Come studioso, le sue principali aree di ricerca sono la psicologia sociale, della personalità e quella anormale, con un particolare interesse per la psicologia delle credenze religiose e ideologiche, e l'analisi e il miglioramento della personalità e delle prestazioni individuali.
Peterson è cresciuto a Fairview, nell'Alberta. Ha conseguito un B.A. in scienze politiche nel 1982 e un B.A. in psicologia nel 1984, entrambi presso l'Università dell'Alberta, e un Ph.D. in psicologia clinica nel 1991 presso la McGill University. Dopo essere rimasto per due anni alla McGill University in qualità di post-doc, si è trasferito in Massachusetts, dove ha lavorato come ricercatore e professore associato al dipartimento di psicologia presso l'Università Harvard. Nel 1997 ha ottenuto il ruolo di professore ordinario presso l'Università di Toronto.
Nel suo primo libro, Maps of Meaning: The Architecture of Belief, pubblicato nel 1999, ha esaminato diversi campi accademici per descrivere la struttura dei sistemi di credenze, miti e ideologie, il loro ruolo nella regolazione delle emozioni, nella creazione di senso, e per spiegare come alcuni di questi sistemi siano arrivati a motivare dei veri e propri genocidi. Il suo secondo libro, 12 regole per la vita. Un antidoto al caos, è stato pubblicato nel gennaio 2018.
Nel 2016 Peterson ha pubblicato sul proprio canale YouTube una serie di video in cui criticava la dottrina del politicamente corretto e il disegno di Legge C-16 elaborato dal governo canadese. I video hanno innescato una controversia che ha ricevuto una considerevole copertura mediatica, facendo sì che l'autore sia oggi molto noto principalmente come critico dell'ideologia woke, della teoria queer e del genere, nonché oppositore del femminismo postmoderno, segnalandosi a livello popolare come un intellettuale e opinionista di area conservatrice.
Biografia Infanzia e istruzione Peterson crebbe a Fairview, una cittadina a nord-ovest della città natale Edmonton. Era il maggiore dei tre figli di Beverley, bibliotecaria presso il campus del Grande Prairie Regional College di Fairview, e Walter Peterson, insegnante. Il suo secondo nome è Bernt, da un suo bisnonno norvegese.
Nel corso della sua infanzia, passata all'insegna dello studio, venne in lui istillata l'etica protestante del lavoro; imparò a leggere all'età di tre anni, e frequentò con la madre la Chiesa unita del Canada. A tredici anni fu introdotto alle opere di Aldous Huxley, George Orwell e Ayn Rand dalla bibliotecaria della scuola Sandy Notley, la madre di Rachel Notley. Lavorò anche per il Nuovo Partito Democratico nel corso della sua adolescenza, ma rimase disincantato dal partito a causa di quella che vedeva come una preponderanza di «socialisti intellettuali e ben vestiti della classe media», i quali «non amavano i poveri; odiavano i ricchi». Lasciò il NPD all'età di diciott'anni.
Dopo essersi diplomato alla Fairview High School nel 1979, Peterson si iscrisse al Grande Prairie Regional College per studiare scienze politiche. Si trasferì in seguito all'Università dell'Alberta, dopo completò il suo Bachelor of Arts nel 1982. Successivamente, si prese un anno sabbatico per visitare l'Europa. Lì sviluppò un interesse per le origini psicologiche della Guerra fredda, e fu tormentato da terribili incubi riguardo all'intensificarsi della corsa agli armamenti nucleari. Sempre più ossessionato dalla capacità dell'essere umano di causare male e distruzione, si dedicò alla lettura di Carl Gustav Jung, Friedrich Nietzsche, Fëdor Dostoevskij e Aleksandr Solženicyn nel tentativo di razionalizzare le proprie emozioni. Quindi fece ritorno all'Università dell'Alberta, dove conseguì un B.A. in psicologia nel 1984.
Nel 1985 si trasferì a Montréal per frequentare la McGill University. Durante gli anni dell'università, fece diversi lavori tra i quali il lavapiatti, il benzinaio, il barista, il cuoco a domicilio, l'apicoltore, il riattivatore di pozzi di petrolio, l'operaio di una fabbrica di compensato e poi delle linee ferroviarie.. Nel 1991 completò il suo dottorato di ricerca in psicologia clinica sotto la supervisione di Robert O. Pihl e Maurice Dongier, e rimase come assegnista di ricerca all'Ospedale Douglas della McGill fino al 1993.
Carriera Tra il 1993 e il 1997 Peterson ha vissuto ad Arlington, in Massachusetts, insegnando e conducendo ricerca presso il dipartimento di psicologia dell'Università Harvard in qualità di assistente e di professore associato. In questo periodo, Peterson ha studiato gli effetti dell'abuso di farmaci e bevande alcoliche sull'aggressività. Ha inoltre considerato e supervisionato diverse proposte di tesi fuori dal comune. Dopo la permanenza a Harvard, ha fatto ritorno in Canada per assumere una posizione all'Università di Toronto.
Nel 2004 è andata in onda su TVOntario una serie televisiva in tredici episodi basata sul suo libro Maps of Meaning: The Architecture of Belief. È anche apparso in diversi altri segmenti di TVOntario, tra cui Big Ideas, e dal 2008 è stato frequentemente ospite e saggista nel programma The Agenda with Steve Paikin, sempre su TVOntario.
Nel gennaio 2017 ha assunto un team di produzione professionale per riprendere le sue lezioni di psicologia all'Università di Toronto, grazie a fondi raccolti tramite il sito di finanziamento collettivo Patreon dopo il suo coinvolgimento nella controversia sulla libertà di parola e sui pronomi di genere (avendo raggiunto i dollari a gennaio 2017, e superato i dollari a maggio 2017).
Peterson è stato candidato per la posizione di Rettore dell'Università di Glasgow a marzo 2017 (poi assegnata all'avvocato Aamer Anwar), arrivando al quinto posto.
Ad aprile 2017 Peterson si è visto negare per la prima volta nella sua carriera un grant di ricerca dal Social Sciences and Humanities Research Council, interpretando l'avvenimento come una ritorsione per le opinioni da lui espresse in merito al disegno di legge C-16. In risposta al fatto, The Rebel Media ha lanciato una campagna Indiegogo a nome di Peterson. La campagna ha chiuso il 6 maggio con un totale di dollari raccolti, equivalenti a un finanziamento per oltre due anni di ricerca. Nel 2021 ha lasciato la carriera accademica e la cattedra.
Critica del politicamente corretto
Le critiche di Peterson al politicamente corretto spaziano su questioni come il postmodernismo, il femminismo postmoderno, il privilegio bianco, l'ateismo, l'appropriazione culturale, l'intersezionalità, l'ideologia woke e l'ambientalismo. Scrivendo sul National Post, il giornalista Chris Selley ha detto che coloro che sono rimasti sorpresi dal successo di Peterson hanno «sottovalutato l'ira generata da fissazioni moderne come il privilegio bianco e l'appropriazione culturale, e dalla marginalizzazione, repressione o totale annullamento di altri punti di vista nelle istituzioni della società perbene», mentre su The Spectator, Tim Lott ha constatato che Peterson è diventato «un critico esplicito del mainstream accademico». La presenza nei social media di Peterson ha notevolmente amplificato l'impatto delle sue opinioni. Simona Chiose del The Globe and Mail ha infatti osservato che «pochi professori in scienze umane e sociali dell'Università di Toronto hanno goduto del riconoscimento pubblico globale che il Prof. Peterson ha ottenuto».
Secondo uno studio sulla relazione (misurabile statisticamente) tra posizione politica e personalità pubblicato su Scientific American e condotto da Peterson con una delle sue studentesse, Christine Brophy, il politically correct (PC) esiste in due tipologie distinte: PC-Egalitario e PC-Autoritario. Curiosamente, essi hanno trovato che il PC non è solamente un fenomeno di sinistra, ma può essere meglio compreso come la manifestazione di una più generale «sensibilità offensiva», che viene poi impiegata per fini o liberali o conservatori. Il primo tipo di PC sarebbe infatti rappresentato da un gruppo di liberali, mentre il secondo sarebbe rappresentato dai "social justice warriors" (letteralmente: "combattenti per la giustizia sociale") che «militarizzano la compassione» verso chiunque si auto-identifichi come vittima/oppresso di una qualsiasi minoranza (etnica/razziale, religiosa o sessuale). Lo studio ha anche trovato una sovrapposizione tra i PC-autoritari di sinistra e l'autoritarismo di destra..
Peterson ritiene che le università debbano essere considerate tra gli ambiti sociali più responsabili per l'ondata di correttezza politica che è apparsa in Nord America e in Europa. Ha assistito all'ascesa della correttezza politica nei campus fin dai primi anni '90, e ritiene che le discipline umanistiche siano degenerate, siano diventate meno fondate sulla scienza e sul metodo scientifico, e che invece di «dibattiti intelligenti, stiano promuovendo dibattiti ideologici». Dalla sua stessa esperienza come professore universitario, afferma che gli studenti che frequentano le sue lezioni sono ignoranti e poco preparati riguardo agli stermini e ai crimini di massa dello stalinismo e del maoismo, a cui non è stata data la stessa attenzione di regimi altrettanto totalitari e repressivi come il fascismo e nazismo. Ritiene anche che «invece di essere nobilitate o criticate attraverso una cultura appropriata, le ultime vestigia della "struttura" vengono rimosse negli [studenti] dal postmodernismo e dal neomarxismo, che definiscono tutto in termini di relativismo e potere».
Postmodernismo e politiche di identità
Peterson afferma che i filosofi e sociologi postmoderni a partire dagli anni sessanta, mentre di solito sostenevano di voler respingere il marxismo e comunismo, ne hanno in realtà ricostruito e ampliato i principi fondamentali. Egli afferma che è difficile comprendere la società contemporanea senza considerare l'influenza del postmodernismo, che inizialmente si diffuse dalla Francia agli Stati Uniti, soprattutto attraverso la facoltà di Lettere dell'Università Yale. Sostiene che i postmoderni iniziarono ad avere ruoli accademici di prestigio, e ciò diede dignità intellettuale alla loro narrazione che, invece di opporre il proletariato e la classe operaia ai borghesi, iniziò a scavare un più generico solco tra vittime e persecutori, tra "oppressi e oppressori". «Questo – afferma Peterson – aprì la strada all'identificazione di un sacco di gruppi o come oppressi o come oppressori e si finì per continuare la stessa narrazione [comunista] solo sotto un nome diverso; [...] Le persone che detengono questa dottrina – questa dottrina radicale, postmoderna e comunitaria che rende predominante l'identità razziale, l'identità sessuale, il sesso biologico, l'identità di genere o qualche altro tipo di identità di gruppo (cittadinanza, orientamento sessuale...) – hanno il controllo sulla maggior parte delle strutture burocratiche di livello medio-basso e anche su molti governi».McCamon, Brent (March 28, 2017). . Convivium.
Peterson sottolinea inoltre che lo stato dovrebbe interrompere i finanziamenti alle facoltà e ai corsi che descrive come neo-marxisti e consiglia agli studenti di evitare discipline come studi sulle donne, studi etnici e studi razziali, così come altri campi di studio che crede siano «corrotti» dalle ideologie, come ad esempio la sociologia, l'antropologia e la letteratura inglese. Dichiara che questi campi, con la pretesa di indagine accademica, propagano metodi non scientifici, processi fraudolenti di peer-review per riviste accademiche, pubblicazioni che ottengono zero citazioni, comportamenti settari, safe-spaces, e attivismo politico di sinistra radicale per gli studenti. Peterson ha proposto di lanciare un sito web che utilizzi un'intelligenza artificiale per identificare e misurare la quantità di ideologizzazione dei corsi specifici. Nel novembre 2017 ha annunciato di aver temporaneamente rinviato il progetto anche perché «potrebbe aggiungere ulteriori eccessi all'attuale polarizzazione».