Il Corso di linguistica generale (Cours de linguistique générale) è un'opera postuma di Ferdinand de Saussure, pubblicata nel 1916.

De Saussure è riconosciuto come il padre della linguistica generale (o teorica) e l'anno di pubblicazione del Corso come la data simbolica della nascita dello strutturalismo, che si svilupperà nel Circolo linguistico di Praga nei primi decenni del XX secolo a partire dalle idee saussuriane.

Struttura L'opera è il risultato della revisione e riorganizzazione degli appunti presi dagli studenti che frequentarono il corso di linguistica generale tenuto da de Saussure a Ginevra negli anni 1906-1911 e da alcune note personali dell'autore recuperate dopo la sua morte. La pubblicazione, avvenuta senza l'imprimatur dell'autore, si deve in particolare a Albert Sechehaye e Charles Bally.

Tre diverse prefazioni, scritte da Bally e Sechehaye, precedono la prima, seconda e terza edizione dell'opera. Nelle edizioni successive sono riportate generalmente tutte e tre le prefazioni.

La prefazione è seguita da un'introduzione, suddivisa in capitoli e paragrafi, che precede le cinque parti, suddivise anch'esse in capitoli e paragrafi, di cui è composta l'opera. Tra l'introduzione e la prima parte e tra la terza e la quarta parte è inserita una appendice.

A partire dall'edizione del 1967, in Italia l'opera viene pubblicata con l'introduzione e il commento di Tullio De Mauro. Il commento di De Mauro è divenuto praticamente parte integrante dell'opera, non solo nelle versioni in lingua italiana.

Filologia saussuriana Nella prima prefazione dell'opera Bally e Sechehaye esprimono la delusione provata alla morte del maestro nel constatare la quasi totale assenza di note, bozze, o appunti personali di de Saussure, che era solito stracciare fogli e quaderni con annotazioni.

I pochi documenti disponibili risultavano difficilmente utilizzabili per la composizione del libro in quanto poco aderenti alle lezioni dei corsi di linguistica generale tenuti a Ginevra negli anni 1906/1907, 1908/1909, 1910/1911. L'intenzione di Bally e Sechehaye era proprio quella di comporre un'opera che risultasse una summa del pensiero linguistico saussuriano attraverso l'unione degli appunti dei suoi studenti e dei documenti autografi, che si rivelarono assai scarsi.

La ragione per cui de Saussure lasciò ai posteri un numero ridotto di scritti, concentrati per lo più nella fase di inizio carriera, è motivo di discussione della critica. Alcuni riconducono ai tratti caratteriali (la tendenza all'isolamento e la mania di perfezionismo) o alla infelice vita privata di de Saussure questa tendenza all'insegnamento orale privo di un riscontro scritto. Secondo Tullio De Mauro questo è un fattore che ha inciso in modo minimo: egli ritiene che la causa di tale comportamento sia da ricercarsi piuttosto nella vastità degli aspetti, argomenti e problemi da trattare, che non avrebbero lasciato molto tempo libero a una mente così attenta al dettaglio come quella di de Saussure.

Bally e Sechehaye si appellarono agli appunti di alcuni studenti che avevano potuto frequentare più assiduamente le lezioni di de Saussure. Il lavoro di revisione e collazione degli appunti non fu affatto facile, come gli stessi organizzatori ammisero, soprattutto per l'incoerenza riscontrata tra il libro di testo universitario e gli insegnamenti orali, che si rinnovavano ed evolvevano periodicamente e ancor di più tra un anno accademico e l'altro.

Bally e Sechehaye decisero così di intraprendere la ricostruzione del pensiero del maestro sulla base del terzo corso ginevrino (quello degli anni 1910/1911).

Nella prima prefazione Bally e Sechehaye dichiarano il loro impegno a rimanere fedeli al pensiero originale del maestro, assumendosi ogni responsabilità di fronte alla critica per quanto riguarda la riuscita dell'opera. Pubblicare un'opera senza l'imprimatur dell'autore è fonte di responsabilità anche di fronte alla memoria dello stesso, che di fatto non ha dato il proprio assenso alla pubblicazione. I due redattori dichiarano nella prefazione di assumersi anche di questo la piena responsabilità.

Secondo i due redattori, l'opera potrebbe risultare incompleta agli occhi di qualche critico per il fatto che la semantica è un argomento che viene appena sfiorato: de Saussure aveva promesso ai suoi allievi che avrebbe sviluppato questo aspetto nei corsi degli anni successivi, ma non poté mantenere la promessa. Un'altra critica che potrebbe essere mossa, secondo Bally e Sechehaye, è quella di ripetitività dell'opera: questo è, secondo i due redattori, inevitabile in un pensiero linguistico così articolato e del tutto innocuo.

Contenuto Il pensiero linguistico di de Saussure può essere riassunto in dicotomie, opposizioni binarie tra termini. Lo stesso de Saussure sosteneva che "nella lingua non vi sono se non delle differenze. Di più: una differenza suppone in generale dei termini positivi tra i quali essa si stabilisce; ma nella lingua non vi sono che differenze senza termini positivi"Ferdinand de Saussure, Corso di linguistica generale, p. 145.. Secondo de Saussure nei fatti di lingua contano le differenze all'interno del sistema, ovvero non i singoli segni ma ciò che fa di essi elementi distintivi in relazione agli altri elementi presenti. Un'eco di questo pensiero si può riscontrare nella teoria dei tratti distintivi di Roman Jakobson, secondo il quale l'informazione veicolata da un tratto distintivo è essenzialmente il suo valore distintivo.

I concetti principali del pensiero saussuriano, trattato e riassunto nel Corso, sono: langage - langue langue - parole langue - istituzioni sociali significante - significato arbitrarietà verticale - arbitrarietà orizzontale rapporti sintagmatici - rapporti associativi sincronia - diacronia

Langage e langue L'oggetto della linguistica, che è una scienza umana, sono le lingue storico-naturali. Esse sono espressione della facoltà di linguaggio, caratteristica della sola specie umana.

La langue è l'insieme delle regole che costituiscono la lingua di una certa comunità linguistica: è un'entità di appartenenza sociale, prodotta dalla società al fine di consentire un esercizio convenzionale della facoltà di linguaggio, che permette la comunicazione intenzionale ma necessita di un sistema entro il quale muoversi per non rischiare l'incomprensione tra parlanti. Per langue si intende dunque una lingua storico-naturale specifica.

Secondo una concezione formale, la langue è un sistema segnico astratto dove, come in ogni altro sistema semiologico, un segno è caratterizzato da ciò che lo distingue dagli altri, la sua distintività.

La langue è dunque un aspetto del linguaggio: tra i fatti di linguaggio, le viene assegnato il ruolo più importante. Il linguaggio è un fenomeno che interessa diacronicamente la storia umana e sincronicamente sia l'individuo che la collettività: per questo risulta difficilmente classificabile in una categoria di fatti umani. La lingua viene invece riconosciuta come un principio di classificazione che ha la precedenza sui fatti di linguaggio.

Dopo aver espresso questo pensiero gerarchico, de Saussure previene eventuali obiezioni basate sulla presunta naturalità del linguaggio contrapposta alla convenzionalità della lingua, smontando questa tesi punto per punto: de Saussure osserva che l'interpretazione in termini di naturalità del linguaggio appare infondata, poiché non è provato che l'apparato vocale sia preposto primariamente alla funzione fonatoria; piuttosto l'apparato fonico-acustico è stato scelto come strumento per la comunicazione perché esso presentava notevoli vantaggi.

A ogni modo, che la facoltà di linguaggio venga considerata naturale o innaturale, l'esercizio di tale facoltà è possibile solo grazie allo strumento lingua messo a disposizione di una comunità linguistica e fornito da essa stessa. L'insieme di regole e convenzioni che permette di articolare parole ed enunciati comprensibili dalla collettività è la langue: essa permette l'organicità del linguaggio.

L'attenzione all'aspetto sociale è una delle caratteristiche che oppongono il pensiero saussuriano a quello di Noam Chomsky, concentrato sull'aspetto cognitivo individuale.

Langue e parole Per collocare la lingua all'interno dei fatti di linguaggio, de Saussure parte dal concetto di parole.

Parole è un termine francese utilizzato in ambito linguistico e non corrisponde del tutto all'italiano "parola": parole indica l'atto linguistico individuale, ovvero la realizzazione concreta della langue unica e irripetibile, legata all'emissione fonica contingente di un certo parlante in una certa occasione. La parole indica tanto il modo di utilizzo volontario del codice lingua al fine dell'espressione dei propri pensieri quanto il meccanismo che permette questo processo di espressione.

De Saussure ricostruisce il circuito della parole (ovvero il meccanismo dell'atto di parole) il cui verificarsi presuppone la presenza di almeno due individui. L'inizio del processo linguistico ha luogo nel cervello dell'individuo emittente, in cui sono presenti i "fatti di coscienza", che de Saussure chiama concetti, associati con immagini acustiche necessarie alla loro espressione. L'associazione tra concetto e immagine acustica è ciò che costituisce il segno, che per de Saussure costituisce un'entità psichica. I termini concetto e immagine acustica verranno successivamente sostituiti rispettivamente da significato e significante.

A questa prima fase interamente psichica ne segue una fisiologica: gli organi preposti alla fonazione ricevono un impulso dal cervello e attuano i meccanismi fisici necessari alla produzione dell'immagine acustica richiesta: viene emesso un suono, che come tale si propaga attraverso il mezzo dell'aria sotto forma di onde sonore. Le onde raggiungono l'orecchio del ricevente e l'immagine acustica viene trasmessa al cervello tramite un processo fisico.

Nel cervello del ricevente avviene un nuovo processo psichico: l'associazione dell'immagine acustica ricevuta con il concetto a essa corrispondente.

Il processo comunicativo così descritto può essere schematizzato attraverso opposizioni binarie (coppie) di fasi, diverse a seconda dell'aspetto del processo preso in considerazione:

fase esteriore e fase interiore; ovvero una fase che comprende la trasmissione dei suoni dalla bocca dell'emittente all'orecchio del ricevente e una che comprende sia la fase precedente all'emissione fonica sia quella successiva alla ricezione auricolare.

fase psichica e fase fisiologica; ovvero una fase che comprende i meccanismi psichici che permettono la comunicazione e una fase che coinvolge tutti i processi fisici-fisiologici messi in atto dal corpo umano per la produzione e la ricezione dell'elemento fonico (questa fase comprende dunque i movimenti degli organi dell'apparato fonatorio e uditivo e le posizioni assunte da essi).

fase attiva e fase passiva; ovvero una fase che comprende tutti i processi che vanno dall'associazione tra concetto e immagine acustica attuata dal cervello fino alla ricezione dell'immagine acustica da parte del ricevente e una fase che comprende i processi che seguono alla ricezione di tale immagine fino all'elaborazione di essa e alla sua associazione con un concetto.

All'interno della fase psichica si può distinguere una fase esecutiva, che concerne l'associazione del concetto all'immagine acustica e corrisponde alla fase attiva, e una fase ricettiva, che concerne viceversa l'associazione dell'immagine acustica al concetto corrispondente e corrisponde alla fase passiva. L'associazione tra concetto e immagine acustica e viceversa avviene sempre a livello psichico: per de Saussure il segno appartiene interamente alla sfera psichica ed è ciò che compone il sistema semiologico della lingua, un sistema segnico omogeneo e interamente psichico.

La facoltà psichica di associazione di concetto e immagine acustica permette alla lingua di costituire un sistema semiologico.