Portiere dell'anno IFFHS nel 1987, è considerato tra i più forti estremi difensori di tutti i tempi. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, una lista di 125 tra i più grandi calciatori viventi.

Bandiera del e del , titolare della nazionale belga dal 1976 al 1986, è stato tra i protagonisti del quarto posto del Belgio al campionato del mondo di , da cui tornò con il soprannome di El Simpático in quanto sempre sorridente.

Biografia Trascorre l'infanzia in una roulotte nel centro di Anversa insieme alla sua numerosa famiglia, con cinque fratelli e sei sorelle. Il padre muore quando Jean-Marie è ancora piccolo.

Caratteristiche tecniche Portiere dal carattere estroverso, Pfaff era abile nelle uscite e nella direzione della difesa.

Carriera Giocatore Club

Incomincia a giocare in porta a causa del sovrappeso. Entra presto nelle giovanili del Beveren, ma inizialmente il calcio è solo un hobby: si mantiene infatti facendo vari lavori, e raggiunge il campo dopo aver percorso venticinque chilometri al giorno in bicicletta.

Dopo essere stato in rosa anche nella stagione precedente, gioca la prima partita di campionato nella Division I 1973-1974, nella quale il Beveren è neopromosso. Diventa presto titolare, vincendo con il club la Coupe de Belgique nel 1978 (quando viene anche nominato calciatore dell'anno) e il titolo belga nella stagione successiva; disputa inoltre, dopo aver eliminato anche l', la semifinale nella Coppa delle Coppe 1978-1979.

Nell'estate 1982 si trasferisce nel : sebbene l'avventura in Germania Ovest non inizi nel migliore dei modi (il Bayern esce sconfitto per 1-0 a Brema contro il a causa di un suo autogol) si fa presto apprezzare dai tifosi per il suo comportamento fuori e dentro il campo. Con i Rossi vince due DFB-Pokal e tre campionati, nel 1985, nel 1986 e nel 1987, e disputa anche la finale, persa 2-1, della Coppa dei Campioni 1986-1987. Della partita, giocata a Vienna contro il Porto, rimane famoso il gol del pareggio portoghese, che Pfaff subisce di tacco da Rabah Madjer. Intanto nel 1987 viene nominato portiere dell'anno IFFHS.

Pfaff torna in Belgio nel 1988 firmando col neopromosso Lierse, che conclude il campionato al decimo posto. Termina infine la carriera in Turchia nel 1990, dopo un terzo posto col Trabzonspor.

Nazionale

Pfaff disputa la prima partita in nazionale il 22 maggio 1976 contro i Paesi Bassi. Gioca da titolare negli Europei italiani, quando il Belgio viene sconfitto in finale dalla Germania Ovest. Gioca anche nei Mondiali spagnoli e in quelli messicani; in questi ultimi è protagonista ai tiri di rigore nei quarti contro la Spagna ma poi il Belgio viene eliminato in semifinale dall'Argentina da due gol di Diego Armando Maradona: il Pibe de Oro ne aveva appena segnati altrettanti (il gol del secolo e la Mano de Dios) nella vittoriosa gara con l'Inghilterra. Il Belgio termina comunque la manifestazione classificandosi quarto.

Con la nazionale Pfaff è protagonista di un curioso episodio nel 1987: durante una gara nei Paesi Bassi è oggetto di lanci di ortaggi e frutta dagli spalti, e lui si mangia, appoggiato al palo, una mela raccolta da terra.

Dopo il ritiro Ha partecipato al reality show De Pfaffs , andato in onda nel 2003 e basato sulle vicende della sua famiglia.

È apparso come guest star nella serie televisiva tedesca Tempesta d'amore, interpretando se stesso.

Statistiche Tra club e nazionale, Pfaff ha collezionato 659 presenze e subìto 661 gol. Cronologia presenze e reti in nazionale

Palmarès Giocatore Club Campionato belga di seconda divisione: 1 Beveren: 1972-1973

Beveren: 1977-1978

Beveren: 1978-1979

Bayern Monaco: 1984-1985, 1985-1986, 1986-1987

Bayern Monaco: 1983-1984, 1985-1986

Bayern Monaco: 1987

Individuale Soulier d'or: 1 1978

All-Star Team del campionato mondiale: 1

Portiere dell'anno IFFHS: 1 1987

Inserito nel FIFA 100 (2004)

Note

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