La storia delle istituzioni psichiatriche nasce con lo sviluppo degli "asili per lunatici", seguito dalla loro graduale trasformazione nei "manicomi" del XIX secolo, sostituiti infine dai contemporanei ospedali psichiatrici; una tale evoluzione spiega e chiarisce l'ascesa di una psichiatria organizzata e riconosciuta ufficialmente come branca della medicina.

Mentre anche precedentemente esistettero istituti ospitanti gli "insani" (le cosiddette "case dei matti", includenti anche i vagabondi, le prostitute, visionari di ogni tipo e tutti quelli definiti ed etichettati come "anomali", che si sono schierati cioè al di fuori della società costituita), la conclusione tratta dalla maggioranza dei "normali" che l'istituzionalizzazione fosse la soluzione più corretta per trattare le persone considerate squilibrate, "entusiaste", maniache, dementi, furiose, affette da "cretinismo" e da idiozia, asociali, poveri e orfani e vedove senza alcun mezzo di sostentamento, invertiti sessuali (così erano chiamati gli omosessuali un tempo) e affetti da infezioni di origini sessuali, mongoloidi ecc. fece parte di un processo sociale del XIX secolo il quale cercò di rinvenire "soluzioni" al di fuori delle famiglie e delle comunità locali.

In Gran Bretagna all'inizio dell'Ottocento vi erano forse qualche migliaio di lunatici ospitati una varietà d'istituzioni separate, ma all'inizio del XX secolo coloro che erano definiti tali ammontava a circa 100.000. Questo balzo coincise con lo sviluppo dell'alienismo, oggi noto come psichiatria, come specializzazione medica.

Epoca medievale Nel mondo islamico i Bimaristan sono stati variamente descritti dai viaggiatori europei, che hanno descritto tutta la loro meraviglia per la cura e gentilezza dimostrata nei confronti dei lunatici (coloro che erano dominati dalla Luna). Nell'872 Ahmad ibn Tulun istituì un ospedale al Cairo che forniva la "cura per gli insani" la quale includeva anche la "musicoterapia".

Nell'Europa medievale la piccola sottosezione della popolazione dei pazzi che si trovarono internati in ambienti istituzionali esistette in una varietà di ambienti. Porter fornisce esempi di tali luoghi in cui vennero curati coloro che erano definiti insani, ad esempio nel monastero cristiano. Alcune città ebbero delle torri dove vennero custoditi i folli (chiamati Narrenturm in lingua tedesca, "torri dei pazzi").

L'antico ospedale parigino Hôtel-Dieu ebbe a disposizione anche un numero ridotto di celle destinate ai lunatici, mentre la città polacca di Elbląg poteva vantare di una "casa dei pazzi" (Tollhaus) attaccata all'ospedale dell'Ordine teutonicoGary D. Albrecht, Katherine D. Seelman, Michael Bury: Handbook of Disability Studies, p.20 . Lo sviluppo della pratica e della legislazione sulla salute mentale inizia nel 1285 tramite un caso in cui si collegò l'"istigazione del diavolo" con l'essere "frenetico e pazzo".

In terra spagnola varie istituzioni furono stabilite a seguito della Reconquista; tali strutture compresero gli ospedali di Valencia (1407), Saragozza (1425), Siviglia (1436), Barcellona (1481) e Toledo (1483). A Londra il Bethlem Royal Hospital (allora denominato Priory of Saint Mary of Bethlehem o più semplicemente Bedlam) venne fondato nel 1247. All'inizio del XV secolo ospitava sei uomini "insani".

L'ex asilo per lunatici "Het Dolhuys" venne istituito in terra olandese, ad Haarlem, nel XVI secolo; attualmente adattato come museo psichiatrico offre una panoramica dei trattamenti sperimentati sui pazienti dalle origini dell'edificio fino agli anni novanta.

Tra XVIII e XIX secolo Lo sviluppo degli asili privati per lunatici Il livello di specializzazione delle istituzioni per la cura ed il controllo degli insani di mente rimase estremamente limitata fino al termine del XVIII secolo.

La follia era considerata principalmente come un problema domestico, con le famiglie e le autorità parrocchiali preposte ai regimi di cura; le prime forme di soccorso pubblico furono estese in queste circostanze, compreso il sostegno finanziario e la fornitura di infermiere (per lo più suore). Dove la cura familiare non fosse stata possibile i lunatici avrebbero anche potuto essere affidati ad altri membri della comunità locale o mandati in madhouse private. In casi eccezionali, se i giudici li avessero ritenuti particolarmente violenti o disturbatori dell'ordine pubblico, le autorità parrocchiali avrebbero potuto soddisfare i costi non trascurabili del loro confinamento in "asili di beneficenza", case di correzione o case di lavoro forzato.

Alla fine del XVII secolo questo modello cominciò a cambiare, cosicché l'asilo privato per i pazzi cominciò a proliferare ed ampliare le proprie dimensioni. Già nel 1632 fu registrato che il "Bethlem" londinese possedeva nel suo vasto sottoscala di un salotto, una cucina, due dispense, una lunga entrata sul retro e 21 stanze in cui poterono ritrovarsi persone povere raccattate per la strada, "distratte" o in stato confusionale, mentre sopra le scale altre otto camere per gli eventuali assistenti.

I detenuti considerati maggiormente pericolosi o "turbativi" potevano essere incatenati, ma il Bethlem rimaneva un edificio altrimenti aperto. I suoi pazienti potevano vagare attorno ai suoi confini ed eventualmente anche in tutto il quartiere circostante. Nel 1676 la struttura si espanse in locali di nuova costruzione a Moorfields, ottenendo così una capacità di altri 100 detenuti.

Una seconda istituzione pubblica di beneficenza fu aperta nel 1713, il "Bethel" di Norwich; si trattò di una piccola struttura che generalmente avrebbe potuto ospitare fra 20 e 30 detenuti. Nel 1728 al Guy's Hospital furono istituiti reparti per i lunatici cronici. A partire dalla metà del XVIII secolo il numero dagli asili fondati e finanziati dalla carità pubblica si ampliò moderatamente con l'apertura del londinese "St Luke's Hospital for Lunatics" nel 1751; l'istituzione nel 1755 dell'ospedale per lunatici a Newcastle upon Tyne; il "Manchester Lunatic Hospital", inaugurato nel 1766; l'asilo di York nel 1777; l'asilo per lunatici di Leicester nel 1794 ed infine quello di Liverpool nel 1797.

Un'espansione del tutto simile avvenne anche nelle colonie dell'America britannica. Il "Pennsylvania Hospital" fu fondato nel 1751 a completamento dei lavori iniziati nel 1709 per opera del Quaccherismo; una parte della struttura venne separata per poter contenere i vari "squilibrati" ed i primi pazienti vi vennero ammessi nel 1752.

La Virginia viene riconosciuta per essere stato il primo territorio ad aver stabilito un'istituzione per gli insani; l'"Eastern State Hospital" situato a Williamsburg (Virginia) venne incorporato nel 1768 a strutture precedenti con il nome di "Public Hospital for Persons of Insane and Disordered Minds" e i suoi primi pazienti vennero ammessi nel 1773.

La commercializzazione della follia Vi fu una completa assenza di una risposta centralizzata da parte dello Stato al problema sociale della follia fino al XIX secolo; fino ad allora proliferarono le case di cura private gestite da una serie di "maghi" della salute, soprattutto in Gran Bretagna, a livelli altrove del tutto inesistenti. I riferimenti documentati a tali istituzioni rimangono comunque limitati al XVII secolo, ma già all'inizio del XVIII secolo il cosiddetto "commercio dei lunatici" era ben consolidato.

Lo scrittore Daniel Defoe, critico feroce di queste grandi case private, stimò che nel 1724 in tutta l'area londinese vi operassero almeno 15 istituti; Defoe può aver esagerato, ma quando venne introdotta la legislazione di licenza (il Madhouses Act del 1774) per le case private dei pazzi nel 1774 ne furono registrate 16, sparpagliate tutt'attorno l'area metropolitana. I dati disponibili indicano che almeno due di queste, quelle situate a Hoxton e a Clerkenwell, fossero funzionanti fin dal XVII secolo.

Nel 1807 il numero salì a 17. Si ritiene che ciò possa riflettere il fatto che gli interessi acquisiti in campo medico, rappresentati specialmente dal "Royal College of Physicians", esercitassero un notevole controllo nel prevenire nuovi operatori sul mercato. Così al posto della proliferazione di case private vi fu l'espansione graduale delle istituzioni pubbliche già esistenti; gli stabilimenti che maggiormente s'ingrandirono per tutto il corso del XVIII secolo lo realizzarono accettando i pazienti più poveri piuttosto che quelli di ceto medio paganti. Significativamente, a differenza delle loro controparti private, queste non furono mai soggette ad ispezioni ai sensi della legislazione del 1774.

Le prove frammentarie indicano che nei territori britannici esistettero asili provinciali per alienati da almeno il XVII secolo, se non da prima. A Box (Wiltshire) venne aperta una di queste case sicuramente nel XVII secolo; altri luoghi in cui si aprirono locali (in quello che era diventato un vero e proprio commercio) includono Guildford, che accettò pazienti fin dal 1700, il distretto parrocchiale di Fonthill Gifford dal 1718 e quello di Hook Norton a partire dal 1725; a St Albans ve ne fu uno risalente al 1740 circa e nell'area urbana di Bristol (a Fishponds) a partire dal 1766.

È probabile che molti di questi istituti provinciali, come nel caso della casa esclusiva situata nel villaggio di Ticehurst, si possano essere evoluti dalle prime case private che rinchiusero i lunatici per conto delle autorità parrocchiali e che successivamente formalizzarono la pratica in un'autentica impresa imprenditoriale. Nella stragrande maggioranza dei casi rimasero comunque di dimensioni limitate, con solo 7 asili presenti fuori Londra e poco più di 30 pazienti nel 1800; mentre tra le 10 e 20 case ebbero meno di 30 pazienti.

Riforma umanitaria

Durante il periodo dell'Illuminismo gli atteggiamenti sociali verso gli insani cominciarono a cambiare. La malattia mentale venne vista come un "disordine" che richiedeva un trattamento compassionevole il quale avrebbe aiutato nella riabilitazione della vittima. Quando Giorgio III del Regno Unito, che soffriva di un disturbo mentale, sperimentò una remissione dello stesso nel 1789, la malattia mentale iniziò a venire intesa come qualcosa che poteva essere trattato e curato. L'introduzione del "trattamento morale" venne avviato indipendentemente dal medico francese Philippe Pinel e da William Tuke, imprenditore e filantropo del QuaccherismoElkes, A. & Thorpe, J.G. (1967). A Summary of Psychiatry. London: Faber & Faber, p. 13..

Nel 1792 Pinel divenne primario della sede ospedaliera di "Bicêtre". Prima del suo arrivo i detenuti furono incatenati dentro celle ristrette con una assai scarsa ventilazione; il centro era diretto da un certo Jackson 'Brutis' Taylor. Questi finì con l'essere ammazzato dagli stessi detenuti, che elessero al suo posto Pinel assieme al suo collega Pussin. Nel 1797 vennero liberati i pazienti dalle catene e proibite le punizioni corporali, anche se poterono essere utilizzate le camicie di forza.

I pazienti furono autorizzati a muoversi liberamente nei giardini dell'ospedale e, infine, le celle buie furono sostituite da locali soleggiati e ben ventilati. Si sostenne che la malattia mentale fosse il risultato di un'esposizione eccessiva agli "stress" sociali e psicologici, dell'ereditarietà e di specifici danni fisiologici.

L'approccio di Pussin e Pinel venne considerato presto uno straordinario successo; ciò condusse successivamente a riforme del tutto simili anche in un ospedale parigino riservato alle donne, il Salpêtrière. Lo studente e successore di Pinel, Jean-Étienne Dominique Esquirol, continuò a contribuire all'opera del maestro portando alla creazione di 10 nuovi ospedali operanti sugli stessi principi.