Il nuoto è un'attività individuale che permette all'essere umano di muoversi nell'acqua senza alcuna forza propulsiva diversa dalla propria energia corporea. È anche una disciplina sportiva.
Comprende, tra le attività umane, il movimento sia sulla superficie dell'acqua sia sott'acqua (subacquea, mermaiding, nuoto artistico), e sul versante sportivo, i tuffi, la pallanuoto e altri giochi praticati in acqua.
Descrizione L'attività del nuotare trova le sue origini sin dall'antichità, come testimonia il rinvenimento di pitture rupestri rappresentanti uomini nell'atto del nuoto risalenti all'età della pietra.. A partire dai Giochi della I Olimpiade è anche sport olimpico.
Considerato uno sport completo e salutare, che distribuisce il movimento omogeneamente su tutto il corpo e ne coinvolge quasi tutti i muscoli, il nuoto favorisce la salute, la longevità e il benessere fisico e psicologico. Può comportare benefici estetici e fisici: solitamente si ottiene un aumento della massa magra e una riduzione di quella grassa, lo sviluppo dell'impalcatura ossea e l'espansione della gabbia toracica, il miglioramento della coordinazione motoria, respiratoria e la riduzione della spasticità.
Storia
Le prime testimonianze di una disciplina antenata del nuoto risalgono al periodo preistorico. Nella caverna dei Nuotatori, sull'altopiano del Gilf Kebir, sono state rinvenute delle pitture rupestri rappresentanti uomini che eseguono movimenti simili a quelli degli attuali stili del nuoto.
Un sigillo di argilla egiziano datato tra il 9000 a.C. e il 4000 a.C. mostra quattro nuotatori durante quella che si ritiene sia una variante del crawl.
Le notizie scritte risalgono fino al II millennio a.C., e comprendono il Gilgamesh, l'Iliade, l'Odissea, la Bibbia (Ezechiele 47:5, Atti 27:42, Isaia 25:11), Beowulf, e altre saghe. Nel 1538 Nicolas Wynman, un professore di lingue tedesco, scrisse il primo libro sul nuoto: "Colymbetes".Il nuoto competitivo in Europa incominciò attorno al 1800. Il tedesco Guts Muths organizzò nel 1833 le prime gare di nuoto e tuffi. Il crawl venne introdotto nel 1873 da John Arthur Trudgen, che lo copiò dallo stile degli amerindi. Il nuoto era già nel programma delle prime olimpiadi moderne, quelle di Atene 1896. Nel 1902 il crawl venne migliorato da Richard Cavill.
Nel 1908, venne fondata la Fédération Internationale de Natation Amateur (FINA).
La farfalla era inizialmente una variante della rana, e venne accettata come stile distinto nel 1952.
La prima storica generazione italiana di campioni del nuoto moderno è rappresentata da Emilio Polli, 25 volte campione italiano e personalità dei valori sportivi della sua epoca. Il primo italiano a scendere sotto la barriera di 1' nei 100 m stile libero fu Carlo Pedersoli, meglio noto come Bud Spencer: più precisamente con il tempo 59.50 nel 1950, a Salsomaggiore in vasca da 25 metri.
Scopi del nuoto Il nuoto, e gli sport acquatici a esso correlati, vengono praticati per diversi scopi. Spesso questi scopi si sovrappongono e un nuotatore amatoriale, (per esempio, può nuotare anche per motivi di salute e benessere fisico.) Il nuoto era indicato anche per la scoliosi ma recenti studi smentiscono questa affermazione, in particolare sconsigliano gli stili rana e delfino (che inducono la schiena a curvarsi) a livello agonistico.
Svago Il motivo più comune per nuotare è sicuramente lo svago. Molti stili di nuoto sono adatti a questo scopo. La piscina è un luogo popolare per il nuoto a livello ricreativo e sociale.
In quasi tutte le piscine vengono organizzati corsi di nuoto a cui possono partecipare sia le persone che hanno una buona tecnica, sia le persone che la vogliono migliorare e persino chi ha paura dell'acqua. Anche i neonati possono andare in acqua nei loro primi sei mesi.
Salvataggio Il nuoto viene usato anche per soccorso e per evitare annegamenti. Molto spesso si tratta di autosoccorso, quando una persona, che è caduta involontariamente in acqua, nuota per restare a galla e per raggiungere la riva.
In aggiunta il nuoto viene usato per soccorrere altri nuotatori in difficoltà. Esistono diversi stili di nuoto adatti a questo scopo. Tali tecniche sono studiate ad esempio dagli assistenti bagnanti, o da membri della Guardia costiera. I concetti base del primo soccorso e del salvataggio in acqua devono essere tuttavia apprese anche da istruttori di nuoto che, in Italia, devono essere tesserati F.I.N. La prima nozione da tener presente è che non si deve mai perdere il contatto visivo con la persona in difficoltà, e quindi le nuotate vanno eseguite con la testa fuori dall'acqua. Dopo aver avvicinato la persona in difficoltà, per trarla in salvo si possono usare varie tecniche. Come regola generale, possiamo dire che durante l'azione di salvataggio è necessario tenere ben salda e fuori dall'acqua la testa del bagnante, per evitare che beva e si creino situazioni di panico. Il soccorso in acqua, dapprima praticato solo per recare aiuto a nuotatori in difficoltà, è oggi diventato un vero e proprio sport detto nuoto per salvamento. Le competizioni di salvamento prevedono gare in acqua effettuate trasportando manichini, immergendosi in acqua sotto degli ostacoli per simulare il soccorso di persone già mezze affondate o simili.
Esercizio fisico Il nuoto è un'ottima forma di esercizio. Poiché la densità del corpo umano è all'incirca simile a quella dell'acqua, il corpo viene sostenuto da questa e quindi meno stress viene posto su giunture e ossa. Inoltre, la resistenza al movimento dipende pesantemente dalla velocità del movimento, permettendo una calibrazione degli esercizi in base alle capacità di ciascuno. Per questo, il nuoto viene frequentemente usato come esercizio nella riabilitazione a seguito di incidenti o per i disabili. Il nuoto non solo viene usato per riabilitazione o per mantenere in forma fisica il corpo, ma anche per scaricare lo stress fisico e mentale. Per questo è utile soprattutto ai ragazzi giovani che vivono periodi di stress o di depressione. Con questo sport ogni essere umano riesce a sfogarsi e a eliminare la rabbia, l'ansia o l'angoscia che lo perseguita.
Ginnastica prenatatoria La ginnastica prenatatoria è un'attività motoria propedeutica del nuoto, sebbene sia limitatamente valutata rispetto all'attività natatoria propriamente detta, riveste aspetti di rilievo in quanto una buona ed equilibrata ginnastica, parametrata al livello di sviluppo fisiologico e all'età dell'allievo, consente all'organismo di aumentare la funzionalità dei sistemi organici centrali e di preparare adeguatamente le strutture muscolari e articolari alla successiva attività in acqua. Serve soprattutto agli atleti agonistici per allungare la muscolatura e evitare quindi eventuali infortuni come potrebbe essere uno strappo o una contrattura. Proprio per questo sopra tutto i nuotatori di alto livello la praticano per diversi minuti prima di iniziare l'allenamento.
Finalità e scopi: Riscaldamento muscolare Rappresenta la fase di transizione dal riposo all'attività, i cui principali obiettivi sono: aumentare la vasodilatazione, l'approvvigionamento di sangue ai muscoli e di conseguenza favorire l'apporto di nutrienti e lo scambio gassoso al muscolo in attività, aumentare gli impulsi nervosi al muscolo, migliorare lo smaltimento delle scorie e aumentare la temperatura corporea per fare in modo che l'attività degli enzimi responsabili della produzione di energia possa essere ottimizzata. Apprendimento/padroneggiamento degli schemi motori di base Gli schemi motori di base sono gli elementi strutturali del movimento volontario e finalizzato. Nello sviluppo psicomotorio sono i primi a comparire spontaneamente e rappresentano le forme elementari di movimento, coordinazione e la prima applicazione delle capacità motorie. Gli schemi motori di base sono movimenti globali effettuati nella dimensione spazio-temporale e rappresentano il presupposto per il successivo sviluppo della motricità. Sono degli esempi: camminare, correre, saltare, strisciare, rotolare, equilibrarsi, lanciare, afferrare, arrampicarsi. Favorire lo sviluppo/stimolare le capacità coordinative Le capacità coordinative consentono di progettare, organizzare, controllare e regolare il movimento nel tempo e nello spazio. Dipendono dal sistema senso-percettivo che è l'insieme delle strutture e dei processi attraverso cui il soggetto riconosce, acquisisce e discrimina le informazioni provenienti dall'esterno (ambiente circostante) o dall'interno (dal proprio corpo) prendendone coscienza (percezione). Le capacità coordinative sono state studiate da diversi autori e sono distinte in generali (capacità di apprendimento motorio, di controllo motorio e di adattamento e trasformazione) e speciali (capacità di equilibrio, di ritmo, di reazione, di orientamento, di differenziazione, di accoppiamento e combinazione, di trasformazione). Favorire lo sviluppo/stimolare le capacità condizionali Le capacità condizionali dipendono da fattori anatomici e fisiologici dell'individuo in particolare discendono dal grado di efficienza e di sviluppo dell'apparato cardiocircolatorio, respiratorio, muscolare e sono influenzate dai processi metabolici che conducono alla produzione di energia. Le capacità condizionali sono distinte in forza, resistenza e velocità; le esercitazioni mirate al loro sviluppo servono a creare il patrimonio motorio di ciascun soggetto.
Altro Diverse persone praticano il nuoto come parte del proprio lavoro. Ad esempio i pescatori di perle o di molluschi, nuotano e si tuffano per ottenere un guadagno economico.
Il nuoto viene anche praticato per il progresso scientifico. Naturalmente, il nuoto viene studiato per migliorare le prestazioni dei nuotatori agonisti. Ma nuoto e tuffi vengono spesso usati nella biologia marina per osservare piante e animali nel loro habitat naturale. Altre scienze possono impiegare il nuoto. Konrad Lorenz ad esempio nuotava con le oche come parte dei suoi studi sul comportamento animale.
Spesso il nuoto viene usato semplicemente come mezzo per spostarsi da un luogo all'altro. Oggigiorno ponti e traghetti vengono usati nella stragrande maggioranza dei casi, ma esistono occasioni in cui si nuota, ad esempio per attraversare fiumi o accedere a isole. Dei carichi possono essere trasportati dal nuotatore o spinti tenendoli su appositi apparati galleggianti. Le truppe militari a volte utilizzano il nuoto per attraversare corsi d'acqua.
Il nuoto ha utilizzi militari che vanno oltre l'attraversamento di corsi d'acqua. Un nuotatore, in acqua o sott'acqua, può essere difficile da individuare, specialmente di notte. Questo tipo di operazioni vengono svolte di solito dalle forze speciali, come ad esempio il G.O.I. o i Navy SEAL americani. Il nuoto viene utilizzato per avvicinarsi a una postazione, raccogliere informazioni, per sabotaggio o combattimento, e per lasciare una posizione. Questo può comportare il venire paracadutati in acqua o il lasciare un sottomarino in immersione attraverso una boccaporto o dai tubi dei siluri. Equipaggiamenti e tecniche speciali vengono impiegate per ingaggiare ostilità in e sott'acqua.
Fisiologia del nuoto Il nuoto esercita quasi tutti i muscoli del corpo. Tipicamente, le braccia e il tronco sono sollecitati più delle gambe, poiché la maggior parte del movimento in avanti viene generata dalle braccia. Nel nuoto agonistico, un'eccessiva muscolatura delle gambe può essere vista come uno svantaggio, in quanto esse consumano più ossigeno, che potrebbe essere necessario ai muscoli delle braccia. Comunque, questo dipende molto dallo stile. Mentre la rana genera circa il 50% del movimento con le gambe, il crawl propelle il corpo principalmente con le braccia.