La Val Sessera è un sito di interesse comunitario (cod.IT1130002) della Regione Piemonte, istituito nell'ambito della direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e designato inoltre come Zona Speciale di Conservazione.
Storia
L'area protetta si estende su zone di alta e media montagna poco antropizzate e tradizionalmente utilizzate per la pastorizia, oltre che oggetto in passato di alcune operazioni di sfruttamento minerario. In particolare la parte più a monte della Valsessera è priva di centri abitati permanenti ma viene frequentata, d'estate, dai pastori del Biellese che ancora compiono la transumanza trasportando i loro bovini verso gli alpeggi.Sito della Centro Studi Biellesi DocBi www.docbi.it , consultato nell'agosto 2009 Nel Medioevo la stessa Valsessera fu teatro dell'ultima resistenza di Fra Dolcino e dei suoi seguaci contro le truppe feudali e vescovili. Oggi amministrativamente la zona è costituita da varie isole amministrative montane appartenenti ai comuni della collina biellese, che ne assegnano l'uso per il pascolo ai propri allevatori.
Una parte considerevole dell'area protetta è inoltre occupata da foreste di proprietà pubbica, che vengono gestite tramite un Piano Forestale Aziendale integrato con le norme di conservazione generali per le aree NATURA2000 e con quelle sito-specifiche relative all'area protetta in questione. La gestione del SIC/ZSC è affidata al Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte. Il 10 ottobre 2016, con D.G.R. n. 24-4043, ne sono state approvate le Misure di conservazione sito-specifiche.
A partire dal 1993 è inoltre attiva, in parte del SIC/ZSC, l'Oasi Zegna. Si tratta di un progetto di mecenatismo privato in materia turistica e ambientale che si ricollega all'opera di miglioramento e promozione del territorio voluta dall'imprenditore Ermenegildo Zegna, originario della zona e fondatore del Gruppo Zegna.
Territorio
Il SIC/ZSC tutela un'area delle Alpi Biellesi di circa 108 chilometri quadrati, dominata dalla Cima di Bo. Comprende buona parte della Valle Sessera oltre alla testata della Valle Cervo, che si sviluppa attorno al centro comunale di Piedicavallo. È chiuso a nord dalla porzione delle Alpi Biellesi che fa da spartiacque tra le vallate del Biellese con la Valle del Lys (a ovest) e il ramo principale della Valsesia. La collocazione geografica dell'area protetta determina un clima piuttosto particolare, con temperature relativamente miti e una consistente nebulosità estiva, causata anche dalla risalita di masse di aria umida provenienti dalla pianura risicola posta a sud. Le precipitazioni sono inoltre ben distribuite durante l'anno, e sostengono una serie di ecosistemi che a loro volta permettono la sopravvivenza di varie specie endemiche.
Flora e vegetazione
La flora del SIC/ZSC include varie specie rare o minacciate e due endemismi: Centaurea bugellensis, presente oltre che nell'area protetta anche in una valle laterale della Valsesia, e Cytisus proteus, specie inclusa nella Lista rossa italiana. Tra le altre specie di interesse conservazionistico si possono citare le felci Asplenium adulterinum e Osmunda regalis (che qui ha la propria stazione più alta d'Italia), oltre a Allium narcissiflorum, Anemone narcissiflora, Phyteuma humile, la pianta carnivora Drosera rotundifolia, Eriophorum vaginatum e Sedum villosum. La rara solanacea Scopolia carniolica, anch'essa inclusa nella ista rossa, è presente con la sua stazione più occidentale del proprio areale di distribuzione.
Fauna
La fauna dell'area protetta comprende, oltre ai tipici vertebrati alpini, anche una notevolissima biodiversità per quanto riguarda gli invertebrati.
In particolare nel SIC/ZSC è presente Carabus olympiae, una specie endemica di coleotteri che vive nei pascoli e in aree boschive come le faggete. L'articolo 19 del Piano di Gestione del SIC/ZSC prevede misure specifiche per tutelare questa specie.
Habitat
Tra gli habitat naturali di interesse comunitario presenti nell'area protetta sono compresi:
4060 Lande alpine e boreali: copertura 496.2 ha, 6230 Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceodelle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale): copertura 2826.19 ha, 6520 Praterie montane da fieno: copertura 10.79 ha, 8110 Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani): copertura 431.48 ha, 8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica: copertura 291.25 ha, 8230 Rocce silicee con vegetazione pioniera di Sedo-Scleranthion o di Sedoalbi-Veronicion dillenii: copertura 2.0 ha 9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum: copertura 2578.09 ha, 9130 Faggeti dell'Asperulo-Fagetum: copertura 10.79 ha, 9180 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion: copertura 10.79 ha, 91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae): copertura 10.79 ha, 9260 Boschi di Castanea sativa: copertura 129.44 ha.
Attività
La zona del SIC/ZSC è visitabile a piedi, a cavallo o in mountain bike, seguendo la vasta rete di sentieri e stradine forestali presenti. A Bielmonte, punto di congiunzione tra la Val Sessera e la Valle di Mosso, è possibile praticare la sci da discesa; la maggior parte delle strutture ricettive si trova sul versante Strona di Mosso, ma le piste sciistiche (da discesa e da fondo) sconfinano abbondantemente in Valsessera, dove i pendii hanno un'esposizione che permette alla neve di conservarsi piuttosto a lungo nonostante la quota non elevatissima. Dal Bocchetto Sessera partono invece vari itinerari di fondo, collegabili ad anello. È inoltre possibile praticare il podismo lo skyrunning e, negli utlimi anni, varie attività di immersione nella natura come il forest bathing.
Note
Bibliografia
Cartografia Carta dei sentieri della Provincia di Biella 1:25.00 - Biellese nord-orientale, Provincia di Biella, 2004Carta dei sentieri della Provincia di Biella 1:25.00 - Biellese nord-occidentale, Provincia di Biella, 2004 Carta dei sentieri e dei rifugi scala 1:50.000 n. 9 Ivrea, Biella e Bassa Valle d'Aosta'', Istituto Geografico Centrale - Torino
Voci correlate Siti di interesse comunitario del Piemonte
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Collegamenti esterni
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