La diocesi di Brescia () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2023 contava 969.560 battezzati su 1.254.293 abitanti. È retta dal vescovo Pierantonio Tremolada.
Santi patroni I patroni principali della diocesi sono i Santi Faustino e Giovita. Dal 1651 Sant'Antonio da Padova è co-patrono, mentre Sant'Angela Merici è patrona secondaria dal 2010.
Territorio La diocesi comprende: tutti i comuni della provincia di Brescia eccetto il basso Garda a sud di Salò (ultimo paese della diocesi), che appartiene alla diocesi di Verona, e Paratico, che appartiene alla diocesi di Bergamo; in provincia di Bergamo: Palosco, Lovere, Costa Volpino e Rogno.
Sede vescovile è la città di Brescia, dove si trovano la cattedrale di Maria Santissima Assunta, detta Duomo nuovo, e la concattedrale di Santa Maria Assunta, detta Duomo vecchio.
Nel territorio diocesano sorgono 7 basiliche minori: Santa Maria delle Grazie a Brescia, Santa Maria della Visitazione a Bagnolo Mella, Sant'Andrea a Pralboino, Sant'Antonino Martire a Concesio, San Lorenzo Martire a Verolanuova, Santa Maria Assunta a Montichiari Acta apostolicae sedis, 56, 1964, pp. 557-559. e Santa Maria Assunta a Botticino.
Vicariati e parrocchie
Il territorio è suddiviso in 472 parrocchie riunite in 32 zone pastorali: I - Zona dell'Alta Valle Camonica - del Beato Innocenzo da Berzo II - Zona della Media Valle Camonica - di San Siro III - Zona della Bassa Valle Camonica - della Madonna del Monte IV - Zona Alto Sebino - delle Sante Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitanio V - Zona del Sebino - di San Vigilio VI - Zona della Franciacorta - di San Carlo VII - Zona del fiume Oglio - di San Fedele VIII - Zona della Bassa Occidentale dell'Oglio - di San Filastrio IX - Zona della Bassa Occidentale - della beata Stefana Quinzani X - Zona Bassa Centrale Ovest - della beata Paola Gambara XI - Zona Bassa Centrale - del ven. Alessandro Luzzago XII - Zona Bassa Centrale Est - dell'Abbazia di San Salvatore XIII - Zona Bassa Orientale - di San Lorenzo XIV - Zona Bassa Orientale del Chiese - di San Pancrazio XV - Zona Morenica del Garda - di San Gaudenzio XVI - Zona Garda - di San Ercolano XVII - Zona Alto Garda- della Madonna di Montecastello XVIII - Zona Alta Val Sabbia - della Madonna di San Luca XIX - Zona Bassa Val Sabbia - di Santa Maria Assunta XX - Zona Alta Val Trompia - della Madonna della Misericordia XXI - Zona Bassa Val Trompia - di Santa Maria degli Angeli XXII - Zona Valgobbia - di S. Apollonio XXIII - Zona Suburbana I (Concesio) - di papa Paolo VI XXIV - Zona Suburbana II (Gussago) - del Santuario della Madonna della Stella XXV - Zona Suburbana III (Travagliato) - di Santa Maria Crocifissa di Rosa XXVI - Zona Suburbana IV (Bagnolo Mella) - della Visitazione di Maria XXVII - Zona Suburbana V (Rezzato) - del Santuario della Madonna di Valverde XXVIII - Zona Urbana - Brescia Est - dei Santi Faustino e Giovita XXIX - Zona Urbana - Brescia Nord - dei Santi Faustino e Giovita XXX - Zona Urbana - Brescia Ovest - dei Santi Faustino e Giovita XXXI - Zona Urbana - Brescia Sud - dei Santi Faustino e Giovita XXXII - Zona Urbana - Brescia Centro Storico - dei Santi Faustino e Giovita
Storia Le origini del cristianesimo a Brescia sono ancora incerte. Il primo vescovo presente a Brescia fu probabilmente sant'Anatalone, vescovo di Milano, all'inizio del III secolo.Secondo la tradizione sarebbe vissuto invece nel I secolo. Quasi certamente la Chiesa bresciana ebbe origine da quella di Milano.
Medioevo Il primo vescovo storicamente documentato è Ursicino, che partecipò al concilio di Sardica tra il 342 ed il 344. Dalle omelie del vescovo Gaudenzio (tra IV e V secolo) si evince che in questo periodo il cristianesimo era ben radicato nella società bresciana, anche se persistevano resti di paganesimo.
In epoca longobarda vennero fondati il monastero di San Salvatore (762), in città, e quello maschile a Leno (758); entrambi furono istituiti da re Desiderio.
Dal tempo del vescovo Notingo (metà del IX secolo) i vescovi di Brescia ebbero i titoli e i diritti di conti.
Nell'XI secolo la città di Brescia subisce le lotte tra il papato e impero, con l'elezione di due vescovi. La corruzione del clero porterà quindi Arnaldo da Brescia ad iniziare la sua predicazione fino alla sua cacciata dalla città.
Berardo Maggi, eletto nel 1275, fu il primo vescovo ad avere i titoli di marchese, duca e conte.Gian Maria Varanini, MAGGI, Berardo, Dizionario biografico degli italiani , vol. 67, 2006.
Epoca moderna Durante il periodo di dominazione veneta i vescovi furono scelti dalla Serenissima e la diocesi attraversò un periodo di tranquillità, turbati unicamente dal nascere di eresie nelle valli camune e triumpline.
Alla fine del XVI secolo la città di Salò, capitale della Magnifica Patria della Rivera di Salò, chiede di ospitare una sede vescovile riunificando le parrocchie dei comuni che le fanno capo, fino ad allora divise in tre diocesi (Brescia, Trento e Verona). L'opposizione accanita dei cittadini bresciani, da sempre contrari all'autonomia rivierasca, e la morte di Carlo Borromeo, sostenitore della causa salodiana, faranno fallire l'operazione.
Tra i protagonisti della riforma tridentina emerge la figura del vescovo Domenico Bollani, attuatore dei decreti del concilio attraverso numerose visite pastorali e l'istituzione del seminario diocesano nel 1568.
Nel Settecento viene costruita l'attuale cattedrale cittadina, dedicata a santa Maria Assunta, accanto al precedente duomo vecchio ed ebbe alcune modifiche territoriali ottenendo nel 1785 alcune parrocchie dalla diocesi di Trento, che costituivano la pieve di Tignale.
Il 12 settembre 1818 papa Pio VII decretò la soppressione dell'abbazia nullius di Asola; delle sue dieci parrocchie, otto furono incorporate nella diocesi di Mantova e due in quella di Brescia. Bolla De salute Dominici gregis, in: Bullarii romani continuatio, Tomo XV, Romae, 1853, p. 38, paragrafo 14.I Vescovi di Brescia e la Diocesi di Asola, in Brixia Sacra, 1-2 (1914), pp. 78-89.
Nel 1893 nasce il settimanale diocesano La Voce del Popolo.
Epoca contemporanea Nel XX secolo la diocesi di Brescia si distingue per una intensa attività pastorale. Particolarmente significativa è la costituzione degli oratori parrocchiali (oltre quattrocento sull'intero territorio provinciale) dotati sovente di strutture ricreative e sportive, bar, sala prova per la musica, sala cinematografica e teatro. Nel 1902 è fondata la "Federazione Giovanile Leone XIII" da don Lorenzo Pavanelli e dal vescovo Giacomo Maria Corna Pellegrini con lo scopo di appoggiare e sviluppare le attività di pastorale giovanile negli oratori. Ammodernamenti di intenti e riflessione sugli oratori furono promossi nel 1960 ad opera del vicario episcopale Guglielmo Bosetti e dal vescovo Giacinto Tredici.
Nel 1963 il cardinale bresciano Giovan Battista Montini viene eletto al soglio papale con il nome di Paolo VI. Dal 1981 particolare slancio alle attività degli oratori bresciani fu la costituzione del Segretariato Oratori diretto dal sacerdote don Amerigo Barbieri e promosso dal vescovo Bruno Foresti; nel 1983 nasce la rivista Il Gabbiano come organo di collegamento delle attività oratoriane diocesane e di riflessione sulla pastorale giovanile; nel 2002 viene costituito il "Centro Oratori Bresciani" ad opera di mons. Claudio Paganini con il vescovo Giulio Sanguineti e l'anno seguente è indetto il convegno ecclesiale diocesano "Generazioni di fede" dal quale si decide l'avvio della riforma del catechismo tradizionale nel modello dell'ICFR.
Con l'intento di promuovere la formazione dei laici e dei giovani attivi negli oratori bresciani nel 2009 è stata aperta la Casa di Formazione "Bruno Foresti". Nel 2013 il vescovo Luciano Monari indice il sinodo diocesano "Comunità in cammino" per l'avvio della riforma delle unità pastorali parrocchiali.
Il 22 febbraio 2024 ha ceduto la parrocchia di Bossico alla diocesi di Bergamo, Decreto Quo aptius christifidelium, AAS 116, 2024, pp. 395-396. a cui era già affidata in convenzione alla cura pastorale dall'estate 2014.
La Voce del Popolo La Voce del Popolo è il settimanale della diocesi di Brescia, fondato nel 1893, affiancando il quotidiano Il cittadino di Brescia, già esistente dal 1878 e più politico.
Protagonista delle battaglie politiche locali nel difficile periodo del confronto fra liberali e cattolici, il giornale è sottoposto spesso alla censura al punto da dover sospendere nel 1926 le pubblicazioni dopo che la tipografia viene devastata in seguito ad un'incursione fascista.
Nel 1937 la testata riprende le pubblicazioni cambiando il nome in La Voce Cattolica, probabilmente anche per evitare la confusione con il quotidiano fascista Il Popolo di Brescia. Nel settembre 1945 riprende il nome storico, raggiungendo negli anni cinquanta una tiratura di copie che nel tempo si attesteranno tra le 15- copie (di cui mille destinate alle missioni bresciane sparse nel mondo).
In occasione degli ottant'anni del settimanale, iniziano dal 1º dicembre 1972 le pubblicazioni di fascicoli inseriti all'interno del giornale intitolati Enciclopedia bresciana. L'iniziativa, nata da un'idea di Antonio Fappani, monsignore e storico della cultura bresciana, è andata avanti per più di trent'anni con un'interruzione di 4 anni nel 1987. Sono stati pubblicati in totale 22 volumi, l'ultimo è uscito nel 2007.
Il settimanale, edito dalla Fondazione Opera Diocesana San Francesco di Sales, è affiancato da un giornale on line che nell'ottobre 2018 ripropone la collana in 12 puntate WebDoc Paolo VI, un uomo, un Papa, un santo lanciata dall'inizio del mese su VaticanNews.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.
Il più antico catalogo dei vescovi bresciani è contenuto in un manoscritto, chiamato codice queriniano, che il Brunati (Santi bresciani) attribuisce alla metà circa dell'XI secolo. L'elenco dei vescovi fino al IX secolo è contenuto anche nel discorso che il vescovo Ramperto tenne nell'838 in occasione della traslazione delle spoglie del suo predecessore san Filastrio dalla chiesa di Sant'Andrea alla cattedrale, nel quale Ramperto ricorda tutti i vescovi successivi a Filastrio, septimus episcopus brixiensem,La testimonianza di Ramperto, basata sui dittici diocesani (Lanzoni), è il motivo per cui oggi si tende ad escludere Anatalone dalle liste episcopali bresciane. fino al suo episcopato. Per l'antichità dei testimoni, questo catalogo è ritenuto autentico. SantAnatalone ? † (inizio III secolo) San Clateo † (seconda metà del III secolo o inizio IV secolo) San Viatore † (inizio IV secolo) San Flavio Latino † (IV secolo) SantApollonio † (IV secolo) SantUrsicino o Ursacio † (menzionato nel 342/344) San Faustino † (seconda metà del IV secolo) San Filastrio † (circa 379 - 17 luglio 387 deceduto)Queste sono le date probabili dell'episcopato di Filastrio; di certo è documentato al sinodo di Aquileia del 381. San Gaudenzio † (prima del 397 - dopo il 406) San Paolo † (inizio V secolo) San Teofilo † (prima metà del V secolo) San Silvino † (prima metà del V secolo) San Gaudioso † (prima metà del V secolo) Sant'''Ottaziano † (menzionato nel 451) San Vigilio † (seconda metà del V secolo) San Tiziano † (fine V secolo) San Paolino (Paolo) † (inizio VI secolo) San Cipriano † (prima metà del VI secolo) SantErcolano † (VI secolo) SantOnorio † (seconda metà del VI secolo) San Rusticiano † (fine VI secolo) San Dominatore † (fine VI secolo) San Paolo † (inizio VII secolo) San Paterio † (inizio VII secolo) SantAnastasio † (VII secolo) San Domenico † (circa 655 - circa 671) San Felice † (fine VII secolo) San Deusdedit (Diodato, Adeodato) † (prima del 679 - dopo il 680) Gaudioso † (fine VII secolo) Rusticiano † (inizio VIII secolo)