La diocesi di Tricarico () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2023 contava 27.200 battezzati su 28.056 abitanti. È retta dal vescovo Benoni Ambăruş.

Il patrono della diocesi è san Potito.

Territorio La diocesi comprende 19 comuni della Basilicata in 2 province civili: in provincia di Matera i comuni di Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Oliveto Lucano, San Mauro Forte, Stigliano, Tricarico; in provincia di Potenza i comuni di Albano di Lucania, Armento, Campomaggiore, Corleto Perticara, Gallicchio, Guardia Perticara, Missanello, Montemurro.

Sede vescovile è la città di Tricarico, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. Il principale luogo mariano della diocesi è il santuario di Santa Maria di Fonti, nei pressi di Tricarico.

Il territorio si estende su 1.238 km² ed è suddiviso in 32 parrocchie, raggruppate in 2 zone pastorali: Val Basento e Val d'Agri-Sauro.

Storia Secondo la testimonianza di Liutprando, vescovo di Cremona, la diocesi di Tricarico venne istituita nel 968. Un documento redatto in quell'anno dalla curia patriarcale di CostantinopoliV. Grummel, Les regestes des actes du patriarchat de Constantinople, I, Paris, 1932., a firma dell'imperatore bizantino Niceforo Foca, autorizza il patriarca di Costantinopoli, Polieucte a conferire all'arcivescovo di Otranto la potestà di consacrare i vescovi delle sedi suffraganee di Tricarico, Tursi, Acerenza, Gravina e Matera.

Questa disposizione rientrava nel piano dell'impero bizantino di occupare quei territori che in precedenza erano soggetti all'influenza dei Longobardi a cavallo dei themi di Lucania e Langobardia. Non è dato sapere se la diocesi di Tricarico fu realmente istituita; infatti, nessuno dei vescovi greci è documentato e la diocesi non appare in nessuna Notitia Episcopatuum del patriarcato di Costantinopoli nel secolo successivo alla sua istituzione.J. Darrouzès, Notitiae Episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, Paris, 1981, p. 333, linea 675; e p. 370, linea 797. Tuttavia appare evidente lo stretto legame di Tricarico e del suo territorio con la chiesa orientale, reso manifesto dalla fondazione di importanti monasteri greci che favorirono il diffondersi della cultura e della liturgia bizantina, nonché dalla presenza di numerosi santi greci che operarono nella regione. Vedi anche

Verso la metà dell'XI secolo il territorio venne conquistato dai Normanni. Nel concilio di Melfi del 1059 fu istituita la provincia ecclesiastica di Acerenza cui fu sottomessa la diocesi di Tricarico. L'anno successivo il metropolita Godano di Acerenza definì i confini della diocesi, ed indirizzò la bolla di conferma al vescovo eletto Arnaldo, primo vescovo noto della diocesi.Testo della bolla in: D'Avino, Cenni storici sulle chiese..., p. 682. Nel 1068 papa Alessandro II confermò la suffraganeità di Tricarico ad Acerenza.Queste bolle, come altre di questo periodo, sono tuttavia considerate da alcuni storici come dei falsi. Sulla inattendibilità dei documenti: H. Houben, Basilicata, pp. 170-171 in Monasticon Italiae, III, Puglia e Basilicata, a cura di G. Lunardi, H. Houben, G. Spinelli, Cesena, 1986, 159-223. Kehr, Italia Pontificia, vol. IX, Berlino, 1962, pp. 456-457 e 472-473.

Progressivamente il rito latino soppiantò quello greco. In alcuni centri tuttavia, grazie alla presenza di numerosi monaci orientali, la messa continuò ad essere celebrata secondo il rito bizantino fino alla prima metà del XIII secolo. All'inizio del XIII secolo il capitolo della cattedrale annoverava elementi di formazione e cultura greca.Annick Peters-Custot, Les communautés grecques..., p. 576, nota 51. Resti della liturgia greca si trovavano ancora nel XVIII secolo, come testimonia il vescovo Antonio Zavarroni (1741-1759): «Ancora di questo rito se ne conserva nella chiesa cattedrale la memoria, e col cantarsi nelle solennità delle messe l'epistola e il vangelo dal pulpito, come fanno i greci dall'ambone, e colle mozzette negre, le quali usano le dignità e li canonici, che non hanno voluto mai deporre per memoria che il colore nero si portava dai loro antecessori, quando la loro chiesa era governata da vescovi greci».Testo riportato da

Tra i vescovi di Tricarico si segnalano: Tommaso Brancaccio (1405-1411), cardinale, che svolse un ruolo di primo piano al concilio di Pisa; Ludovico di Canossa (1511-1516), che fu nunzio apostolico in Francia; Giovanni Battista Santoni (1586-1592), nunzio apostolico in Svizzera, che per primo compì la visita pastorale della diocesi facendone una minuziosa descrizione; Pier Luigi Carafa (1624-1646), benefattore della diocesi, ingrandì il santuario di Santa Maria di Fonti, promosso cardinale e nunzio apostolico in Germania; Antonio Zavarroni (1741-1759), uomo di cultura e autore di scritti storici e giuridici.Alcuni storici attribuiscono a Zavarroni la falsa bolla dell'arcivescovo Godano del 1060. Nel Novecento si ricorda in particolare la figura del venerabile Raffaello Delle Nocche, vescovo dal 1922 al 1960; «durante il suo presulato, nel 1927, al tentativo da parte della Sacra Congregazione concistoriale di ridefinire le circoscrizioni lucane per meglio razionalizzarne il territorio prevedendo l'accorpamento della diocesi di Tricarico a Matera e di quella di Acerenza a Potenza, non fu dato corso. Tra le iniziative più importanti da lui avviate a Tricarico sono degne di nota l'ospedale civile inaugurato nel 1947 in un'ala dell'episcopio e la fondazione, nel 1923, dell'ordine delle Suore discepole di Gesù Eucaristico».Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.

Il 26 giugno 1951, con la lettera apostolica Religionem Beatae Mariae, papa Pio XII proclamò la Beata Maria Vergine del Monte Carmelo patrona della città e della diocesi, assieme a San Potito., AAS 44 (1952), pp. 264-265.

Nel 1954, dopo una plurisecolare sottomissione all'arcidiocesi di Acerenza, Tricarico entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Matera, AAS 46 (1954), pp. 522-524., fino al 1976 quando fu sottoposta alla nuova sede metropolitana di Potenza e Marsico Nuovo., AAS 68 (1976), pp. 593-594. Per un breve periodo, tra il 1976 ed il 1977, Tricarico fu unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Acerenza con l'arcivescovo Giuseppe Vairo.

Nel corso del Novecento alcune modifiche territoriali hanno portato alla cessione nel 1949 dei comuni di Craco e di Montalbano Jonico alla diocesi di Anglona-Tursi Congregazione Concistoriale, , AAS 41 (1949), pp. 428-429., e nel 1976 del comune di Salandra all'arcidiocesi di Matera Congregazione per i Vescovi, , AAS 68 (1976), pp. 675-677..

Dal 4 marzo 2023 è unita in persona episcopi all'arcidiocesi di Matera-Irsina.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Arnaldo † (1060 - ?) Roberto I † (menzionato nel 1083) Librando † (menzionato nel 1098)Il nome di Leobrandus episcopus Trigariensis si trova anche in un diploma di Ruggero II del 1127, ritenuto tuttavia un falso. Le cronotassi tradizionali distinguono i due vescovi Librando e Leobrando (quest'ultimo, a sua volta distinto in Leobrando I e Leobrando II). Russo, Vicende della diocesi e dei vescovi di Tricarico dalle origini alla prima metà del XV secolo, pp. 12-13. Pietro † (prima del 1123 - circa 1127 deceduto)La cronotassi di questi primi quattro vescovi di Tricarico è documentata in Russo, Vicende della diocesi e dei vescovi di Tricarico dalle origini alla prima metà del XV secolo, pp. 9-14. Anche Erberto † (circa 1127 - dopo il 1161) Roberto II † (circa 1175/1176 - dopo il 1194)Per i vescovi Erberto e Roberto II: Russo, Vicende della diocesi e dei vescovi di Tricarico dalle origini alla prima metà del XV secolo, pp. 14-18. Giovanni † (prima del 1210 - dopo il 1215) AnonimoProbabilmente si tratta dello stesso vescovo Giovanni. † (menzionato nel 1219) Ruggero I † (menzionato nel 1237) Ruggero II † (13 aprile 1253 eletto - dopo settembre 1254)Per i vescovi da Giovanni a Ruggero II: Kamp, Prosopographische Grundlegung: Bistümer und Bischöfe des Königreichs 1194 - 1266; Apulien und Kalabrien, pp. 799-803. Palmerio de Gallusio † (13 aprile 1253 - 1283 deceduto) Leonardo de Aragall, O.F.M. † (5 giugno 1284 - 28 febbraio 1301 nominato arcivescovo di Oristano) Riccardo † (28 febbraio 1301 - circa 1324 deceduto) Francesco Bonaccursio † (4 maggio 1324 - ? deceduto) Goffredo Del Tufo † (21 febbraio 1326 - dopo il 1330) Matteo † (? - circa 1348 deceduto) Ruggero III † (12 gennaio 1349 - circa 1350 deceduto) Angelo da Reggio † (19 novembre 1350 - 12 settembre 1365 nominato arcivescovo di Patrasso) Pietro Serlupis † (12 settembre 1365 - circa 1373 deceduto) Andrea Codoni o di San Girolamo † (19 dicembre 1373 - 11 gennaio 1378 nominato vescovo di Ceneda) Marino Del Giudice † (29 gennaio 1378 - 4 giugno 1380 nominato arcivescovo di Taranto) Giovanni da Gallinaro, O.F.M. † (2 luglio 1382 - circa 1384 deceduto) (antivescovo) Tommaso † (menzionato nel 1385) Vito di Strongoli † (28 aprile 1385 - novembre 1399 nominato vescovo) (antivescovo) Nicola † (1394 - 11 ottobre 1399 nominato arcivescovo di Rossano) Vito † (novembre 1399 - 1405 deceduto) Tommaso Brancaccio † (30 luglio 1405 - 6 giugno 1411 dimesso) Tommaso Brancaccio † (6 giugno 1411 - 1417 dimesso) (amministratore apostolico)

Lorenzo di Napoli, O.E.S.A. † (1417 - 1418) (amministratore apostolico) Angelo † (? - 11 settembre 1419 nominato vescovo di Potenza)Benché retta da amministratori, la diocesi risulta avere un vescovo, nella persona di questo Angelo, fin dal 1º maggio 1411. Russo, Vicende della diocesi e dei vescovi di Tricarico dalle origini alla prima metà del XV secolo, p. 27. Tommaso Brancaccio † (11 settembre 1419 - 8 settembre 1427 deceduto) (amministratore apostolico, per la seconda volta) Stefano da Carrara † (29 ottobre 1427 - 1432 dimesso)Il 9 febbraio 1433 venne nominato arcivescovo di Rossano. Angelo † (9 febbraio 1433 - 1438 deceduto) (per la seconda volta) Nicolò, O.P. † (20 ottobre 1438 - 1446 deceduto) Saba de Carbonibus † (22 agosto 1446 - 1447 deceduto) Lorenzo, O.F.M. † (29 marzo 1447 - 1448 deceduto) Onofrio di Santa Croce † (10 aprile 1448 - 20 ottobre 1471 deceduto) Orso Orsini † (18 ottobre 1471 - 22 marzo 1474 nominato vescovo di Teano) Scipione Cicinello † (22 marzo 1474 - dopo il 1494) Agostino de Guarino † (9 gennaio 1497 - 1510 deceduto) Oliviero Carafa † (24 aprile 1510 - 20 gennaio 1511 deceduto) (amministratore apostolico) Ludovico di Canossa, O.Cist. † (10 febbraio 1511 - 24 novembre 1516 nominato vescovo di Bayeux) Sede vacante (1516-1529) Alessandro Spagnuolo † (15 febbraio 1529 - dopo il 30 agosto 1535 deceduto) Gerolamo Falinghieri † (dopo il 30 agosto 1535 succeduto - 19 marzo 1539 deceduto) Francesco Orsini † (19 marzo 1539 succeduto - 1554 dimesso) Nunzio Antonio de Capriolis † (8 ottobre 1554 - 1584 deceduto) Giovan Battista Santoro † (8 gennaio 1586 - 18 febbraio 1592 deceduto) Ottavio Mirto Frangipane † (9 marzo 1592 - 20 giugno 1605 nominato arcivescovo di Taranto) Diomede Carafa † (17 agosto 1605 - 12 gennaio 1609 deceduto) Sebastiano o Settimio Roberti † (11 marzo 1609 - 1611 dimesso) Roberto Roberti, O.P. † (5 dicembre 1611 - gennaio 1624 deceduto) Pier Luigi Carafa I † (29 marzo 1624 - 8 gennaio 1646 dimesso) Pier Luigi Carafa II, C.R. † (8 gennaio 1646 - 7 agosto 1672 deceduto) Andrea Francolisio † (27 febbraio 1673 - 18 giugno 1676 dimesso) Gaspare Toralto † (16 novembre 1676 - dicembre 1681 deceduto) Gaspare Mezzomonaco, O.S.B.Oliv. † (8 giugno 1682 - agosto 1683 deceduto) Fulvio Cribelli † (24 aprile 1684 - 1685 deceduto) Francesco Antonio Leopardi † (1º ottobre 1685 - febbraio 1717 deceduto) Luca Trapani † (24 gennaio 1718 - settembre 1719 deceduto) Simone Veglini † (4 marzo 1720 - 23 luglio 1720 deceduto)