 1600, con un sardo molto vicino all'attuale, e in cui è sempre riportato il termine Bortigale); i Quinque Libri della Parrocchia (che, nel periodo, verso il 1700, in cui venivano scritti in sardo, riportano anch'essi il toponimo Bortigale); le poesie dei poeti "dialettali" (scritte dalla fine del 1800 ai giorni nostri, quindi col sardo più “attuale”): tutti, da Pantaleo Serra a Francesco Castia, agli altri poeti della zona, nel dedicare le loro opere al paese, le intitolano quasi sempre "A Bortigale" (termine che ripetono anche all'interno della poesia).

Si può affermare quindi che la forma corretta per il toponimo nella parlata locale sia Bortigale (potrebbe essere consentito – anche se i puristi della lingua sono spesso contrari – l'utilizzo del termine 'Ortigale, con l'apostrofo, ma solo se preceduto da una vocale).

Storia La ricchezza di testimonianze archeologiche (soprattutto nuraghi e domus de janas) attesta la presenza umana già in età preistorica in un territorio che doveva distinguersi per la fertilità dei luoghi. Così come risultano testimoniati e documentati gli altri periodi sino al Medioevo (Mulargia era centro noto sulla strada Karalis-Turris Libissonis; il paese di Ortucale era citato nel Condaghe di San Nicola di Trullas (XII secolo). Secondo una tradizione non completamente documentata pare che il primo insediamento fosse una città punico-romana, poi distrutta, chiamata Berre. Si narra che sette famiglie superstiti formarono il primo nucleo del paese; la leggenda vuole che un vicinato della Bortigali di oggi si chiami proprio per questo motivo "Sette padeddas" (sette “padelle”, cioè sette “fuochi”, famiglie)..

Nel periodo giudicale la villa di Bortigali fece parte della curatoria del Marghine nel giudicato di Torres. Nel 1259, caduto il giudicato, la curatorìa fu annessa al giudicato arborense. Alla fine del giudicato, nel 1420, la villa passò agli Aragonesi, che la concessero in feudo ai Centelles. Ceduta nel 1439 a Salvatore Cubello, fu inclusa nel marchesato di Oristano sino al 1478. Il paese tornò ad essere incluso nella contea di Oliva, infeudata prima ai Centelles e poi, per successione, ai Borgia. Il periodo in cui il paese acquista consistenza è sicuramente quello compreso tra i secoli XVI e XVII; risalgono infatti a questo periodo quasi tutte le numerose chiese, come pure gli architravi tardogotici che ancora si possono vedere nelle case dell'esteso centro storico. Estinta la famiglia dei Borgia, la villa fu concessa alla loro erede Maria Giuseppa Pimentel. Come molti altri villaggi del Marghine non ebbe un rapporto facile con i nuovi feudatari, che dalla Spagna facevano amministrare il feudo a funzionari senza scrupoli, così tra il 1774 e il 1785 si rifiutò apertamente di pagare i tributi e nel 1795 prese parte ai moti antifeudali (anche se alcuni tra i ricchi proprietari locali furono tra quelli che in qualche modo contrastarono il viaggio di Giovanni Maria Angioy tra i villaggi della Sardegna).

Nel 1821 la comunità di Bortigali fu inclusa nella provincia di Cuglieri – nella quale era anche capoluogo del distretto comprendente altri otto Comuni limitrofi (Birori, Borore, Dualchi, Lei, Macomer, Mulargia, Noragugume e Silanus) e nel 1843 cessò definitivamente il suo rapporto con gli ultimi feudatari. In questo secolo contava oltre abitanti, era, con Bolotana, il centro più popoloso del Marghine e vi risiedevano molte famiglie nobiliari, che naturalmente portavano ricchezza e benessere. Nel 1848, abolite le vecchie province, fu compreso nella divisione amministrativa di Nuoro e vi rimase fino al 1859, quando (in seguito al cosiddetto decreto Rattazzi), entrò a far parte della nuova provincia di Cagliari, circondario di Oristano, mandamento di Macomer. Più tardi (nel 1865), al comune di Bortigali fu aggregato il territorio del soppresso comune di Mulargia.

Nel 1907 vi nacque la prima cooperativa casearia della Sardegna (l'attuale La.Ce.Sa) e nel 1927 fu inserito nella neonata provincia di Nuoro, della quale tuttora fa parte. Durante la seconda guerra mondiale è stato sede del Comando supremo delle forze armate della Sardegna, e diede i natali nel 1943 a Radio Sardegna, prima emittente libera d'Italia. Ha pagato più di altri paesi il problema emigrazione, con un notevole calo demografico negli anni ‘50-'60.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Bortigali sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 28 maggio 2010.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

I cavalli fanno parte della tradizione di Bortigali: nel borgo agricolo Padru Mannu si allevavano cavalli già dal 1770; il terreno fu poi acquistato, tra il 1879 e il 1883, dall'ingegnere e imprenditore Benjamin Piercy e qui si sviluppò una stazione di monta per la selezione di apprezzate razze equine e asinine che venivano vendute ai reparti militari di cavalleria. Il colore verde è legato ai caddos birdes del folklore sardo, leggendari cavalli dal manto verde famosi per bellezza e difficili da incontrare, che compaiono nelle storie della tradizione orale. La lettera B in oro è l'iniziale del nome del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Nel solo centro abitato se ne contano ben sei (tutte ancora ben conservate, grazie anche alla presenza e alla cura dedicata loro da confraternite, obrieri, prioresse):

la chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli. Qui si trovano i quattro quadri (che richiamano la pittura rinascimentale italiana, fiamminga e tedesca) di uno smembrato retablo della scuola di Giovanni del Giglio, convenzionalmente noto come Maestro di Ozieri, databile attorno al 1551Ciò secondo l'attribuzione di Luigi Agus, storico dell'arte. Mentre gli storici dell'arte della Soprintendenza, in mancanza di documentazioni certa, preferiscono ancora attribuirli genericamente alla scuola del Maestro di Ozieri.; la chiesa del Rosario; la chiesa di San Palmerio; la chiesa di Santa Croce; la chiesa di San Giuseppe; la chiesa di Sant'Antonio.

Nell'agro del paese se ne contano altre quattro: la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in località Padru Mannu, restaurata recentemente; la chiesa di San Giovanni (festeggiato fino agli anni '40), ora in rovina; la chiesa di San Martino, anch'essa in rovina.

A queste va aggiunta la chiesa di Santa Maria di Sauccu che, malgrado ricada nel territorio amministrativo del comune di Bolotana, con l'omonimo villaggio di muristenes appartengono alla comunità, civile e religiosa, di Bortigali.

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