Biografia Ingegnere praticante nell'ufficio tecnico del comune di Torino nel 1883, Daniele Donghi inizia la professione sotto l'egemonia culturale di Camillo Boito, in anni cruciali per lo sviluppo del Paese. L'incarico più significativo di questo periodo giunge con il concorso per il teatro di Varallo Sesia (1896), dove utilizza per la prima volta il calcestruzzo armato.

Dal 1896 al 1900 è ingegnere capo dell'Ufficio tecnico del comune di Padova; suo è il progetto del cavalcavia di Borgomagno (l'estetica di tale opera nel 1960 verrà gravemente compromessa a seguito del raddoppio delle corsie).

Nel 1900 entra a far parte della Società G. A. Porcheddu per costruzioni in calcestruzzo armato, a quel tempo una delle più importanti realtà che progettavano e realizzavano manufatti in calcestruzzo armato in Italia, utilizzando il brevetto Hennebique, e viene nominato direttore della filiale milanese dell'impresa.

Nel 1904 è nominato ingegnere capo dell'Ufficio tecnico del comune di Venezia, dov'è ricordato soprattutto per il contributo dato nella ricostruzione del campanile di San Marco, crollato il 14 luglio del 1902. Inoltre si interessa della sistemazione del quartiere di Sant'Elena e dei problemi della comunicazione con la terraferma della Giudecca e del Lido.

Nel 1907 ottiene la libera docenza in Architettura tecnica al Politecnico di Milano e nel 1910 diventa professore ordinario della stessa materia all'università di Padova, trasferendovisi, fino al 1935.

Nel 1936 diviene Professore Emerito dell'Università di Padova e Grand'Ufficiale.

Muore a Padova nel 1938.

Daniele Donghi e il calcestruzzo armato Daniele Donghi si interessa fin da subito alle costruzioni in calcestruzzo armato. Entrando nella società dell'ing. Porcheddu, anche se per breve periodo, sperimenta le numerose possibilità della nuova tecnologia che può essere applicata a diverse tipologie di edifici. Anche successivamente, quando diventerà dipendente del comune di Venezia, continuerà a collaborare con l'ing. Porcheddu: nel Veneto si contano 13 progetti realizzati insieme, in Piemonte 3, in Lombardia 3Archivio Società ing. G. A. Porcheddu, Politecnico di Torino Dipartimento DISEG. Numerosi suoi edifici hanno una struttura in calcestruzzo armatoQuasti tutti vedono la collaborazione per le strutture con l'ing. Giovanni Antonio Porcheddu e la sua impresa di costruzioni tra i quali: l'asilo notturno Umberto I in via Ormea a Torino (1896-1898), il magazzino Ansaldi (1903) in corso Principe Umberto a Milano, il teatro sociale di Rovigo, distrutto da un incendio nel 1902 e ricostruito nel 1904. Il teatro di Rovigo rivela una approfondita ricerca di soluzioni progettuali per garantire una ottima resistenza agli incendi: oltre al calcestruzzo armato per le strutture, vengono impiegati tavelloni di gesso ignifughi brevetto Bruckner e una serie di altri accorgimenti tecnologici ed impiantistici. Dello stesso anno è casa Marangoni (1904) in via Tiziano angolo via Nizza a Torino, la quale denuncia, fatto inusuale per l'epoca, la struttura in calcestruzzo armato anche in esterno, pur dissimulandola come paramento decorativo. Si possono citare inoltre la scuola elementare "Giuseppe Mazzini" a Bassano del Grappa (1904-1908) o ancora il villino Donghi (ovvero costruito come sua residenza) al Lido di Venezia (1905-1906). Una delle opere che ebbe più eco al tempo è stata appunto la ricostruzione del Campanile di San Marco di Venezia, crollato nel 1902 e ricostruito esternamente esattamente tra il 1909 e il 1912 identico a quello storico, ma con una struttura in calcestruzzo armato che consentiva un estremo alleggerimento dei carichi.

Attività pubblicistica Fin dagli esordi della sua professione, Daniele Donghi ha sempre alternato il ruolo di funzionario pubblico a quello di intellettuale, pubblicista e docente. E' fondatore e direttore di due periodici, «Memorie di un architetto» (1890-1895) e «L'Architettura pratica» (1899-1906). Donghi è inoltre autore del Manuale dell'architetto, una fondamentale opera editoriale apparsa in 10 volumi (1905-1935) e pubblicata dalla UTET, che ebbe un notevole successo, in quanto precedentemente i tecnici italiani dovevano basarsi su manuali tedeschi. Durante la sua carriera ha pubblicato oltre centro tra articoli, recensioni, atti di convegno, pubblicazioni.

Opere Progetti principali 1881-1883 - Scuola "Giovanni Antonio Rayneri", Torino

1888 - Casa Artero, con Luigi Belloc, Torino

1891 - Casa Dompè, Pinerolo (TO)

1896-1897 - Teatro civico di Varallo Sesia (VC), con Giuseppe Negri

1896-1898 - Asilo notturno "Umberto I", con Natale Cerri, Torino

1897-1899 - Scuola elementare maschile e femminile, scuola normale maschile, asilo infantile "Lucrezia degli Obizzi", Padova

1898-1901 - Cavalcavia della stazione (di Borgomagno), Padova

1899 - Progetto di consolidamento del Caffè Pedrocchi, Padova

1902-1904 - Casa Marangoni, con Lorenzo Parrocchia, Torino

1903-1904 - Teatro sociale, Rovigo

1904-1908 - Scuola elementare "Giuseppe Mazzini", con Giuseppe Indri, Bassano del Grappa (VI)

1905-1906 - Villino Donghi, Lido di Venezia

1905-1912 - Ricostruzione del campanile di San Marco, Venezia

1906-1909 - Scuola elementare "Giacinto Gallina", Venezia

1906-1910 - Progetti di collegamenti translagunari, Venezia

1909-1910 - Progetto di quartiere residenziale a Sant'Elena, Venezia (non realizzato) 1910-1911 - Teatro delle Varietà, Abano Terme

1910-1931 - Scuola di ingegneria e architettura, Istituto di fisiologia e altri interventi per la Commissione edilizia dell'Università degli Studi, Padova

1913-1916 - Cassa di risparmio di Padova

1913-1920 - Scuole elementari di Arquà Polesine (RO), con Mario Felice

Archivio Il fondo Daniele Donghi è conservato presso l'Università IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Archivio Progetti.

Note

Bibliografia R. Fabbrichesi Daniele Donghi commemorazione, Regia Università degli Studi di Padova. Annuario per l'anno 1938-1939, Padova, 1938 M. Velatta, Daniele Donghi ed il suo contributo alla tecnica architettonica italiana, Trieste, Stabilimento tipografico nazionale, 1940 (estratto da «Tecnica italiana», maggio 1940, 5 B. Signorelli, Donghi Daniele e Donghi Felice, ad vocem, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, vol. 41, 1992, ISBN 88-317-9171-0. Daniele Donghi: i molti aspetti di un ingegnere totale, a cura di G. Mazzi e G. Zucconi, Venezia, Marsilio, 2006. Daniele Donghi (1861-1938) Inventario analitico del fondo archivistico, a cura di Sabina Carboni, Venezia, IUAV, 2015

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