Il Wei del nord (北魏3 Wei4|p=Běi Wèi), noto anche come Tuoba Wei (拓跋魏), Tardo Wei (後魏) o Yuan Wei (元魏), fu una dinastia ed un regno derivato dal clan Tuoba di Xianbei, che governò la Cina dal 386 al 534 (de jure sino al 535), durante il periodo delle Dinastie del nord e del sud. Descritto come "parte di un'era di tumulti politici e di intensi cambiamenti sociali e culturali",Katherine R. Tsiang, p. 222 la dinastia del Wei del nord è particolarmente nota per aver unificato il nord della Cina nel 439: questo periodo introdusse idee non note in precedenza in Cina come ad esempio il Buddhismo.

Durante il periodo Taihe (477-499) l'imperatore Xiaowen, introdusse una serie di riforme e cambiamenti che portarono la dinastia a spostare la capitale da Datong a Luoyang, nel 494. I Tuoba si rinominarono Yuan come parte di una sistematica cinesizzazione. Sul finire della dinastia vi fu un notevole dissenso interno che portò poi alla divisione tra Wei orientale e Wei occidentale.

Molte opere d'arte antica, sia taoiste che buddhiste, del periodo sono giunte sino ai nostri giorni. Fu questo il periodo della costruzione delle Grotte di Yungang presso Datong, a metà del V secolo e delle Caverne di Longmen appena fuori della capitale di Luoyang, nelle quali si trovano ancora oggi più di 30.000 immagini di Buddha risalenti al periodo.

Storia L'ascesa dei Tuoba Xianbei La dinastia Jìn aveva sviluppato una alleanza con i Tuoba Xianbei contro lo Stato di Han Zhao. Nel 315 il capo Tuoba ottenne il titolo di principe di Dai. Dopo la morte del suo principe fondatore, Tuoba Yilu, ad ogni modo, lo Stato Dai era stagnante ed era in parte alleato ed in parte tributario del Tardo Zhao e del Primo Yen, cadendo infine nelle mani dell'Primo Qin nel 376.

Dopo che l'imperatore del Primo Qin, Fu Jiān, venne sconfitto dalle forze Jin nella Battaglia del fiume Fei nel suo fallito tentativo di unificare la Cina, il Primo Qin iniziò a disgregarsi. Dal 386, l'imperatore Tuoba Gui, figlio (o nipote) di Tuoba Shiyijian (ultimo principe di Dai), riprese l'indipendenza di Tuoba inizialmente come principe di Dai. Poi cambiò il suo titolo in principe di Wei ed il suo Stato iniziò ad essere noto come Wei del nord. Nel 391, Tuoba Gui sconfisse le tribù Rouran ed uccise il loro capo, Heduohan, costringendo i Rouran stessi a migrare verso ovest.

Inizialmente il Wei del nord era vassallo del Tardo Yan, ma dal 395 gli si ribellò e dal 398 aveva già conquistato gran parte del Tardo Yan a nord del Fiume Giallo. Nel 399 Tuoba Gui si dichiarò imperatore col nome di Daowu, e tale titolo venne poi utilizzato da tutti i suoi successori per tutta l'esistenza dello Stato. In quello stesso anno sconfisse le tribù Tiele presso il Deserto del Gobi.

Le tradizioni All'inizio della sua storia il Wei del nord venne permeato da una serie di tradizioni fortemente derivate dalla tribù Xianbei e da altre meno usuali, come ad esempio:

Gli ufficiali non ricevevano salario, ma potevano requisire il necessario per vivere direttamente dalla popolazione che governavano. Col progredire della storia dello Stato questo fatto divenne sempre più un problema, ma ci volle fino al II secolo perché si giungesse alla concessione di un salario. Le imperatrici non erano nominate secondo il favore imperiale o la nobiltà di nascita, ma le candidate dovevano prendere parte ad una cerimonia dove erano chiamate a forgiare personalmente una statua d'oro per ottenere il favore degli dei. Solo la candidata che fosse riuscita a produrre il prodotto migliore sarebbe divenuta imperatrice. Tutti gli uomini, senza differenze di etnia, avevano l'obbligo di portare i capelli uniti in una singola coda che doveva essere arrotolata e posta sul capo, il quale poi doveva essere coperto da un capello. Quando un principe ereditario veniva nominato, sua madre, se ancora viva, era obbligata a suicidarsi (alcuni storici credono che tale credenza non fosse derivata dai Tuoba ma piuttosto sia stata una istituzione dell'imperatore Daowu basata sull'esecuzione da parte dell'imperatore Wu di Han della sua consorte concubina favorita Zhao, madre del figlio minore Liu Fuling (poi imperatore Zhao), prima di nominare il principe ereditario Fuling.) Dal momento che gli imperatori non avevano mai una madre mentre erano in vita a governare, spesso onoravano la loro balia col titolo onorifico di "Balia Imperatrice Vedova" (保太后, bǎo tài hòu).

Col progredire della cinesizzazione dello Stato Wei del nord, queste tradizione col tempo vennero gradualmente abbandonate.

Organizzazione dei contadini (三長) Cinque famiglie formavano un sobborgo (lin)* Jacques Gernet (1972). "A History Of Chinese Civilization". Cambridge University Press. Cinque lin formavano un villaggio (li) Cinque li formavano un comune (tang)

A ciascuno di questi livelli, venivano nominati dei capi scelti dal governo. Lo Stato sviluppò questo sistema anche per dividere le terre secondo gli uomini in età tale da essere in grado di governarle. Le dinastie Sui e Tang successivamente ripresero questo sistema nel VII secolo.

Deportazioni Durante il regno dell'imperatore Daowu (386-409), il numero totale delle persone deportate nelle regioni orientali dal Taihangshan (già territorio del Tardo Yan) a Datong furono circa 460.000. Le deportazioni erano tipiche quando un nuovo territorio veniva conquistato. Deportazioni della dinastia del Wei del nordAnnoPopoloNumeroDestinazione 398 Xianbei di Hebei e dello Shandong del nord 100.000 Datong 399 Grandi famiglie cinesi 2000 famiglie Datong 399 Contadini cinesi da Henan 100.000 Shanxi 418 Xianbei di Hebei ? Datong 427 Popolazione del regno di Xia 10.000 Shanxi 432 Popolazione di Liaoning 30.000 famiglie Hebei 435 Popolazione di Shaanxi e Gansu ? Datong 445 Contadini cinesi di Henan e Shandong ? A nord del Fiume Giallo 449 Artigiani di Chang'an 2000 famiglie Datong

Sinizzazione Col crescere dello Stato del Wei del nord, il desiderio degli imperatori per avere dei consiglieri e delle istituzioni sul modello degli Han crebbe. Cui Hao (381-450), consigliere della corte di Datong, giocò una notevole parte in questo processo. Egli introdusse infatti metodi amministrativi e codici penali in uso agl Han anche nel Wei settentrionale, oltre a creare una teocrazia taoista che perdurò sino al 450. L'attrazione per i prodotti della cultura Han, il gusto della corte reale per il lusso, il prestigio della cultura cinese del tempo, ed il Taoismo furono tutti fattori tipici della crescita dell'influenza cinese nello Stato del Wei settentrionale. L'influenza cinese si accelerò con lo spostamento della capitale a Luoyang nel 494 mentre l'imperatore Xiaowen continuò tale politica con una sistematica sinizzazione che venne continuata anche dai suoi successori. Le tradizioni Xianbei vennero in larga parte abbandonate. La famiglia reale prese la sinizzazione come obbiettivo per mutare il proprio nome in Yuan. I matrimoni con famiglie cinesi vennero fortemente incoraggiati. Per questo, templi buddisti iniziarono ad apparire un po' ovunque, spiazzando il taoismo come religione di stato. I tempi, spesso creati lussuosi e stravaganti sia dentro che fuori, erano delle autentiche opere d'arte e religione insieme. Sempre dal 460 in poi, gli imperatori iniziarono ad erigere colossali statue di Buddha scolpite presso la loro capitale Pingcheng che dichiaravano gli imperatori come rappresentanti di Buddha e quindi legittimi governanti della Cina.

Il Wei del nord iniziò ad organizzare dei matrimoni per l'élite cinese ed unirla con la famiglia reale Tuoba dagli anni ottanta del V secolo. Alcuni cinesi Han esiliati ma appartenenti alla nobiltà o addirittura alla famiglia reale vennero nello Xianbei. Molte figlie dell'imperatore Xiaowen del Wei del nord sposarono membri dell'élite cinese Han, come ad esempio Liu Song (刘辉), che sposò la principessa Lanling (蘭陵公主) del Wei del nord, La principessa Huayang (華陽公主) sposò Sima Fei (司馬朏), discendente dei re Jìn, la principessa Jinan (濟南公主) sposò Lu Daoqian (盧道虔), la principessa Nanyang (南阳长公主) sposò Xiao Baoyin (萧宝夤), membro della casata reale del Qi del sud. la sorella dell'imperatore Xiaozhuang del Wei del nord, la principessa Shouyang, venne sposata al figlio dell'imperatore Wu di Liang, Xiao Zong 蕭綜.

Quando la dinastia Jin oriental terminò, il Wei del nord ricevette il principe Sima Chuzhi (司馬楚之) come rifugiato. Una principessa del Wei del nord sposò Sima Chuzhi, dando poi alla luce Sima Jinlong (司馬金龍). La figlia di Xiongnu, re del Liang del nord, Juqu Mujian, sposò Sima Jinlong.

Gli otto cognomi nobili del Wei del nord furono Buliugu (步六孤), Helai (賀賴), Dugu (獨孤), Helou (賀樓), Huniu (忽忸), Qiumu (丘穆), Gexi (紇奚) e Yuchi (尉遲), adottando sempre cognomi cinesizzati.

La questione religiosa rimaneva comunque aperta e durante il regno di Taiwu, Kou Qianzhi, i Maestri Celesti e Cui Hao complottarono un piano anti-buddista. I Maestri Celesti indicarono la persecuzione dei buddisti come un modo per tornare alla vera religione sotto l'imperatore Taiwu. L'anti-buddismo era la posizione di Kou Qianzhi, ma ad ogni modo non vi fu alcun bando per i Maestri Celesti malgrado le continue pressioni di Cui Hao e Kou Qianzhi per una campagna anti-buddista.

Rottura e divisione

La pesante influenza cinese aveva ormai permeato completamente lo Stato del Wei del nord come pure la corte e gli alti ranghi dell'aristocrazia locale. LE armate a guardia della frontiera settentrionale dell'impero come pure il popolo Xianbei erano però molto meno cinesizzati ed iniziarono a sentire una certa ostilità nei confronti della società governante. Già all'inizio della storia del Wei del nord, la difesa del confine a nord contro i Rouran era stata fortemente enfatizzata, ed i compiti militari al nord erano considerati un onore che poteva vantare alto riconoscimento presso il popolo. Ma con la cinesizzazione dell'imperatore Xiaowen, il servizio militare, ed in particolare quello al confine nord, non era più considerato così importante né così onorifico come in passato, e le tradizionali famiglie guerriere Xianbei persero il rispetto di cui godevano e molti dei loro privilegi tradizionali; queste famiglie guerriere che costituivano l'aristocrazia della parte settentrionale del regno ora si trovavano nella classe più bassa della gerarchia.

Nel 523, scoppiarono delle ribellioni nei sei maggiori villaggi di guardia alla frontiera del nord e si diffusero in breve tempo ovunque. Queste ribellioni perdurarono per decenni. Esacerbata dalla situazione, l'imperatrice vedova Hu avvelenò il proprio figlio l'imperatore Xiaoming nel 528 dopo che questi aveva mostrato disappunto perché lei si occupasse degli affari di stato, avendo egli raggiunto ormai l'età per governare da solo l'impero, scrollandosi di dosso la reggenza della madre che per un decennio lo aveva costretto ad una scomoda co-reggenza. Avendo saputo della morte del diciottenne imperatore, il generale Erzhu Rong, che già si era mobilitato su ordine segreto dell'imperatore per supportarlo nella sua eventuale lotta contro l'imperatrice vedova Hu, si mosse verso Luoyang. Annunciando di voler installare un nuovo imperatore prescelto secondo l'antico metodo Xianbei, Erzhu Rong convocò gli ufficiali della città. Al loro arrivo, ad ogni modo, disse loro che sarebbero stati in realtà puniti per il loro cattivo comportamento e li sterminò facendoli a pezzi e gettando l'imperatrice Hu ed il suo candidato Yuan Zhao nel Fiume Giallo. Si dice che quella fu l'occasione in cui vennero eliminati 2000 cortigiani con un massacro che durò per tredici giorni nel secondo mese dell'anno 528.1300 o 2000 secondo le differenti versioni del Wei Shu, see W. J. F. Jenner, Memories of Loyang: Yang Hsuan-chih and the lost capital (493-534), Clarendon Press, Oxford, 1981, p. 90.

I due generali