I Los Angeles Rams sono un club di football americano professionistico nato nel 1936 con sede a Los Angeles. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.
Cleveland Rams (1936–1945) I Cleveland Rams furono fondati dall'avvocato Homer Marshman nel 1936. Il loro nome, Rams, "arieti" in italiano, deriva dal soprannome delle squadre della Fordham University. "Rams" fu scelto per onorare il duro lavoro dei giocatori di football che uscivano dall'università. La loro prima stagione la disputarono nell'appena formata American Football League, terminando al secondo posto con un record di 5–2–2, secondo solo a quello di 8–3 dei campioni, i Boston Shamrocks.
L'anno successivo, il 13 febbraio 1937, i Rams si unirono alla National Football League, venendo assegnati alla Western Division in sostituzione dei St. Louis Gunners, che avevano lasciato la lega dopo aver giocato tre gare nel 1934. Dall'inizio, la squadra fu caratterizzata da frequenti spostamenti, giocando in tre diversi stadi e terminando varie stagioni con più sconfitte che vittorie.
Nel giugno 1941, i Rams furono acquistati da Dan Reeves, erede di una famiglia operante nel business delle catene di supermercati, che usò parte della sua eredità per acquistare la squadra, e Fred Levy Jr.
Il club sospese le operazioni nel 1943 a causa della scarsità di giocatori, impegnati nella seconda guerra mondiale, e riprese a giocare nel 1944, giungendo al successo nel 1945, in quella che sarebbe stata l'ultima stagione in Ohio. Il quarterback Bob Waterfield, un rookie da UCLA, poi nominato miglior giocatore della lega, guidò i Rams a un record di 9–1 e a vincere la loro prima finale per il campionato NFL, battendo in casa 15–14 i Washington Redskins il 16 dicembre. La vittoria giunse tramite una safety (cioè un errore della squadra offensiva che automaticamente assegnava dei punti alla squadra in difesa) del quarterback dei Redskins Sammy Baugh. La stagione successiva la NFL cambiò la regola che aveva favorito la vittoria dei Rams, classificando quel tipo di azione solamente come un passaggio incompleto.
Los Angeles Rams (1946–1994) 1946-1948: La ripartenza a Los Angeles
L'11 gennaio 1946, Reeves fece pressioni sulla NFL perché gli concedesse di trasferire la squadra a Los Angeles e al Los Angeles Memorial Coliseum, uno stadio che aveva una capienza di 105.000 posti a sedere, nettamente superiore a quella dello stadio di Cleveland. Questo spostamento portò i Rams a più di 3.200 chilometri dalla più vicina franchigia della NFL dell'epoca (a Chicago).
A quel tempo, la NFL non permetteva agli afroamericani di giocare nella lega, ma i dirigenti del Los Angeles Coliseum accettarono l'accordo a condizione che la squadra eliminasse le proprie barriere razziali. Di conseguenza, i Rams ingaggiarono i giocatori di UCLA Kenny Washington e Woody Strode, i quali divennero i primi giocatori di colore a giocare nella NFL dopo la Seconda Guerra Mondiale.
I Rams furono la seconda squadra della NFL a rappresentare Los Angeles, ma i primi a giocarvi davvero: i Los Angeles Buccaneers, una franchigia itinerante composta da nativi della California del Sud, vi giocò nel 1926. I Rams disputarono la loro prima gara di pre-stagione contro i Washington Redskins davanti a 95.000 spettatori. La squadra terminò la sua prima stagione a L.A. con un record di 6-4-1 (al secondo posto dietro Chicago Bears). Alla fine della stagione Walsh fu licenziato come capo-allenatore.
Il L.A. Coliseum, costruito nel 1922 ed utilizzato per i Giochi Olimpici del 1932, fu la casa dei Rams per oltre trent'anni. Nel 1948, l'halfback Fred Gehrke disegnò delle corna sul casco dei Rams, facendone il primo emblema sul casco del football professionistico. L'anno successivo, i Rams si fusero con gli altri utilizzatori del Coliseum, i Los Angeles Dons.
1949-1955: La formazione a tre end Tra il 1949 e il 1955, i Rams arrivarono in finale di campionato per quattro volte, vincendone una (nel 1951). Durante questo periodo, essi ebbero il miglior attacco della NFL, guidato dai quarterback Bob Waterfield e Norm Van Brocklin (dal 1951). Il wide receiver Elroy Hirsch, in coppia con l'altro hall of famer Tom Fears, contribuì a rendere lo stile di gioco dei Rams uno dei primi nel football a sfruttare spesso i lanci verso i ricevitori. Durante la stagione del titolo del 1951, Hirsch ricevette passaggi per 1.495 yard e segnò 17 touchdown. La popolarità di questo attacco permise ai Los Angeles Rams di diventare la prima squadra di cui vennero trasmesse in televisione tutte le partite (nel 1950).
1956-1962: anni negativi Nel periodo che va dal 1956 al 1966, tranne in due stagioni, i Rams conclusero sempre con più sconfitte che vittorie. In quelle due stagioni, il club terminò con un record di 6-6 nel 1957 seguito da un 8-4 nell'anno successivo. Guidati dall'uomo d'affari Pete Rozelle, che comprese come allora la televisione fosse un mezzo rivoluzionario, i Rams rimasero un'organizzazione di successo dal punto di vista finanziario malgrado gli scarsi successi sul campo di gioco. In una gara del 1957 contro i San Francisco 49ers, i Rams stabilirono il record di pubblico per una gara di stagione regolare (102.368 spettatori). I Rams attirarono oltre 100.000 spettatori due volte quell'anno.
1963-1969: I Fearsome Foursome
Gli anni sessanta furono caratterizzati dalla linea difensiva formata da Rosey Grier, Merlin Olsen, Deacon Jones e Lamar Lundy, soprannominati "Fearsome Foursome" ("Lo spaventoso quartetto"). Questo gruppo fu assemblato dall'allora capo-allenatore Harland Svare. Furono questi giocatori a riportare il club agli antichi fasti nel 1967 quando i Rams raggiunsero (ma persero) la finale di conference, guidati dal leggendario allenatore George Allen. Quell'anno i Rams furono la prima squadra nella storia della NFL a superare il milione di spettatori totali in una stagione, un'impresa ripetuta anche nell'anno successivo.
George Allen guidò i Rams dal 1966 al 1970 introducendo numerose innovazioni. Tra queste vi furono l'assunzione di un giovane Dick Vermeil in qualità di uno dei primi allenatori degli special team. Anche se Allen ebbe cinque stagioni consecutive con record vincenti e due titoli di division, i Rams in quel periodo non vinsero una sola gara di playoff, perdendo nel 1967 a Green Bay per 28-7 nel 1969 per 23-20 contro i Minnesota Vikings. Allen avrebbe lasciato la squadra dopo la stagione 1970 per diventare capo-allenatore dei Washington Redskins.
1970-1972: periodo di cambiamenti Il quarterback Roman Gabriel giocò per undici stagioni coi Rams dal 1962 al 1972. Dal 1967 al 1971, Gabriel guidò i Rams sempre al primo o al secondo posto nella division. Nel 1969 fu premiato come MVP della NFL, grazie a una stagione da 2.549 yard e 24 TD, conducendo Los Angeles ai playoff. Durante la stagione 1970, Gabriel insieme al suo principale ricevitore Jack Snow totalizzarono 51 ricezioni per 859 yard. Quella fu la loro miglior stagione tra le otto come compagni di squadra.
Nel 1972 l'industriale di Chicago Robert Irsay acquistò la franchigia per 19 milioni di dollari e in seguito la scambiò con Carroll Rosenbloom per i suoi Baltimore Colts più un conguaglio in denaro. I Rams rimasero una solida franchigia negli anni 70, vincendo per sette volte consecutive la NFC West tra il 1973 e il 1979. Anche se furono sempre tra le migliori squadre della NFC negli anni settanta insieme ai Dallas Cowboys e ai Minnesota Vikings, essi persero le prime quattro finali di conference disputate in quel decennio, due volte contro Minnesota (1974, 1976) e altre due contro Dallas (1975, 1978).
1973-1979: campioni della NFC West L'allenatore dei Rams durante questo periodo fu Chuck Knox, che guidò il club fino al 1977. Quella squadra aveva un attacco nella media, supportato però da una difesa di primo livello. Il giocatore più rappresentativo di quel periodo fu Jack Youngblood. Questi fu soprannominato 'Il defensive end perfetto' dall'altro Hall of Famer Merlin Olsen. La sua capacità di resistenza divenne leggendaria, tanto da giocare con una gamba rotta nella corsa verso il Super Bowl del 1980. La sua forte etica lavorativa era in contrasto con l'immagine stereotipata della squadra dei Rams, considerati una squadra da "Hollywood". Il caso volle che diversi giocatori dei Rams a fine carriera avrebbero perseguito delle carriere di attori, nei film o alla televisione. I più noti furono forse Merlin Olsen (che interpretò La casa nella prateria) e Fred Dryer (stella di Hunter della NBC).
Ironicamente, i Rams ottennero i maggiori successi del decennio nel 1979, dopo aver vinto la division col loro peggior record (9-7, con una squadra ormai anziana). Guidati dal quarterback Vince Ferragamo, i Rams superarono i favoriti Dallas Cowboys 21-19 nel primo turno dei playoff, dopo di che batterono i Tampa Bay Buccaneers 9-0 nella finale della NFC, raggiungendo il loro primo Super Bowl. Oltre a Ferragamo, altri giocatori chiave di quella squadra furono l'halfback Wendell Tyler, l'offensive lineman Jackie Slater, e difensori da Pro Bowl Jack Youngblood e Jack "Hacksaw" Reynolds.
Gli avversari dei Rams nel Super Bowl erano i campioni in carica: i Pittsburgh Steelers. La gara si disputava virtualmente in casa per i Rams, dal momento che si tenne al Rose Bowl di Pasadena. Anche se erano dati per sfavoriti di dieci punti e mezzo, i Rams furono altamente competitivi contro Pittsburgh (forzando diverse palle perse e concludendo in vantaggio sia alla fine del primo tempo, 13-10, che del terzo quarto, 19-17). Gli Steelers segnarono però due touchdown nel quarto periodo, vincendo il loro quarto Super Bowl per 31-19.
1979-1981: trasferimento ad Anaheim Prima della stagione 1979 che condusse la squadra al Super Bowl, il proprietario Carroll Rosenbloom morì affogato in un incidente; così la sua vedova, Georgia Frontiere, ereditò il 70% della proprietà della squadra. Frontiere licenziò il suo figliastro, Steve Rosenbloom, assumendo il controllo totale della franchigia. Com'era stato programmato prima della morte di Carroll Rosenbloom, i Rams si trasferirono dal L.A. Coliseum all'Anaheim Stadium nella vicina contea di Orange nel 1980. Due erano la ragioni principali dello spostamento: in primo luogo quella della presenze allo stadio. Il L.A. Memorial Coliseum era più difficile da riempire completamente rispetto agli stadi delle altre città della NFL a causa della sua elevata capienza (100.000 posti). Pete Rozelle, che nel frattempo era diventato commissioner della NFL, aveva creato una regola che impediva a qualsiasi gara casalinga di essere trasmessa nel mercato tv locale se lo stadio non fosse stato esaurito. In secondo luogo, la distribuzione della popolazione della California del Sud stava cambiando: era in atto infatti uno spostamento della cittadinanza nelle periferie di L.A. (come appunto Orange County) e un declino della città di Los Angeles e del suo potere di acquisto. L'Anaheim Stadium era stato costruito nel 1965 come casa dei California Angels della Major League Baseball. Per accomodare il trasferimento dei Rams, la zona fu riconfigurata con suite di lusso e lo stadio portando a una capienza di 65.000 posti per il football.