Larcidiocesi di Mérida-Badajoz () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Spagna. Nel 2023 contava 573.210 battezzati su 598.500 abitanti. È retta dall'arcivescovo José Rodríguez Carballo, O.F.M.

Il patrono dell'arcidiocesi è san Giovanni Battista.

Territorio L'arcidiocesi comprende tutta la provincia di Badajoz, ad eccezione di un lembo nord-orientale.

Sede arcivescovile è la città di Badajoz, dove si trova la cattedrale di San Giovanni Battista. A Mérida sorgono la concattedrale di Santa Maria Maggiore e la basilica minore di Sant'Eulalia.

Vicariati e arcipresbierati Il territorio si estende su 17.405 km² ed è suddiviso in 202 parrocchie, raggruppate in 17 arcipresbiterati, a loro volta raggruppati in 5 vicariati.

Vicariato di Badajoz città, che comprende gli arcipresbiterati di San Fernando, San Juan Bautista e San Juan de Ribera Vicariato de las Vegas Bajas-Sierra de San Pedro, che comprende gli arcipresbiterati di Alburquerque, Calamonte e Montijo Vicariato di Mérida-Tierra de Barros, che comprende gli arcipresbiterati di Almendralejo, Mérida e Villafranca de los Barros Vicariato di de La Serena y La Campiña Sur, che comprende gli arcipresbiterati di Castuera-Zalamea de la Serena, Llerena e Villanueva de la Serena Vicariato di de Sierra Sur-Raya de Portugal, che comprende gli arcipresbiterati di Fregenal de la Sierra, Fuente de Cantos, Jerez de los Caballeros, Olivenza e Zafra.

Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Mérida-Badajoz, istituita nel 1994, comprende due suffraganee: diocesi di Coria-Cáceres, diocesi di Plasencia.

Storia Augusta Emerita, l'odierna città spagnola di Mérida, in epoca romana era la capitale della provincia della Lusitania. Il cristianesimo si affermò ben presto come pure le prime strutture ecclesiastiche. Il primo vescovo noto della diocesi di Augusta Emerita è Marziale, il cui nome appare in una lettera di Cipriano di Cartagine della metà del III secolo.

In quanto capitale della provincia romana lusitana, Augusta Emerita divenne ben presto, probabilmente a partire dal IV secolo, sede metropolitana ecclesiastica: il primo prelato che portò il titolo di metropolita è stato Fiorenzo. Dalla provincia ecclesiastica emeritense dipendevano dodici diocesi suffraganee: Abila, Caliabria, Coria, Conimbriga, Ebora, Egitania, Lamego, Olisipo, Ossonoba, Pace, Salamanca e Viseu.España Sagrada, pp. 258-259.

Tra gli arcivescovi di Augusta Emerita, si ricordano in particolare: Idacio, fine del IV secolo, come ebbe tanta parte nell'avversare l'eresia priscillianista; e Mausona, che lottò contro l'arianesimo e nel III Concilio di Toledo del 589 favorì la conversione del re goto Recaredo dall'arianesimo all'ortodossia cattolica.

Sono tre i concili provinciali che si celebrarono ad Augusta Emerita, ma di uno solo di questi sono giunti fino a noi gli atti, e cioè il concilio del 666. Gli altri due concili sono noti per via indiretta; il primo si celebrò probabilmente dopo il 325 e prima del concilio di Toledo del 400; il secondo ebbe luogo poco dopo il 650.España Sagrada, pp. 259-262.

Nel 714 Mérida fu conquistata dagli arabi, ma la successione episcopale fu probabilmente mantenuta, visto che nell'862 si trova indicato il nome di Arnulfo. Nel 1120 papa Callisto II istituì la metropolia di Santiago di Compostela, che ereditò i diritti metropolitici dell'antica sede di Mérida.

Attorno all'875 fu fondata da Ibn Marwan la città araba di Badajoz, popolata da molti fuoriusciti, sia musulmani che cristiani, venuti da Mérida. Secondo storici recenti, nella nuova città di Badajoz si operò un fatto unico nella Spagna mozarabica, ossia la creazione di una diocesi ex novo, che le fonti arabe menzionano come la tredicesima della provincia ecclesiastica di Mérida.Lambert, op. cit., col. 100. Gli stessi storici non escludono che l'arcivescovo di Mérida abbia trasferito la sua sede a Badajoz, essendo Mérida divenuta oramai insicura per le continue lotte interne del califfato arabo e per le guerre contro i cristiani del nord. Sono noti i nomi di tre vescovi di questa diocesi: Teudocuto (904), Julio (932) e Daniel (1000), che probabilmente governavano una piccola comunità cristiana in un contesto a maggioranza musulmano. Dopo il X secolo non si conosce più nulla di questa primitiva diocesi di Badajoz.

Nel 1228 Badajoz fu riconquistata da Alfonso IX di León, con l'aiuto preponderante degli ordini militari cavallereschi di Santiago e di Alcántara. Questi acquisirono in cambio ampi possedimenti, che ottennero ben presto l'esenzione ecclesiastica, costituendosi nel tempo come vere e proprie diocesi nullius, indipendenti dall'autorità dei vescovi locali, nella fattispecie dei vescovi di Badajoz; questo determinò continui conflitti di giurisdizione e competenza, che si protrassero fino all'Ottocento.

Il 29 ottobre 1230 papa Gregorio IX scrisse all'arcivescovo di Santiago di Compostela per invitarlo a ricostituire le due diocesi nei territori recentemente sottratti agli Arabi, ossia le sedi di Mérida e di Badajoz. In realtà, i territori di competenza degli arcivescovi di Mérida furono concessi, tramite privilegi confermati in seguito dai papi, ai priori degli ordini militari. Anche la ricostituzione della diocesi mozarabica di Badajoz incontrò delle difficoltà, se è vero che il primo vescovo noto, Pedro Pérez, appare per la prima volta solo nel 1255, venticinque anni dopo la lettera di Gregorio IX.

Fin dalla sua fondazione, la diocesi assunse il nome ecclesiastico di dioecesis Pacensis, per l'errata convinzione che Badajoz corrispondesse all'antica città romana di Pax Iulia, che in epoca visigotica aveva assunto il nome di Pace. Oggi non ci sono più dubbi sul fatto che la civitas Pacensis corrisponda in realtà alla portoghese Beja, a circa 160 km da Badajoz.Américo Castro, Acerca del nombre de Badajoz, in Revista de Filología Española, XII, 1925.

I primi vescovi organizzarono la nuova diocesi, entrando spesso in conflitto con gli ordini militari, istituirono il capitolo dei canonici e dettero avvio alla costruzione della cattedrale. La diocesi fu divisa in due arcipreture, Alburquerque e La Parra, e cinque vicariati: Fregenal, Burguillos, Barcarrota, Jerez de los Caballeros e Olivenza, sostituita quest'ultima da Villagarcía nel Quattrocento. Alcune parrocchie, appartenenti oggi al Portogallo, fecero parte inizialmente della diocesi e furono in seguito cedute.Lambert, op. cit., col. 106.

Come consuetudine i vescovi erano eletti dal capitolo della cattedrale e confermati dal metropolita di Santiago di Compostela, di cui la diocesi era suffraganea. Bernardo fu il primo vescovo nominato dalla Santa Sede nel 1300; Gómez Suárez de Figueroa invece fu l'ultimo vescovo eletto dal capitolo nel 1480, prerogativa che da questo momento fu assegnata ai re spagnoli.

Al tempo dello Scisma d'Occidente Olivenza si rese indipendente dalla diocesi e nel 1444 fu aggregata alla diocesi di Ceuta. Il 18 dicembre 1475 papa Sisto IV unì Olivenza all'arcidiocesi di Braga, ma in virtù di un contratto tra il vescovo di Ceuta e l'arcivescovo di Braga del 20 settembre 1512, confermato da papa Leone X il 25 giugno 1513, Olivenza fu riunita alla diocesi di Ceuta in cambio della cessione a Braga di Valença, fino a quando, il 9 giugno 1570, la regione di Olivenza fu annessa alla nuova diocesi di Elvas.

Il 3 maggio 1664 fu istituito il seminario diocesano, dedicato a sant'Attone, di cui nel 1754 si inaugurò il nuovo edificio.

Nel 1873 la bolla Quo gravius di papa Pio IX sottraeva all'amministrazione degli ordini militari di Santiago e di Alcántara ampi territori e li aggregava a quelli della diocesi, che fino ad allora aveva avuto proporzioni territoriali modeste. Con questa decisione il pontefice dette attuazione ai provvedimenti del concordato del 1851Angelo Mercati (a cura di), Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la Santa Sede e le Autorità Civili, Roma, 1919, pp. 772-775. Gli ordini militari ottenevano poco dopo (1875) l'erezione del priorato nullius di Ciudad Real (elevato a diocesi di Ciudad Real nel 1980), che erano rimasti lettera morta per l'opposizione degli ordini militari. Fu in questa occasione che l'antica città di Mérida entrò a far parte a pieno titolo della diocesi di Badajoz; contestualmente la diocesi divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Siviglia.

In seguito al concordato del 1953, nel 1958 i confini territoriali furono modificati: la diocesi acquisì l'arcipresbiterato di Castuera dalla diocesi di Cordova e le parrocchie di San Vicente de Alcántara e di Puebla de Obando dalla diocesi di Coria-Cáceres; ed insieme cedette alla medesima diocesi di Coria-Cáceres l'arcipresbiterato di Montánchez.Decreto Quum sollemnibus, AAS 50 (1958), pp. 707-709.

Il 28 luglio 1994 la diocesi è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la bolla Universae Ecclesiae di papa Giovanni Paolo II; contestualmente la chiesa di Santa María la Mayor di Mérida è stata assunta al rango di concattedrale e l'arcidiocesi ha preso il nome attuale, a ricordo dell'antica sede metropolitana di epoca romana e visigotica.

Tra il 1969 e il 1994 era esistita la sede titolare di Mérida Augusta.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Arcivescovi di Augusta Emerita Marziale † (menzionato nel 252 circa) Felice † (dopo il 252) Liberio † (fine III secolo - dopo il 314) Fiorenzo † (prima del 347 circa - circa 357 deceduto) Idazio † (menzionato nel 380) Patruino † (menzionato nel 400)Fabian D. Zuk, De episcopis Hispaniarum: agents of continuity in the long fifth century, Montreal, 2015, pp. 161 e seguenti. Gregorio † (menzionato nel 408/409 circa) Antonino † (prima del 445 - dopo il 448) Zenone † (menzionato nel 483)Fabian D. Zuk, De episcopis Hispaniarum: agents of continuity in the long fifth century, Montreal, 2015, p. 182. Alcuni autori confondono questo Zenone con l'omonimo e contemporaneo vescovo di Siviglia. Questo vescovo è assente in España Sagrada, la quale invece menziona uno Zenone alla fine del VII secolo, dopo Stefano II. San Paolo † (circa 530 - circa 560) San Fedele † (circa 560 - circa 571)Per i vescovi Paolo e Fedele, la cronologia riportata da España Sagrada è puramente ipotetica, non essendoci documenti a confermarla. San Masona † (prima del 573 - dopo febbraio 606)Cronologia documentata da España Sagrada, pp. 201-206. Sant'''Innocenzo † (menzionato nel 610) San Renovato † Stefano I † (menzionato nel 633) Oronzo † (prima del 638 - dopo il 661)Luis A. García Moreno, Prosopografía del reino visigodo de Toledo, Universidad de Salamanca, 1974, pp. 171-172. Proficio † (menzionato nel 666) Festo † (menzionato nel 672 circa) Stefano II † (prima del 681 - dopo il 684) Massimo † (prima del 688 - dopo il 693) Arnulfo † (prima dell'839 - dopo l'862)

Vescovi di Badajoz Teudocuto † (menzionato nel 904) Julio † (menzionato nel 932) Daniel † (menzionato nel 1000) Pedro Pérez, O.F.M. † (prima del 22 marzo 1255 -marzo/aprile 1266 deceduto) Kurtz, Obispos (medievales) de Badajoz, pp. 39-47. Lorenzo Suárez, O.M.Alc. † (prima di aprile 1267 - dopo gennaio 1280 deceduto) Kurtz, Obispos (medievales) de Badajoz, pp. 47-51. Gil Domínguez † (prima di dicembre 1281 - prima del 20 maggio 1299 deceduto) Kurtz, Obispos (medievales) de Badajoz, pp. 51-60.Eubel, sulla scia di Gams, distingue due vescovi di nome Gil, Gil Colonia e Gil Ruíz, separati da due vescovi apocrifi, o intrusi, Juan (menzionato nel 1286) e Alfonso (menzionato nel 1287); in realtà, come documenta Lambert (op. cit., coll. 107-108), si tratta di un unico e solo vescovo. Cf. anche: William S. Kurtz, Don Gil, obispo de Badajoz, Pax et Emerita, 6, 2010, pp. 341-400. Juan † (menzionato nel 1286) (intruso) Alfonso † (menzionato nel 1287) (intruso) Bernardo † (13 giugno 1300 - dopo marzo 1306 deceduto) Kurtz, Obispos (medievales) de Badajoz, pp. 61-62. Pietro † (?) (vescovo eletto)