Open Fiber S.p.A. (in origine Enel Open Fiber S.p.A.) è una società italiana attiva come operatore wholesale only (all’ingrosso) nel mercato delle infrastrutture di rete per telecomunicazioni, con focus su reti in fibra ottica fino all’utente, prevalentemente FTTH. L’azienda sviluppa reti in investimento privato nelle aree a maggiore densità e, in qualità di concessionario, realizza infrastrutture finanziate con intervento pubblico in specifici programmi nazionali per la banda ultralarga.

Storia

2015–2016: costituzione e prime operazioni Open Fiber è stata costituita nel dicembre 2015 come società interamente controllata da Enel.

2016–2017: ingresso di CDP Equity, acquisizione e fusione con Metroweb Nel 2016 Enel avviò trattative con CDP Equity finalizzate alla creazione di una joint venture paritetica e all’integrazione industriale con Metroweb. Il 20 dicembre 2016 Open Fiber acquisì l’intero capitale di Metroweb; la fusione per incorporazione fu approvata nel gennaio 2017 e completata nel primo trimestre 2017. Nel 2017, con l’ingresso di CDP Equity, la società cambiò denominazione in Open Fiber S.p.A.

2018–2020: sviluppo rete e implementazione della concessione pubblica Negli anni successivi Open Fiber sviluppò l’infrastruttura FTTH nelle città, in investimento privato, e avviò l’implementazione delle concessioni pubbliche nelle aree a fallimento di mercato (aree bianche), nell’ambito del Piano nazionale Banda Ultralarga.

2021–2022: uscita di Enel e ridefinizione dell’assetto azionario Il 4 agosto 2021 Enel sottoscrisse l’accordo per la cessione della propria partecipazione del 50% in Open Fiber: 40% a Macquarie e 10% a CDP Equity. Il perfezionamento dell’operazione portò CDP Equity al 60% e Macquarie al 40%.

Sul piano finanziario, nel febbraio 2022 Open Fiber sottoscrisse un contratto di finanziamento da 7,2 miliardi di euro; al 31 dicembre 2022 il finanziamento risultava utilizzato per circa 4 miliardi di euro secondo ricostruzioni di stampa specializzata.

2023: cambio al vertice operativo Nel settembre 2023, a seguito delle dimissioni dell’amministratore delegato Mario Rossetti, la carica di amministratore delegato e direttore generale è stata affidata a Giuseppe Gola.

2024: riconoscimenti e ricapitalizzazione Nel marzo 2024 Open Fiber ha ricevuto l’Operator Award 2024 dal FTTH Council Europe.

Nel dicembre 2024 gli azionisti hanno avviato un’operazione di ricapitalizzazione e rifinanziamento (aumento di capitale e nuovo finanziamento bancario), presentata come funzionale al proseguimento del piano di investimenti.

2025: presidenza Cucchiani, bilancio 2024 e dibattito su PNRR e aiuti di Stato Nel 2025 la presidenza del consiglio di amministrazione è passata a Enrico Tommaso Cucchiani.

Il 14 marzo 2025 Open Fiber ha comunicato l’approvazione del bilancio 2024, con ricavi pari a 674,8 milioni di euro, EBITDA pari a 276,3 milioni e perdita netta pari a 364 milioni, e un nuovo piano industriale con investimenti fino al 2034, oltre al completamento di un processo di rifinanziamento con risorse da azionisti e istituti di credito. Il bilancio 2023, con ricavi pari a 582 milioni di euro, EBITDA superiore a 234 milioni e perdita pari a 296 milioni, era stato comunicato nel giugno 2024.

Nel corso del 2025, in parallelo alle attività di attuazione dei piani PNRR, in particolare il Piano “Italia a 1 Giga”, si è sviluppato un dibattito pubblico sui ritardi, sulle rimodulazioni degli obiettivi e su presunti profili di aiuti di Stato. FiberCop, società della rete ex TIM controllata da un consorzio guidato da KKR, ha confermato di avere trasmesso alla Commissione europea una segnalazione relativa a presunti aiuti di Stato in favore di Open Fiber, quantificati fino a 4,5 miliardi di euro secondo la stessa FiberCop. Sul medesimo dossier si è inserito il confronto istituzionale sul progetto di “rete unica” e sugli impatti concorrenziali dell’operazione.

2026: bilancio 2025 e Fondo Nazionale Connettività Nel marzo 2026 Open Fiber ha comunicato l’approvazione del bilancio consolidato 2025, con ricavi pari a 798,1 milioni di euro, EBITDA pari a 409,5 milioni, risultato netto pari a -336,7 milioni e posizione finanziaria netta pari a 6,84 miliardi di euro; la società ha inoltre confermato l’obiettivo di raggiungere il cash flow positivo entro il 2028.

Nel 2026 è stato avviato il Fondo Nazionale Connettività, investimento pubblico del PNRR destinato a incentivare investimenti privati nelle infrastrutture di rete a banda ultralarga, con gestione affidata a Invitalia come implementing partner. Il Fondo è stato presentato anche come strumento di copertura in continuità con le rimodulazioni del Piano “Italia a 1 Giga” e con gli obiettivi europei al 2030.

Attività e modello di business Open Fiber opera come operatore wholesale only: realizza e gestisce infrastrutture di accesso e backhauling e rende disponibili servizi all’ingrosso a favore di operatori retail e provider di servizi, che commercializzano le offerte agli utenti finali.

L’infrastruttura è progettata principalmente per la connettività FTTH. In ambiti specifici, soprattutto in aree a bassa densità e in presenza di vincoli tecnico-economici, Open Fiber ha utilizzato anche soluzioni FWA nell’ambito di programmi pubblici.

Contesto di mercato (rete fissa, tecnologie e performance) Secondo l’Osservatorio AGCOM n. 4/2025, con dati a settembre 2025, gli accessi complessivi di rete fissa in Italia sono pari a circa 20,49 milioni di linee, mentre le linee broadband e ultrabroadband sono stimate in circa 19,26 milioni. Tali indicatori descrivono l’andamento del mercato delle linee di accesso attive, lato retail e per tecnologia, indipendentemente dal fatto che l’infrastruttura sottostante sia proprietaria o acquistata all’ingrosso, e non rappresentano quindi una base clienti direttamente attribuibile a un singolo operatore wholesale only come Open Fiber. Nella composizione tecnologica continua la riduzione delle linee in rame/DSL e cresce il peso delle tecnologie alternative: gli accessi FTTH sono stimati in 6,74 milioni (+22,0% su base annua) e rappresentano il 32,9% degli accessi complessivi; risultano in crescita anche gli accessi FWA, stimati in 2,56 milioni (+11,5% su base annua). Sul fronte delle prestazioni, aumenta la quota di linee commercializzate con capacità pari o superiore a 1 Gbit/s, stimata al 32,4% a settembre 2025.

Programmi pubblici e piani di copertura

Piano Banda Ultralarga (BUL) – aree bianche (concessioni Infratel) Il Piano nazionale Banda Ultralarga (BUL) prevede, per le aree a fallimento di mercato (aree bianche), la realizzazione di infrastrutture con intervento pubblico e concessione ventennale: la rete resta di proprietà pubblica ed è affidata in gestione al concessionario.

2017: avvio delle concessioni (prima e seconda gara) Nel 2017 Open Fiber si aggiudicò i lotti della prima gara Infratel; nel corso dell’anno furono sottoscritti gli atti di concessione relativi alla prima e alla seconda gara, quest’ultima firmata nel novembre 2017.

2018: progettazione esecutiva e apertura cantieri Le relazioni di monitoraggio del Piano BUL indicano, per la fase 2018, l’avanzamento delle attività di progettazione e l’apertura progressiva dei cantieri, con crescita del numero di comuni in esecuzione e delle unità immobiliari oggetto di intervento.

2019: terza gara e completamento del perimetro concessorio Nel 2019 fu sottoscritta la concessione relativa alla terza gara, completando il perimetro delle aree bianche oggetto di intervento pubblico.

2020: rimodulazioni tecniche, ritardi e primi contenziosi Nel 2020 il monitoraggio pubblico evidenziò ritardi rispetto alle tempistiche originarie; in alcuni contesti Open Fiber ha indicato la necessità di rimodulare modalità di copertura, includendo soluzioni FWA per accelerare l’implementazione in territori a bassa densità e con maggiori criticità operative.

2021: incremento della rete realizzata e aggiornamenti del cronoprogramma Le relazioni di stato avanzamento riportano l’incremento di infrastruttura realizzata, con progressiva crescita dei comuni in collaudo e delle unità immobiliari raggiunte in vendibilità, variabili soggette a revisioni tecniche e amministrative.

2022: creazione di Open Fiber Network Solutions e gestione operativa dei cantieri Nel contesto di difficoltà operative, tra cui reperimento di profili tecnici, gestione cantieri e filiere, Open Fiber ha costituito la società consortile Open Fiber Network Solutions (OFNS), dedicata a funzioni operative e di governance di specifici processi di esecuzione. Nelle relazioni pubbliche del Piano BUL continua a essere evidenziato l’andamento non uniforme dei lavori e l’esistenza di criticità autorizzative e di esecuzione.

2023: confronto con Infratel e dibattito su penali e riequilibri Nel dibattito pubblico sono state riportate richieste di anticipazioni e discussioni sul tema delle penali connesse ai ritardi; parte di tali profili è confluita in contenziosi e in valutazioni sul riequilibrio economico-finanziario della concessione, richiamati anche da documenti istituzionali.

2024: rilievi della Corte dei conti Nel 2024 la Corte dei conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano BUL nelle aree bianche, richiamando l’andamento dei lavori, i ritardi e i relativi impatti amministrativi e finanziari.

2025: contributo di riequilibrio e contestazioni concorrenziali Con decreto del 21 gennaio 2025 è stato disposto un intervento di riequilibrio dei piani economico-finanziari delle concessioni per le aree bianche. Open Fiber ha indicato che, a seguito della procedura di riequilibrio dei PEF conclusa nel febbraio 2025, sono stati concessi contributi per complessivi 660 milioni di euro.

Nel 2025 FiberCop ha dichiarato di avere segnalato alla Commissione europea presunti profili di aiuti di Stato anche in relazione a tale misura e ad altri strumenti pubblici, quantificando l’ammontare complessivo fino a 4,5 miliardi di euro secondo la propria ricostruzione.

2026: orizzonte di completamento e collaudi Documenti istituzionali e di programmazione riportano che una parte dei collaudi e delle verifiche tecniche del Piano BUL può estendersi fino al 2026, in relazione allo stato effettivo dei lavori e ai processi amministrativi connessi.

Piano “Italia a 1 Giga” (PNRR – aree grigie) Il Piano “Italia a 1 Giga” è un piano di intervento pubblico del PNRR, Missione 1 Componente 2, finalizzato a promuovere investimenti in reti a banda ultralarga nelle aree in cui non è presente, né prevista nel breve periodo, connettività stabile ad almeno 300 Mbit/s in download nell’ora di picco; l’obiettivo prestazionale del piano è 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload nelle ore di picco del traffico.

2017–2020: antecedenti (Strategia BUL e obiettivi europei) Negli anni precedenti al PNRR il tema della “gigabit society” e dell’accelerazione degli investimenti su reti VHCN è entrato in modo crescente nella programmazione nazionale, con evoluzione di mappature e consultazioni sulla copertura e sulle intenzioni di investimento privato, in coerenza con orientamenti UE sugli aiuti di Stato alle reti a banda larga.

2021: approvazione del piano e consultazione pubblica Il piano è stato inquadrato nella Strategia italiana per la Banda Ultralarga “Verso la Gigabit Society”; nell’agosto-settembre 2021 si è svolta la consultazione pubblica sul Piano “Italia a 1 Giga”. Il piano è stato notificato alla Commissione europea e approvato nell’ambito del quadro sugli aiuti di Stato, decisione SA.63170.

2022: bando, aggiudicazione e avvio delle convenzioni