Nel 1753 ottiene il titolo di maestro orologiaio a Parigi. Orologiaio e Meccanico del Re e della Marina, lascia un ricchissimo patrimonio di opere, in particolare nel campo dei cronometri da marina.

Biografia Ferdinand Berthoud nasce il 18 marzo 1727 a Plancemont, nel distretto di Val-de-Travers, nel cantone di Neuchâtel in Svizzera, da una famiglia di notabili e orologiai pendolisti.

Il padre, Jean-Berthoud è maestro carpentiere e architetto. È membro della comunità di Couvet, borghese di Neuchâtel e giudice di Val-de-Travers dal 1717 al 1732. La madre, Judith Berthoud (1682-1765) è originaria di Couvet.

Ferdinand ha quattro fratelli: Abraham (1708- ?); Jean-Henry (1710-1790), giudice di Val-de-Travers, cancelliere a Verrières, avvocato a Cressier e perito orologiaio specializzato di pendole; Jean-Jacques (1711-1784), disegnatore e Pierre (1717-?), agricoltore e costruttore di pendole. Consigliere di Couvet, nel 1741 quest’ultimo sposa Marguerite Borel-Jaquet, dalla quale avrà due figli, Pierre Louis (1754-Parigi, 1813), e Henri (? –Parigi, 1783), la cui carriera sarà strettamente legata a quella dello zio Ferdinand Berthoud.

Ferdinand ha due sorelle: Jeanne-Marie (1711-1804) e Suzanne-Marie (1729- ?).

Nel 1741, all’età di quattordici anni, Ferdinand Berthoud inizia l’apprendistato da pendolista presso il fratello Jean-Henry a Couvet e riceve inoltre una solida istruzione scientifica. Il 13 aprile 1745, Ferdinand Berthoud termina la propria formazione e riceve un attestato di apprendistato da orologiaio pendolista.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 20.

Fonte attestato di apprendistato: Favarger, P., “Attestation d’apprentissage de Ferdinand Berthoud” in: Musée neuchâtelois, Neuchâtel, 1908, pp. 100-103.

Nel 1745, all’étà di 18 anni, Ferdinand Berthoud si stabilisce a Parigi per perfezionarsi nel mestiere di orologiaio pendolista. Esercita i propri talenti di compagnone presso i maestri orologiai della comunità parigina. La letteratura indica talvolta che Ferdinand Berthoud lavora per un certo periodo presso Julien Le Roy dove compie progressi estremamente rapidi. Ha come compagno di lavoro Pierre Le Roy (1717-1785), figlio del suo maestro, che diventerà più tardi il suo rivale.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 20.

Il 4 dicembre 1753, tramite una sentenza del Consiglio di Stato del Re, in contrasto con i regolamenti corporativi e per favore speciale del sovrano, Ferdinand Berthoud accede alla laurea e riceve ufficialmente, a soli 26 anni, il titolo di Maestro Orologiaio.Fonte: Parigi, Archives Nationales, E 1290 A, Arrêt du Conseil d’Etat du Roi du 4 décembre 1753.

Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 304.

Già dal 1755, a Ferdinand Berthoud viene affidato il compito di redigere diverse voci di riferimento sull’orologeria per l’Enciclopedia metodica pubblicata dal 1751 al 1772 sotto la direzione di Diderot (1713-1784), scrittore e filosofo, e d’Alembert (1717-1783), matematico e filosofo.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 25.

Nel 1759 Ferdinand Berthoud pubblica il suo primo testo specialistico: L’Art de conduire et de régler les pendules et les montres, à l’usage de ceux qui n’ont aucune connaissance d’horlogerie [] (tradotto in italiano nel 1778 con il titolo: L' arte di adoperare e regolare gli Orioli a pendolo e da tasca. Ad uso di quei che non hanno cognizione alcuna del mestiere dell'Oriolajo.)

Nel 1763 Ferdinand Berthoud riceve dal Re l’incarico di procedere all’esame dell’orologio marino H4 di Sir John Harrison (1693-1776) a Londra, in compagnia di Charles Étienne Louis Camus (1699-1766), matematico e deputato membro dell’Accademia reale delle scienze, e dell’astronomo Joseph-Jérôme Lefrançois de Lalande (1732-1807). Il viaggio è deludente per Ferdinand Berthoud poiché Harrison gli presenta soltanto gli orologi H1, H2 e H3 (dietro un compenso di 500 £) mentre rifiuta categoricamente di mostrargli il celebre H4, il più riuscito di tutti.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 25

Il viaggio a Londra non permette a Ferdinand Berthoud di scoprire il celebre H4 di Harrison, ma gli apre le porte della comunità scientifica inglese che, in virtù dell’importanza delle sue opere e pubblicazioni nell’ambito dell’orologeria, gli permette di essere eletto il 16 febbraio 1764 “membro associato straniero” della Royal Society a Londra.Fonte: Archivi della Biblioteca, Journal Book, vol. 25, p. 3.

Nel 1764, su ordine del Re, l'Accademia incarica due dei suoi membri, Duhamel du Monceau e l’abate Chappe d’Auteroche, di mettere alla prova, in mare, l’orologio marino n. 3 di Ferdinand Berthoud. Ferdinand Berthoud indica di aver portato personalmente l’orologio a Brest e di aver assistito alla prova. I test si svolgono sulla fregata L’Hirondelle.Fonte: Ferdinand Berthoud, Traité des montres à longitudes, contenant la construction, la description & tous les détails de main-d’œuvre de ces Machines; leurs dimensions, la manière de les éprouver, etc., Parigi: Imprimerie de Ph.-D. Pierres, 1792.

Nel 1765 Ferdinand Berthoud intraprende un secondo viaggio a Londra per incontrare Harrison per tramite del Conte di Brühl (1700-1763), Ministro di Saxe. Per la seconda volta, Harrison si rifiuta di presentare i propri lavori a Berthoud, poiché sa che quest’ultimo è perfettamente in grado di sfruttarli per conto della Marina francese. È l’orologiaio inglese Thomas Mudge (1715-1795), noto per aver messo a punto il primo scappamento libero ad ancora e membro del Board of Longitude, a descrivere a Berthoud il principio di funzionamento dell’orologio H4 senza che quest’ultimo possa vederlo direttamente (Harrison esigeva un compenso di 4000 £ per descrivere l’orologio, una somma esorbitante e dissuasiva).Fonte: Parigi, Archives Nationales, Marine G 98, Fol. 11

Il 7 maggio 1766 Ferdinand Berthoud invia un documento al Duca de Praslin (1712-1785), conte di Choiseul, Ministro della Marina, nel quale espone il suo progetto di costruire gli Orologi Marini n°6 e n°8. Gli reclama una rendita di 3000 livre a compenso del suo lavoro passato sui precedenti orologi marini e in previsione delle spese stimate per la realizzazione di due nuovi orologi marini secondo la tecnica inglese. Questo documento espone chiaramente il desiderio di Ferdinand Berthoud di ottenere detta rendita e il titolo di Orologiaio Meccanico del Re e della Marina e di dedicarsi al perfezionamento degli orologi marini e alla determinazione della longitudine in mare. Il 24 luglio 1766 il Re approva e accetta di finanziare il progetto di costruzione dei due orologi marini.Fonte: Parigi, Archives Nationales, Marine B 571, Fol. 273-274

Fonte: Parigi, Archives Nationales, Marine G 97, Fol. 10-13.

Per assicurarsi che i nuovi orologi marini funzionino perfettamente, il 3 novembre 1768 il Duca di Praslin consegna gli Orologi marini n°6 e n°8 al cavaliere di Fleurieu (1738-1810), esploratore e idrografo, sottotenente dei vascelli di Le Roy, accompagnato dal canonico Pingré (1711-1796), astronomo e geografo della marina nonché membro dell’A.R.S. La loro missione consiste nel provare gli orologi sulla corvetta l’Isis durante un viaggio di andata e ritorno da Rochefort a Santo Domingo. Il viaggio dura dieci mesi e le prove sostenute dagli orologi sono coronate da successo. Il risultato delle osservazioni del cavaliere di Fleurieu è pubblicato nel 1773 con il titolo “Voyage fait par ordre du roi, pour éprouver les horloges marines”.Fonte: Parigi, Archives Nationales, Marine G 97, Fol. 11-13.

Nel 1769, Ferdinand Berthoud fa arrivare a Parigi, da Couvet (Svizzera), il nipote Pierre-Louis Berthoud (1754-1813), comunemente chiamato Louis Berthoud, giovane orologiaio pendolista di talento, al fine di proseguire il suo apprendistato. Louis lo assisterà nella costruzione e nella manutenzione degli orologi marini che fornisce alla Marina francese e spagnola.

Il 1º aprile 1770, in seguito al successo delle prove in mare degli orologi marini n°6 e n°8, Ferdinand Berthoud ottiene il brevetto di Orologiaio Meccanico del Re e della Marina, con una rendita annua di 3000 livre e l’incarico di controllare la costruzione degli orologi marini. Riceve un ordine reale di 20 orologi marini.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagina 313.

Il successo non si fa attendere e gli orologi di Ferdinand Berthoud sono imbarcati nelle varie campagne di test e viaggi di cartografia.

Nel 1771, il cavaliere di Borda (1733-1799) si imbarca sotto gli ordini del marchese Verdun de la Crenne (1741-1805) a bordo della fregata La Flore per una campagna di test dei cronometri marini alle isole Canarie e alle Antille. Il conte di Chastenet de Puységur (1752-1809), comandante della corvetta L’Espiègle, accompagna il cavaliere di Borda, comandante de La Boussole, in una spedizione alle Canarie e sulle coste dell’Africa nel 1774 e 1775.Fonte: Opera collettiva, Catherine Cardinal et al., Ferdinand Berthoud 1727-1807 Horloger mécanicien du Roi et de la Marine, La Chaux-de-Fonds: Musée International d’Horlogerie, Institut L’homme et le temps, 1984, pagine 33-37.

Il 1º agosto 1785, Ferdinand Berthoud consegna cinque orologi al conte de La Pérouse (1748-1788), capitano de L’Astrolabe, che parte per una spedizione attorno al mondo con l’obiettivo di completare le scoperte di James Cook (1728-1779) nell’oceano Pacifico. Gli orologi imbarcati si perdono in mare durante il tragico naufragio de L’astrolabe, avvenuto nel 1788 al largo delle isole di Santa Cruz (isole Salomon).

Nel 1791 Ferdinand Berthoud consegna quattro orologi marini per la campagna del cavaliere Joseph de Bruny d’Entrecasteaux (1737-1793), partito su richiesta del Re Luigi XVI, a capo di due fregate, La Recherche e L’Espérance, alla ricerca della spedizione di La Pérouse.Fonte: Ferdinand Berthoud, Traité des montres à longitudes, contenant la construction, la description & tous les détails de main-d’œuvre de ces Machines; leurs dimensions, la manière de les éprouver, etc., Parigi: Imprimerie de Ph.-D. Pierres, 1792, p. 15.

Nel 1795 Ferdinand Berthoud è eletto Membro residente della prima classe alla sezione Arti Meccaniche dell’Institut National (oggi Institut de France). Dalla Rivoluzione in poi, Berthoud, stabilitosi al Louvre e pensionato dello Stato, continua a lavorare ai propri orologi e ad assicurare la manutenzione degli orologi marini, ma dedica in primo luogo le sue energie alla pubblicazione della sua opera più importante: Histoire de la Mesure du temps (1802).Fonte: Institut de France, archives, registres 2 A1 e 3 A1.

Il 17 luglio 1804 Ferdinand Berthoud riceve da Napoleone il titolo di Cavaliere della Legione d’onore in quanto membro dell’Institut de France.Fonte: comunicazione del conservatore del Musée de la Légion d’honneur, Parigi.