Morro Reatino è un comune italiano di abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Morro Reatino si trova sulle propagini delle falde occidentali dei Monti Reatini, il centro storico sorge a quota (), il territorio comunale si affaccia sulla Conca Reatina e sulla Riserva Regionale dei Laghi Lungo e Ripasottile.
La frazione Pacce si trova a confine tra Lazio e Umbria, dove emerge l'importante La sorgente di Pacce che rappresenta uno dei punti cardine dell'approvvigionamento idropotabile, interregionale; le acque vengono captate dall'ATO3 Rieti del Lazio, quelle captate dall'ATO Umbria 2 vengono convogliate a Piediluco, sono di fondamentale importanza per la città di Terni. L’acquifero della Sorgente Pacce è costituito dalle formazioni della Maiolica e dalla parte più permeabile dei Calcari Selciferi. L’acqua dell’acquifero carbonatico viene drenata dalle alluvioni di fondovalle. Sulla base delle caratteristiche idrogeologiche e strutturali delle formazioni è stato individuato un bacino di ricarica medio di circa 10 km², complessivamente vengono prelevati circa 200 l/s.
Clima
Storia
Morro sorge in un territorio certamente frequentato già in epoca romana: si ritiene infatti che nei pressi dell'odierna Morro sorgesse l'antica Marruvio, città citata da Dionigi di Alicarnasso (da non confondersi con Marruvio dei Marsi).. Le tracce romane rinvenute sono tuttavia piuttosto scarse: tra queste, dei resti di un acquedotto in Vocabolo Canale, e una moneta d'oro con l'effigie di Vespasiano (oggi al Museo civico di Rieti).
Le prime notizie certe dell'esistenza di un centro fortificato risalgono però al 1101, quando il territorio di Morro fu acquistato dai consoli del comune di Rieti. Nel 1152 il castello di Morro figurava tra i possedimenti della famiglia Nobili di Labro donati al capitolo della basilica di San Giovanni in Laterano di Roma, in cambio di aiuto e protezione contro l'invasione Normanna.
Morro fu spesso in lotta con la vicina Rivodutri. Per tutto il medioevo e fino all'unità d'Italia, il castello di Morro rappresentò l'estremo avamposto di Rieti, e quindi dello Stato Pontificio, prima del confine con il Regno di Napoli (a cui apparteneva la confinante Leonessa).
Durante i fatti della Repubblica Romana, Morro ospitò Giuseppe Garibaldi che, nel suo giro di ricognizione dei confini con il Regno delle Due Sicilie, il 30 gennaio 1849 pernottò in paese presso casa Poiani (dove oggi si trova una lapide commemorativa) per incontrare il patriota Bernardino Blasi.
Tra il 31 marzo e il 2 aprile 1944 avvenne l'Eccidio di Morro Reatino dove vennero uccisi dai nazifascisti 18 civili, incendiate e rase al suolo abitazioni con artiglieria pesante durante un rastrellamentoGrande operazione contro le bande “Grossunternehmen gegen die Banden” per reprimere la “zona libera” proclamata dai partigiani della Brigata Garibaldina "Antonio Gramsci" il 16 marzo 1944, dove operava il btg. "Paolo Calcagnetti"Paolo Calcagnetti 17.06.1907 - 04.10.1943 : Artista Ebanista e scultore del legno, antifascista, nel 1932 fu relegato al confino di Ventotene; alla caduta di Mussolini il 25/7/1943 espresse pubblicamente la sua gioia, i fascisti locali lo uccisero a forza di botte quando i tedeschi liberarono il duce al Gran Sasso. 12. I reparti tedeschi della Bandenbekämpfungsstab 14. Armee, il 1./20 SS Polizei Regiment, il 2./3 Regiment “Brandenburg”, l'Alarmeinheiten del comando della 14. Armata e della Platzkommandatur di Rieti, ed elementi non meglio identificabili di reparti della Luftwaffe, accertata la presenza in zona dal 1 aprile 1944 anche di reparti fascisti, compresi ufficiali e militi della GNR di Rieti e il capo della provincia Ermanno Di Marsciano, si accanirono con estrema violenza sulla popolazione, nelle frazioni Collatea, Costelignano, Fornacchione, Fosse del Fico, Ripa Signore e San Valentino, la frazione di Pacce fu rasa al suolo. A Collatea si consuma uno dei delitti più infami con l'uccisione a sangue freddo della minorata mentale Sabatina Rosi. Costantino Rossi fuori dalla sua abitazione avvolta dalle fiamme dopo essere cannonata dai tedeschi, percosso e ridotto i fin di vita fu spinto tra le fiamme.
Una Lapide posta lungo una via dell'abitato di Morro Reatino in ricordo delle:
Elenco delle vittime decedute
Armeni Paolo. Blasi Francesco. Blasi Giovanni. Blasi Luigi. Blasi Mentore. Comazzetto Carlo. Di Giuli Stefano, di anni 72, nato a Terni e ivi residente in frazione Piediluco, sfollato a Morro Reatino, padre di Saturno “Miro” commissario politico del battaglione “Paolo Calcagnetti” della brigata “Gramsci”. Di Lorenzo Giuseppe. Forlani Mario. Marroni Camillo. Molinari Angela. Petrera Francesco, nato a Tornimparte (L’Aquila), trasferitosi a Morro Reatino per motivi di lavoro, operaio, riconosciuto partigiano della brigata “Gramsci” dal 13 gennaio al 1 aprile 1944, «caduto a Leonessa [sic]». Procoli Dario. Rossi Costantino, civile; riconosciuto partigiano della brigata “Gramsci” dal 23 settembre 1943 al 1 aprile 1944, «fucilato a Morro Reatino». Rossi Pietro, riconosciuto patriota della brigata “Gramsci” [non è da escludere, vista la diffusione sia del cognome che del nome, che possa trattarsi di un caso di omonimia]. Rossi Sabatina. Tarani Alfredo. Tossi (o Toni) Riccardo. Angelini Raoul, di Orlando e Fioravanti Lucia, nato a Terni il 14/12/1923, carabiniere in servizio presso la stazione di Rivodutri (Rieti), partigiano. Riconosciuto partigiano della brigata “Gramsci” dal 1 marzo al 1 giugno 1944, fucilato dai militi fascisti il 01/06/1944
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 20 ottobre 1998. Stemma
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse
Morro è un borgo che conserva in buona parte l'originaria struttura medievale, nonostante buona parte degli edifici abbiano subito ristrutturazioni in epoche successive.
Castello Dell'antico castello di Morro rimangono solo alcune tracce: la porta castellana, caratterizzata da un arco a tutto sesto e volta a botte; i resti della cinta muraria; e i resti di numerose torri.
Chiesa di San Lorenzo La chiesa parrocchiale di San Lorenzo presenta un portale del 1638 che porta lo stemma del vescovo di Rieti Gianfrancesco Guidi di Bagno. L'interno ha una pianta a croce greca; sull'altare maggiore si trova una tela seicentesca raffigurante San Lorenzo e (ai lati) quadri che ritraggono San Luigi e San Vincenzo Ferreri. È rilevante anche l'altare del Rosario, fatto restaurare nel 1795 dal vescovo Saverio Marini.
Chiesa della Madonna della Torricella Conserva al suo interno un notevole affresco che rappresenta la Vergine.
Chiesa di San Francesco (Collatea) La chiesa di San Francesco, situata nella frazione Collatea, fu eretta (come riporta un'iscrizione sul portale) il 18 dicembre 1421 da Giovanni, Bernardino e Carlo Mattioni. Al suo interno ospita un pregevole dipinto della prima metà del Quattrocento, che raffigura la Madonna del Rosario.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente era di 10 persone.
Infrastrutture e trasporti Strade La principale arteria stradale a servizio del comune di Morro, che attraversa il paese al suo interno, è la strada regionale 521 di Morro, una strada piuttosto tortuosa che lo collega da un lato al capoluogo Rieti e dall'altro a Leonessa, Cascia e Norcia.
Inoltre Morro è collegato al vicino comune di Rivodutri dalla strada provinciale 3 e a Labro dalla strada provinciale 5 di Leonessa. Quest'ultima permette anche di raggiungere lo svincolo "Colli sul Velino" della superstrada Rieti-Terni, che costituisce il collegamento più rapido con Terni.
Amministrazione +PeriodoPrimo CittadinoPartitoCaricaNote19951999Salvatore Papadialista civicaSindaco19992003Salvatore Papadialista civica Sindaco2º mandato dimesso20042009Giancarlo Colarietilista civicaSindaco20092014Giancarlo ColarietiUna SpigaSindaco2º mandato20142019Gabriele Cintia LattanziPer MorroSindaco20192024Gabriele Cintia LattanziPer MorroSindaco2º mandato2024in caricaMassimo ContiProgetto MorroSindaco
Altre informazioni amministrative Durante il dominio francese (1798-1799), Morro fu parte del cantone di "Rieti rurale" all'interno del dipartimento del Clitunno; nel Regno napoleonico (1810-1815) fu parte del cantone di Stroncone all'interno del circondario di Rieti, che a sua volta faceva parte del dipartimento di Roma.
Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 il comune fu annesso alla delegazione apostolica di Rieti, all'interno della provincia della Sabina, inizialmente come appodiato di Poggio Bustone (1816), poi come governo di secondo ordine dipendente da Poggio Bustone (1817); nel riparto territoriale del 1827 Morro risulta comunità soggetta alla podesteria di Labro e in quello del 1831 dipende direttamente dal governo di Rieti. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, fu inserito nel circondario di Rieti, all'interno della provincia dell'Umbria. Con Regio Decreto del 1863 il comune cambiò nome da Morro a Morro Reatino, per evitare casi di omonimia con altri comuni del neonato Stato italiano.
Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Morro Reatino passa a quella di Rieti.
Fa parte della Comunità montana Montepiano Reatino.
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Note
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