L'uragano Maria è stato un uragano atlantico di categoria 5 che ha colpito l'area nord-orientale dei Caraibi, già interessata meno di due settimane prima dal devastante uragano Irma. L'uragano, al momento del suo dissipamento il decimo più intenso mai registrato nel bacino Atlantico, è stato il peggiore disastro naturale nella storia della Dominica ed ha provocato danni catastrofici sull'isola di Porto Rico.
In totale, l'uragano Maria ha causato più di 90 miliardi di dollari di danni, classificandosi come il terzo uragano più costoso di sempre, dietro solo ad Harvey e Katrina, e ha provocato la morte confermata di almeno persone: a Porto Rico, 31 in Dominica, 5 nella Repubblica Dominicana, 4 negli Stati Uniti continentali, 3 ad Haiti, 2 in Guadalupa e 2 nelle Isole Vergini Americane. Nei mesi successivi al passaggio di Maria, il bilancio ufficiale delle vittime trasmesso dal governo di Porto Rico è stato messo in discussione dai media e da diversi politici e giornalisti, venendo considerato troppo basso in relazione ai danni subiti dall'isola, tanto da indurre il governatore Ricky Rosselló a ordinare un riconteggio e una nuova analisi del bilancio ufficiale delle vittime. Alla fine di agosto 2018, la George Washington University ha pubblicato i risultati dello studio e di conseguenza il bilancio delle vittime è stato rivisto da 64 a .
L'11 aprile 2018 l'Organizzazione meteorologica mondiale ha ritirato il nome Maria a causa della grande quantità di danni e vittime causate, e non sarà quindi mai più usato per altri uragani atlantici. È stato sostituito con il nome Margot, che verrà usato per la prima volta durante la stagione degli uragani atlantici del 2023.
Storia della tempesta
Il 13 settembre 2017 il National Hurricane Center ha iniziato a monitorare due onde tropicali al largo di Capo Verde; quella più a est è risalita per poi trasformarsi nell'uragano Lee mentre quella più a ovest ha continuato a muoversi verso occidente. Il 14 settembre, a causa delle condizioni favorevoli lungo il percorso, il rafforzamento della perturbazione a ciclone tropicale era giudicato probabile. Nei due gironi successivi la perturbazione è diventata più organizzata e il 16 settembre alle 15:00 UTC il National Hurricane Center ha emesso un avviso per un "potenziale ciclone tropicale quindici". Alle 21:00 UTC del 16 settembre la perturbazione è ufficialmente diventata una tempesta tropicale, ricevendo il nome Maria. In quel momento, Maria era situata più di mille km a sud-est delle Piccole Antille.
Nelle prime ore del 17 settembre un fronte temporalesco e un favorevole outflow hanno permesso a Maria di diventare sempre più organizzata e alle 21:00 UTC la tempesta è diventata un uragano di categoria 1 sulla scala Saffir-Simpson, con venti di 119 km/h. La mattina del 18 settembre i modelli statistici indicavano un'elevata probabilità di rapida intensificazione, che è avvenuta poco dopo e alle 15:00 UTC Maria era già diventata un uragano di categoria 3, con venti di 195 km/h, una pressione atmosferica centrale minima di 959 mbar e un occhio largo 19 km. L'occhio si è poi ristretto a 14 km con il perdurare dell'intensificazione e alle 21:00 UTC Maria si è rafforzata ad uragano di categoria 4.
Il 18 settembre alle ore 23:45 UTC Maria è diventata un uragano di categoria 5, appena 25 km a sud-est della Dominica, con venti di 260 km/h e una pressione atmosferica centrale di 925 mbar. Il 19 settembre alle ore 01:15 UTC Maria è quindi approdata nella Dominica, diventando il primo uragano di categoria 5 a colpire la nazione. Dopo un breve indebolimento a categoria 4 a causa del contatto con i massicci montuosi dell'isola, una volta sopra il mare Caraibico Maria ha riacquistato intensità ed è ridiventata un uragano di categoria 5. Maria ha poi iniziato a rinforzarsi ulteriormente mentre si dirigeva a nord-ovest verso Porto Rico e alle 04:00 UTC del 20 settembre ha raggiunto l'intensità massima, a circa 35 km a sud di Saint Croix, con venti massimi sostenuti di 280 km/h e una pressione atmosferica centrale minima di 908 mbar.
Alle ore 05:00 UTC Maria ha raggiunto la distanza minima, circa 30 km, da Saint Croix, colpendo l'isola con il muro esterno dell'occhio, più debole rispetto al muro interno rimasto invece al largo della costa. Tre ore più tardi, alle 08:00 UTC, il muro esterno dell'occhio ha investito Vieques, un'isola al largo della costa est di Porto Rico. Allo stesso tempo il ciclo di sostituzione dell'eyewall ha portato Maria ad indebolirsi ad una categoria 4. L'uragano è poi approdato su Porto Rico, precisamente a sud della città di Yabucoa, all'incirca alle 10:15 UTC, con venti sostenuti di 250 km/h che l'hanno reso il più potente a colpire l'isola dall'uragano San Felipe II del 1928. Attraversando Porto Rico, Maria ha mantenuto una traiettoria nord-occidentale e la conseguente interazione con le montagne dell'isola l'ha portata ad indebolirsi considerevolmente: i venti sostenuti sono scesi a 175 km/h e la pressione centrale è salita a 957 mbar. Poco prima delle 18:00 UTC Maria è ritornata sull'oceano Atlantico dove si è progressivamente riorganizzata ridiventando un uragano di categoria 3 all'inizio del 21 settembre.
Inizialmente, l'upwelling causato dall'uragano Irma due settimane prima ha limitato la riorganizzazione di Maria. Durante il pomeriggio del 21 settembre l'uragano ha quindi attraversato il Navidad Bank e il Silver Bank posti a nord della Repubblica Dominicana e nella notte la convezione intorno all'occhio si è intensificata portando Maria a raggiungere un nuovo picco, con venti a 205 km/h. Alla fine del 22 settembre Maria ha deviato verso nord-nordest e, dopo essere rimasta un uragano di categoria 3 per tutto il 23 settembre, la mattina del 24 settembre si è indebolita a categoria 2, con venti sostenuti di 175 km/h.
Tra il 24 e il 25 settembre l'uragano ha attraversato una zona fredda creata dall'uragano Jose una settimana prima, con temperature superficiali del mare di 24-25 °C, e l'indebolimento è accelerato, portando Maria ad essere declassata a categoria 1. Alle ore 21:00 UTC del 26 settembre Maria è stata ulteriormente declassata a tempesta tropicale, tuttavia il 27 settembre delle intense correnti convettive hanno ridato energia a Maria che è ridiventata uragano di categoria 1. Il 28 settembre Maria ha iniziato ad accelerare verso est-nord-est, spinta dai venti occidentali, e allo stesso tempo è stata nuovamente declassata a tempesta tropicale. Muovendosi oramai su acque con temperature superficiali di 23 °C o minori, Maria si è ulteriormente indebolita diventando un ciclone extratropicale il 30 settembre. I resti della tempesta sono poi stati assorbiti il 3 ottobre da un fronte meteorologico posto sopra l'Europa occidentale.
Impatto Isole Sopravento Meridionali Maria ha prodotto pesanti piogge e forti raffiche di vento sulle Isole Sopravento Meridionali. A Saint Lucia gli aeroporti Hewanorra e George F. L. Charles hanno registrato rispettivamente 110 mm e 80 mm di pioggia e quantità ancora più elevate sono state riscontrate in altre zone dell'isola. Cadute di massi, frane e alberi abbattuti hanno causato danni minori e bloccato alcune strade, mentre alcuni distretti sono rimasti al buio a causa del danneggiamento delle linee elettriche. Anche il settore agricolo, in particolare le piantagioni di banane, è stato duramente colpito a causa delle forti raffiche di vento.
Grandi quantità di pioggia, nell'ordine di 75-125 mm, hanno causato inondazioni sparse a Barbados. A Christ Church le acque alluvionali hanno intrappolato i residenti del quartiere Goodland nelle loro case e inondato le strade del Saint Lawrence Gap, mentre a Bridgetown l'onda di tempesta spinta da Maria sulla costa ha inondato il lungomare e danneggiato numerose barche. I forti venti hanno causato anche un black out che ha interessato tutta l'isola.
Passando a 50 km a nord della costa della Martinica, Maria ha portato sull'isola piogge torrenziali ma l'ha risparmiata dai catastrofici venti di uragano che in quel momento si estendevano al massimo 35 km intorno all'occhio del ciclone. Il 20 settembre famiglie, circa il 40% della popolazione dell'isola, erano senza corrente elettrica e mancava l'acqua a persone, specialmente nei comuni di Le Morne-Rouge e Gros-Morne; in aggiunta numerose strade, specialmente lungo la costa nord, erano bloccate da frane e da alberi e tralicci abbattuti. Il settore agricolo dell'isola ha subito perdite notevoli: circa il 70% delle piantagioni di banane è stato danneggiato dai venti e lungo la costa settentrionale quasi tutti gli alberi sono stati abbattuti.
Dominica
Dopo aver fatto sentire i suoi effetti già dal pomeriggio del 18 settembre, Maria è approdata sulla Dominica alle 21:15 AST, come uragano di categoria 5 con venti massimi sostenuti di 260 km/h. Questi venti, i più forti mai registrati sull'isola, hanno danneggiato i tetti del 98% degli edifici, inclusa la residenza ufficiale del primo ministro Roosevelt Skerrit che è stato soccorso dopo che l'abitazione ha cominciato ad allagarsi, e hanno causato l'interruzione delle reti radio, cellulare e internet.
Il mattino successivo, le prime ricognizioni aree sull'isola hanno reso chiara la portata della devastazione. Gran parte delle strade e degli edifici pubblici sono stati largamente danneggiati, tra cui scuole, negozi, chiese e il principale ospedale dell'isola, il Princess Margaret Hospital. Anche le torri di controllo e i terminal dei due soli aeroporti della Dominica, Canefield e Douglas Charles, sono stati gravemente danneggiati, mentre le piste sono rimaste relativamente intatte e sono state velocemente riaperte per consentire l'atterraggio e la partenza dei voli di emergenza.
Le infrastrutture della capitale Roseau sono state duramente colpite, praticamente tutte le linee elettriche sono state abbattute e la strada principale della città è stata ridotta in frantumi. A sud di Roseau, inondazioni e frane hanno distrutto il 70% delle strutture di Pointe Michel, causando la maggior parte delle vittime registrate nell'isola. Nella parrocchia di Saint Andrew, il porto e la città di Marigot sono stati danneggiati all'80% e nella parrocchia di Saint David interi villaggi, come Castle Bruce, Good Hope e Grand Fond, sono stati spazzati via. Pesanti danni sono stati riscontrati anche in tutta la parrocchia di Saint Patrick, in particolare nei villaggi di Grand Bay e La Plaine.
I catastrofici venti dell'uragano hanno defogliato quasi tutta la vegetazione dell'isola, spezzando o sradicando migliaia di alberi e decimando le lussureggianti foreste pluviali. Il settore agricolo, una fonte vitale di reddito per la Domenica, è stato completamente spazzato via: il 100% delle piantagioni di banane e tuberi è stato perso, così come grandi quantità di bestiame e attrezzature agricole.
Guadalupa