L'Assemblea di Westminster (in inglese Westminster Assembly of Divines) è stata un concilio composto da teologi e da membri del Parlamento inglese e nominato per discutere la riforma della Chiesa d'Inghilterra, tenutosi nella Cattedrale di Westminster dal 1643 al 1649.
Durante l'assemblea furono redatti diversi documenti chiamati Canoni di Westminster che comprendono scritti sulle forme di governo della chiesa come il The Form of Presbyterial Church Government, sulla liturgia come il Directory for Public Worship, la Confessione di fede di Westminster, il Catechismo Minore di Westminster, il Catechismo Maggiore di Westminster.
Vi presero parte anche diversi scozzesi e i documenti prodotti dall'assemblea vennero adottati dalla chiesa di Scozia.
Dal giugno 1642 al maggio 1643 i parlamentari dell'area puritana avevano provato per cinque volte a convocare un'assemblea, ma ogni volta il sovrano Carlo I aveva negato la firma alla legge istitutiva. La proposta della sesta iniziativa di legge passò dalla Camera dei Lord dove venne approvata ed entrò in vigore nel giugno del 1643 senza necessità della firma del sovrano.
Il contesto Il Parlamento d'Inghilterra convocò l'Assemblea durante un'epoca di crescente ostilità tra il re Carlo I ed i Puritani. Questi ultimi reclamavano la necessità che le pratiche del culto si appoggiassero, in maniere esplicita o implicita, alla Sacra Bibbia, e avevano una fazione di oppositori che rivendicavano una maggiore autorità in favore delle pratiche tradizionali. La fazione puritana nutriva la forte convinzione che la Chiesa anglicana, pur essendosi separata dalla Chiesa cattolica, ne fosse tuttavia ancora fortemente influenzata, per questo motivo cercavano di ripulire sia la Chiesa anglicana che lo Stato dai resti di queste influenze considerate nefaste. Tra queste la più importante era sicuramente l'episcopalismo, ovvero il sistema di gerarchia ecclesiastica guidata dai vescovi<ref>Robert S. Paul, The Assembly of the Lord: Politics and Religion in the Westminster Assembly and the 'Grand Debate'''. Edimburgo, T&T Clark, 1985, p.8, ISBN 978-0-567-09341-7.</ref>. I Puritani, infatti, a differenza delle sette separatiste, non avevano abbandonato la Chiesa anglicana Paul, Robert S., op. cit., p.101. Sotto il regno di Carlo I, gli oppositori dei Puritani ricoprivano ruoli molto importanti, primo fra tutti l'arcivescovo di Canterbury William Laud, nominato nel 1633; questi esponenti della High Church, erano tuttavia in forte minoranza. Nonostante ciò i Puritani erano costretti a tenere in serbo le proprie opinioni senza poterle rendere pubbliche, al prezzo di pesanti multe e perfino dell'imprigionamentoRobert Letham, The ,Westminster Assembly: Reading Its Theology in Historical Context. The Westminster Assembly and the Reformed Faith, Phillipsburg, NJ, P&R Publishing, 2009, p. 20, ISBN 978-0-87552-612-6.. Per opporsi ai Puritani, Laud promosse e favorì l'arminianesimo, una posizione teologica che si opponeva alla teologia riformata dei Puritani, e favorì il ritorno di pratiche liturgiche come l'inginocchiarsi nell'atto della comunione, o l'inchinarsi al nome di Gesù Cristo, che vennero interpretate dai Puritani come un ritorno verso la liturgia e il credo della Chiesa cattolicaFesko, J. V., The Theology of the Westminster Assembly, Wheaton, IL, Crossway, 2014, p.49, ISBN 978-1-4335-3311-2..
Oltre al conflitto tra Carlo I ed i Puritani, il re inglese era in forte attrito con gli Scozzesi, la cui Chiesa era retta da un sistema di assemblee elettive chiamate presbiterii. Il predecessore di Carlo, re Giacomo I d'Inghilterra, in qualità di Re di Scozia, aveva cercato di imporre alcuni elementi del sistema episcopale all'interno della Chiesa scozzese nel 1604, con l'introduzione del Book of Common Prayer. Gli Scozzesi consideravano questa scelta un ritorno al cattolicesimo romano. Carlo I impose le sue scelte agli scozzesi nel 1636 e nel 1637. Questa scelta provocò lo scoppio delle Guerre dei Vescovi tra Carlo I e gli Scozzesi nel 1639.
Con lo scopo di raccogliere le necessarie risorse finanziarie per la guerra, Carlo I convocò lo Short Parliament (Parlamento Corto) che tuttavia decise di sciogliere quando i suoi rappresentanti iniziarono a dichiararsi contrari alla sua politica. Con il perdurare della Guerra dei Vescovi, tuttavia, Carlo fu costretto a convocare un nuovo Parlamento che autorizzasse la sua richiesta di fondiLeith, John H., Assembly at Westminster: Reformed Theology in the Making, Richmond, VA, John Knox Press, 1973, p. 23, ISBN 978-0-8042-0885-7.. Ciò che venne chiamato Long Parliament iniziò anch'esso a manifestare, anche se con manifestazioni piuttosto contenute, delle rimostranze sulla condotta politica di Carlo, soprattutto per quanto riguardava questioni di natura religiosaHolley, Larry Jackson, The Divines of the Westminster Assembly: A Study of Puritanism and Parliament, (Tesi dottorale), Yale University, 1979, p.9-10, OCLC 10169345.. All'interno del Parlamento Lungo c'erano diversi Puritani o simpatizzanti per la religione puritana, che intendevano opporsi al sistema episcopale, tuttavia tra essi non c'era una visione unica su quale fosse la forma alternativa che avrebbe dovuto sostituire nella Chiesa anglicana il sistema episcopalePaul, Robert S., op. cit., p. 3. L'11 dicembre 1640 venne presentata dinanzi alla Camera dei Comuni la Root and Branch petition, una petizione firmata da circa 15.000 londinesi con la quale si richiedeva la totale eliminazione del sistema episcopale, a partire «dalle radici fino alle ramificazioni». La suprema corte ecclesiastica inglese, la Court of High Commission, e il supremo tribunale politico, lo Star Chamber, che erano stati lungamente utilizzati come strumenti contro il dissenso puritano, vennero entrambi aboliti.
La convocazione dell'Assemblea L'idea di un'assemblea nazionale di teologi per consigliare il Parlamento sulla futura riforma ecclesiastica venne presentata per la prima volta presso la Camera dei Comuni nel 1641. Una proposta simile venne avanzata anche all'interno della Grand Remonstrance, un elenco di rivendicazioni da parte del Parlamento presentata a Carlo I il 1º dicembre 1641. Vi rispose il sovrano in persona il 23 dicembre, affermando che la Chiesa anglicana non aveva alcun bisogno di riforme.
Per nulla scoraggiato da queste dichiarazioni, il Parlamento con l'emanazione di tre bill nel 1642, che prevedevano la convocazione di un'assemblea i cui membri sarebbero stati scelti direttamente dal Parlamento stesso. Carlo I, il cui consenso era necessario affinché quei provvedimenti diventassero leggi, affermò che avrebbe consentito alla convocazione dell'assemblea a condizione che i suoi partecipanti venissero eletti dal clero. Questo meccanismo era lo stesso utilizzato per le Convocations of Canterbury and York, ovvero i sinodi ecclesiastici della Chiesa anglicanaHolley, Larry Jackson, op. cit.. p. 54, 96.
Contrariamente dalle indicazioni del sovrano, all'interno della Camera dei Comuni tra il 12 febbraio ed il 20 aprile 1642 ogni contea inglese scelse due ministri della fede, in aggiunta ai due eletti dalle Contee tradizionali del Galles, e quattro per Londra, e due per ogni università (Oxford e Cambridge). Ogni contea scelse ovviamente dei ministri del culto della propria terra, anche se tuttavia questo non fu un meccanismo sempre automatico. La Camera di Comuni preferì selezionare in questo modo i partecipanti all'assemblea per assicurarsi che le loro rappresentanze territoriali fossero presenti nelle decisioni prese nel corso delle sedute e delle discussioniCrowley, Weldon S., Erastianism in the Westminster Assembly, in Journal of Church and State, Vol. 15, p. 50 doi:10.1093/jcs/15.1.49.. La Camera dei lord, ovvero la Camera Alta del Parlamento inglese, il 14 maggio 1642 nominò altri quattordici nominativi aggiuntivi che vennero accettati dalla Camera dei ComuniHolley, Larry Jackson, op. cit., p. 159. Nel frattempo i rapporti tra Carlo I e il Parlamento inglese continuarono a deteriorarsi ulteriormente; il colpo di grazia a questa situazione di tensione venne dato dalla decisione di Carlo I di convocare i royal standard a Nottingham il 22 agosto dello stesso anno. Questa decisione fornì la scintilla per lo scoppio della Guerra civile inglese. La guerra fornì ulteriore supporto alla causa dell'assemblea all'interno del Parlamento, dal momento che la sua istituzione avrebbe persuaso gli Scozzesi sulle reali intenzioni, da parte del Parlamento inglese, di procedere a una reale riforma ecclesiastica, consentendo così di ottenere il loro supporto militare contro Carlo IVan Dixhoorn, Chad, Westminster assembly (act. 1643–1652), in Oxford Dictionary of National Biography (edizione online), Oxford University Press, 2015. doi:10.1093/ref:odnb/92780..
Il 12 giugno 1643 il Parlamento fece passare un'ordinanza con la quale decise di convocare autonomamente l'Assemblea senza il consenso di Carlo I. Esso nominò 121 ministri del culto e 30 osservatori del Parlamento senza diritto di voto: venti scelti dalla Camera dei Comuni e dieci dalla Camera dei LordVan Dixhoorn, Chad, The Minutes and Papers of the Westminster Assembly, 1643–1652, Vol.1. Oxford: Oxford University Press, 2012, p.6, ISBN 978-0-19-920683-4.. L'Assemblea era composta quasi interamente da clero inglese, il Parlamento inglese elesse infatti dei ministri di nazionalità inglese in rappresentanza del Galles, ma le Chiese straniere in Inghilterra francesi (le chiese degli esuli protestanti provenienti dalla Francia cattolica) inviò due rappresentanti ognuno per le Isole del Canale.
Molti dei ministri del culto nominati erano esperti riconosciuti a livello internazionale e studiosi della Sacra Bibbia, di lingue antiche, di patristica, e di teologia scolastica. Molti di loro erano anche apprezzati e noti predicatori. Molti di essi avevano conservato il loro ministero durante il periodo di repressione dell'arcivescovo Laud, ma molti altri erano stati perseguitati ed espulsi dalle loro parrocchie o giudicati e citati dai tribunali ecclesiastici a causa delle loro idee religiose. Alcuni di loro erano stati costretti a fuggire nel continente europeo o nelle colonie americane; tuttavia tutti si consideravano membri della Chiesa anglicana e avevano ricevuto l'ordine vescovile. La maggioranza di essi erano conformisti, ovvero si erano adeguati all'Atto di uniformità del 1559 e al Book of Common Prayer.
L'Assemblea fu sotto lo stretto controllo del Parlamento e ai membri non era consentito esprimere una posizione contraria a quella votata dalla maggioranza, o condividere alcuna informazione sui procedimenti delle sedute a nessun altro se non per iscritto al Parlamento stessoCrowley, Weldon S., op.cit., p.51. Il Parlamento nominò in qualità di prolocutore il teologo scozzese di fama internazionale William Twisse, ma a causa delle sue pessime condizioni di salute, venne sostituito come prolocutore pro-tempore il ministro Cornelius Burges, nominato dal Parlamento come uno degli assessori dell'Assemblea. Ventidue dei centoventuno membri originari morirono prima del 1649 e vennero sostituiti, insieme con coloro che erano stati convocati, ma per diverse ragioni non parteciparono mai alle sedute, da altri diciannove membri; ai quali, nel 1643 si aggiunsero tre scrivani.
La revisione dei Trentanove Articoli