San Nicola dell'Alto (IPA: , Shën Kolli in arbëresh) è un comune italiano di abitanti della provincia di Crotone in Calabria.

I suoi abitanti conservano la cultura e la lingua arbëreshe, ma hanno abbandonato, per una serie di vicissitudini (obbligati dall'ambiente latino circostante), il rito greco-bizantino.

Geografia fisica Il piccolo centro sorge ad un’altitudine media di 579 m s.l.m., tra i Monti Pizzuta e San Michele e confina con i comuni di Carfizzi, Casabona, Melissa e Pallagorio. Con una superficie di , è il comune meno esteso della provincia di Crotone.

Origini del nome Il paese è chiamato inequivocabilmente Shin Koll, che propriamente significa San Cola, che deriva da Shën Koll, forma letterale in lingua albanese.

Storia

Le prime notizie dell’esistenza del casale di San Nicola dell’Alto risalgono al Medioevo. Queste riguardano una concessione fatta dal re Carlo I d'Angiò ad Alfano, vescovo di Umbriatico dal 1270 al 1275, con la quale gli consentiva di tenere mercato in un luogo detto "Sanctus Nicolaus de Alto" e a Santa Marina.Riccardo Filangieri, I Registri della Cancelleria Angioini Vol. XIV (1275-1277), p. 254 Inoltre, Alfano, ricevette il titolo baronale sui tre casali (Santa Marina, San Nicola e Maratea).Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, p. 91 I vescovi mantennero il titolo di barone di San Nicola dell'Alto fino alla soppressione della sede vescovile, avvenuta nel 1818.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, p. 86

Il 1º giugno del 1306 re Carlo II d'Angiò acconsentì la richiesta del vescovo di Umbriatico ed esentò gli abitanti dei casali di Santa Marina, "Sancti Nicolai de Alto" e Maratea da molte obblighi, con lo scopo di ripopolare i luoghi, che avevano subito le distruzioni durante le guerre del Vespro (1282-1302).Ferdinando Ughelli, Italia sacra sive De episcopis Italiae et insularum adiacentium, rebusque ab iis praeclare gestis, deducta serie ad nostram usque aetatem, Tomus IX, p. 527

Col passare del tempo il casale di San Nicola dell’Alto sotto il dominio temporale e spirituale della mensa dei vescovi-baroni di Umbriatico, venne abbandonato e i suoi confini furono spesso oggetto di controversia con i vicini feudatari di Casabona che rivendicavano la proprietà del casale sulla base del fatto che San Nicola ricadeva nel loro territorio feudale.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, pp. 103 Dagli atti di una di queste liti risulta che nel 1474 esisteva la chiesa di San Nicola dell’Alto.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, p. 206

Per sedare le liti sul casale di San Nicola, i vescovi, con il consenso apostolico, lo diedero in fitto.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, p. 242 Da un cedolario del 1472 si evince che "la terra di Casobono […] con lo Feudo di Santo Nicola dell’alto […]" apparteneva al regio demanio e San Nicola dell’Alto con le sue vigne erano state date all'armigero del re "Bonum Calentum" (Buono Calento) per essersi adoperato nel consolidamento della dinastia aragonese.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, pp. 85-86, 102-103 Susseguirono nel feudo di San Nicola dell'Alto i conti di Montella Cabaniglia o Cavaniglia (1472), gli Aragona (1501), della Cananea da Cosenza (1562), i Cossa (1571), i patrizi napoletani dei Pisciotta (1580), i Campitelli (1643), i Spiriti (1652), i Pisciotta (1659), i Moccia (1693), i Crispano da Napoli, i Capecelatro (1783), che mantenne il marchesato di Casabona fino all’eversione della feudalità.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, pp. 86

Nel 1807 San Nicola dell'Alto divenne Università sotto il Circondario di Strongoli e nel 1811 venne dichiarato Capoluogo di Mandamento, con l'attribuzione della frazione di Carfizzi. Nel 1816 passò dalla provincia di Cosenza a quella di Catanzaro. Nel 1847 il paese contava circa abitanti. Nel 1904 i due centri albanesi ottennero l’autonomia comunale.Valente, Gustavo, Dizionario dei Luoghi della Calabria, Edizione Frama's, Chiaravalle Centrale, 1973, pp. 915-916

L’arrivo degli Albanesi

Intorno al 1480, quando risultavano affittuari di San Nicola dell'Alto i Cavaniglia, conti di Montella, un centinaio di Albanesi furono autorizzati dal vescovo di Umbriatico a stabilirsi nel territorio di Casabona, dove, nella cosiddetta "Gabella dell’Arango", sempre di pertinenza della mensa vescovile di Umbriatico, costruirono una decina di pagliai.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, p. 103Pericle Maone, Casabona feudale, p. 207 Poi, agli inizi del 1500, gli Albanesi si trasferirono sull’altura tra il monte San Michele e il monte Pizzuta, dando alla località il nome dell’antica chiesa di San Nicola.Carmine Pellizzi, Giuseppe Tallarico, Casabona: vicende storiche di un antico borgo feudale calabrese, pp. 48-49

Nella relazione ad limina del 1684 così si esprime Giovanni Battista Ponzi, vescovo di Umbriatico dal 1682 al 1688: "Il casale di S. Nicola dell'Alto abitato da Albanesi che erano venuti dall'Epiro nel 1480 e si erano sparsi in tutto il regno delle Due Sicilie è sotto il dominio temporale della mensa del vescovo di Umbriatico che è anche barone di questo luogo […]".Andrea Pesavento, La parrocchiale di S. Nicola dell'Alto

Dal foculario del Regno di Napoli del 1521, che riporta "Schiavoni, greci e albanesi", risulta che il casale di "Sancto Nycola Delalto" veniva tassato per nove fuochi, mentre nella numerazione "de li Albanisi greci et sclavoni habitanti in la provintia de Calabria Citra" del 1543 emerge che i paesi di fondazione arberëshe, nell’alto crotonese, furono due: "Sancto Nicola de lauto" con 53 fuochi e 198 abitanti e Carfizzi con 21 fuochi e 82 abitanti.Tommaso Pedio, Un foculario del Regno di Napoli del 1521 e la tassazione focatica dal 1447 al 1595, p. 263Pericle Maone, Casabona feudale, pp. 107-108 I cognomi erano: Basta, Bisulca, Canossa, Camideca, Carida, Carvisei, Clamaro, Como, Duca, Gangale, Gliaresti, Gliarisi, Grana, Incondissi, Lalti, Malicchia, Musacchio, Masi, Pangrati, Pillora, Scarriopolo e Tarassio; il più comune era Basta. Nello stesso anno ai 53 fuochi si aggiunsero le famiglie di Pietro Cariddi, Joanni Lalti, Giorgio Malicchia, Vera vedova di Joannelli Masi e Pietro Duaneta tutte provenienti da Carfizzi, ed altre quattro vennero da San Nicola da Crissa e precisamente le famiglie Michele Albanisi, Cola Como, Giorgio Lopes e Pietro de Como.Domenico Zangari, Le colonie italo albanesi di Calabria - Storia e demografia, p. 148

La strage di Monongah

La comunità di San Nicola dell'Alto è stata duramente colpita dalla più grave sciagura mineraria mai verificatasi negli Stati Uniti d'America il 6 dicembre 1907 a Monongah (Virginia Occidentale). Alcune delle vittime della catastrofe erano emigranti italiani originari proprio di San Nicola dell'Alto.

Simboli La blasonatura dello stemma del comune di San Nicola dell'Alto è la seguente:

La descrizione del gonfalone è la seguente:

Stemma e gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1968.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili e religiose Caratteristico è il centro storico, con pietre che richiamano l'architettura medievale. Si possono scorgere nei vicoli interni archi rampanti e delle volte a botte.

Chiesa Madre di San Nicola Vescovo La chiesa è situata nel cuore del centro storico. Già attestata nel 1474, la parrocchiale fu ricostruita 1675 e parzialmente ricostruita nel secolo scorso. A navata tripla e possiede acquasantiere in pietra e un ciborio seicentesco. La Chiesa è affiancata da un'imponente campanile che sovrasta l'abitato.

Chiesa di San Michele Arcangelo Sull'omonimo monte si trova la chiesa di San Michele, edificato verso la fine del XVIII secolo al posto un di un preesistente monastero basiliano di cui ancora oggi si possono osservare alcuni resti. Al suo interno, il santuario conserva un'icona di San Michele risalente al XVIII secolo.

Chiesa di San Domenico di Guzmán La chiesetta fu costruita tra il 1675 e il 1678. Una lapide all'interno della Chiesa attesta la sua edificazione da parte della famiglia borghese dei Simeone. Il luogo custodisce, tra le ossa rinvenute, quelle di un vescovo di origini sannicolesi.

Scultura "Invocazione della pace" Sulla punta della località La Pizzuta, nel comune di San Nicola dell'Alto, c'è un monumento alto oltre 7 metri, opera dell'artista calabrese Antonio Cersosimo. La scultura si chiama "Invocazione alla Pace" ed è realizzata in marmo bianco di Carrara e con base in granito Silk.

La statua raffigura un assembramento di donne e uomini che con le mani alzate verso il cielo implorano la pace nel mondo.

Società

Evoluzione demografica

Cultura Feste La festa patronale di San Michele Arcangelo si svolge la prima domenica e lunedì di maggio. Dopo un periodo di preghiera di nove giorni, la domenica mattina il santo trasportato in spalle viene portato giù in paese. Dopo un primo giro per le vie del paese il santo viene riposto in Chiesa Madre da dove uscirà la mattina seguente per percorrere le restanti vie del paese.

Particolarmente suggestiva è la processione del santo che parte dalla chiesa parrocchiale all'imbrunire del lunedì e, percorrendo il borgo, giunge nella sua chiesetta sul monte omonimo. La devozione del popolo sannicolese al Santo Patrono è particolarmente forte.

Economia Artigianato L'economia è essenzialmente su base agricola. Uliveti e vigneti rappresentano le coltivazioni più sviluppate e pertanto le uniche fonti di reddito. Anticamente era molto sviluppato il settore tessile, oggi quasi inesistente.

Infrastrutture e trasporti Il paese è attraversato dall'ex strada statale 492 di Savelli.

Amministrazione

Sindaci di San Nicola dell'Alto dalla nascita della Repubblica Italiana.

Gemellaggi

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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