Le opinioni ebraiche nei riguardi della schiavitù sono variate sia religiosamente che storicamente. I testi religiosi dell'ebraismo contengono numerose leggi che regolano la proprietà e il trattamento da concedere agli schiavi; le argomentazioni che contengono tali regolamenti includono la Tanakh (Bibbia ebraica), il Talmud, la Mishneh Torah di Mosè Maimonide (XII secolo) e il Shulchan Aruch di Joseph ben Ephraim Karo (XVI secolo). Le leggi originarie sulla schiavitù israelitiche trovate nella Bibbia ebraica assomigliano a quella fatte promulgare nel XVIII secolo a.C. da HammurabiHastings, p 619.

I vari regolamenti sono mutati anche sensibilmente nel corso del tempo. La Bibbia ebraica contiene due serie di leggi, una per gli schiavi di Canaan ed una più legittimista per gli schiavi ebrei; dall'epoca del Pentateuco le legislazioni designate per i cananei furono applicate a tutti gli schiavi non ebrei.

Le leggi talmudiche sulla schiavitù, stabilite tra il II e il V secolo, contengono un insieme di regole valide per tutti gli schiavi, anche se vi sono alcune eccezioni in cui gli schiavi ebrei vengono trattati in modo diverso dagli altri. Tali leggi includono anche una pena da assegnare a quei padroni che maltrattano i propri schiavi. Nell'epoca della storia contemporanea, quando il movimento sorto a favore dell'abolizionismo cercò di mettere fuorilegge la schiavitù, i sostenitori dello schiavismo non hanno mancato di utilizzare i passi biblici inerenti per fornire una giustificazione religiosa per il mantenimento della pratica.

Storicamente gli ebrei possedevano e commerciavano schiavi. Sono state pubblicate numerose opere di ricerca storica per controbattere ad uno dei temi propagandistici dell'antisemitismo, quello che vuole una dominazione ebraica nel commercio degli schiavi durante il Medioevo nel continente europeo, in quello africano e nelle AmericheReviewed Work: Jews, Slaves, and the Slave Trade: Setting the Record Straight by Eli Faber by Paul Finkelman. Journal of Law and Religion, Vol 17, No 1/2 (2002), pp 125-28Refutations of charges of Jewish prominence in slave trade: "Nor were Jews prominent in the slave trade." - Marvin Perry, Frederick M. Schweitzer: Antisemitism: Myth and Hate from Antiquity to the Present, p. 245. Palgrave Macmillan, 2002; "In no period did Jews play a leading role as financiers, shipowners, or factors in the transatlantic or Caribbean slave trades. They possessed far fewer slaves than non-Jews in every British territory in North America and the Caribbean. Even when Jews in a handful of places owned slaves in proportions slightly above their representation among a town's families, such cases do not come close to corroborating the assertions of The Secret Relationship." - Wim Klooster (University of Southern Maine): Review of Jews, Slaves, and the Slave Trade: Setting the Record Straight by Eli Faber (2000). "Reappraisals in Jewish Social and Intellectual History", William and Mary Quarterly Review of Books. Volume LVII, Number 1. Omohundro Institute of Early American History and Culture "Medieval Christians greatly exaggerated the supposed Jewish control over trade and finance and also became obsessed with alleged Jewish plots to enslave, convert, or sell non-Jews... Most European Jews lived in poor communities on the margins of Christian society; they continued to suffer most of the legal disabilities associated with slavery. ... Whatever Jewish refugees from Brazil may have contributed to the northwestward expansion of sugar and slaves, it is clear that Jews had no major or continuing impact on the history of New World slavery." - Professor David Brion Davis of Yale University in Slavery and Human Progress (New York: Oxford University Press, 1984), p. 89 (cited in Shofar FTP Archive File: orgs/american/wiesenthal.center//web/historical-facts ) "The Jews of Newport seem not to have pursued the [slave trading] business consistently ... [When] we compare the number of vessels employed in the traffic by all merchants with the number sent to the African coast by Jewish traders ... we can see that the Jewish participation was minimal. It may be safely assumed that over a period of years American Jewish businessmen were accountable for considerably less than two percent of the slave imports into the West Indies" - Professor Jacob R. Marcus of Hebrew Union College in The Colonial American Jew (Detroit: Wayne State University Press, 1970), Vol. 2, pp. 702-703 (cited in Shofar FTP Archive File: orgs/american/wiesenthal.center//web/historical-facts ) "None of the major slave-traders was Jewish, nor did Jews constitute a large proportion in any particular community. ... probably all of the Jewish slave-traders in all of the Southern cities and towns combined did not buy and sell as many slaves as did the firm of Franklin and Armfield, the largest Negro traders in the South." - Bertram W. Korn, Jews and Negro Slavery in the Old South, 1789-1865, in The Jewish Experience in America, ed. Abraham J. Karp (Waltham, Massachusetts: American Jewish Historical Society, 1969), Vol 3, pp 197-198 (cited in Shofar FTP Archive File: orgs/american/wiesenthal.center//web/historical-facts ) "[There were] Jewish owners of plantations, but altogether they constituted only a tiny proportion of the Southerners whose habits, opinions, and status were to become decisive for the entire section, and eventually for the entire country. ... [Only one Jew] tried his hand as a plantation overseer even if only for a brief time." - Bertram W. Korn, "Jews and Negro Slavery in the Old South, 1789-1865", The Jewish Experience in America, ed. Abraham J. Karp (Waltham, Massachusetts: American Jewish Historical Society, 1969), Vol 3, p. 180 (cited in Shofar FTP Archive File: orgs/american/wiesenthal.center//web/historical-facts ), in quanto gli ebrei non ebbero un impatto né significativo né continuo sulla storia della schiavitù nel Nuovo Mondo (vedi Schiavismo nelle colonie spagnole del Nuovo Mondo)Anti-Semitism. Farrakhan In His Own Words. On Jewish Involvement in the Slave Trade and Nation of Islam. Jew-Hatred as History . adl.org (December 31, 2001).. Possedettero in termini generali molti meno schiavi dei non ebrei in tutti i territori del Vicereame della Nuova Spagna ed in nessun periodo svolsero un ruolo di primo piano come finanziatori, armatori o agenti negli scambi durante la tratta atlantica degli schiavi africaniWim Klooster (University of Southern Maine): Review of Jews, Slaves, and the Slave Trade: Setting the Record Straight by Eli Faber . "Reappraisals in Jewish Social and Intellectual History", William and Mary Quarterly Review of Books. Volume LVII, Number 1, Omohundro Institute of Early American History and Culture (2000).

Gli ebrei coloniali continentali americani importarono schiavi africani ad un tasso del tutto proporzionale a quello della popolazione generale. Come venditori il loro ruolo risultò ancora più marginale, anche se il coinvolgimento nel commercio brasiliano (vedi schiavitù in Brasile) e nei Caraibi sembra essere stato notevolmente più significativoThe Columbia History of Jews and Judaism in America, p. 43, by Rabbi Marc Lee Raphael, (Columbia University Press, February 12, 2008); . "During the 1990s, allegations that Jews financed, dominated, and controlled the slave trade captured wide attention and were widely accepted in the African American community (on the latter point, see Henry Louis Gates Jr.'s "Black Demagogues and Pseudo-Scholars", New York Times, July 20, 1992, p A15). Subsequent extensive research demonstrated this was not the case, see David Brion Davis, "Jews in the Slave Trade", Culturefront (Fall 1992): 42-45* Seymour Drescher, "The Role of Jews in the Transatlantic Slave Trade", Immigrants and Minorities 12 (1993): 113-25Eli Faber, Jews, Slaves, and the Slave Trade: Setting the Record Straight (New York, 1998)Saul S. Friedman, Jews and the American Slave Trade (New Brunswick, NJ, 1998).For numerical data demonstrating the minute role played by mainland colonial Jews in the importation of slaves from Africa and the Caribbean and their marginal role as slave sellers, see Faber, Jews, Slaves, and the Slave Trade, pp 131-42"; retrieved from Google Books on January 28, 2013.. Jason H. Silverman, storico della schiavitù, descrive la parte svolta dagli ebrei nel commercio degli schiavi negli Stati Uniti meridionali come "minuscolo" facendo notare che l'aumento storico prima e la caduta della pratica schiavista poi nel profondo Sud non avrebbe mai influenzato gli ebrei in quanto essi non vivevano allora nel Sud americano se non in numeri minimaliRodriguez, p 385.

Gli ebrei rappresentarono l'1,25% di tutti i proprietari di schiavi meridionali e non furono significativamente differenti dagli altri proprietari di ceppo cristiano nel trattamento dei loro servitori forzati.

Esodo La storia dell'esodo dall'antico Egitto, così come essa viene descritta nella Torah, ha modellato il popolo nel corso di tutta la storia degli ebrei. La vicenda narra dell'esperienza occorsa agli israeliti sottomessi alla dominazione egizia, delle punizioni inflitte da Adonai agli egizi per tale motivo ed infine il riscatto e l'uscita dal paese oppressore. La storia narrata dal Libro dell'Esodo è stata interpretata e reinterpretata in ogni epoca e in ogni luogo per adattarsi o sfidare le norme culturali vigentiKushner, 332..

Il risultato nel corso del tempo è stato un aumento costante dell'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo degli schiavi da parte dei loro padroni, prima a favore dei diritti elementari dei servitori coatti ed infine a favore del totale divieto della schiavitù.

Epoca biblica L'antica società israelita permise la schiavitù; tuttavia non fu mai consentito il dominio totale di un essere umano da parte di un altro, quello che invece subirono essi stessi sotto la legge egiziaHezser, p 6Potok, 457-459.. Piuttosto la schiavitù nell'antichità presso gli israeliti fu più vicina a quella che in seguito venne chiamata servitù debitoriaKushner, 457.. Gli schiavi vennero considerati come una parte essenziale della famiglia ebraicaHezser, p 382; vi furono infatti casi in cui - dal punto di vista dello schiavo - la stabilità della servitù sotto una famiglia in cui uno schiavo veniva ben curato, sarebbe stata preferibile alla stessa libertà economicaTigay, 153..

Risulta del tutto impossibile per gli studiosi quantificare il numero di schiavi posseduti dagli ebrei nella società antica israelita, o quale percentuale di famiglie possedesse effettivamente degli schiavi, ma è invero possibile determinare gli impatti sociali, legali ed economici della schiavitùHezser p 23.

La Bibbia ebraica contiene due serie di regole che disciplinano l'istituto della schiavitù; una prima serie riferita agli schiavi ebrei (Libro del Levitico 25: 39-43) ed una seconda serie per gli schiavi cananei (Levitico 25:45-46)Hezser, p 29. La fonte principale di schiavi non ebrei fu, come per tutti gli altri popoli antichi, costituita dai prigionieri di guerra; gli schiavi ebrei invece, a differenza degli altri, lo poterono diventare sia per la povertà estrema (nel qual caso essi si poterono vendere ad un proprietario ebreo) o per l'impossibilità di ripagare un debito contratto.

Secondo la Bibbia ebraica gli schiavi non ebrei furono tratti principalmente dalle vicine nazioni cananeeSchorsch, p 63 e venne prevista una giustificazione religiosa per la loro schiavitù; le regole che governavano i cananei si sarebbero infatti basate su una maledizione rivolta a Canaan, figlio di Cam (Bibbia)Lewis p 5, ma nelle epoche successive le legislazioni sulla schiavitù dei cananei vennero ampliate per potersi applicare anche a tutti gli schiavi non ebreiSchorsch p 63.