Nel dopoguerra dedicò la sua vita a conservare i valori della Resistenza.
Ex studente dell'istituto Cobianchi e giovane operaio (disegnatore meccanico), all'indomani dell'occupazione nazista, fondò una squadra di gappisti con alcuni suoi compagni. Svolse la maggior parte della sua attività di partigiano a Intra. Dopo la guerra fu assunto alla Rhodiatoce, quindi aprì un'officina di autoriparazioni. A partire dagli anni '70 del Novecento ricoprì la carica di consigliere comunale e provinciale per il PCI. Fu Presidente dell'ANPI di Verbania per più di dieci anni. Fu un grande sostenitore della costruzione della Casa della Resistenza e poi animatore delle attività della Casa stessa.
Biografia Nato nel 1925 e cresciuto a Intra, vi ha svolto la maggior parte della sua attività di partigiano gappista. Subito dopo l’8 settembre 1943 costituì il G.A.P. di Intra con Arialdo Catenazzi, Franco Carmine e Gastone Lubatti, suoi compagni all'istituto "Cobianchi" di Intra. Fu riconosciuto partigiano combattente con 18 mesi di anzianità. Nel 1948 diventò guardia del corpo di Palmiro Togliatti; infatti Togliatti, dopo l'attentato subito il 14 luglio del 1948 a Roma, trascorse la sua convalescenza nell'Alto Novarese. Per motivi politici Maierna subì discriminazioni sul posto di lavoro. Negli anni delle lotte operaie del dopoguerra lavorò alla Rhodiatoce di Verbania. Negli anni '70 del Novecento partecipò alle lotte operaie per la conquista di condizioni salariali migliori; fu individuato come elemento trascinatore e fu obbligato a trasferirsi a Milano, dove gli fu assegnato un ufficio, ma senza mansioni specifiche: era praticamente senza lavoro. Allora rassegnò le dimissioni. In seguito avviò una piccola officina di autoriparazioni e poi una stazione di servizio per auto. Alla passione per il disegno e la meccanica alternò l'impegno nelle associazioni partigiane e nell'amministrazione pubblica. Militante del PCI, è stato sempre presente nella vita politica verbanese. Negli anni '70 è stato consigliere comunale e poi assessore. Ritornò a Palazzo Flaim dal 1980 al 1995 sempre nelle file comuniste. Dopo lo scioglimento del PCI è stato consigliere di Rifondazione Comunista dal 1995 al 1999. Come militante e dirigente Anpi è stato uno strenuo sostenitore della necessità di erigere la Casa della Resistenza e ha dato un contributo fondamentale per la realizzazione dell'opera che dal 1996 accoglie i visitatori dell'Area Monumentale sorta sul luogo dell'eccidio di Fondotoce. Fu presidente dell’ANPI Verbania dal 1994 al 2004. Dal 2004 fu presidente onorario della sezione Augusta Pavesi. Nel libro “14 giorni d’agosto” ha raccontato la sua esperienza nelle file partigiane e l’arresto suo e di suo padre per sospetto antifascismo. È stato un uomo coraggioso, riservato, attento ai bisogni degli ultimi, rispettoso delle idee altrui. È morto a 92 anni, dopo una lunga malattia.
La lotta partigiana Durante la Seconda guerra mondiale fu un partigiano gappista con alcuni ex suoi compagni dell'istituto "Cobianchi". Tutti gli episodi importanti che lo riguardano sono avvenuti nel 1944. Innanzitutto i fascisti lo cercarono a casa per farlo arruolare, ma c'era un errore nelle loro liste: loro cercavano infatti un "Egidio Mainardi" e non "Maierna"; per questo motivo poté continuare il suo impegno gappista. In collegamento con il C.L.N. di Verbania e con le brigate "Cesare Battisti" e "Valgrande Martiri": Il GAP forniva armi, viveri e indumenti alle due Formazioni e svolgeva intensa attività di propaganda antifascista. Sono due gli episodi che Maierna ha sempre raccontato. Uno è quello dei pestaggi del padre da parte dei fascisti. Quando il padre, proveniente da famiglia antifascista, fu arrestato, Gianni fu costretto ad assistere ridendo alleviolenze cui il padre era sottoposto durante l'interrogatorio. Un secondo punto ricorrente nelle sue testimonianze, sono le parole con le quali il prevosto Don Bozzini, (sacerdote che si prodigava per l'assistenza ai patrioti, e che aveva addirittura offerto la propria vita in cambio di quella di un partigiano ferito che i fascisti avevano prelevato dall'ospedale e fucilato sul lungolago ) cercò di far desistere il giovane Gianni dai suoi propositi di vendetta "Vedi, Gianni, questa tragica situazione può far perdere il senso della giustizia. Ti prego, cerca di desistere dal desideri di vendetta. Non potrai mai dimenticare ciò che è successo, ma evita di trasformarti come loro. [...]. C'è da sperare che questa guerra termini al più presto tanto è il danno che subiscono le menti dei giovani".
L'impegno nella politica locale
Aderì al PCI sin dal 1945, e costante fu il suo impegno benché abbia rifiutato ruoli di dirigente. Entrò in Consiglio comunale con le elezioni del 1970. Nel 1972, diventò assessore nella giunta PSI- PCI guidata del sindaco comunista Pietro Mazzola; nel 1974 continuò a ricoprire l’incarico con il sindaco socialista Imperiale, che portò a termine il mandato alternandosi con Mazzola in base ad un accordo tra i partiti di maggioranza.
Maierna rivestì la carica innovativa di assessore alla Partecipazione e al Decentramento; in tal ruolo accompagnò la nascita dei Consigli di quartiere le cui proposte vennero, seppur parzialmente, recepite nei programmi del Comune. Maierna vedeva nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica la realizzazione della democrazia partecipata, cioè di una democrazia non solo formale ma viva, proprio come aveva desiderato sin dai tempi della Resistenza. Contribuì in particolare alla realizzazione del Parco Robinson per il Comitato di quartiere di Intra Alta; di lui viene ricordato come incoraggiasse i giovani che si interessavano alla vita cittadina, parlando con loro, ascoltandoli con il sorriso, fornendo un esempio grande e bello di ciò che debba essere la politica.
Maierna fu rieletto Consigliere nel 1975 con Imperiale
Rinunciò tuttavia all’incarico in Comune per assumere il ruolo di consigliere provinciale (provincia di Novara).
Nel 1976 Maierna fu candidato alle politiche per il PCI, ma non venne eletto.
Ancora candidato, viene rieletto consigliere comunale nella legislatura 1980/85
Non accettò il cambiamento del PCI in PDS e aderì a Rifondazione comunista.
In una intervista rilasciata a Libera nel 2012 per commemorare la festa della Liberazione egli pronunciò le seguenti parole, che sintetizzano il senso del suo impegno, partigiano e politico, e il suo insegnamento per le generazioni future: "L’attenzione vorrei darla a ciò che accade nel Paese, sempre, non lasciar fare; bisogna intervenire, fermare, far capire agli altri che ci siamo anche noi. Quel che manca purtroppo è una reazione nostra."
Maierna disegnatore satirico Fin da giovane Maierna manifestò un talento speciale nel disegno tecnico, ma anche nella produzione di cartelloni e murales. All’inizio dell’anno scolastico del 1943 Maierna e altri due, di notte, violando il coprifuoco dipinsero sul muro di cinta del Cobianchi (ora sostituito dal cancello) le scritte “Abbasso il duce! Abbasso il re” e disegnarono falci e martello. Famoso fu anche suo murales all’istituto "Cobianchi" in cui si leggeva “Studenti non siate il fieno dell’asino di Predappio”
Maierna, pur essendosi dimesso da operaio ed essendo diventato imprenditore privato, preparava i cartelli da portare in corteo, esercitando la sua abilità di disegnatore e di acuta ironia. In particolare si ricorda un cartellone (portato nei cortei delle lotte operaie della Montefibre del 1969-1970) con un uomo in barca con issata una vela (trinchetto); era chiaro il riferimento al direttore dell’azienda che veniva paragonato al “Capitan Trinchetto”, il personaggio del Carosello televisivo che rappresentava un marinaio noto per le sue storie esagerate che una voce fuori campo ridimensionava con le parole “Cala, cala”.
A proposito di cartelli incriminati, nel periodo in cui Maierna fu consigliere comunale al suo primo mandato (1970-75), il sindaco Mazzola fu processato, e infine assolto per avere offeso la magistratura nel settembre del 1970, nel corso di un’agitazione dei dipendenti della Rhodiatoce, durata oltre un mese, a sostegno di tre operai arrestati per blocco stradale, ferroviario e dei servizi lacustri; nei pressi del tribunale di Verbania era stata allestita una tenda dove si raccoglievano firme per la petizione di scarcerazione; fuori dalla tenda qualcuno aveva appoggiato un cartello a forma di “freccia turistica” con la dicitura “Palazzaccio dell’ingiustizia del XX secolo. Stile barbarico. 2000 km circa”. Il sindaco si difese affermando di non essersi accorto della presenza di quel cartello irriverente e l’autore del cartello non fu mai individuato.
Maierna partecipò spesso al concorso di vignette satiriche “Ridere sotto il tasso”, ideato dal parroco di Cavandone (frazione del Comune di Verbania) per vivacizzare la festa patronale della Madonna del Rosario e diventato un appuntamento fisso della vita culturale verbanese; Maierna si classificò tra i primi tre vignettisti non professionisti, premiati con marenghini d’oro, nelle edizioni degli anni 1990, 1991 e 1994, dedicate rispettivamente ai mondiali di calcio 1990, ad Andreotti e a Colombo.
Da ricordare infine che Maierna disegnò per la Casa della Resistenza una grandissima cartina topografica dove erano segnati i luoghi degli eccidi in cui erano caduti i partigiani del Verbano, del Cusio e dell’Ossola.
La Memoria e la Casa della Resistenza L’opera di Maierna come militante e Dirigente dell’ANPI
Militante sin dal 1945, Giovanni Maierna è stato Presidente dell’ANPI di Verbania dal 1994 al 2004.
Come militante e dirigente ha svolto un ruolo fondamentale nelle seguenti iniziative:
Realizzazione della Casa della Resistenza Costituzione dell’ “Associazione Casa della Resistenza” Invio di aiuti alle popolazioni della ex Jugoslavia durante e dopo la guerra civile, gemellaggio con la provincia di Fiume Memoria di Trarego Gestione della Casa della Resistenza e dell’Area monumentale
Realizzazione della Casa della Resistenza e “Associazione Casa della Resistenza”
La costruzione della Casa della Resistenza ha rappresentato una tappa fondamentale del lungo e faticoso cammino di tutela e valorizzazione di uno dei luoghi della Memoria più cari alla Comunità del territorio provinciale e più significativi della lotta di Liberazione in Italia. La sua edificazione rappresentò un’affascinante avventura collettiva di scoperta e riscoperta del valore della Memoria, nella convinzione condivisa che il sito avrebbe disegnato una “geografia dei dolori e dei valori necessari alle nuove generazioni per riappropriarsi del comune passato e per favorirne la crescita come cittadini liberi e consapevoli.
Come militante e dirigente ANPI fu uno strenuo sostenitore della necessità di erigere la Casa della Resistenza e diede un contributo fondamentale per la realizzazione dell'opera che dal 1996 accoglie i visitatori dell'Area Monumentale sorta sul luogo dell'eccidio di Fondotoce.
Per comprendere il contributo di Maierna è necessario raccontare attraverso quali fasi venne realizzato questa importante opera.
Nel 1964 Pertini inaugurò il Monumento ai Caduti dell’Eccidio di Fondotoce, realizzato per volontà di Iginio Fabbri e Giuseppe Togni
L’idea di fondare una Casa della Resistenza accanto all’Area Monumentale fu lanciata dal comandante Ciro durante il Convegno sulla Resistenza novarese del 1976 a Stresa;
La bozza del progetto fu approvata dal Comitato provinciale delle Associazione partigiane, e dai Raggruppamenti Unitari della Resistenza nel 1980: una struttura ricettiva polivalente con auditorium museo, biblioteca e spazi per mostre, progettata dall’architetto Mercandino, ex partigiano nel novarese. La proposta fu presentata all’Amministrazione provinciale di Novara, primo naturale interlocutore di un’opera di interesse storico e culturale per l’intera provincia.
Proprio nel periodo tra il 1975-80 Maierna fu Consigliere provinciale.