Biografia Gianguido Guidotti nacque a Piacenza il 15 gennaio 1937 dove nel 1966 fondò il suo studio legale. Nel 1998 si candidò a Sindaco di Piacenza a capo di una lista civica denominata Polo per le Libertà, riunente FI, AN e CCD in un solo singolo simbolo unitario senza i tradizionali loghi di partito.

Nel primo turno del 24 maggio 1998 ottenne 23.032 preferenze pari al 35,71% classificandosi secondo dietro al candidato dell'Ulivo Ultimino Politi (26.582 preferenze pari al 41,21%). Siccome nessun candidato ottenne la maggioranza assoluta delle preferenze, il 7 giugno 1998 venne istituito il turno di ballottaggio: grazie all'apparentamento con la lista civica, essendo al 1º turno collegata con il candidato a Sindaco Massimo Polledri (esponente della Lega Nord Padania, partito politico che in via ufficiale non fece l'apparentamento spostando il proprio simbolo, a causa dei pessimi rapporti tra il centrodestra nazionale e i vertici federali della Lega di quel tempo, preferendo quindi limitarsi a fare lo spostamento della lista civica collegata) e grazie anche all'apparentamento con il Partito Pensionati sostenente al 1º turno il candidato a Sindaco Giorgio Soprani, il ballottaggio fu vinto da Guidotti che ottenne quindi l'incarico di sindaco e la sua lista Polo per le Libertà ottenne in Consiglio Comunale tutti i 22 seggi previsti dal premio di maggioranza a favore della lista collegata al vincitore eletto sindaco (nonostante l'apparentamento, la lista civica di Polledri e il Partito Pensionati di Soprani non ottennero un quoziente elettorale sufficiente a produrre dei seggi).

Il combinato disposto tra questa vittoria del centrodestra piacentino al ballottaggio (28.406 preferenze pari al 51,10% a favore di Guidotti contro le 27.185 preferenze pari al 48,90% a favore di Politi) e l'elezione di Elvio Ubaldi (esponente della lista civica di centro Civiltà Parmigiana sostenuto anche da FI fin dal I turno) a Parma nel medesimo turno elettorale spinse il noto quotidiano di centrosinistra La Repubblica a titolare «Espugnate le roccaforti rosse». Eletto come «indipendente di centrodestra», Guidotti rimase in carica come Sindaco di Piacenza per l'intero mandato (a quel tempo della durata di 4 anni) dal 7 giugno 1998 all'11 giugno 2002, quindi dopo la mancata rielezione nel turno elettorale del 2002 divenne consigliere comunale sempre con l'etichetta di «indipendente di centrodestra».

Secondo il suo ex Assessore Tommaso Foti, Guidotti vinse le elezioni del 1998 anche grazie alla mancata ricandidatura del Sindaco uscente Giacomo Vaciago (indipendente di centrosinistra), eletto in precedenza nel turno elettorale del giugno 1994.

Guidotti (sostenuto anche dal vertice nazionale del centrodestra durante la sua campagna elettorale per cercare la rielezione) nel turno elettorale del 2002, nonostante l'alleanza con la Lega fin dal 1º turno e nonostante gli apparentamenti in vista del ballottaggio con alcune delle liste civiche minori (Piacenza dei Valori di Stefano Tassi e di Unione Riformista di Renzo Cantarelli) gareggianti al 1º turno fuori dalla coalizione di centrodestra, venne sconfitto al ballottaggio da Roberto Reggi.

Guidotti poco tempo dopo le elezioni del 2002 si dimise dal Consiglio Comunale (dove venne eletto come primo dei consiglieri della sua coalizione sconfitta) ritirandosi dalla politica attiva: nel 2007 sostenne il candidato del centrodestra (in corsa assieme a Lega e UDC) Dario Squeri, nel 2012 sostenne il candidato del PDL (in corsa senza i centristi dell'UDC e senza i leghisti in corsa con propri candidati autonomi) Andrea Paparo (che fu il suo Assessore per le Politiche Giovanili in quota Alleanza Nazionale) e nel 2017 sostenne la candidatura di Massimo Trespidi (che fu il suo Vice Sindaco in quota Forza Italia nella fase finale della sua Giunta) fuori dalla coalizione di centrodestra (senza i centristi schieratisi con Trespidi) che vinse le elezioni del 2017 tramite la candidatura dell'avvocatessa Patrizia Barbieri (indipendente di centrodestra sostenuta dalla lista civica Prima Piacenza e dalle liste di partito di Lega Nord, Fratelli d'Italia-AN, Partito Pensionati e Forza Italia).

Nel gennaio 2014 durante la polemica a proposito del rimpasto della giunta comunale guidata da Paolo Dosi (PD) gli ex Sindaci di Piacenza Stefano Pareti (Partito Socialista Italiano, in carica dal 1980 al 1985), Franco Benaglia (Partito Socialista Italiano, in carica dal 1990 al 1992), Anna Braghieri (Democrazia Cristiana, in carica dal 1992 al 1993) e Giacomo Vaciago (indipendente di centrosinistra sostenuto dalla Alleanza dei Progressisti in carica dal 1994 al 1998) insieme a Guidotti si schierarono tutti contro il Sindaco a quel tempo in carica Paolo Dosi (un evento mai accaduto prima secondo la stampa locale piacentina) perché, secondo tutti gli ex Sindaci citati, il rimpasto effettuato da Dosi (con le relative polemiche che spaccarono la sua maggioranza di centrosinistra e infiammato tutte le opposizioni) sarebbe stato «peggio della Prima Republica» e nel dicembre 2016 Dosi, anche a causa di questa controversia, annunciò il proprio ritiro dalla politica attiva rinunciando a ricandidarsi come Sindaco per ottenere un secondo (e ultimo) mandato.

Vita privata Ebbe tre figli, Alessandro, Elena e Marco.

Note

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