Larcidiocesi di Bourges () è una sede della Chiesa cattolica in Francia suffraganea dell'arcidiocesi di Tours. Nel 2022 contava 500.000 battezzati su 533.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo Sylvain Bataille.

Territorio L'arcidiocesi comprende i dipartimenti francesi dello Cher e dell'Indre.

Sede arcivescovile è la città di Bourges, dove si trova la cattedrale di Santo Stefano.

I principali luoghi di pellegrinaggio dell'arcidiocesi sono: Nostra Signora di Déols presso Châteauroux, risalente al X secolo. La chiesa fu consacrata da papa Pasquale II. Papa Alessandro III in esilio visse in questo luogo e vi incontrò Enrico II di Inghilterra; anche papa Onorio III visitò il santuario; Nostra Signora della Buona Morte a Fontgombault; il santuario di Sainte-Solange; la santa nacque nell'862 a Villemont, a tre leghe da Bourges e soffrì il martirio nell'875 per conservare la propria verginità; Nostra Signora del Sacro Cuore a Issoudun, dove il sacerdote Jean Jules Chevalier, parroco della cittadina, fondò le congregazioni dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù e delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore; Nostra Signora di Pellevoisin, famoso per le apparizioni che sarebbero avvenute nel 1876. Notre-Dame des Enfants; il più importante pellegrinaggio si tiene ogni anno durante il mese di maggio.

Il territorio si estende su 14.020 km² ed è suddiviso in 58 parrocchie raggruppate in 12 decanati.

Storia L'arcidiocesi fu eretta nel III secolo. Secondo la tradizione, protovescovo sarebbe stato sant'Ursino, evangelizzatore della storica regione del Berry, menzionato in due occasioni nelle opere di Gregorio di Tours. I dittici dell'arcidiocesi menzionano dieci vescovi dopo sant'Ursino, che precedono il primo vescovo storicamente documentato di Bourges, Leone, che sottoscrisse il 4 ottobre 453 gli atti del concilio di Angers.

Biturigi era la capitale della provincia romana dell'Aquitania prima, come testimoniato dalla Notitia Galliarum dell'inizio del V secolo.. Con l'affermarsi dell'organizzazione ecclesiastica, Biturigi divenne, oltre che centro amministrativo della regione, sede metropolitana della provincia ecclesiastica, modellata su quella civile, che comprendeva le diocesi suffraganee di Clermont, Rodez, Albi, Cahors, Limoges, Mende e Le Puy.

Nel Medioevo sorse una disputa fra le sedi metropolitane di Bordeaux e di Bourges in merito alla pretesa di Bourges sulla primazia di Aquitania. La questione è stata acclarata da studiosi moderni, che hanno stabilito che la lettera di papa Niccolò I a Rodolfo (864), che data l'esistenza della primazia di Bourges al IX secolo e che qualifica l'arcivescovo con il titolo di patriarchaPéricard, pp. 323 e seguenti., non è autentica. Come capitale dell'Aquitania prima, Bourges anticamente aspirò alla preminenza sulle province di Aquitania seconda e Aquitania terza e quindi anche su Bordeaux. Verso il 1073 queste generiche aspirazioni presero forma di rivendicazioni; fra il 1112 e il 1126 il papato le riconobbe e nel 1146 papa Eugenio III conferì la primazia di Pierre de La Châtre, arcivescovo di Bourges, su Bordeaux.

Nel XII secolo due papi visitarono Bourges: papa Pasquale II nel 1107 e papa Alessandro III nel 1163. Nel secolo successivo si svolsero due fra i più importanti concili regionali di Bourges, quelli del 1225 e del 1226 che condannarono gli albigesi.

Nel 1195 fu iniziata la costruzione della cattedrale in stile gotico; venne consacrata dall'arcivescovo Guillaume de Brosse il 13 maggio 1324.

Nel 1225 si tenne a Bourges un importante concilio convocato dal cardinale Romano Bonaventura durante la crociata albigese per stabilire chi tra Raimondo VII di Tolosa e Amalrico VI di Montfort fosse il legittimo signore della Contea di Tolosa.

Nel 1232 papa Gregorio IX concesse all'arcivescovo di Bourges, come ad un patriarca, il diritto di visitare la provincia di Aquitania, impose all'arcivescovo di Bordeaux il dovere di assistere, almeno una volta, ai concili indetti dall'arcivescovo di Bourges e stabilì che i provvedimenti dell'arcivescovo di Bordeaux potevano essere appellati dinanzi all'arcivescovo di Bourges. Quando occasionalmente, nel 1240 e nel 1284, gli arcivescovi di Bourges si recarono a Bordeaux, trovarono le porte delle chiese chiuse e risposero con la scomunica alle proteste del clero di Bordeaux contro le loro visite.

Quando la Francia perse l'Aquitania per l'annullamento del matrimonio fra Luigi VII ed Eleonora di Aquitania che era stato celebrato nella cattedrale di Bordeaux nel 1137, Bordeaux divenne la capitale dei possedimenti inglesi in Aquitania. Allora la disputa fra le sedi metropolitane di Bordeaux e di Bourges assunse un carattere politico e il re di Francia iniziò a sostenere le rivendicazioni di Bourges.

Papa Clemente V (1305-14) fu contrario alle rivendicazioni di Bourges. Divenuto papa, a dispetto delle sue simpatie francesi, perseguì il disegno dell'emancipazione di Bordeaux da Bourges.

Nel 1327 l'arcidiocesi contava 733 parrocchie. Nel XIV secolo la provincia ecclesiastica si ingrandì con le nuove diocesi, istituite da papa Giovanni XXII, di Tulle, di Saint-Flour, di Vabres e di Castres

Nel 1438 si tenne a Bourges un altro importante concilio che, dopo l'approvazione della Prammatica Sanzione di re Carlo VII, tentò di istituire una Chiesa gallicana autonoma da Roma.

Durante l'episcopato di Jean Cœur, nella seconda metà del XV secolo, fu fondata l'università di Bourges.

Nel 1528 un concilio di Bourges condannò gli ugonotti, che erano favoriti sia dall'università in cui avevano studiato Calvino e Teodoro di Beza sia dalla corte di Margherita di Valois.

Nel 1603 l'arcidiocesi contava 772 parrocchie, che diventeranno 801 nel 1776 e 796 alla vigilia della Rivoluzione, quando erano raggruppate in 9 arcidiaconati e 20 arcipresbiterati.

Il 3 ottobre 1678, con l'erezione a sede metropolitana della diocesi di Albi, la provincia ecclesiastica di Bourges perse le diocesi suffraganee di Rodez, Castres, Vabres, Cahors e Mende.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 l'arcidiocesi si ampliò, incorporando il territorio della diocesi di Nevers, che fu soppressa.

Il 6 ottobre 1822, in forza della bolla Paternae caritatis del medesimo papa Pio VII, la diocesi di Nevers fu ristabilita, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Bourges. Contestualmente, la provincia ecclesiastica di Bourges venne ristrutturata, arrivando a comprendere le suffraganee di Clermont, Limoges, Le Puy, Tulle e Saint-Flour.

Facendo seguito al sinodo del 1990, nel 1994 il territorio dell'arcidiocesi subisce una sostanziale rivisitazione e il numero delle parrocchie è ridotto dalle oltre 500 alle attuali 64.

In seguito alla riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, dall'8 dicembre 2002 Bourges non è più sede metropolitana, pur mantenendo la dignità arcivescovile, ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica di Tours.

Cronotassi dei vescovi Bourges è una delle poche sedi episcopali di Francia di cui si conservano i dittici originari in avorio. Al loro interno, nell'XI secolo, fu scritto con inchiostro il catalogo episcopale che, con le aggiunte successive, arriva fino a Simon de Beaulieu (1281-1294). Oggi praticamente i dittici risultano illeggibili, tuttavia sono giunte fino a noi diverse copie del catalogo.La più antica è quella trascritta in un manoscritto della fine dell'XI secolo ed arriva fino al vescovo Audebert de Montmorillon († 1096).Su sessanta vescovi da Ursino a Audebert, ben quaranta sono noti anche da altre fonti, cosa che rende il catalogo più che attendibile. Verso la metà del XIII secolo il canonico Etienne de Gallardon redasse un'altra copia, oggi conservata in un cartulario del capitolo.Pubblicato da: All'epoca dell'arcivescovo Roger le Fort (metà del XIV secolo) fu redatta una copia ufficiale su pergamena, inserita all'interno dei dittici: questo esemplare del catalogo fu tenuto aggiornato fino alla fine del Settecento. Il catalogo episcopale riporta anche gli anni di pontificato per ciascun arcivescovo, ma le incongruenze e gli anacronismi sono taliDuchesne, op. cit., pp. 24-25. che, fino alla metà del IX secolo, risultano essere completamente inaffidabili.Il catalogo, nella copia di Gallardon, è riportato, oltre che dal già citato Delisle, anche da Duchesne, op. cit., pp. 22-23, il quale annota anche le varianti con le altre copie.

Nella seguente cronotassi si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

SantUrsino † (III secolo) San Saniziano † SantEterio † San Tecreto † San Marcello † Viatore † Eleuterio † Paupero † San Palladio I † Villico † Avito † Leone † (prima del 453 - dopo il 461) San Palladio II † Eulogio † San Simplicio † (circa 472 - ?)Eulogio e Palladio II, imparentati con Simplicio, sono menzionati nel discorso pronunciato da Sidonio Apollinare in occasione dell'ordinazione di Simplicio. San Tetradio † (prima del 506 - dopo il 511) Rorico † Siagrio † Umato † SantOnorato I † Onorato II † (prima del 533 - dopo il 535)Nei dittici di Bourges sono menzionati, uno di seguito all'altro, due arcivescovi di nome Onorato; secondo Duchesne, non è chiaro a quale dei due sono da attribuire le due menzioni storiche del 533 e del 535. Gallia christiana riconosce un solo Onorato, come pure Gams. Sant'''Arcadio † (prima del 538 - dopo il 541) San Desiderato † (menzionato nel 549) San Probiano † (prima del 552 - dopo il 565 circa) San Felice † (menzionato nel 573) Remigio † (prima del 581 - circa 584 deceduto) San Sulpizio I Severo † (584 - 591 deceduto) Eustasio † (591 - ?) SantApollinare † SantAustregisilo † (menzionato nel 614)Secondo la sua Vita, governò la Chiesa di Bourges per 12 anni e morì nel 624. San Sulpizio II il Pio † (prima del 627 - 17 gennaio 647 deceduto) Vulfoledo † (prima del 650 - dopo il 660) Adone † (prima del 672 - dopo il 677) Agoseno † (menzionato nel 683) Rocco † Sigino † Leodoario † Deodato † Segoleno † San Davide † Bertellano † (menzionato nel 760) Erminario † (menzionato nel 769) Santo Stefano †Alcune cronotassi tradizionali (cfr. Gams) distinguono due vescovi di nome Stefano, entrambi santi, vissuti all'incirca nella stessa epoca. I dittici di Bourges riportano un solo Stefano. Ermemberto † (circa 788/791 - ?) Ebroino † (menzionato nell'810) SantAgilulfo (o Ailulfo) † (prima dell'820 circa - dopo l'838) San Rodolfo † (circa 840/841È certamente vescovo nel mese di gennaio 841. - prima del 18 agosto 866 deceduto) Vulfado † (settembre 866 - prima del 23 giugno 876 deceduto) Frotario † (28 ottobre o novembre 876 - dopo giugno 889 deceduto) Adace † (menzionato nell'891) Madalbert † (? - 910 deceduto) Géronce de Déols † (prima del 914 - dopo il 29 settembre 948 deceduto) Laune de Déols † (948 - 955 deceduto) Richard I de Blois † (prima del 26 marzo 957 - 959 deceduto) Hugues de Blois † (959 - 17 dicembre 985 deceduto) Dagbert † (dopo il 21 maggio 987 - 18 gennaio 1012 deceduto) Gauzlin † (1º dicembre 1012 consacrato - 8 marzo 1030 deceduto) Aymon de Bourbon † (prima del 1º novembre 1031 - 5 giugno 1070 deceduto) Richard II † (23 aprile 1071 consacrato - 22 o 23 aprile 1093 deceduto) Audebert de Montmorillon † (18 o 19 agosto 1093 - 6 settembre 1097 deceduto) Leger † (1097 - 31 marzo 1120 deceduto) Vulgrin † (1121 - 1136 deceduto) Alberico di Reims † (1137 - 1141 deceduto) Pierre de La Châtre † (circa 1141 - 1º maggio 1171 deceduto) Étienne de la Chapelle † (1171 - 1173 deceduto) Guarin de Gallardon † (1174 - 20 marzo 1180 deceduto) Pierre II, O.S.B. † (1180 - 1184) Henri de Sully † (1184 - settembre 1200 deceduto) San Guglielmo † (23 novembre 1200 - 10 gennaio 1209 deceduto) Girard de Cros † (1209 - 7 luglio 1218 deceduto) Simon de Sully † (1218 - 8 agosto 1232 deceduto) Pierre de Chateauroux † (prima del 20 aprile 1233 - 1234 deposto)