Nato a Lisbona nel 1767, figlio di Pietro III del Portogallo e della regina Maria I, fu originariamente un infante del Portogallo, e divenne erede al trono dopo la morte di suo fratello maggiore, Giuseppe, principe del Brasile, deceduto di vaiolo nel 1788.

Prima della sua ascesa al trono portoghese, Giovanni VI aveva i titoli di duca di Braganza e Beja, oltre che principe del Brasile. Dal 1799 rivestì la carica di principe reggente del Portogallo (dal 1815 come principe reggente del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve), durante la malattia mentale di sua madre, la regina, alla quale succedette dopo la morte di lei.

Uno degli ultimi rappresentanti dell'assolutismo, Giovanni visse un periodo turbolento; il suo regno non ebbe mai un momento di pace, con continue interferenze di Regno Unito e Francia nei suoi affari di stato. Costretto all'esilio in Sudamerica quando le truppe di Napoleone Bonaparte invasero il Portogallo, si trovò li di fronte alle rivolte liberali e venne costretto a tornare in Europa con nuovi conflitti. Il suo matrimonio non fu meno conflittuale dal momento che sua moglie, Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna, cospirò ripetutamente contro di lui in favore dei suoi interessi personali e di quelli della Spagna, sua terra natia. Perse il dominio sul Brasile quando suo figlio Pietro ne dichiarò l'indipendenza, e l'altro suo figlio Michele (poi Michele I del Portogallo) guidò una ribellione che cercò di deporlo dal trono, al punto che alcuni storici ritengono che la sua morte sia stata dovuta ad un avvelenamento da arsenico.

Nonostante i problemi emersi durante il suo regno, egli colse anche l'occasione per lasciare il segno del suo passaggio, soprattutto in Brasile dove creò delle istituzioni che furono il fondamento dell'autonomia nazionale in seguito, ed è considerato da molti storici moderni la vera mente pensante del moderno stato brasiliano.

Biografia Infanzia ed educazione

João Maria José Francisco Xavier de Paula Luís António Domingos Rafael nacque il 13 maggio 1767, durante il regno di suo nonno Giuseppe I del Portogallo, quale figlio secondogenito della futura regina Maria I e di suo marito (che era anche suo zio), il futuro re Pietro III. All'epoca della nascita di Giovanni, i suoi genitori erano rispettivamente principessa del Brasile e infante del Portogallo. Aveva appena dieci anni quando suo nonno morì e sua madre ascese al trono con il nome di Maria I del Portogallo. La sua infanzia e giovinezza furono tranquille, dal momento che era solo un infante, ovvero un principe della corona e non l'erede al trono, vivendo all'ombra del suo fratello maggiore Giuseppe, principe del Brasile e duca di Braganza, erede al trono dell'impero portoghese. La cultura popolare volle sempre Giovanni in una giovinezza senza cultura, ma secondo Jorge Pedreira e Costa, egli ricevette invece un'educazione rigorosa quanto Giuseppe, anche se il primo periodo della sua vita fu troppo vago perché gli storici possano trarne ad oggi un ritratto definitivo.Jorge Pedreira e Fernando Dores Costa, D. João VI: um príncipe entre dois continentes, Companhia das Letras, 2008, pp. 31–35.

Secondo la tradizione tra i suoi tutori nelle arti e nelle scienze si annoverarono padre Manuel do Cenáculo, Antônio Domingues do Paço e Miguel Franzini; suoi maestri di musica furono l'organista João Cordeiro da Silva e il compositore João Sousa de Carvalho; il suo insegnante di equitazione fu il sergente Carlos Antônio Ferreira Monte. Studiò anche religione, diritto, francese ed etichetta, oltre a storia che apprese seguendo i lavori di Duarte Nunes de Leão e João de Barros.Pedreira e Costa, p. 42

Matrimonio e successione

Nel 1785, Henrique de Meneses, III marchese di Louriçal, combinò il matrimonio tra Giovanni e l'infanta Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna, figlia di re Carlo IV di Spagna e della regina consorte Maria Luisa di Borbone-Parma, che come lui rivestiva un ruolo secondario nella famiglia reale spagnola. Temendo una nuova Unione iberica, molti cortigiani del Portogallo non videro con favore questa unione. La nuova sposa dovette sopportare quattro giorni di attente analisi da parte degli ambasciatori prima che fosse confermato il patto di matrimonio. Dal momento che Giovanni e Carlotta erano imparentati e per via della giovane età della sposa (di appena dieci anni), il matrimonio necessitava di una dispensa papale. Dopo la conferma il contratto di matrimonio venne siglato nella sala del trono della corte spagnola con grande pompa e con la presenza di entrambi i rappresentanti dei governi, a cui fece seguito la cerimonia di matrimonio.Pedreira e Costa, pp. 38–43 Il matrimonio venne consumato cinque anni più tardi, il 5 aprile 1790.

L'infanta venne ricevuta al Palazzo di Vila Viçosa all'inizio del maggio del 1785, e dal 9 giugno di quell'anno la coppia ricevette la benedizione nuziale nella cappella del palazzo. Nel contempo la sorella di Giovanni, l'infanta Maria Anna Vittoria, si sposò con l'infante Gabriele di Borbone-Spagna. La giovane sposa di Giovanni era tutt'altro che docile e spesso era richiesto l'intervento della stessa regina Maria nelle dispute tra i due. La differenza d'età tra i due (Giovanni aveva diciotto anni) lo fece sentire sempre inadatto e ansioso. Per la giovane età di Carlotta, il matrimonio non era ancora stato consumato e così scriveva Giovanni in quel tempo: "Qui siamo giunti al tempo in cui mi dovrò dare da fare con l'Infanta. Così vanno le cose, da sei anni a questa parte. Sarebbe stato meglio che fosse stata più grande al suo arrivo quaggiù". Nel 1793 Carlotta diede alla luce il primo dei suoi nove figli, Teresa, che ottenne il titolo di principessa di Beira.

In quegli anni la tranquilla vita di Giovanni era stata interrotta da un evento terribile, la morte l'11 settembre 1788 di suo fratello maggiore Giuseppe, che fece sì che Giovanni fosse decretato erede al trono ottenendo i titoli di principe del Brasile e duca di Braganza.Cronologia Período Joanino . Fundação Biblioteca Nacional, 2010. Molti riponevano grandi speranze in Giuseppe, che era associato alle idee progressiste dell'illuminismo, ma che pure si era attirato le ire del clero appoggiando la politica anticlericale del marchese di Pombal.

Giovanni, al contrario, era molto noto per la sua religiosità e per essere un fautore dell'assolutismo. La crisi di successione venne aggravata dalla morte poco dopo di Inácio de São Caetano, arcivescovo di Tessalonica, confessore della regina e potente figura politica del suo tempo che aveva influenzato la controversa scelta dei ministri di Maria non senza incontrare l'opposizione di importanti fidalgos che erano ambiziosi per quegli incarichi. Successivamente, l'anno successivo a queste morti, Giovanni appariva così malato che la sua sopravvivenza era data per incerta. Si riprese, ma nel 1791 cadde nuovamente malato "perdendo sangue dalla bocca e dagli intestini", secondo quando indicato in una nota del cappellano del marchese di Marialva, che aggiunse che il suo animo appariva sempre depresso. Questo contribuì a creare un clima teso e incerto sul suo futuro regno.Pedreira e Costa, pp. 42–54

Reggenza

Nel frattempo, la regina Maria I, madre di Giovanni, aveva mostrato sempre più dei segni di instabilità mentale. Il 10 febbraio 1792, diciassette dottori siglarono un documento nel quale la regina era dichiara non in grado di governare il regno, indicando che non vi erano prospettive perché si riprendesse. Giovanni era riluttante a prendere le redini del potere, rigettando l'idea di una reggenza formale. Questo fatto spianò la strada ad alcuni elementi della nobiltà che formarono de facto un consiglio di governo. Alcuni pettegolezzi circolanti volevano che lo stesso Giovanni avesse dato segni della medesima pazzia che colpiva la madre, e che gli si sarebbe dovuto impedire di governare. Secondo le leggi che guidavano l'istituzione della reggenza all'epoca, nel caso in cui il reggente morisse in carica o divenisse incapace di governare per qualsiasi motivo, avendo lasciato figli minori di quattordici anni (il che era la situazione di Giovanni all'epoca), il potere sarebbe stato esercitato dalla madre di questi bambini, se non fossero stati nominati formalmente degli specifici tutori. Il fatto che la moglie in questione fosse proprio l'ambiziosa Carlotta Gioacchina di Spagna, questo portò a dei sospetti di intrigo ai danni della nazione.Pedreira e Costa, pp. 59–63

Nel contempo, la Rivoluzione francese aveva creato perplessità e orrore nel cuore delle case regnanti d'Europa. L'esecuzione del re Luigi XVI di Francia il 21 gennaio 1793 a opera dei rivoluzionari fece precipitare la situazione e la risposta internazionale. Il 15 luglio 1793 il Portogallo siglò un trattato con la Spagna ed il 26 settembre si alleò con la Gran Bretagna con intento di aiuto reciproco contro la Francia rivoluzionaria, coinvolgendo inoltre seimila soldati portoghesi nella Guerra dei Pirenei (1793–1795), una campagna che iniziò con l'avanzata nel Rossiglione in Francia e si concluse con in una sconfitta che portò la Francia a conquistare il nord-est della Spagna. Questo creò un problema diplomatico, dal momento che il Portogallo non poteva siglare una pace con la Francia senza danneggiare ovviamente la propria alleanza con l'Inghilterra con la quale aveva anche altri interessi oltreoceano, e questo portò a una neutralità che risultò presto essere fragile e tesa.Thomas Strobel, A "Guerra das Laranjas" e a "Questão de Olivença" num contexto internacional, GRIN Verlag, 2008, pp. 3–4.Laura de Mello e Souza, O sol e a sombra: política e administração na América portuguesa do século XVIII, Companhia das Letras, 2006, p. 394.

Dopo la sconfitta, la Spagna abbandonò la sua alleanza con il Portogallo e si alleò con la Francia sotto i termini della Pace di Basilea. La Gran Bretagna era troppo potente perché la Francia la attaccasse direttamente, e per questo essa si diresse verso il Portogallo. Nel 1799 Giovanni ufficialmente assunse le redini del governo come principe reggente in nome di sua madre;Manuel Amaral, "João VI", in: Portugal – Dicionário Histórico, Corográfico, Heráldico, Biográfico, Bibliográfico, Numismático e Artístico, Volume III, 2000–2010, pp. 1051–1055. ed in quello stesso anno Napoleone Bonaparte mise in atto in Francia il colpo di Stato del 18 brumaio, il che costrinse la Spagna ad appoggiare il suo ultimatum per il Portogallo a rompere l'alleanza con la Gran Bretagna ed a sottomettersi alla volontà di Napoleone. Con il rifiuto di Giovanni, la neutralità si spezzò. Spagna e Francia alleate invasero nel 1801 i confini del Portogallo, dando vita alla Guerra delle arance; un Portogallo ormai sconfitto siglò il Trattato di Badajoz ed il successivo Trattato di Madrid, sotto i termini del quale cedette alcuni territori alla Spagna, in particolare Olivenza, e fece concessioni alla Francia su certi territori coloniali. Con interessi in conflitto tra tutti i paesi coinvolti, la guerra fu marcata da movimenti ambigui e accordi segreti. Il Portogallo, come giocatore debole, non poteva sopportare continui scontri.Andrade, Maria Ivone de Ornellas de. "O reino sob tormenta". In: João Marques et al., Estudos em homenagem a João Francisco Marques, Volume I, Universidade do Porto, sd, pp. 137–144. Nel contempo Giovanni dovette affrontare i nemici anche in casa. Sua moglie, Carlotta Gioacchina, leale agli interessi spagnoli, iniziò una serie di intrighi con l'obbiettivo di deporre suo marito e prendere per sé il potere; un tentativo fallito nel 1805 le costò l'esilio dalla corte, dopo il quale risiedette al Palazzo Nazionale di Queluz, mentre il reggente prese residenza al Palazzo Nazionale di Mafra.Lília Moritz Schwarcz, Paulo Cesar de Azevedo e Angela Marques da Costa, A longa viagem da biblioteca dos reis: do terremoto de Lisboa à independência do Brasil. Companhia das Letras, 2002, pp. 479–480.Aclamação de d. João . Arquivo Nacional, 2003.

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