Larcidiocesi di Lucca () è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2023 contava 309.700 battezzati su 316.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo Paolo Giulietti.

Territorio L'arcidiocesi comprende la provincia di Lucca, con le eccezioni di parte del comune di Altopascio (di cui comprende solo la frazione di Badia Pozzeveri) e Montecarlo che appartengono alla diocesi di Pescia e i comuni di Barga, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e parte di Stazzema, che appartengono all'arcidiocesi di Pisa. Fa parte dell'arcidiocesi lucchese anche la parte occidentale del comune di Pescia in provincia di Pistoia (parrocchie di Collodi, Veneri, Aramo, Fibbialla di Medicina, Medicina, Pontito, San Quirico di Valleriana e Stiappa).

Sede arcivescovile è la città di Lucca, dove si trova la cattedrale di San Martino. L'arcidiocesi comprende anche quattro basiliche minori: San Paolino e San Frediano a Lucca, Sant'Andrea e San Paolino a Viareggio.

Parrocchie e zone pastorali

Il territorio è suddiviso in 362 parrocchie, raggruppate in 11 zone pastorali:

Area Sinodale di Lucca Zona urbana di Lucca-10 parrocchie Zona suburbana I-23 parrocchie Zona di Moriano-25 parrocchie Zona di Valfreddana-23 parrocchie Area Sinodale di Capannori Zona suburbana II-24 parrocchie Zona suburbana III-18 parrocchie Zona di Segromigno, Villa Basilica, Valleriana-24 parrocchie Area Sinodale di Castelnuovo-Bagni di Lucca Zona della Garfagnana-108 parrocchie Zona di Valdiserchio-60 parrocchie Area Sinodale di Camaiore, Massarosa, Viareggio Zona di Camaiore-Massarosa-33 parrocchie Zona di Viareggio-14 parrocchie

Storia La diocesi di Lucca fu eretta nel I secolo. Secondo la tradizione protovescovo sarebbe stato san Paolino, inviato a Lucca dallo stesso apostolo san Pietro e martirizzato all'epoca dell'imperatore Nerone.

Un catalogo episcopale di Lucca, scoperto tra i manoscritti dell'archivio capitolare, riporta il nome di 15 vescovi. Di questi, sei vescovi sono riscontrabili anche in altre fonti: ciò rende plausibile l'autenticità storica anche degli altri nove. Tutti sono precedenti la metà del VII secolo: infatti il catalogo non menziona il vescovo Leto, che sottoscrisse il sinodo di Roma nel 649 e nemmeno il vescovo Eleuterio, presente ad un altro sinodo romano del 680.

Storicamente la più antica menzione di un vescovo di Lucca è quella di Maximus a Tuscia de Luca, che sottoscrisse gli atti del concilio di Sardica (circa 343). Le ricerche archeologiche attestano l'antichità della chiesa di Lucca, grazie agli scavi condotti sotto la basilica di Santa Reparata, che hanno portato in luce i resti di un battistero databile al IV secolo e di una basilica a tre navate risalente al V secolo.

Fin dall'inizio la sede episcopale è stata immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Nel 683 fu consacrata la chiesa dedicata a san Frediano, eretta su un'altra più antica dedicata ai santi martiri Lorenzo, Vincenzo e Stefano. Nello stesso anno la chiesa fu affidata ai monaci guidati dall'abate Babbino. Verrà poi ricostruita nel XII secolo e consacrata da papa Eugenio III.

Con l'occupazione longobarda Lucca divenne sede di un importante ducato e negli anni successivi il territorio della diocesi fu notevolmente ampliato. Verso Sud infatti, attraverso il medio Valdarno, la giurisdizione dei vescovi di Lucca si spingeva in Valdera e Val d'Elsa e arrivava alla Maremma fino a Roselle, attuale Grosseto e, sul litorale, ai centri di Gualdo, Populonia e Monteverde; anche numerose proprietà abbaziali poste in territorio senese appartenevano alla giurisdizione lucchese. La diocesi di Lucca confinava ad est con la diocesi di Pistoia e Firenze; verso Sud toccava il Valdarno inferiore, la Val d´Elsa e la Val d´Era con i territori di Montopoli, Santa Croce sull'Arno, e Fucecchio, ed il castello di San Miniato al Tedesco; a nord con l'antica Luni e con la diocesi di Modena; ad ovest con la diocesi di Pisa. La più antica descrizione della diocesi risale al 1260 ed è contenuta nel Libellus extimi Lucane Dyocesis, documento che elenca tutte le chiese, i monasteri e i luoghi di culto con rendite, redatto in occasione della raccolta di una decima papale.

La cattedrale, dedicata a san Martino di Tours, fu consacrata nel 1070 dal papa Alessandro II, il quale era anche vescovo di Lucca.

Tra il 1081 e il 1086 ebbe luogo lo scisma di Lucca, un episodio della lotta per le investiture. Sulla cattedra lucchese si installò lo scismatico Pietro, consacrato dall'antipapa Clemente III il 25 luglio 1081 grazie al supporto dell'imperatore Enrico IV di Franconia. Il vescovo Anselmo II nel 1081 abbandonò la città. Lo scisma perdurò fino che il vescovo Gottifredo, sostenuto dalla contessa Matilde di Canossa, poté rientrare in città, nell'ottobre del 1092.Iacopo Fulgeri, Le scritture dei canonici lucchesi nei secoli, tesi AA. 2016/2017, p. 24

Nel 1120 papa Callisto II concesse ai vescovi di Lucca l'uso del pallio, del pileolo o zucchetto rosso (a quel tempo insegna cardinalizia) e della croce astile metropolitica. Un altro privilegio singolare era l'incendio della stoppa al Gloria durante la Messa pontificale. Nel 1387 l'imperatore Carlo IV concesse ai vescovi di Lucca il diritto di conferire lauree in utroque iure, filosofia e medicina, di nominare notai e cavalieri e di legittimare i bastardi.

Dal 1357 sono documentate le visite pastorali, che sono conservate presso l'archivio vescovile fino all'annata 1972.

I vescovi di Lucca godevano dei titoli di principe del Sacro Romano Impero, conte palatino, conte di Diecimo, Piazza e Sala di Garfagnana. Nel 1726 i vescovi persero la giurisdizione temporale sulle terre della cosiddetta Contea vescovile,I territori della contea comprendevano i paesi di Diecimo, Sesto, Aquilea, Santo Stefano, San Quirico, San Cassiano, San Lorenzo e San Michele di Moriano. che i vescovi avevano per antichi privilegi imperiali fin dal Medioevo, a favore della repubblica di Lucca.

Con la nascita del Granducato di Toscana, cui Lucca resterà estranea, l'enorme diocesi fu progressivamente smembrata per motivi eminentemente politici. Infatti si finì per far coincidere, dopo secoli di aggiustamenti, il territorio diocesano con quello della Repubblica di Lucca. Benedetto XIII, il 17 marzo 1726, eresse la diocesi di Pescia: l'antico piviere, con oltre 60 chiese della Valdinievole e della Valleriana, era stato elevato alla dignità di prepositura nullius dioecesis da papa Leone X il 25 settembre 1519. Gregorio XV il 9 dicembre 1622, su istanza di Maria Maddalena d'Austria, granduchessa di Toscana, staccò 118 chiese dalla giurisdizione del vescovo di Lucca per creare la diocesi di San Miniato.

L'11 settembre 1726 la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi, non metropolitana, con la bolla Inscrutabili divinae di papa Benedetto XIII.

Il 26 maggio 1754 papa Benedetto XIV concesse alla repubblica di Lucca il privilegio, durante la vacanza della sede, di presentare una terna di nomi, dai quali i pontefici sceglievano poi i futuri nuovi arcivescovi. Il primo arcivescovo nominato con questa nuova procedura fu Giovanni Domenico Mansi, erudito e autore della Sacrorum Conciliorum Nova Amplissima Collectio.

Pio VI, il 18 luglio 1789, soddisfacendo alla richiesta di Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, concesse a Pisa i vicariati di Barga e di Pietrasanta e la parrocchia di Ripafratta, mentre, a Lucca passarono sette parrocchie in precedenza di pertinenza pisana: Massaciuccoli, Bozzano, Balbano, Chiatri, Quiesa, Castiglioncello, Torre del Lago.

Papa Leone XII nel 1823 staccò da Lucca 41 parrocchie e 7 cure appartenenti al vicariato di Garfagnana e al priorato di Castiglione e le unì alla diocesi di Massa (oggi Massa Carrara-Pontremoli). Pio IX, il 17 dicembre 1853, unì alla diocesi di Massa le parrocchie del vicariato di Gallicano con Cardoso, Bolognana, Verni, Perpoli, Campo di Perpoli, Fiattone, Lupinaia, Treppignana, Riana.

Per ragioni pastorali nel 1955 la parrocchia di Palagnana passò dall'arcidiocesi di Pisa a quella di Lucca.

Il 5 settembre 1992 l'arcidiocesi si è nuovamente estesa al vicariato della Garfagnana (comprensivo di 106 parrocchie), che era appartenuto alla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.Cfr. decreto Pastoralis collocatio della Congregazione per i Vescovi ed elenco delle parrocchie in AAS 85 (1993), pp. 205-212.

Nel 2021, su impulso dell'arcivescovo Paolo Giulietti, l'arcidiocesi ha avviato il progetto Lucensis: progetto pastorale di ecologia integrale volto alla riduzione dell'impatto ambientale delle attività diocesane e delle parrocchie, alla promozione di comunità energetiche rinnovabili e solidali e alla creazione di un modello di CERS replicabile.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. San Paolino † (I secolo) San Valerio †Secondo Lanzoni (op. cit., pp. 594-595), questo vescovo, il cui nome compare in un'iscrizione del 1201, potrebbe essere lo stesso Valeriano del manoscritto dell'archivio capitolare, successore di san Frediano. Massimo † (menzionato nel 343 circa)Un Maximus a Tuscia de Luca era presente al concilio di Sardica (cfr. Lanzoni, p. 590). San Teodoro † (prima del VII secolo)Un sanctus Theodorus episcopus lucanae civitatis è ricordato per la prima volta come contitolare della chiesa lucchese di San Donato nell'887 (cfr. Lanzoni, p. 590). Lorenzo † (menzionato nel 556 circa)Secondo Duchesne, è il vescovo della Tuscia Annonaria a cui scrisse una epistola papa Pelagio I (cfr. Lanzoni, p. 590). Ossequenzio †Predecessore immediato di san Frediano. San Frediano † (? - prima del 593 deceduto)Di lui parla papa Gregorio I in una lettera del 593, dalla quale si evince che era morto da poco tempo. Valeriano †Successore immediato di san Frediano. Paterno † (tra III e VII secolo) Pisano † (tra III e VII secolo) Vindicio † (tra III e VII secolo) Probino † (tra III e VII secolo) Aureliano † (tra III e VII secolo) Nunnoso † (tra III e VII secolo) Dicenzio † (tra III e VII secolo) Avenzio † (tra III e VII secolo) Abbondazio † (tra III e VII secolo) Leto † (menzionato nel 649) Eleuterio † (menzionato nel 680) Felice † (prima del 685 - dopo il 686) Balsari † (menzionato nel 700) Talesperiano † (prima del 713/714 - dopo dicembre 729) Walprando † (prima del 737 - dopo il 754) Peredeo † (prima di settembre 755 - dopo febbraio 779) Giovanni I † (prima di settembre 781 - dopo novembre 800) Jacopo I † (prima di luglio 801 - luglio-novembre 818 deceduto) Pietro I † (prima di giugno 819 - dopo gennaio 834) Berengario I † (prima di novembre 837 - dopo giugno 843) Ambrogio † (prima di dicembre 843 - dopo febbraio 852) Geremia Aldobrandeschi † (prima di dicembre 852 - dopo novembre 867) Gherardo I † (prima di giugno 869 - dopo novembre 895) Pietro II † (prima di ottobre 896 - dopo ottobre 932) Corrado † (prima di maggio 935 - dopo aprile 964) Aghino † (menzionato nel 967) Adalongo † (prima di agosto 968 - dopo giugno 978) Guido I † (prima di febbraio 979 - dopo ottobre 981) Teudigrimo † (prima di maggio 983 - dopo maggio 987) Isalfredo † (prima di aprile 988 - dopo dicembre 989) Gherardo II † (prima di gennaio 991 - dopo giugno 1003) Rodilando † (menzionato nel 1005) Grimizzo † (prima di marzo 1014 - 22 ottobre 1022 deceduto) Giovanni II † (prima di settembre 1023 - 28 maggio 1056 deceduto) Anselmo I † (prima del 23 marzo 1057 - 21 aprile 1073 deceduto)Eletto papa il 30 settembre 1061 con il nome di Alessandro II, mantenne la guida della diocesi di Lucca anche dopo l'ascesa al soglio pontificio. Sant'''Anselmo II † (aprile o maggio 1073 - 18 marzo 1086 deceduto) Pietro † (?) (antivescovo) Gottifredo † (prima del 4 luglio 1091 - 28 febbraio ? deceduto) Rangerio † (prima del 18 agosto 1097 - 25 gennaio 1112 deceduto) Rodolfo † (prima del 18 maggio 1112 - 1º dicembre 1118 deceduto)