Larcidiocesi di Spoleto-Norcia () è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2023 contava 104.000 battezzati su 108.300 abitanti. È retta dall'arcivescovo Renato Boccardo.
Territorio L'arcidiocesi comprende venticinque comuni nelle province di Perugia e Terni: Spoleto, Norcia, Cascia, Bevagna, Montefalco, Giano dell'Umbria, Sellano, Trevi, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Vallo di Nera, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Arrone, Montefranco, Polino, e parte dei comuni di AcquaspartaLa diocesi comprende la parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo nella frazione Portaria e la parrocchia di Santa Maria in Rupis nella frazione Firenzuola; il resto del territorio comunale appartiene alla diocesi di Orvieto-Todi., FolignoAppartiene alla diocesi la sola parrocchia di Santa Maria Assunta in Verchiano, che estende la sua giurisdizione anche sulle frazioni folignate di Roccafranca, Curasci, Ali, Caposomiggiale, Croce di Verchiano, Crescenti, Colle di Verchiano, Camino, Croce di Roccafranca, Morro e metà della frazione di Vionica., Gualdo CattaneoNon appartengono all'arcidiocesi le parrocchie di Santa Maria di Agello (frazione di Grutti), dei Santi Andrea apostolo e Alfonso Maria de' Liguori (frazioni di Marcellano e Collesecco), di Santa Maria del Popolo (frazione di Pozzo) e dei Santi Terenziano, Giorgio e Pietro (frazione di San Terenziano); queste fanno parte del territorio della diocesi di Orvieto-Todi. e TerniAppartengono all'arcidiocesi le parrocchie delle frazioni ternane di Porzano (San Fortunato), di Cecalocco (San Giovenale), di Cesi (Santa Maria Assunta), di Torreorsina (Santa Maria Assunta) e di Collestatte (San Pietro apostolo)..
Sede arcivescovile è la città di Spoleto, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Norcia si trovano la concattedrale di Santa Maria Argentea e la basilica minore di San Benedetto. A Cascia sorge la basilica minore di Santa Rita.
Vicariati e parrocchie
Il territorio si estende su 1.836 km² ed è suddiviso in 71 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati: vicariato urbano (San Ponziano) - comprende 12 parrocchie nella città di Spoleto e nella frazione Cecalocco di Terni, raggruppate in due pievanie, Santa Maria e Sacro Cuore; vicariato extraurbano (San Brizio) - comprende 18 parrocchie nel comune di Spoleto (Alta Valle del Marroggia e piana spoletina), Campello sul Clitunno e Castel Ritaldi, e in parte in quelli di Terni (Porzano) e Acquasparta (Firenzuola); le parrocchie sono raggruppate in tre pievanie: San Giacomo, San Venanzo e San Giovanni Battista; vicariato del Clitunno (Sant'Emiliano) - comprende 14 parrocchie nei comuni di Trevi, Montefalco, Giano dell'Umbria, Bevagna e parte di Gualdo Cattaneo, raggruppate in tre pievanie: Beato Pietro Bonilli, Santa Chiara della Croce e San Felice; vicariato dei Sibillini (Santi Benedetto e Rita) - comprende 9 parrocchie nei comuni di Norcia, Preci, Cascia, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto; due sono le pievanie del vicariato: Santi Benedetto e Scolastica, Santa Rita; vicariato della Valnerina (Santa Maria Assunta) - comprende 14 parrocchie nei comuni di Arrone, Montefranco, Polino, Ferentillo, Cerreto di Spoleto, Sellano, Vallo di Nera, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino e Foligno (per la sola parrocchia di Verchiano) e, in parte, in quelli di Terni ed Acquasparta; due sono le pievanie del vicariato: San Bernardino da Siena e Beato Giolo, Santa Rita;
Santi e beati dell'arcidiocesi Nell'arcidiocesi sono venerati i seguenti santi e beati: San Ponziano da Spoleto San Benedetto da Norcia Sant'Emiliano di Trevi Santa Chiara della Croce Santa Rita da Cascia Santa Scolastica da Norcia Sant'Eutizio di Norcia Sant'Antonino Fantosati Beato Simone Fidati da Cascia Beato Pietro Bonilli Beata Maria Teresa Fasce
Storia L'odierna arcidiocesi nasce nel 1986 dall'unione di due antiche sedi episcopali: Spoleto, storicamente documentata a partire dal IV secolo; e Norcia, già attestata nel periodo tardo imperiale e ricostituita nel 1821.
Sede di Spoleto Secondo la tradizione locale, la diocesi di Spoleto sarebbe stata eretta nel I secolo e la sua fondazione sarebbe legata alla figura del protovescovo san Brizio, che avrebbe consacrato il suo successore Giovanni. Le testimonianze archeologiche documentano una presenza cristiana a Spoleto o nel suo territorio nei ceti sociali più elevati a partire dal IV secolo.Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 11.
La serie episcopale spoletina per i primi secoli comprende un elenco di diversi santi vescovi, ma solo alcuni sono attestati storicamente. Il primo di questi è Ceciliano, che fu destinatario di una lettera di papa Liberio, scritta prima dell'estate del 356, e che, secondo quanto scrive Baronio, avrebbe preso parte ad un concilio a Milano nell'estate del 355., Seguono Spes (o Speo), noto per il suo epitaffio, secondo il quale governò la Chiesa spoletina per 32 anni tra il IV secolo e il V secolo; Achilleo, che fece edificare la chiesa di San Pietro e che nel 419 fu incaricato di celebrare le festività pasquali a Roma, in quel momento sede vacante; Amasio, il cui epitaffio, oggi perduto, lo indica vescovo dal 476 al 489; Giovanni, che prese parte ai sinodi simmachiani del 499, del 501 e del 502 e che fu destinatario di una lettera di papa Gelasio I (492-496); Paolino, che visse all'epoca di papa Pelagio I; e Crisanto, a cui Gregorio Magno affidò momentaneamente la cura della Chiesa di Norcia.
Tra VI e VII secolo, Spoleto inglobò i territori delle soppresse diocesi di Trevi, di Spello e di Bevagna; attorno alla metà del IX secolo fu annessa a Spoleto anche Terni, diocesi restaurata nel 1218.Czortek, Una presenza che fa storia…, pp. 20-21.
Nell'XI secolo il vescovo Andrea dette avvio alla ristrutturazione della cattedrale, la cui prima attestazione risale al 956; il nuovo edificio fu consacrato una prima volta nel 1198 da papa Innocenzo III e poi, a lavori ultimati, da papa Onorio III forse nel 1216. Nella cattedrale spoletina fu solennemente canonizzato sant'Antonio da Padova nel 1232.
Numerose sono le istituzioni monastiche presenti in diocesi. Tra le più importanti si possono ricordare: San Giuliano sopra Spoleto, San Marco in Pomeriis, l'abbazia di San Pietro in Valle nei pressi di Ferentillo, San Felice di Narco, San Pietro di Bovara nel territorio di Trevi, San Pietro di Montemartano, San Felice di Giano, Santa Maria di Turrita, San Silvestro di Collepino nei pressi di Spello, e Sant'Eutizio in valle Castoriana. Tra i monasteri femminili: Sant'Eufemia, San Paolo inter vineas e San Concordio.Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. Attorno alla metà del XIII secolo arrivarono a Spoleto domenicani, francescani e agostiniani.
Secondo alcune ricostruzioni topografiche, la diocesi di Spoleto, tra la fine del XIII secolo e il XIV secolo, era la più grande dell'Umbria, estendendosi su un territorio di circa 2.484 km², comprendendo un totale di 345 chiese, di cui 94 nei centri urbani e 251 nei centri rurali.A. Bartoli Langeli, L’organizzazione territoriale della Chiesa nell'Umbria, in Orientamenti di una regione attraverso i secoli: scambi, rapporti, influssi storici nella struttura dell'Umbria. Atti del X convegno di studi umbri (Gubbio 1976), Perugia, 1978, pp. 420, 438.
Nel 1586 cedette una porzione del suo territorio, lungo il crinale dell'Appennino umbro-marchigiano, alla diocesi di Camerino come compensazione per la perdita di San Severino Marche, eretta a diocesi da papa Sisto V.
All'inizio del Seicento il vescovo Alfonso Visconti (1601-1608) fondò il seminario diocesano; il suo successore, Maffeo Barberini (1608-1617), dette avvio ai lavori di ricostruzione della cattedrale, consacrata nel 1680; il Barberini nel 1623 divenne papa con il nome di Urbano VIII.
Il 29 aprile 1772, dopo oltre cento anni di tentativi presso la Curia romana, iniziati nel 1645, vacando la sede di Spoleto per la morte del vescovo Vincenzo Acqua, papa Clemente XIV scorporò il territorio dell'antica diocesi di Spello, in cui erano oltre cinquanta chiese, dalla diocesi di Spoleto e l'aggregò a quella di FolignoCappelletti, op. cit., pp. 433-434..
Il 15 settembre 1821, come ricompensa per la perdita del territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Norcia, Spoleto fu elevata al rango di arcidiocesi, non metropolitana, con la bolla Pervetustam episcopalium di papa Pio VIIIl testo della bolla in Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. IV, pp. 370-378.. L'arcidiocesi mantenne l'immediata soggezione alla Santa Sede.Czortek, Una presenza che fa storia…, p. 146.
Tra i primi arcivescovi si ricordano Giovanni Maria Mastai Ferretti (1827-1832), divenuto papa nel 1846 con il nome di Pio IX; Giovanni Battista Arnaldi (1853-1867), che per la sua fedeltà al papa fu messo in carcere nel 1863; durante l'episcopato di Elvezio Mariano Pagliari (1879-1900) venne fondato a Spoleto ad opera del sacerdote e parroco Pietro Bonilli l'Istituto Nazzareno delle Suore della Sacra Famiglia.
Il 24 giugno 1976 si completò la cessione delle parrocchie del comune di Leonessa, già iniziata nel 1859, alla diocesi di Rieti. Congregazione per i vescovi, , AAS 68 (1976), p. 516. Il 14 aprile 1980 la parrocchia San Michele Arcangelo di Limigiano, nel comune di Bevagna, venne acquisita dalla diocesi di Assisi. Congregazione per i vescovi, , AAS 72 (1980), pp. 553-554.
Dopo il concilio Vaticano II fu istituito il museo diocesano (1968) ad opera di Ugo Poletti (1967-1969), poi cardinale vicario a Roma, e vennero aperti agli studiosi l'archivio della curia e la biblioteca diocesana, ad opera di Ottorino Pietro Alberti (1973-1987).
Alla vigilia dell'unione con Norcia, l'arcidiocesi spoletina comprendeva 87 parrocchie nei comuni di Spoleto (34), Bevagna (3), Montefalco (5), Giano dell'Umbria (4), Sellano (3), Trevi (8), Castel Ritaldi (4), Campello sul Clitunno (2), Vallo di Nera (2), Sant'Anatolia di Narco (2), Scheggino (2), Cerreto di Spoleto (2), Ferentillo (2), Arrone (2), Montefranco (2), Polino (1), Acquasparta (2), Foligno (1), Gualdo Cattaneo (1) e Terni (5).Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 255, 3 novembre 1986, p. 22 e seguenti. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 18 ottobre 1986 su richiesta del vescovo del 6 agosto 1986.
Sede di Norcia La diocesi di Norcia è attestata con certezza nel V secolo. Nella Passione di san Feliciano, protovescovo di Forum Flaminiii e patrono della diocesi di Foligno, si narra che un gruppo di ebrei di Norcia si convertì al cristianesimo grazie alle parole del santo vescovo, il quale avrebbe ordinato per la loro comunità, nella basilica chiamata Argentea, il sacerdote Pisentius (prima metà del III secolo).
Sono solo due i vescovi dell'antichità storicamente e certamente attribuibili alla sede di Norcia. Primo è Stefano, che prese parte al concilio romano indetto da papa Simmaco il 1º marzo 499 in basilica beati Petri apostoli per regolare le modalità di elezione del vescovo di Roma. Il secondo è Giovanni, che il 27 marzo 680 partecipò al concilio romano indetto da papa Agatone per rinnovare la condanna contro l'eresia monotelita.