Larcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Benevento appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2022 contava 72.400 battezzati su 72.871 abitanti. È retta dall'arcivescovo Pasquale Cascio.
Territorio L'arcidiocesi comprende 30 comuni della provincia di Avellino: Andretta, Aquilonia, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Cairano, Calabritto, Calitri, Caposele, Cassano Irpino, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Conza della Campania, Frigento, Gesualdo, Guardia Lombardi, Lioni, Montella, Montemarano, Monteverde, Morra De Sanctis, Nusco, Rocca San Felice, Sant'Andrea di Conza, Sant'Angelo dei Lombardi, Senerchia, Sturno, Teora, Torella dei Lombardi, Villamaina e Volturara Irpina.Dal sito
Sede arcivescovile è la città di Sant'Angelo dei Lombardi, dove si trova la cattedrale di Sant'Antonino martire. A Conza della Campania, Nusco e Bisaccia sorgono le concattedrali dedicate rispettivamente a Santa Maria Assunta, Sant'Amato e alla Natività della Vergine Maria. Nella località di Materdomini del comune di Caposele si trova la basilica minore e santuario di san Gerardo Maiella.
Fanno parte della diocesi tre centri che furono in passato sedi episcopali, Frigento, Montemarano e Monteverde, dove si trovano le ex cattedrali dedicate rispettivamente a Santa Maria Assunta, all'Assunzione di Maria Vergine e a Santa Maria Maggiore.
Parrocchie
Il territorio si estende su 1.291 km² ed è suddiviso in 36 parrocchie.
Santuari Sono quindici i santuari riconosciuti come santuari diocesani: il santuario della Vergine Stella del Mattino ad Andretta; il santuario di Maria Santissima della Neve a Calabritto; il santuario di san Gerardo Maiella a Caposele; il santuario di Santa Maria delle Grazie a Castelvetere sul Calore; il santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio a Frigento; il santuario di San Rocco a Lioni; il santuario di Santa Maria del Piano a Lioni; il santuario di San Francesco a Folloni di Montella; il santuario del Santissimo Salvatore a Montella; il santuario di Santa Lucia Vergine e Martire a Morra De Sanctis; il santuario di Santa Felicita a Rocca San Felice; l'abbazia del Goleto a Sant'Angelo dei Lombardi; il santuario di San Michele Arcangelo a Senerchia; il santuario di San Michele Arcangelo a Sturno; il santuario di Santa Maria di Fontigliano a Nusco.
Istituzioni culturali A Nusco, nell'ex palazzo episcopale, è istituito il museo diocesano d'arte sacra, che raccoglie «le testimonianze storico-artistiche realizzate, nel corso dei secoli, dalle singole comunità credenti, che costituiscono l'odierna arcidiocesi».
L'arcidiocesi è dotata anche di un archivio storico e di una biblioteca.
Istituti religiosi Istituti religiosi maschili Congregazione del Santissimo Redentore Frati francescani dell'Immacolata Ordine dei frati minori cappuccini Ordine dei frati minori Ordine dei frati minori conventuali Piccoli fratelli di Jesus Caritas
Istituti religiosi femminili Suore maestre di Santa Dorotea Ancelle della Carità Congregazione di Marta e Maria Suore di Gesù Redentore Suore delle Divine Vocazioni Suore gerardine di Sant'Antonio Abate Piccole suore Sacra Famiglia di Conza Suore Francescane dell'Immacolata Figlie della Sapienza Suore Riparatrici del Sacro Cuore Suore degli Angeli Suore povere bonaerensi di San Giuseppe Suore oblate di Gesù e Maria
Storia L'odierna arcidiocesi nasce nel 1986 dall'unione di quattro antiche sedi episcopali: Nusco, Bisaccia, Conza e Sant'Angelo dei Lombardi.
Nusco La diocesi di Nusco fu eretta durante il pontificato di papa Gregorio VII. Ad Alfano I, arcivescovo di Salerno, si deve la consacrazione del primo vescovo, sant'Amato, durante o dopo il 1076, anno in cui i Normanni di Roberto il Guiscardo conquistarono Conza.
La nuova diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno e comprendeva l'ex gastaldato longobardo di Montella, costituito da quattro centri abitati: Montella, Bagnoli, Cassano e Nusco.
A sant'Amato si deve pure la fondazione dell'abbazia benedettina di Santa Maria de Fundiliano (Fontigliano), che rimase soggetta al vescovado nuscano fino al 1164, quanto ottenne l'immediata soggezione alla Santa Sede; caduta in rovina, fu unita alla mensa vescovile di Nusco da papa Pio II nel 1461.Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 378. La bolla pontificia in: D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 496.
Sul finire del XV secolo, in occasione del quarto centenario della morte di sant'Amato, fu istituito a Nusco ad opera del vescovo Antonio Maramaldo il monte frumentario, uno dei primi del sud Italia.
I vescovi ebbero difficoltà ad attuare in diocesi i decreti di riforma del concilio di Trento. A Benedetto Giacinto Sangermano si deve una visita pastorale alla diocesi e la celebrazione di un sinodo diocesano nel 1680; come già diversi suoi predecessori, anche Sangermano dovette abbandonare la diocesi per l'opposizione ai suoi tentativi di riforma e sostituito da un vicario apostolico.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 497. Solo nel Settecento fu istituito il seminario vescovile ad opera di Francesco Antonio Bonaventura (1758).
Il 27 giugno 1818, in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII, la diocesi di Montemarano venne soppressa ed il suo territorio, costituito dai comuni di Montemarano, Volturara, Castelfranci e Castelvetere, fu incorporato in quello della diocesi di Nusco.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 499.
Al momento dell'unione con le diocesi di Bisaccia, Conza e Sant'Angelo dei Lombardi, la diocesi di Nusco comprendeva 16 parrocchie nei comuni di Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Montella (6), Montemarano, Nusco (3) e Volturara Irpina (2).
Bisaccia La diocesi di Bisaccia fu eretta probabilmente nell'XI secolo. Infatti, il primo vescovo conosciuto fu Basilio, menzionato in un diploma del 1097, dove appare come testimone di alcune donazioni concesse da Goffredo di Andria. Per il XII secolo sono noti solo tre vescovi: Atinolfo, documentato in una carta del 1138; Riccardo, la cui firma appare in un diploma del 1174 e che prese parte al concilio lateranense del 1179; e Guglielmo, che partecipò alla consacrazione della chiesa di San Marco a Bovino nel 1197.
La diocesi era una delle suffraganee dell'arcidiocesi di Conza. Questa dipendenza fu sancita da papa Innocenzo III con la bolla In eminenti dell'11 novembre 1200, che confermava precedenti privilegi concessi dai pontefici Alessandro III (1159-1181) e Lucio III (1181-1185).La bolla in: Ughelli, Italia sacra, VI, coll. 812-814. Cfr. Kehr, Italia pontificia, IX, pp. 508-509, nnº 7-8.
La diocesi comprendeva tre centri abitati: Bisaccia, Vallata e Morra.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 617. Per la povertà delle rendite della mensa vescovile, papa Leone X nel 1513 stabilì l'unione aeque principaliter di Bisaccia con Sant'Angelo dei Lombardi, ma questa unione venne sospesa nel 1517. Papa Paolo III stabilì nuovamente l'unione con la bolla Aequum reputamus del 3 novembre 1534,La bolla in: Ughelli, Italia sacra, VI, coll. 831-834. decidendo che il vescovo che sarebbe sopravvissuto avrebbe riunito le due sedi. L'unione si realizzò nel 1540 alla morte del vescovo Nicola Volpe di Bisaccia, e Rainaldo Cancellieri divenne il primo vescovo delle due diocesi unite.
All'inizio dell'Ottocento, il capitolo della cattedrale della Natività della Vergine Maria era costituito da tre dignità (cantore, primicerio e tesoriere) e da sette canonici. Nella città episcopale si trovava un monastero dei francescani conventuali, soppresso durante il regime napoleonico.
Erano originari di Bisaccia, Nicola, che fu vescovo di Montemarano dal 1350 al 1364, e Arcangelo Gabriele Cela, vescovo di Anglona-Tursi (1819-1822). Due furono anche i vescovi nativi di Vallata, Antonio de Cozza, vescovo di Lacedonia (1428), e Giovanni Battista Capuani, vescovo di Belcastro (1729-1752). Infine Morra diede i natali a Nicola Cicirelli, vescovo di Gravina (1758-1790), e a Domenico Lombardi, vescovo ausiliare di Napoli e titolare di Lares.
Sant'Angelo dei Lombardi La diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi risale all'XI secolo nel periodo che vide il territorio passare dal principato longobardo di Salerno ai nuovi dominatori normanni, e, come in altri casi analoghi, «rientra appieno nello schema dell'incastellamento normanno e della successiva promozione del nuovo centro a sede vescovile».Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
La prima menzione di un suo vescovo si trova in un documento di papa Gregorio VII, non datato ma attribuibile al periodo 1080/1085, dove si accenna ad un vescovo R. che, assieme ad altri vescovi, deve il doveroso ossequio all'arcivescovo Alfano I di Salerno.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 514, nº 1. Tuttavia la sede di Sant'Angelo dei Lombardi appare ben presto suffraganea dell'arcidiocesi di Conza. Per il XII secolo è noto un solo vescovo di Sant'Angelo, Giovanni, documentato dal 1174 al 1183, e che prese parte al concilio lateranense del 1179.
Scavi archeologici condotti sul finire del XX secolo nel castello di Sant'Angelo hanno portato alla luce i resti di un'ampia struttura basilicale, databile in epoca normanna tra XI e XII secolo ed identificabile con la primitiva cattedrale diocesana, dedicata a sant'Antonino martire. In seguito la cattedrale fu trasferita, probabilmente nel XIV secolo, nell'attuale posizione; fu più volte ricostruita o rimaneggiata per i frequenti terremoti che nel corso dei tempi hanno devastato l'Irpinia.
Nel territorio diocesano fu fondata da san Guglielmo da Vercelli nella prima metà del XII secolo l'abbazia del Santissimo Salvatore del Goleto, che vide il suo massimo splendore nel XII e nel XIII secolo; caduta in disgrazia, nel 1515 papa Leone X la unì alla Real Casa della Santissima Annunziata di Napoli.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 515.
A partire dal 1540 la diocesi fu unita aeque principaliter alla diocesi di Bisaccia.
Nel 1590 fu aperto il seminario diocesano, che fu tuttavia chiuso nel 1628. Un secolo dopo, nel 1738, il vescovo Antonio Manerba lo riaprì in alcuni locali del palazzo episcopale, finché nel 1746 lo stesso Manerba edificò un apposito edificio a fianco dell'episcopio.
Tra i vescovi di Sant'Angelo dei Lombardi e Bisaccia si distinse in modo particolare Gaspare Paluzzi degli Albertoni (1601 - 1614), nipote di papa Urbano VII, governatore delle province dell'Umbria e di Roma e nunzio apostolico in Portogallo, dove morì.
All'inizio dell'Ottocento la diocesi comprendeva i centri abitati di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Guardia e Torella.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 616. Il 27 giugno 1818, in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII, la diocesi di Monteverde venne soppressa ed il suo territorio, costituito dai comuni di Monteverde e di Carbonara, fu incorporato in quello della diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi, a cui fu unita anche l'abbazia del Goleto.
Conza
Ignote sono le origini della diocesi di Conza, che alcuni autori fanno risalire all'epoca costantiniana. La diocesi è documentata per la prima volta nell'VIII secolo, quando il vescovo Ladu (Lando) prese parte al sinodo indetto a Roma da papa Zaccaria nel 743.