Visages, villages è un documentario francese del 2017 diretto da Agnès Varda e JR.
Al Festival di Cannes 2017 ha vinto il premio de L'Œil d'or, mentre nell'ambito dei Premi Oscar 2018 ha ricevuto la candidatura nella categoria "miglior documentario". Con questa candidatura Agnès Varda è diventata la persona più anziana a venire candidata a un Oscar competitivo.
Trama Agnès Varda e JR attraversano la Francia rurale dal nord di Parigi fino al porto di Le Havre per conoscere storie di gente comune, fermandosi solo in villaggi lontani dal turismo di massa: lo sguardo della regista e quello del giovane artista, due generazioni a confronto, si incontrano nel tentativo di cogliere, per mezzo della fotografia, tutta l'eccezionalità della vita quotidiana.
In ciascun luogo visitato JR creerà giganteschi ritratti in bianco e nero degli abitanti che andranno a ricoprire case, fienili, facciate di negozi, ogni superficie libera. Così facendo doneranno grandezza a quelle persone; non una grandezza da supereroi, ma una grandezza umana, da persone in carne e ossa quali sono. I due conoscono (e fotografano) operai, formaggiai, camionisti, in una sorta di ricognizione della Francia rurale, attraverso la quale le immagini che affiorano sono giocose, spettrali, belle e commoventi.
Produzione
Prodotto da Rosalie Varda, si tratta del penultimo film di Agnès Varda, un omaggio esplicito al cinema letteralmente personificato da Jean-Luc Godard e Jacques Demy, il primo che viene fatto rivivere da JR con i suoi costanti occhiali scuri che si toglie eccezionalmente per lei facendo rivivere una scena di Les fiancés du pont Macdonald, episodio tratto da Cléo dalle 5 alle 7, il secondo che si percepisce nelle lacrime, autentiche, della regista a suggello del film.
Distribuzione Distribuito da Canal+, contrassegnato da Arte , MoMa, Rouge International, Social Animals, Ciné-Tamaris, l'opera è disponibile nel web.
Accoglienza Unanime l'accoglienza entusiasta all'uscita del film. Su L'Avvenire Alessandra De Luca scrive che si esce «riconciliati con il mondo e con se stessi dalla proiezione di Visage, Village, un'opera di vera e propria poesia realizzata sulle strade della Francia da una strana coppia di artisti, tra umorismo e memoria e tenerezza». Su Libération viene dato un grande spazio al film, degno dell'arco di tempo che coinvolge la regista ottantottenne e il collagista fricchettone trentaquattrenne.
Critica Dopo il Festival di Cannes il film viene presentato in Italia alla Fondazione Prada e nella scheda di presentazione si trova scritto che «Questo ironico road-movie ripercorre una serie di incontri casuali e l’amicizia che cresce tra due autori di generazioni diverse, accomunati da un’autentica curiosità per le persone e le loro esperienze private. In quest’opera l’approccio documentario è arricchito da uno sguardo soggettivo e un atteggiamento di complicità che si crea con i personaggi raccontati».
Giulia Lavarone ha scritto come in Visages, villages la regista abbia evitato il pittoresco, «lo stereotipo del bel paesaggio francese scandagliato (ispirandosi agli impressionisti) in Il verde prato dell'amore (Le Bonheur, 1964), ambientato nell'Ile-de-France, o nel corto "turistico" (su commissione) Du côté de la côte. [...] Nel più tenero universo di Visages, Villages porzioni anonime di spazio, [...] diventano protagonisti, chiamando in causa e rimettendo in gioco la nozione contemporanea di "paesaggio": [...]».
Riconoscimenti (parziale) 2018 - Premio Oscar Candidatura al miglior documentario 2017 - Festival di Cannes L'Œil d'or
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Film documentari francesi