La diocesi di Aversa () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2023 contava 538.970 battezzati su 560.670 abitanti. È retta dal vescovo Angelo Spinillo.

Territorio La diocesi comprende comuni della provincia di Caserta e dell'area metropolitana di Napoli in Campania: in provincia di Caserta, i comuni di: Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Gricignano di Aversa, Frignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno; nella città metropolitana di Napoli i comuni di: Caivano, Cardito, Casandrino, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Qualiano, Sant'Antimo.

Confina con la diocesi di Pozzuoli a sud ovest, con l'arcidiocesi di Napoli a sud, con la diocesi di Acerra a est, con l'arcidiocesi di Capua a nord ovest e la diocesi di Caserta a nord est.

Sede vescovile è la città di Aversa, dove si trova la cattedrale di San Paolo apostolo. A Grumo Nevano sorge la basilica minore di San Tammaro vescovo. A Frattamaggiore è situata la basilica di San Sossio Levita e Martire, dichiarata basilica pontificia da papa Benedetto XVI nel 2006.Dal sito

Il territorio si estende su 361 km² ed è suddiviso in 95 parrocchie, raggruppate in 8 foranie: Atellana, Aversa, Caivano, Casal di Principe, Frattamaggiore, Giugliano, Sant'Antimo e Trentola-Casaluce.

Storia La diocesi fu eretta nel 1053 da papa Leone IX su richiesta dei governanti normanni. Il territorio fu ricavato da quello delle antiche sedi di Atella e di Liternum, a cui successivamente furono incorporate porzioni dei territori delle soppresse diocesi di Cuma e di Miseno. Il primo vescovo, Azzolino, fu consacrato dallo stesso papa, che in questo modo riconobbe di fatto la nuova contea aversana e l'autorità dei Normanni. Dopo Azzolino, sono storicamente documentati, come vescovi aversani dell'XI secolo, Goffredo (1071-1080), Guitmondo (1088-1094) e Giovanni I (1094-1101).

Aversa fu di fatto l'erede dell'antica diocesi di Atella: infatti i primi vescovi aversani portavano indifferentemente i titoli di vescovi di Aversa o della nuova Atella. Le altre sedi furono unite senza che ci sia stato un atto immediato e databile con precisione; è singolare il fatto che, nel XIII e XIV secolo, le decime venivano raccolte secondo l'antica appartenenza territoriale delle chiese (per esempio: in atellano diocesis aversane, oppure: in cumano diocesis aversane).

Nel 1120 la diocesi ottenne da papa Callisto II l'esenzione dalla giurisdizione metropolitica, contesa fra le sedi di Napoli e di Capua, e divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede.Kehr, Italia Pontificia, VIII, p. 284, nº 16. Questa esenzione fu però più volte contestata e dovette essere ribadita in più occasioni dai papi, per ultimo papa Bonifacio VIII nel 1298, il quale nella sua bolla riprendeva letteralmente quella di Callisto II.Kehr, Italia Pontificia, VIII, p. 280.

Molti vescovi di Aversa furono anche cardinali; tra i primi Simone Paltanieri (1254-1256) e Leonardo Patrasso (1297-1299).

Nel periodo post-tridentino, si distinsero alcuni vescovi che attuarono le disposizioni del concilio di Trento. Già Giovanni Paolo Vassallo (1474-1500) aveva rinnovato la vita liturgica della diocesi facendo stampare un Breviario diocesano. Balduino de Balduinis (1554-1582) istituì nel 1566 il seminario diocesano, che fu poi trasferito in un nuovo edificio dal cardinale Innico Caracciolo (1697-1730). Pietro Orsini (1591-1598) celebrò il primo sinodo diocesano, fece per primo la visita pastorale della diocesi e promulgò le Constitutiones capitolari. Bernardino Morra (1598-1605) «riordinò la liturgia e l'amministrazione, istituì la Fraternitas, prima scuola di catechesi, le parrocchie territoriali, il vicariato curato nella chiesa madre, i primi preti delle missioni, le prebende teologale e penitenziale».Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Il XVII secolo è marcato dalla dinastia dei Carafa, che dettero consecutivamente quattro vescovi alla diocesi, dal 1616 al 1697, due dei quali, Carlo I e Carlo II, furono anche nunzi apostolici. Il loro principale impegno fu l'arricchimento, architettonico e liturgico, della cattedrale aversana; chiamarono i Gesuiti nella direzione del seminario, dove fecero introdurre la grammatica e la filosofia; promossero inoltre il culto eucaristico, la liturgia e la musica sacra.

Il Settecento si apre con il lungo episcopato di Innico Caracciolo (1697-1730), che si distinse per la riforma del seminario e degli studi ecclesiastici, con l'introduzione di una nuova «ratio studiorum del seminario, in cui istituì cattedre stabili di grammatica e retorica, latino, greco, ebraico, filosofia, storia, teologia, diritto ecclesiastico e civile, liturgia, canto gregoriano». Allo stesso vescovo si deve la ricostruzione della cattedrale, numerose visite pastorali alla diocesi e la convocazione di un nuovo sinodo diocesano, che non veniva più celebrato dal 1619.

Nell'Ottocento i vescovi dovettero fare i conti con le problematiche e gli scontri politici ed ideologici che animarono i decenni precedenti l'unità italiana. Il vescovo Agostino Tommasi (1818-1821) fu vittima di queste lotte.Da Domenico Zelo (1855-1885) fu accusato di filoborbonismo, ma si distinse per la sua preparazione teologica, che gli valse un posto d'onore al concilio Vaticano I, dove difese brillantemente l'infallibilità e il primato papale. Alla fine del secolo è da segnalare l'opera di carattere sociale del vescovo Carlo Caputo (1886-1897), con la fondazione di comitati dell'Opera dei congressi.

Nel 1922, dopo oltre due secoli, Settimio Caracciolo celebrò un nuovo sinodo diocesano, mentre nel 1935 Carmine Cesarano indisse il primo congresso eucaristico diocesano.

Una controversia sorta nel dopoguerra tra i vescovi di Aversa e di Pozzuoli circa i confini delle loro diocesi, fu risolta dalla Santa Sede nel 1957, con la decisione di far coincidere i confini delle due sedi con quelli dei comuni di Pozzuoli e di Giugliano. Sacra Congregazione concistoriale, , AAS 49 (1957), p. 748.

Nel 1979 la diocesi ha perso la sua secolare indipendenza ecclesiastica ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Napoli. Nello stesso anno viene fondato l'Istituto di Scienze religiose di Aversa come scuola di teologia per laici, elevato a Istituto di Scienze Religiose nel 1986.

Il 19 marzo 1994 il sacerdote diocesano don Giuseppe Diana viene assassinato dalla camorra, nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe, per il suo impegno antimafia.

Almeno quattro furono le visite dei papi ad Aversa: Alessandro IV nel 1255, Urbano VI nel 1382, Benedetto XIII nel 1727 e Giovanni Paolo II nel 1990.

Il 24 maggio 2014 sono stati beatificati nella cattedrale di Aversa Mario Vergara, sacerdote del P.I.M.E., originario della diocesi, e il catechista Isidoro Ngei Ko Lat, uccisi a Shadaw in Birmania il 25 maggio 1950.

Istituti religiosi Nel 2021 operavano in diocesi i seguenti istituti religiosi:

Istituti religiosi maschili Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo (Caivano) Chierici regolari minori (San Cipriano d'Aversa) Fratelli maristi delle scuole (Giugliano in Campania) Ordine dei frati minori conventuali (Aversa) Ordine dei frati minori (Grumo Nevano) Oblati di San Giuseppe (Parete) Pontificio istituto missioni estere (Trentola Ducenta) Missionari de "La Piccola Casetta di Nazareth" (Casapesenna)

Istituti religiosi femminili Ancelle del Sacro Cuore di Santa Caterina Volpicelli (Aversa, Frattamaggiore e Villa di Briano) Suore clarisse francescane missionarie del Santissimo Sacramento (Giugliano in Campania) Suore vittime espiatrici di Gesù Sacramentato (Aversa) e (Lusciano) Suore compassioniste serve di Maria (Caivano e Frattamaggiore) Discepole di Santa Teresa del Bambin Gesù (Casaluce) Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli (Cardito) Figlie di Gesù (Caivano e Frattaminore) Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore (Teverola) Figlie di Sant'Anna (Casal di Principe)

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Azzolino † (1053 - ?) Guitmondo I ? † (1056 - ?)Secondo Ughelli (Italia sacra, I, col. 488) venne consacrato da papa Vittore II nel 1056, ma senza riportare alcuna documentazione a sostegno. Secondo Kehr (Italia pontificia, VIII, p. 281, nº 1) «nulla eius memoria superest, ita ut ex serie antistitum Aversanorum tollendum esse putemus». Gualtiero I ? † (? - 1063 deceduto) Goffredo, O.S.B. † (prima del 1071 - dopo il 1080)Il vescovo Goffredo prese parte alla consacrazione della basilica di Montecassino nel 1071 ed è ancora documentato in un diploma datato a Capua il 18 settembre 1080. Guitmondo II ? †Alcune fonti medievali, tra cui l'Anonimo di Melk, riferiscono che sia stato papa Gregorio VII († 1085) a nominare vescovo Guitmondo; poiché Guitmondo III è stato certamente consacrato da papa Urbano II nel 1088, come si evince dalle lettere del pontefice, ed essendo trascorsi troppi anni dalla nomina alla consacrazione, contro le regole canoniche dell'epoca, molti autori hanno inserito un Guitmondo II. Secondo Dell'Omo (Per la storia dei monaci-vescovi..., p. 14) è esistito un solo vescovo di nome Guitmondo. Guitmondo III, O.S.B. † (marzo/luglio 1088 consacratoDell'Omo, Per la storia dei monaci-vescovi..., p. 13. - 1094 deceduto) Giovanni I † (1094Dell'Omo, Per la storia dei monaci-vescovi..., p. 14. - dopo il 1101Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 284.) Roberto I † (menzionato nel 1113 circa)Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 284, nº 14. Roberto II † (circa 1119Consacrato da papa Gelasio II (1118-1119), è menzionato per la prima volta in un diploma del 27 luglio 1119. Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 284, nº 15. - dopo il 1126Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 285, nº 17. Secondo Ughelli (Italia sacra, I, col. 489) viveva fino al 1132.) Giovanni II † (1132 - 1140)Norbert Kamp, Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien. Prosopographische Grundlegung. Bistümer und Bischöfe des Königreichs 1194-1266. 1. Abruzzen und Kampanien, München, 1973, pp. 338-358. Giovanni III † (1141 - 1152) Gualtiero II † (prima del 1158 - dopo il 1175) Falcone † (1180 - 1191 deceduto)Il successivo vescovo documentato da Ughelli, Giulio (nel 1191), è escluso da Kamp, che documenta Falcone fino al 1191. Lamberto † (menzionato come "vescovo eletto" nel 1192) Gentile † (prima del 1198 - dopo il 1210) BasuinoTrasferito dalla diocesi di Catanzaro (Kamp). † (prima del 1215 - 1221 deceduto) Matteo de Gariofalo † (prima del 1225 - dopo il 1226) Giovanni Lamberti † (prima del 1229 - dopo il 1235) Federico † (menzionato nel 1254) Simone Paltanieri † (17 novembre 1254 - 1256 dimesso)Dapprima amministratore apostolico della sede aversana, poi vescovo. Giovanni V † (menzionato nel 1259) Fidenzo da Spoleto † (prima del 1261 - dopo il 1274 deceduto) Adamo d'Amiens † (28 dicembre 1276 - dopo luglio 1291) Landolfo Brancaccio † (prima del 1293 - 1297) Leonardo Patrasso † (17 giugno 1297 - 20 luglio 1299 nominato arcivescovo di Capua) Pietro Turrite † (3 agosto 1299 - 1309 deceduto) Pietro di Beauvais † (15 marzo 1309 - 1324 deceduto) Guglielmo, O.F.M. † (1º giugno 1324 - 1326 deceduto) Raimondo de Mausaco, O.F.M. † (21 febbraio 1326 - 1336 deceduto) Bartolomeo I, O.S.B. † (17 luglio 1336 - 1341 deceduto) Giovanni di Bari † (17 dicembre 1341 - 1357 deceduto) Angelo Ricasoli † (6 marzo 1357 - 19 giugno 1370 nominato vescovo di Firenze) Poncello Orsini † (19 giugno 1370 - 1378 dimesso) Bartolomeo II † (5 novembre 1378 - 1380) (antivescovo) Nicola † (1378 o 1379 - ?) Marino del Giudice † (13 novembre 1381 - dicembre 1385 deceduto) (amministratore apostolico)