I De Thori furono un'importante famiglia sarda dell’età giudicale di rango principesco, furono un'importantissima famiglia dell'età giudicale sarda, particolarmente influente tra l'XI e il XIII secolo. Nota anche, per differenza di pronuncia del "th" in lingua sarda, nelle varianti Zori, Thuri, Thurio, Tori, Çori, Zori, Zoris e, infine, nelle due varianti univerbate moderne che formano gli attuali cognomi Dettori e Atzori, il primo diffuso maggiormente nel Nord Sardegna ed il secondo nella parte meridionale dell'isola.
Nel XI e XII secolo, tra il 1065 e il 1246, i de Thori sono regnanti nel Giudicato di Torres, Giudicato di Gallura e Giudicato di ArboreaGian Giacomo Ortu, La Sardegna dei Giudici, 2005 p.88-89. In questo preciso periodo essi espressero ben sei re ed altrettante regine, due delle quali si unirono con la dinastia dei Lacon-Gunale che allora regnava nel giudicato di Calari.
Il 10 agosto 1164 l'imperatore Federico II di Barbarossa incoronò Barisone I de Lacon de Thori Serra Re di Sardegna, in una cerimonia nella cattedrale di San Siro a Pavia.
+GIUDICI o RE di Torres del Casato de Thorinomefiglio del giudicedatanoteAndrea Tanca Lacon de Thori.Barisone I1064 - 1073Mariano I di Torres Lacon de Thori1073 -1082Costantino I di Torres Lacon de ThoriMariano I di Torres Lacon de Thori1082 - 1113Gonario II di Torres Lacon de ThoriCostantino I di Torres Lacon de Thori1127 - 1153Barisone II di Torres de ThoriGonario II di Torres Lacon de Thori1153 - 1190Costantino II di Torres de ThoriBarisone II di Torres de Thori1191 - 1198Comita II di Torres de ThoriBarisone II di Torres de Thori1198 - 1218Fratello di Costantino IIMariano II di Torres de ThoriComita II di Torres de Thori1218 - 1232Barisone III di Torres de ThoriMariano II di Torres de Thori1232 - 1236Assassinato a Sorso a seguito di una rivolta popolare fomentata dalle famiglie
Doria e MalaspinaAdelasia do Torres de ThoriMariano II di Torres de Thori1238 - 1246Sorella di Barisone III. È Regina di Sardegna Ha sposato Enzo figlio dell'Imperatore del
Sacro romano Impero Federico II di Svevia.
Dopo di lei il Regno di Torres è estinto.
+GIUDICI o RE D'ARBOREA del Casato de Thorinomefiglio del giudicedata noteMariano I de Lacon-ZoriBarisone I de Lacon-Gunale di Arborea e Torres+ 1073Orzocco I Lacon-de ThoriMariano I Lacon-de Thori d'Arborea1050 - 1110trasferì la sede giudicale da Tharros ad OristanoTorbeno Lacon-de ThoriOrzocco I Lacon-de Thori d'Arborea1070 - 1120Orzocco II Lacon-de ThoriTorbeno Lacon-de Thori d'Arborea1090 - 1150Autore della "Carta di Conferma"Comita III de Lacon de Thori SerraCostantino Lacon-de Thori d'Arborea1112 - 1170Figlio di Anna de Zori, questa sorella di Pretziosa moglie di
Mariano-Torchitorio II
de Lacon-Gunale di Cagliari
Potere politico e base fondiaria Le genealogie dei primi due secoli del secondo millennio attestano la presenza contemporanea dei Thori ai vertici di tutti e quattro i regni sardi, soprattutto nel settantennio compreso fra il 1065 e il 1135. In questo periodo la famiglia espresse ben sei re nei giudicati di Arborea, Gallura e Torres, e altrettante regine, due delle quali si unirono con la dinastia dei Lacon-Gunale, che allora regnava nel giudicato di Calari.
Il potere e il prestigio politico espresso da questa grande famiglia poggiava, in larga misura, su una solidissima base fondiaria. Lo storico Alberto Boscolo osservava che i Thori costituivano "la più importante famiglia del Logudoro".
Connessione con la dinastia Lacon-Gunale La dinastia Lacon-Gunale si innestò nel tronco dei Thori dopo che Mariano de Thori, figlio di Barisone I di Torres e a sua volta giudice d'Arborea, lasciò vacante il trono avendo avuto tre figlie femmine. Una di queste, Susanna, andò sposa a Mariano de Lacon-Gunale, giudice di Logudoro. La linea dinastica rappresentata dal giudice Gunnari, figlio di Costantino I, si identificava pienamente con questa famiglia.
Il potere e il prestigio politico espresso da questa famiglia poggiava, in larga misura, su una solidissima base fondiaria.
Altri rami, della stessa famiglia, appartenevano alla classe detta dei "Majorales" ed alcuni dei suoi membri ricoprirono importanti incarichi nell'amministrazione pubblica giudicale, come "Curadores" dati attestati nei vari condaghi particolarmente del Logudoro e nella regione storica del Nurkara e del Caput Abbas.
I possedimenti principali di questo casato in epoca Giudicale si estendevano principalmente in due macro aree, la prima si estendeva tra gli attuali comuni di Pozzomaggiore, Padria, Bosa e Villanova Monteleone e la seconda nella bassa AnglonaMauro Maxia, “I possedimenti logudoresi dei Thori nelle fonti dei secc. XI-XII. Contributo onomastico” (Santa Maria Coghinas, Valledoria, Castelsardo, Tergu), secondo quanto attestato dalle varie donazioni fatte da membri di questa famiglia a diversi monasteri della zona.
Altri riscontri di queste proprietà li troviamo nella toponomastica locale, vedasi il Ponte romano denominato "Ponte de Thori" e la Chiesa dedicata a "San Giorgio de Thori" ubicati in agro di Padria e "Pedra Ettori" in agro di Villanova Monteleone.
Esponenti principali
Re e giudici
Mariano I de Thori (XI secolo) - Giudice di Logudoro, completò la costruzione della Basilica di Porto Torres Barisone I de Thori - Giudice di Torres Mariano de Thori - Giudice d'Arborea Costantino I de Thori (morto prima del 1127) - Giudice di Torres Gonario II de Lacon-Gunale de Thori (1110-1114 – Ville-sous-la-Ferté, dopo il 1182) - Giudice di Torres dal 1127 al 1153 Barisone II de Lacon-Thori (1153-1190) - Giudice di Torres
Gonario II e i Cistercensi Gonario II de Lacon-Gunale de Thori ebbe un ruolo particolarmente significativo nella storia religiosa della Sardegna. Durante un viaggio verso Gerusalemme nel 1147, sostò a Montecassino confermando le donazioni fatte dai suoi predecessori. Durante il viaggio di ritorno, in Puglia, incontrò Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell'ordine Cistercense. Nel 1153 Gonario II abdicò in favore del figlio Barisone II e nel 1154 si ritirò nell'abbazia cistercense di Clairvaux, in Champagne, dove trascorse il resto della vita come monaco. Morì dopo il 1182 a Ville-sous-la-Ferté, presso Clairvaux.
Nel 1149 Gonario fondò labbazia di Cabuabbas (Sindia), favorendo la penetrazione nel regno di Torres dei monaci Cistercensi. Nel 1154, il pio giudice abbandonò ogni bene terreno, compresi i diritti giudicali (ereditati dal figlio Barisone), e si ritirò a vita religiosa nel monastero di Clairvaux, dove morì dopo il 1182.
La Lettera di Pietro del 1205, conservata nel Grand Cartulaire di Clairvaux (Archives départementales dell'Aube en Champagne), rappresenta l'«unico documento noto che attesti una donazione diretta da parte di un giudice-sovrano sardo all'abbazia cistercense di Clairvaux».
Nel 1205, Comita II de Thori donò ai Cistercensi proprietà situate in Romangia (Save, Osilo, Taverra, Septempalmas, Enene) e fondò l'abbazia di S. Maria di Paulis, dotandola di un ingente patrimonio di beni mobili e immobili.
Antroponimia e soprannomi Nel casato le numerose omofonie nei rami collaterali costituivano occasione per l'insorgenza di soprannomi, fenomeno caratteristico dell'antroponimia sarda medievale. Fra i più notevoli si ricordano:
Serie dei Comita: Gardis, Leriane, Thipircu, Camba Curtha, Gavisatu, Perras Serie dei Gosantine: Errecane, Variu, Coke e Mandica, Divite, Ispentumatu, Radongiu Serie dei Mariane: Aspru, Bardeiu, Cavallare, Grassu, Mannu, Mutatu, Zurrumpis, Oglospintos, Pedinkellu, Cantarellu, e per le professioni clericu e previteru Altri: Gunnari Pellincari, Barusone Iudas, Dorgotori Manosvarias, Ithocor Rubiu
Documentazione storica Le fonti dell'XI-XIII secolo documentano circa centotrenta personaggi della famiglia, una ventina dei quali sono donne. Quattro quinti degli esponenti conosciuti sono originari del Logudoro, mentre un 20% risulta oriundo dell'Arborea.
La ricostruzione genealogica risulta complessa: l'albero riportato nel volume delle genealogie medievali di Brook, Casula et al. (1984) comprende soltanto il 15% dei Thori documentati nelle fonti. Della maggior parte degli esponenti di questo casato non si conoscono i relativi rapporti di parentela.
Possedimenti fondiari I Thori possedevano estese proprietà fondiarie, documentate principalmente attraverso:
Il Codice diplomatico sardo-cassinese (ed. Saba) Il Codex Diplomaticus Sardiniae (ed. Tola) I Condaghes di Silki, Trullas e Salvennor I fundaghes cinquecenteschi
Principali donazioni monastiche Le fonti documentano oltre cinquanta schede dei condaghes in cui sono ricordate proprietà che una lunga serie di esponenti dei Thori (sessantadue individui) donarono, scambiarono o vendettero alle congregazioni monastiche. Le unità fondiarie ricordate nei condaghes superano largamente il centinaio; aggiungendo le proprietà documentate in altre fonti, il totale supera le centosessanta unità.
Donazioni ai Benedettini Cassinesi (Montecassino):
1113-1120: Chiesa di S. Pietro di Simbranos (Bulzi) - donata da Costantino di Carbia e Giorgia de Zori 1120-1126: Domo presso Bosove - donata da Comita de Azzen e Musconiona de Zori 1121: Chiesa di S. Maria di Tergu con pertinenze - donata da Mariano de Zori e Giusta de Serra 1122: Chiesa di S. Nicola de Soliu (Sedini) - donata da Furatu de Gitil e Susanna de Zori 1122: Vasti possedimenti in Anglona - donati da Susanna de Thori (vigna a Barranca, domestica di Pruna Zonca, terre di Concas e Laccos, salto di Nuse) 1122: Domo a Cocinas - donata da Vera de Thori 1122: Tutti i beni in Anglona e Montiferru - donati da Susanna de Thori in cambio di vitto e vestimenta 1153: Conferma di tutte le donazioni precedenti da parte di Gonario II de Lacon de Thori. Il territorio stralciato dal demanio regio documenta le notevoli estensioni di pertinenza degli stati giudicali: nel caso in questione la superficie trasferita dal demanio alla congregazione cassinese si aggira sugli ottomila ettari, tra Tergu, Sennori e Sorso (Romangia). Al suo interno, lungo il limite occidentale, sorgevano i monasteri cassinesi di S. Pietro de Trecinglo (o Trighinzos) e di S. Pietro d'Othari passando "verso su monumentu dessu gigante" nota oggi come la Tomba dei Giganti di Oridda-Badde Nigolosu.
Donazioni ai Camaldolesi:
1210: Territorio di Orrea Manna e Orrea Pitzinna (circa 2.000 ettari nel settore sud-occidentale dell'Anglona) - donato da Maria de Thori
Donazioni ai Vallombrosani (Abbazia S. Michele di Salvennor):
Interi territori di Salvennor e Agustàna nella curatoria di Figulinas (circa 1.200 ettari nella curatoria di Caputabbas)
Distribuzione geografica dei possedimenti I possedimenti documentati dei Thori si estendevano principalmente nel Giudicato di Logudoro, nelle seguenti curatorie:
Anglona: La più documentata, con circa 4.000-4.500 ettari trasferiti ai Cassinesi e Camaldolesi Figulinas: I Thori possedevano quasi da soli i territori di Salvennor e Agustàna Caputabbas: Circa 1.200 ettari (area dove ancora oggi i discendenti Dettori possiedono notevoli estensioni fondiarie)Congregazione vallombrosana Romangia e articolazioni di Fluminargia e Montes Coros, Nurra, Ogianu, Oppia, Montiverru, Meilogu, Marghine, Lerron, Valles, Ulumetu, Anela
Per le curatorie di Dore, Nughedu, Nugor, Nulàuro, Nùrcara e Frussìa le fonti non hanno conservato notizie, ma ciò non significa che i Thori non vi avessero possedimenti.
Aneddoti storici
La passione per il vino La Cronaca Logudorese (Libellus Iudicum Turritanorum) riferisce della passione smodata per il vino del giudice Mariano I de Thori (XI secolo), così intensa da costringere la madre a ricorrere a sortilegi per allontanarlo dal bere. Mariano, "guarito" dal vizio, si ammalò tuttavia a causa dell'acqua (infetta) bevuta in eccesso.Libellus Iudicum Turritanorum.