God of War è l'ottavo capitolo e soft-reboot della serie God of War.
Sviluppato da SIE Santa Monica Studio e pubblicato dalla Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4 il 20 aprile 2018, il gioco vede il protagonista della serie, Kratos, tornare come personaggio principale con accanto il figlio Atreus, a cui deve fare da mentore dopo la morte della madre, dominando la furia che lo ha animato per tanti anni nella sua vendetta contro l'Olimpo. Primo capitolo della seconda saga, chiamata "Seconda Era" e ambientata nella mitologia norrena, il gioco è stato elogiato dalla critica e ha vinto svariati premi.
Descritto come una rivisitazione della serie, il gameplay è stato completamente ricostruito e tra i vari cambiamenti è inclusa l’arma principale: Kratos, infatti, oltre a utilizzare le sue doppie lame incatenate (le Lame del Caos), utilizza un'ascia da battaglia magica chiamata Leviatano. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il gioco utilizza una telecamera libera sopra le spalle, in contrasto con la telecamera cinematografica fissa vista nei capitoli precedenti; ci sono poi anche elementi presenti nei giochi di ruolo, come il potenziamento delle caratteristiche e le interazioni con Atreus, in grado di fornire assistenza durante il gioco. Un breve gioco testuale chiamato God of War: A Call from the Wilds è stato pubblicato il 1º febbraio 2018 attraverso Facebook Messenger e segue Atreus nella sua prima avventura nella selvaggia terra norrena. Una versione per Microsoft Windows è stata rilasciata il 14 gennaio 2022.
Trama Sono passati diversi anni da quando Kratos si è finalmente preso la sua tanto agognata vendetta contro gli dei dell'Olimpo, uccidendoli uno dopo l'altro e portando l'antica Grecia alla rovina. Sopravvissuto allo scontro finale con Zeus, sovrano dell'Olimpo nonché suo padre, e al proprio conseguente sacrificio per donare la speranza all'umanità, lo spartano fuggì dall'ormai devastata Grecia e viaggiò verso nord raggiungendo la terra delle antiche divinità norrene e si stabilì in questa nuova e selvaggia patria, conducendo una vita tranquilla con la sua nuova famiglia. Di essa fa adesso parte solo il giovane figlio Atreus, con il quale Kratos si prepara ad affrontare un lungo viaggio per onorare l'ultimo desiderio in punto di morte di Faye, nuova moglie dello spartano e madre del giovane Atreus: che le sue ceneri vengano sparse sulla cima della vetta più alta dei Nove Regni norreni.
Dopo aver ultimato i preparativi per il funerale di Faye, Kratos e Atreus cremano la donna e ne recuperano le ceneri, per poi decidere di andare subito a caccia, affinché Kratos possa sapere se Atreus è pronto a compiere il lungo viaggio. Durante la battuta di caccia, vengono assaliti da alcuni draugr e un troll. Kratos nota l'inesperienza del figlio e decidono di ritornare a casa una volta terminato lo scontro. Durante una discussione, lo spartano e il figlio vengono interrotti dall'arrivo di uno sconosciuto, il quale sembra conoscere la verità su di lui e sul suo passato. Kratos inizia a combattere contro lo sconosciuto (che ricorre ai suoi poteri divini), e, nella difficoltà del combattimento contro un avversario invincibile che appare non provare dolore, sfrutta la propria furia, tenuta fino a quel momento sotto controllo, per spezzargli il collo e gettarlo in una profonda faglia creatasi nel combattimento.
Conscio del pericolo, Kratos recupera Atreus dall'abitazione, e i due partono verso la montagna più alta di Midgard. Durante la scalata, i due affrontano diversi nemici, fra cui un secondo troll, e fanno conoscenza di un nano fabbro, Brok, il quale potenzia l'ascia del Leviatano, la nuova arma di Kratos, un tempo appartenuta alla moglie e creata per lei dallo stesso nano. Durante una seconda battuta di caccia a un cinghiale, il duo incontra una strega dei boschi, la quale mostra di conoscere la vera natura di Kratos, e avverte quest'ultimo dell'arrivo degli Aesir e della necessità di rivelare al figlio la sua vera natura. Dopo aver aiutato la strega a curare il cinghiale catturato, Kratos e Atreus riprendono il viaggio, e navigando fino al Lago dei Nove, svegliano il Serpente del Mondo, Jormungandr, che si dimostra amichevole. Il suo risveglio fa riemergere il Tempio di Týr (punto di collegamento fra i nove regni), rimasto sommerso per molti anni a causa dell'innalzamento del livello dell'acqua causato dal precedente inabissamento del Serpente. Terminato l'attraversamento del ponte del Lago dei Nove, i due guerrieri incontrano il nano Sindri, fratello di Brok da lui separatosi per divergenze professionali, il quale decide di potenziare ulteriormente l'ascia di Kratos, creata assieme al fratello, per rispetto nei confronti della defunta Faye. Continuando la scalata, Kratos e Atreus sono obbligati a fermarsi a causa di una nube nera, l'Alito Nero, posta da Odino per ostacolare la scalata della montagna. Qui vengono raggiunti dalla strega, la quale li avverte che solo la luce di Alfheim, il regno degli elfi, è abbastanza potente da dissipare l'Alito Nero. Kratos, Atreus e la strega tornano pertanto al Lago dei Nove e risvegliano il tempio di Týr con il Bifrost, poi viaggiano verso il regno di Alfheim; tuttavia, la strega, che aveva nel mentre concesso ad Atreus la propria corda d'arco per poter ospitare in futuro piccole quantità di Luce di Alfheim e attivare cristalli di luce, viene risucchiata nuovamente a Midgard, a causa di una maledizione lanciata da Odino che le impedisce di lasciare quest'ultimo regno.
Giunti nel nuovo regno, Kratos e Atreus si fanno strada sbaragliando l'esercito degli Elfi oscuri, che i due scoprono essere in guerra, ormai al termine, con gli Elfi chiari. I due entrano nel tempio ad anelli che conserva la luce di Alfheim, liberano questa dal controllo degli Elfi oscuri e uccidono il re di questi ultimi (che misteriosamente afferma che così facendo i due hanno compiuto un grave errore), ribaltando le sorti della guerra tra elfi e ricaricano il Bifrost. Per farlo, Kratos entra nella luce, dove sperimenta una visione dei vari luoghi del viaggio mentre si ode un canto di struggente bellezza, passati e futuri, per esaudire l'ultimo desiderio di Faye e ode le parole confessate alla defunta madre in assenza del padre da uno sconsolato Atreus: nella visione, il giovane, disperato per la perdita di Faye, accusa il padre di non cercare nemmeno di capirlo, ma decide che, nel caso ciò accadesse, egli tenterà a sua volta di comprendere il padre.
Quando Kratos allunga la mano per toccare la visione nella luce, Atreus, con grandi difficoltà, trascina il padre fuori da essa: un furibondo Kratos chiede al figlio il motivo per cui lo ha tirato fuori, ma, vedendo i cadaveri degli Elfi oscuri, si rende conto che il tempo è trascorso molto più lentamente nella luce, lasciando da solo il ragazzo e in balia del pericolo, con grande rabbia del giovane. Padre e figlio hanno poi una discussione, sulla via del ritorno per Midgard, in cui Atreus rinfaccia al padre di non provare dolore per la perdita della madre, ma questi lo redarguisce severamente, rivelando che anche lui sta soffrendo per la morte di Faye, ma che ha bisogno di rimanere vigile fino alla fine del loro viaggio. Questa discussione permette ad Atreus di capire un po' meglio suo padre, avvicinandoli di più.
Dopo aver dissipato l'Alito Nero, Kratos e Atreus riprendono la loro scalata della montagna, scontrandosi nel frattempo con un altro troll e con il drago di fulmini Hraezlyr, il quale li attacca mentre sono nella caverna, e che uccidono per salvare Sindri, il quale, riconoscente, potenzia l'arco di Atreus con uno dei denti del drago e gli dona delle frecce in vischio. Riescono a raggiungere la cima, ma una volta arrivati su di essa, ascoltano una conversazione tra lo sconosciuto, incredibilmente vivo, e due suoi alleati con un uomo imprigionato in un albero, il quale sbeffeggia i suoi detrattori, mandandoli via. Dopo che lo Straniero abbandona il luogo, Kratos e Atreus incontrano l'imprigionato, il quale si presenta come Mimir, l'uomo più sapiente di tutti i Regni, il quale rivela loro che lo straniero è Baldur, un Aesir e figlio di Odino, mentre i due alleati sono i figli di Thor, Magni e Modi. Kratos e Atreus spiegano all'uomo la loro missione, ma questi rivela anche che la vetta più alta di tutti i Nove Regni si trova in realtà a Jötunheim, e che tutti gli accessi sono stati bloccati da una runa segreta per impedire a Odino e Thor di raggiungere il regno dei giganti. Mimir, però, conosce un altro passaggio, pertanto Kratos lo libera, decapitandolo e portando la sua testa alla strega, che riesce a rianimarla. La conversazione tra i due rivela che la strega è in realtà Freya, una dea Vanir nonché ex sposa di Odino. Kratos, a causa del suo rapporto non molto sano con gli dei, diffida immediatamente di lei e si allontana, ma sia Freya sia Mimir lo avvertono di raccontare ad Atreus la sua vera natura di dio, cosa che Kratos gli tiene segreta.
Insieme a Mímir, il trio raggiunge un ponte del tempio di Týr per poter chiedere informazioni a Jormungandr su come raggiungere il regno dei Giganti. Solo il sapiente Mimir conosce la lingua dei giganti parlata dal serpente (quest'ultimo lo è egli stesso). Il serpente rivela di conoscere la recente perdita di Kratos e Atreus e accetta di aiutarli, così i tre partono alla ricerca dello scalpello magico nei pressi del cadavere del gigante Thamur per aprire il portale di Jötunheim, ma vengono raggiunti da Magni e Modi, i quali ingaggiano battaglia. Nello scontro, Kratos uccide Magni, mentre Modi abbandona il combattimento. Qui Atreus inizia a manifestare i sintomi di una malattia, i quali esplodono a causa un'imboscata al tempio da parte di Modi. Kratos lo respinge, ma Atreus crolla malato a causa di una contraddizione mentale di un dio che crede di essere mortale. Kratos, su consiglio di Mimir, chiede aiuto a Freya, la quale lo informa che per salvare il ragazzo necessita del cuore del Guardiano di Helheim, l'oltretomba norreno; tuttavia questo regno è preda di un gelo perenne, pertanto l'ascia di Kratos è inutile in un luogo del genere. Kratos realizza che ha bisogno di un'altra arma e torna a casa, dove viene perseguitato dal fantasma di Atena mentre riprende le sue antiche armi, le Lame del Caos, infuse del fuoco primordiale. Giunti nel regno di Helheim, Kratos affronta il troll a guardia del regno e lo uccide, recuperando il cuore, ma sperimenta le visioni che tormentano le anime dannate del regno, vedendo suo padre Zeus, cosa che fa capire a Mimir la sua vera identità, il leggendario Fantasma di Sparta. Aveva comunque già capito che era un greco quando aveva pronunciato il nome di Atena.
Recuperato il cuore, Kratos ritorna da Freya e questa guarisce Atreus, al quale lo spartano decide di rivelare la loro reale natura divina. Kratos e Atreus riprendono il viaggio, recuperando la runa segreta dal tempio di Týr. Durante il viaggio verso la cima della montagna però, Atreus inizia a cambiare diventando arrogante e presuntuoso, credendosi invincibile, visto che ha scoperto di essere una divinità, al punto da uccidere un già sconfitto Modi, il quale si era ripresentato a loro colmo di rabbia dopo che il padre Thor lo aveva picchiato per il suo fallimento e la perdita del fratello, cosa che sconvolge Kratos.